Ho sempre
tifato brasile
sai com’è, essendo
nato a belo horizonte
capitale del minas gerais
petalo di rododendro
della pampulia
e città a forte trazione
di catena di montaggio
mai visitata
in quanto c’ho strizza
di pigliare il volo
e prendere l’aereoplano
essendo nato li
tra quelle terre
che si resero indipendenti
per i fatti loro
da una famiglia
di perfetti sconosciuti
non c’è nessun motivo
che mi induca a tifare
altre nazionali
tipo chessò
san marino seborga
lichenstain lussemburo o isole far oer
ecco, il brasile
come i miei amici di vecchia data
sanno, tipo i cuneesi
o i torinesi
il brasile calcio dicevo
ha sempre tirato fuori il peggio di me
specie quando perdeva
ricordo ancora
dei veri e propriii sfoghi di rabbia
tipo come nella finale del ’98
che vidi alla festa dell’unità
che si faceva in un grosso parco
a cuneo
ero giovincello
e in tema di brasile
parecchio fumantino
c’avevo la mia maglietta
il mio bandierone
e a fine partita
dopo le tre sberle serviteci
garbatamente dai transalpini
ricordo l’arma della beneamata
che faceva fatica a tenermi a bada
il brasile m’ha sempre toccato
sul vivo, sul nervo scoperto
non so perchè, ma so che è così
e all’epoca a chi mi
turlupinava il brasile
per molto meno ci toglievo
il saluto, ma non basta
per il mondiale teutonico
del 2006, quello post calciopoli
tanto per intenderci
decisi di prendere qualche repetita
di portoghese da una vecchia
conoscenza brasiliana
che soggiornava sotto la mole
così, giusto per
gustarmi la canarinha
in compagnia della comunità
brasiliana di torino
e non fare la figura
del tipo oriundo che va li
a fare l’animale da rimorchio
cioè, ci tenevo
perché mi sentivo uno di loro
per la cronaca anche quel mondiale
andò in vacca
che ci stavano il fenomeno e adriano
sovrappeso, roba tipo wrestling o sumo
ricordo però con gaudio
la finale di copa america del 97
vista in un noto pub a confreria
di quelli che ci stavano i giochi da tavolo
la davan su tmc, tipo a mezzanotte
il brasile ebbe ragione della bolivia
si giocava a lima, alta quota
per la bolivia, là davanti
ci stava el diablo etchaverry
e il fortissimo portiere trucco
il brasile tra gli altri c’aveva edmundo
che gli partì la sgomitata
e fu espulso, a fine partita
mario jorge lobo detto zagalo
tecnico della selesao
punto l’indice dritto in camera
tipo come una madonna pellegrina
che si rivolge alla folla di devoti
e col pianto trattenuto a stento disse
-pra voce! Che in portoghse stretto
significa -suka!
Ci sono stati certi brasili
che vederli all’opera
era qualcosa di sopraffino
che poi dico, io manco
la ci ho visto i migliori
tipo che nelle notti magiche
a italia 90, il pibe de oro
mise gocce di lexotan nel thè caldo
a claudio branco che
dopo un primo tempo sontuoso s’appisolò
così che dieghito lanciò in porta
il biondissimo sbambone claudio caniggia
ahahah, emozioni senza pari
ma era tutta un altra italia
analogica con totò schillaci che ruba le gomme
e craxi e de michelis
e de mita e andreotti
e luca cordero di montezemolo
il figlio manco troppo celato
dell’avvocato agnelli
e gianna nannini e edo bennato
e “ciao” quella mascotte brutta rachitica
e pure un tantino pedofila
e poi i pupazzetti dell’ip
il calendario di valeria marini avvolto nel tricolore
che agli adolesenti allupati
faceva andare le polluzioni su di giri
si insomma la vecchia scuola
stadi che parevano vimana
tanta tanta roba
ma tornando a bomba sul brasile
roma fringe festival 2014
il brasile gioca in casa il suo attesissimo torneo
siamo agli sgoccioli
semifinale colla germania
anche per me, finale
nella sezine stand up
all’epeoca facevo ancora teatro
non c’erano gli stupidi tamponi
lo stupido nazista green pass
gli stupidi vaccini del caxxo
e la gente non s’era ancora bevuta
del tutto la cerveza
ecco, m’esibivo alle 22.30 sul palco b
mentre sul palco c alle 22.00 davano la partita
le ho tentate tutte
ho provato a isolarmi in tutti i modi
con la musica nelle orecchie
ma non ce lo fatta
dopo venti minuti il brasile stava già sotto
di cinque gol, ero a pezzi, ma dovevo esibirmi
ecco il segnale, tocca a me
dunque, chi fa teatro chi è avvezzo alla scena
sa cha la sola e unica regola per portare
a casa la serata e che ti diverti tu
se tu ti diverti spacchi il palco
altrimenti spacchi i coglioni
ecco, non ce lo fatta, stavo
colle lacrime agli occhi
e colla platea debordante
ho mandato tutto affanculo
e mi sono fatto squalificare
ed è li che ho pensato
che una semplice banalità tipo
il brasile col pallone ai piedi
mi suscita (va) una tale emotività
che non, non sono mai stato
un perfetto professionista
ma vabbè, sti caxxi
quello è il passato
e quel giovan bartolo botta
non esiste più
il covid e il vax, la psicosi del siero genico
hanno contribuito
a calare il sipario
su tanta di questa merda
e ha sollevare veli
veli e maschere e va bene e va bene e va bene così
perché forse è così che doveva andare
il teatro mi manca
e mi mancherà sempre
quel teatro quei tempi, proprio no
e come diceva sua maestà o ray pelè -obrigado!