Giovan Bartolo Botta

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Sesso spinto in democrazie occidentali liberali

In poesie di quarantena, polverie o poesie on novembre 30, 2023 at 4:34 PM

Non so

non capisco

che mi successe

in quelle terre di mezzo

in quel fazzoletto di vacche magre

là dove il sole batte solo

se stimolato nell’ano

non so, non capisco, non voglio sapere

ho gettato nel cesso la carne

ho scippato carne

a chi come me

pensavo fosse fatto di carne

ho disonorato le ore del giorno

ho derubricato la notte

mi sono smarrito, smarrito nel cibo

nel cibo, sul cibo, col cibo, tra il cibo

ho orinato sul cibo

ho sputato sul cibo

ho sbertucciato il cibo

ho perculato il cibo

ho fatto uso indigesto del cibo

modellato, usato

manipolato, disilluso, illuso, il cibo

mi sono servito del cibo

per fare le feci, solo per farne le feci

non so che è successo

in quella terra di mezzo

terriccio di arsura e scorpioni

ho preso il cibo di sponda

l’ho riempito di sberle, come se fosse una troia

ho fatto tre passi indietro

tre passi avanti e tre passi di lato, cibo alla mano

ho gridato nel cibo

ho percosso il boccone di pane

ho ejaculato nel cibo

sborrato, nel cibo, sul cibo, col cibo, tra il cibo

pietanza, vivanda

vettovaglia, pagnotta, pappa, provvista

ho bisogno di rubare i tuoi viveri

cerco di ficcare la lingua nel cibo

cerco di fiaccare la resistenza del cibo

il cibo, indietreggia

mi vede, ha paura, trema, suda

perde conoscenza, sbratta, sviene

teme che gli venga fatto del male

per infatti, la mia essenza

la mia peculiarità, e che non sono commestibile

come chi si diletta col cibo

sono un boccone amaro, un pervertito, un perverso

un boccone amaro, velenoso

guasto, repellente, ripugnante, stomachevole

sono fatto a immagine e somiglianza del cibo

il cibo è il mio dio, e io il suo profeta e puttana slabbrata

colgo il nirvana nel cibo, meglio se con lo zucchero aggiunto

vivo di cibo e voglio crepare debordante di cibo

il sangue, gli spari, i massacri, lo sgarbo, non è roba per me

sono un tipo occidentale, il più bello del reame

io penso ad ingozzarmi

l’ideologia pensi a morire!







































































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Sesso
spinto in democrazie occidentali liberali

Non
so

non
capisco

che
mi successe

in
quelle terre di mezzo

in
quel fazzoletto di vacche magre


dove il sole batte solo

se
stimolato nell’ano

non
so, non capisco, non voglio sapere

ho
gettato nel cesso la carne

ho
scippato carne

a
chi come me

pensavo
fosse fatto di carne

ho
disonorato le ore del giorno

ho
derubricato la notte

mi
sono smarrito, smarrito nel cibo

nel
cibo, sul cibo, col cibo, tra il cibo

ho
orinato sul cibo

ho
sputato sul cibo

ho
sbertucciato il cibo

ho
perculato il cibo

ho
fatto uso indigesto del cibo

modellato,
usato

manipolato,
disilluso, illuso, il cibo

mi
sono servito del cibo

per
fare le feci, solo per farne le feci

non
so che è successo

in
quella terra di mezzo

terriccio
di arsura e scorpioni

ho
preso il cibo di sponda

l’ho
riempito di sberle, come se fosse una troia

ho
fatto tre passi indietro

tre
passi avanti e tre passi di lato, cibo alla mano

ho
gridato nel cibo

ho
percosso il boccone di pane

ho
ejaculato nel cibo

sborrato,
nel cibo, sul cibo, col cibo, tra il cibo

pietanza,
vivanda

vettovaglia,
pagnotta, pappa, provvista

ho
bisogno di rubare i tuoi viveri

cerco
di ficcare la lingua nel cibo

cerco
di fiaccare la resistenza del cibo

il
cibo, indietreggia

mi
vede, ha paura, trema, suda

perde
conoscenza, sbratta, sviene

teme
che gli venga fatto del male

per
infatti, la mia essenza

la
mia peculiarità, e che non sono commestibile

come
chi si diletta col cibo

sono
un boccone amaro, un pervertito, un perverso

un
boccone amaro, velenoso

guasto,
repellente, ripugnante, stomachevole

sono
fatto a immagine e somiglianza del cibo

il
cibo è il mio dio, e io il suo profeta e puttana slabbrata

colgo
il nirvana nel cibo, meglio se con lo zucchero aggiunto

vivo
di cibo e voglio crepare debordante di cibo

il
sangue, gli spari, i massacri, lo sgarbo, non è roba per me

sono
un tipo occidentale, il più bello del reame

io
penso ad ingozzarmi

l’ideologia
pensi a morire!

Danneggiati da vaccino – la testimonianza di Toni Taffo

In attualità on novembre 30, 2023 at 4:01 PM

Toni Taffo ha oggi 49 anni e vive nelle Marche, la sua vita trascorreva tra gli alti e bassi di una vita semplice, ottima salute, di mestiere giardiniere, si prendeva cura delle piante di una casa di riposo per anziani. Rose, siepi, prato. Fino al 5 luglio del 2021, quando, costretto dal datore di lavoro e dai legami affettivi, si è sentito obbligato a eseguire la somministrazione anticovid Pfizer per ottenere il Green Pass.

L’intervista a Toni Taffo, una vita stravolta da una puntura

Grazie Toni per averci raccontato la sua testimonianza, è molto preziosa per tutti noi.

Grazie a voi. Inizio a raccontare dal giorno precedente a quello in cui la mia vita è cambiata. Il 4 luglio ero al mare, ero felice, e nonostante le pressioni sociali sapevo solo che non mi sarei vaccinato perché quel farmaco è sperimentale e su di esso vige il segreto militare, non sono un medico ma troppe cose non tornano.

Senonché il giorno dopo non mi è stato permesso di entrare al lavoro mostrando il risultato negativo del tampone e mi è stata richiesta quella che chiamano vaccinazione. Sulla strada del ritorno verso casa ho chiamato il mio medico di base per chiedere se poteva esserci un’alternativa a questa somministrazione e lui mi disse che non ce ne sono, e di pensarci perché nei prossimi tre giorni non avrebbe avuto tempo per farmi l’iniezione. Prima di attaccare gli ho risposto che ci avrei pensato.

Oltre alla paura di perdere il lavoro, lo shock per l’ingiustizia che mi sembrava di subire, è iniziata una piccola discussione con la mia compagna che temeva perdessi il lavoro e saltasse il nostro trasferimento nella sua città natale. Proprio in quel momento il mio medico di base mi telefona e mi dice che sono proprio fortunato perché ha trovato appena mezz’ora del suo tempo per eseguire la vaccinazione e ne dovrei approfittare. Così, vado e scopro il braccio.

Erano momenti concitati, dal punto di vista professionale, relazionale, ha preso in pochi minuti una scelta diversa da quella che aveva già ponderato da mesi.

In pochi minuti ho buttato via i miei ideali di libertà, la mia salute, e la storia con la mia compagna è anche finita. Io non provo rancore verso di lei, anzi le voglio molto bene, anche se sento di aver tradito me stesso per rovinarmi.

La dose Pfizer e poi l’impossibilità di deglutire

Cosa le è successo dopo la prima dose Pfizer del 5 luglio?

Dopo circa due ore ho iniziato a sentirmi bruciare il corpo, ero agitato, ma pensavo potesse essere anche l’ansia di aver fatto qualcosa che non volevo fare, poi dopo due giorni è arrivato il nodo alla gola, un senso di soffocamento. Non ho dormito per tutta la notte, non mi è mai successo nella vita. A tre giorni dalla vaccinazione ero a tavola e non riuscivo più a deglutire. Allora ho provato a mangiare cibi semi liquidi ma dopo alcuni giorni non riuscivo a deglutire più nemmeno quelli, una notte mi stavo strozzando con la mia stessa saliva. Qualcosa di doloroso si contorceva nella mia gola. Ho fatto diversi accessi al pronto soccorso ma non mi ricoveravano, mi inserivano nelle liste d’attesa. Due dottoresse private che sono venute a visitarmi a casa hanno fatto una relazione scrivendo che ero in pericolo di vita. Ho chiesto aiuto ad un mio amico avvocato che ha scritto una pec all’ospedale perché ricevessi immediata assistenza. Sono stato ricoverato nel reparto di Neurologia e dalla risonanza magnetica è emersa un’alterazione a livello mesoencefalico di dubbia interpretazione.

Toni, abbandonato in casa senza potersi neppure alimentare

Quindi lei è stato diversi giorni senza alimentarsi, con questo dolore in gola e privo di qualsiasi assistenza medica.

Sì, ma ancora non sapevo che il peggio doveva venire, perché poi sono stato un anno allettato. Prima pesavo 76 kg, sono arrivato a pesare 59 kg.

Sulle sue cartelle cliniche veniva trascritto, solo come dato riferito dal paziente, che lei aveva iniziato ad accusare questi sintomi a poche ore di distanza dalla vaccinazione?

No, non lo hanno mai riportato. Omettevano sempre questo dato. Io volevo che venisse scritto, almeno come informazione, mi sembrava rilevante.

Poi sono stato dimesso senza una diagnosi certa. Dopo un paio di mesi che mi seguiva il reparto nutrizionista, sopravvivevo con flebo e progressivamente pochi liquidi. Perdevo peso, tono, muscoli e vitalità sempre di più. Mi stavo prosciugando.

Nei mesi successivi sono spuntate delle macchie sulla lingua, non sentivo neanche più i sapori. Dopo alcuni esami, circa sei mesi dopo il vaccino, mi è stato diagnosticato un pre-cancro grave. Lo ha diagnosticato l’ospedale di Loreto, ma sono stato ricoverato ad Ancona. Non c’è alcuna terapia per questa malattia, bisogna solo sperare che il cancro non degeneri.

In seguito mi sono state diagnosticate anche una fibromialgia e una pericardite.

Toni: pre-cancro, fibromialgia e pericardite dopo la terapia genica anticovid

Oggi come sta? Ha provato delle cure “non ortodosse”?

Ho provato l’ozonoterapia e vari integratori ma non hanno avuto alcun effetto. È difficile trovare delle cure perché ogni lotto di quel veleno conteneva sostanze diverse. Ho conosciuto un mio coetaneo che ha le mie stesse patologie, ha avuto anche una ischemia (che secondo diversi medici ho avuto anche io). Dopo la prima dose non ha accusato alcun sintomo, ma in seguito alla sua seconda dose di vaccino -la quale è numerata con lo stesso lotto- ha avuto i miei stessi problemi, come può essere un caso?

Oggi mi sento sempre fiacco, deglutisco solo liquidi, ho problemi di memoria e confusione mentale, non posso lavorare e sono certificato invalido al 75%, sono solo e neppure mia sorella mi parla più.

Vivo per la mia cagnolina che si chiama Op. Sono arrabbiato soprattutto con me stesso, ma non ho paura perché io conosco la verità e so che è stato fatto molto male alla popolazione italiana. Non è stato frutto di errori, ci hanno usati come cavie e sapevano quello che stavano facendo. Questo per me si chiama genocidio, così ha deciso il nostro vero governo che si trova negli USA.

Il condizionamento mentale che ci è stato fatto era davvero pressante, forse se lei potesse provare a perdonarsi potrebbe stare meglio anche fisicamente. Mi scusi, posso chiederle perché sua sorella non le parla?

Dice che sono pazzo perché il vaccino non c’entra nulla con le mie malattie.

Un paziente “scomodo”

Scusi se mi permetto. Io credo che queste persone adottino un meccanismo di difesa chiamato negazione: temono che possa accadere anche a loro e di essere state prese in giro con la “campagna vaccinale”. E così negano che possa essere accaduto ad altri. Non è una giustificazione, cerco solo di capire come mai accade questo tipo di respingimento violento da parte di molte persone con le quali dialogo.

Credo anch’io che sia così. Non tutti possono accettare quello che è successo. Il mio corpo è per molte persone qualcosa di spaventoso, gli mette davanti il fatto che anche a loro potrebbe accadere di ammalarsi.

Quando l’ospedale di Ancona ha eseguito la seconda risonanza magnetica sono successi una serie di fatti “sospetti”: mi è stata fatta senza liquido di contrasto quando il medico la aveva prescritta con esso, mi è stato detto che la prima risonanza era alterata perché mi sarei mosso, ma se ero anestetizzato!? Credo di essere un paziente molto scomodo e si cercano di confondere le acque del mio caso.

Lei è in contatto con gruppi di supporto medico e psicologico e di denuncia collettiva per ciò che ha subito?

Sì, sono in stretto contatto con il Comitato Danni Collaterali e con il Comitato Ascoltami, anche perché sono stato uno dei più gravi casi di danneggiati da vaccino anticovid, ho conosciuto persone care ma è difficile vederci. Credo ancora e nonostante tutto che la verità sia più forte di qualsiasi crimine.

Giulia Bertotto

De gustibus

In racconti di quarantena, racconti o resoconti on novembre 29, 2023 at 4:22 PM

Quella tizia. Era politicamente. Una pacifista. Una pacifista convinta, fanatica, esemplare. Una pacifista. Da sempre. Una pacifista. Da quando alle elementari. Ha cominciato. A seguire il corso di boxe francese. E savate. Una pacifista. Lo è ancora adesso. Una pacifista. Di quelle accanite. Invasate. Fissate colla pace. Che se gli parli di guerra. Le prudono le mani. Diventa violenta. Aggerssiva. S’innervosisce. Comincia a insultare. A bofonchiare volgarità a casaccio. -stronzo, minchia vestita, pezzo di merda, figlio d’androcchia! Per lei, non ci sta giustificazione per la guerra. Nessuna giustificazione. Specie per le guerre preventive. Quello dove si capisce lontano un miglio. Che se le sono acchitate. A tavolino. Quelle dove entrambi i contendenti. Sono d’accordo. Tipo come, in tutte le guerre. Vabbè, facciamo quasi tutte. Togliamo dall’elenco. Le esoguerre. E le guerre intergalattiche. Magari pure quelle siderali. E comunque. Quella tizia. È una pacifista. Una pacifista convinta. Di quelle che alleva solo colombe. Colombe della pace. Di quelle che c’ha il ramoscello d’ulivo. Tatuato sul coccige. Di quelle che quando ci sta il corteo per la pace. Sta sempre in prima fila. A cercare lo scontro con le guardie. Il suo apice, fu quando in piazza. A Cuneo. Durante il corteo pacifista. Intitolato “No alla Guerra No a Saddam”. Riuscì di soppiatto. Ad afferrare per la faccia una guardia. Un commilitone. Un soldato semplice. Uno di quei giovanotti imberbi e sbarbatelli che lo Stato usa come Playmobil. E a succhiargli via un occhio. Che all’epoca i colleghi. Per scanzonarlo. Lo chiamavano Polifemo. Che allora lui. Ha accannato l’arma. Ha tagliato il cordone ombelicale. Con la famiglia d’origine. Ha mollato la morosa. Ha sparato al cane con la Beretta. S’è arruolato nell’esercito. S’è fatto spedire al fronte. Ed è crollato. Al seguito. Di 48 vaccinazioni. Di quelle mancicche che inoculavano alle cavie miltari. E comunque, la tipa è una pacifista. Una pacifista convinta. Con simpatie per l’intero arco parlamentare. Purché si predichi la pace. La pace nel mondo. E sta tizia è una pacifista. Una pacifista fanatica. Fatto salvo. Che prova un attrazione fatale. Ovviamente sessuale. Ma a tratti anche sentimentale. Per i più grandi guerrafondai della storia. È una cosa che non sa spiegarsi. È stata pure in analisi. Per anni. A cercare di raccapezzarci qualcosa. Ma nisba, è più forte di lei. Ogni volta che apre un libro di Storia. Che ci vede la foto. Di qualche tiranno guerrafondaio. Le si bagna la passera. Era così già alle medie. È così da sempre. C’è nata così. Non lo ci è diventata. C’è nata. Nata e cresciuta. Con sto tarlo. Sarà la mancanza. Da fanciulla. Della figura paterna. Il papà s’è sparato in bocca. Quando lei era piccina. Sparato in bocca. Per debiti di gioco. Sarà che entrambi i nonni. Sono crepati presto. Crepati, di tisi. Sarà quel che sarà. Sarà che c’ha Marte in Ariete. Che con Venere in Scorpione. Indirizzano la sua libido. Sul versante torbido/masochista. Con predilezione per l’uomo tutto d’un pezzo. Il patriarca. Il capostipite. Il maschio alfa, manipolatore gradasso. Che si fa capire a gesti. Con la mano pesante. E il fiato che sa di liquore. Fatto sta. Che questa è la sua natura. Vede il baffino. Il baffino di Hitler. Che le ricorda tanto. I frizzi i lazzi e gli sberleffi di Charlie Chaplin. E le piglia di sditalinarsi. Vede il baffone. Il baffone di Stalin. Che le ricorda tanto. Il torpore accudente d’un Babbo Natale. E le piglia di sgrillettarsi. A scuola. Quando vide per la prima volta la foto del duce. Che a torso nudo. Taglia il grano. Per poco, non rimase incinta. La eccitano tutti i presidenti degli States. Tutti tranne Trump. Che è l’unico che non ha mosso guerre! -che mezza sega dio fa! Ma sarà già un uomo questo, minchia dio fa! L’altra sera al corteo per la Palestina. È stata dura, trattenere il mugolio d’eccitazione. Quando s’è mostrato un breve filmato. Del premier israeliano Bibi Netanyau. Che In mimetica. Aderenza panza. Aderenza bonza. Con tanto di caschetto & moschettone. Agita l’anulare sulla giugulare. Come a dire -qui s’è decapitato Hamas! -che fai Elly, piangi!? Le ha fatto un amica. -certo, certo, sono lacrime per la Palestina. Minchia dio fa! E sta tizia. È una pacifista. Una pacifista convinta. Una pacifista accanita. Scrupolosa. A tratti ossessiva. Ma le fanno sesso i guerrafondai. Non i calciatori, o i fotomodelli, o i divi di Hollywood. No, no. I gurrafondai. Che se mai. nel mondo. Vi sarà l’armistizio. -o no!

danneggiati da vaccino – ennesima testimonianza

In attualità on novembre 29, 2023 at 1:08 PM

Sono sempre stata una ragazza in salute non ho mai avuto problemi gravi , anzi sono stata una ballerina di danza classica per ben 13 anni sono sempre stata attivata ho frequentato palestre e corsi vari

un anno fa tutto e cambiato… ero d’accordo di fare questo siero? Assolutamente no.. perché? Perché non è mai stato sicuro , perché troppi effetti collaterali gravi, perché troppe morti improvvise di giovani ragazzi subito dopo , perché troppe bugie dietro questa storia, tanti medici si sono ribellati avvisando degli effetti devastanti che avrebbe potuto riportare … l ho passato sulla mia pelle , iniziano i primi problemi , da una semplice febbre alta a continue alterazione cardiache mai avute prima perché il mio cuore era sano !

Inizio a sentirmi male non respiravo più la pressione alle stelle i battiti al limite , prima eschemia cardiaca laterale , Qt allungato , mi dissero ,( è solo ansia generalizzata!) Qualche giorno dopo prolasso della valvola mitrale a riposo , e poi un secondo prolasso , i battiti aumentano sempre di più , prognosi sbagliata

li sento fuori dal petto , dico sempre che in questo arco di tempo ho imparato ad ascoltare il mio corpo e quando qualcosa non va me lo sento … arrivo ad un cardiologo privato in una clinica privata , dove mi propone un ricovero e un intervento , dovrebbero arrivare al cuore tramite le vene con dei piccoli cateteri tutto sotto i raggi ix e in anestesia locale … tanti nuovi accessi in PS codice abbastanza importante, settimane di prognosi nessuna attività fisica nessuno mi dà il consenso per il rischio di arresto cardiaco.. tante ecografie cardiaca , 8/9 ECG nel giro di pochi giorni tutti andati male… ricordo ancora quando mi dicevano che facevo terrorismo psicologico quando dicevo ” state attenti a queste cose che nemmeno loro lo sanno cosa può succedere! Alcuni addirittura mi bloccarono ( non che mi interessi) altri si vantavano di averlo fatto e soprattutto di averlo fatto fare ai loro figli , questo perché gli davano un assurdo attestato di coraggio” per fortuna nessuno ha toccato i miei figli fosse l’ultima cosa che fanno nella loro vita … ma noi siamo stati quasi costretti perché senza non potevi più nemmeno lavorare che vergogna ! Mio marito ha riportato immediatamente linfonodi ingrossati ci siamo stati dietro per mesi , per fortuna non ha avuto problemi trascinanti ma io adesso ogni giorno devo ringraziare di essere viva non essendo ancora fuori pericolo e rischiando un arresto cardiaco da un momento all’altro… ad oggi sono messa così ( allego foto) chiaramente si faranno tutti i test genetici questa e la mia situazione oggi in lista d’attesa per il ricovero nella clinica

tratto dalla pagina facebook Vaccino Anticovid Effetti Collaterali

E non c’è niente d’interessante nella pizza coll’ananas

In poesie di quarantena, polverie o poesie on novembre 28, 2023 at 3:55 PM

Quel tizio

lo sapeva

sapeva, che se

nel mondo ci stanno un sacco di cazzi

è anche colpa sua, anzi, è solo colpa sua

e lui, lui si sentiva in colpa, terribilmente in colpa

così in colpa, da non dormire la notte

e pigliava una fracca di sonniferi

ma non riusciva a chiudere occhio

l’insonnia lo divorava, gli rodeva da dentro

ogni tentativo di sogno, era un incubo che gli assassinava il riposo

e prima d’addormentarsi contava le pecore

ma niente, non riusciva a prendere sonno

perché, perchè si sentiva in colpa, fottutamente in colpa

si sentiva in colpa per i mali del mondo, tutti i mali del mondo

guerre, carestie, pestilenze, fame, sete

siccità, cavallette, libellule, abusi, stupri, sevizie

inquinamento, riscaldamento globale, crisi economica

tifare una squadra di calcio di merda che non vince mai!

-è anche colpa mia! urlava allo specchio

e poi, divorato dal senso di colpa

si dava testate sul muro, decise testate sul muro

cercando nel trauma cranico

un improbabile via d’uscita, dai mali del mondo

e forse, forse se fosse riuscito, con impegno, con insistenza

a raggiungere il coma, si sarebbe anche potuto esentare

esentare dai mali del mondo, da tutti i fastidi del mondo

ma nonostante l’impegno profuso

nel fare a pezzi il muro di casa con la nuca

il tizio non riusciva mai manco a rimediare

chessò, anche solo, una lieve commozione cerebrale, niente

bastava un cerotto, un poco di pomata

e tutto passava, non ci stava manco il bubbone

non ci stava manco il livido, l’ematoma, spesso manco sentiva dolore

l’unico vero dolore che lo scombussolava

era il sentirsi in colpa per i mali del mondo, tutti i mali del mondo

il suo senso di colpa era spudorato smodato

radicale invasato, a tratti psicopatico

che una volta ha letto sul giornale, nella cronaca nera

d’un marito geloso, geloso e manesco

che tornava a casa sbronzo e menava alla moglie

e lì, lì vergognandosi del suo stesso sesso

tizio, non ha più retto

s’è fiondato al circo, ha infilato

l’uccello nella gabbia del leone e ha imprecato

-forza, re della foresta fai il tuo dovere

divora questo inutile arnese di carne buono solo a fare la piscia

a fare la piscia, e se stai in salute, a provocare orgasmi, certo

ma solo se se stai in forma atleticamente perfetta, altrimenti è buio pesto

avanti leone, azzanna il pirilo, daje leone acchittate sta fava

ahò leone, e daje su, e fammè sta pompa!

Ma il leone, svogliato, ha continuato a ronfare

e allora, e allora è arrivato il pagliaccio

è arrivato il clown, assieme al domatore, assieme al trapezzista

assieme alla donna cannone, assieme a mangiafuoco

assieme al contorsionista, assieme al direttore del circo

che gli hanno fatto

-che cazzo fai tu lì!? Fuori dai coglioni!

E l’hanno corcato di botte

l’hanno corcato di botte, e lui, lui da eroe sensibile consapevole qual’è

sopraffatto dal senso di colpa, nel vedere che a sto circo di merda

ci stanno ancora tutti sti animali in gabbia

gli è salita la scimmia

ha aperto le gabbie, ha liberato gli animali

ha liberato le tigri, ha liberato i leoni, ha liberato gli struzzi, i fagiani, i tacchini

ha liberato i gorilla, ha liberato gli elefanti, ha liberato le gazzelle

ha liberato gli schiavi, che si sono fiondati sui loro carcerieri

e se li sono mangiati, se li sono pappati tutti

prima però, se li sono ingroppati, sodomizzati, al crudo

senza unguento, senza popper, senza sputazza, senza olio essenziale

senza manco avere la cortesia di smenarselo da davanti per sdebitarsi

specie, gli struzzi, gli struzzi sono stati i più accaniti, i più infoiati

e allora tizio, vedendo il guaio che ha provocato

coi cadaveri maciullati e l’inutile spargimento di sangue

sopraffato dal senso di colpa

ha impugnato la motosega, e ha fatto a pezzi gli animali

a pezzi, queste fiere feroci, carnivore

che hanno fatto dell’uomo sapiens un solo boccone

poi però, vedendo la terribile scena

di tutti sti animali fatti a brani

s’è sentito in colpa, terribilmente in colpa

ha cominciato a singhiozzare, a piangere, a colare dal naso

-è anche colpa mia dio fa!, ha gridato al settimo cielo!

E poi via, è corso da un associazione animalista

per autodenunciarsi e farsi frustare col cilicio

e tizio, si sentiva in colpa, in colpa per tutti i cazzi del mondo

e per ogni scippo, e per ogni furto, e per ogni strappo

si autoconsegnava alla polizia, al posto del ladro

-è colpa mia diceva!

Ma la polizia lo rimandava a casa dandogli del pazzo del paranoico

e allora lui, offeso, tornava in questura

e ci gettava dentro una bomba, una bomba tipo bombarolo

e faceva una strage, poi però si sentiva in colpa

si sentiva un cazzo di terrorista immondo

e allora per rimediare si presentava a processo

accompagnato da uno spaventapasseri come avvocato d’ufficio

chiedendo che gli fosse dato direttamente l’ergastolo

o in alternativa, la pena di morte tramite solletico ai piedi

che ancora non è prevista dal nostro codice penale

fatto salvo in caso di tribunale militare con allegato di legge marziale

e sto tizio, si sentiva in colpa, in colpa per tutti i mali del mondo

e se tu gli chiedevi perché, perché lo fai, disperato ragazzo mio

lui tendeva il braccio destro teso, mostrava il pugno sinistro chiuso

gonfiva il petto, tirava indietro la pancia, stringeva le meningi

e con fare ieratico ti gridava in faccia

-ascolta Israele il signore dio tuo, Allàh è grande e Maometto è il suo profeta, Dio C’è è ti fa un culo così, Buddità e Nirvana prima spiaggia a sinistra!

E poi schizzava via, a raccogliere con la bocca

i mozziconi di sigaretta che la gente getta per terra, fottendosene altamente

del decoro cittadino!

Una volta era così imparanoiato della fame in india

che s’è fiondato in india a piedi, e c’ha portato un panino di Mc Donad’s

ed era un tizio veramente invasato dal senso di colpa

che una volta s’è intrufolato all’Assemble Generale dell’O.N.U

è piombato sul palco ha fregato il microfono a chi stava di turno

e in disordine sparso ha chiesto scusa

-a Greta, ai giovani di ultima generazione, alle sardine

all’Unicef, alla Lipu, al WWF, a Save the Children

a Green Peace, a Emergency, alla Croce Rossa

a Occupy Pd, a Occupy Wall Street, agli Uti, ai Tutzi

ai Kurdi, agli Armeni, ai Palestinesi, ai diasporati ebraici

ai deportati, agli infoibati, ai segregati, ai giustiziati

ai gilet gialli, ai gilet arancioni, ai forconi, ai girotondini, al popolo viola

alle rivoluzioni colorate, all’universo arcobaleno, all’arcobaleno di frutta

all’universo femminile, all’universo maschile, all’intero universo mondo

ai batteri, agli esseri monocellulari, alle amebe, agli aminoacidi ramificati

ai virus, ai virus contraffatti in laboratorio, alle tossine, ai germi, ai microbi

ai “pro vita”, “ai fine vita”, ai “lascia che la vita faccia il suo corso”

a Madre Teresa, a Gandi, a Budda, a Martin Luther King

a Martin Lutero, così alla cazzo, a Malcom X, a Gargamella

a Kennedy, a Lincoln, a Jonh Lennon, a Mattei, a Aldo Moro

e persino al mai dimenticato Bettino Craxi

e il suo senso di colpa, era così opprimente, così soffocante

che un giorno gli ho fatto

senti amico, accanna, lascia perdere tutto sto senso di colpa

alleggerisci, alleggerisci il peso, molla la presa, molla la pressa

alleggerisci la coscienza, alleggerisci il portafogli

non è colpa tua se il mondo è come lo vedi

non è colpa tua se il mondo è come lo percepiscono i tuoi sensi sconnessi

cambia candeggio, cambia atteggiamento, cambia senso di marcia

sappi che in realtà, la montagna di menzogne su cui stai seduto

è infinitamente più gigantesca di quello che credi

a cominciare dalle reali fattezze del regno che ti ospita

ma lascia perdere, che non voglio anticiparti nulla, anzi, stappa una birra

e perché piuttosto che soffrire tutto sto senso di colpa

non provi piuttosto ad innamorarti, guarda che è la stessa cosa

anche li ti sentirai in colpa, sai com’è, farfalle nello stomaco

poi paura dell’abbandono, tradimento, stordimento, annichilimento dei sensi

mancanza di lucidità, le solite cose per cui vale la pena

scrivere poesie bruttine, lasciarsi andare, smettere di mangiare

farsi di eroina e bere a stomaco vuoto

e m’ha dato retta, e s’è innamorato, s’è innamorato follemente

s’è innamorato d’una tizia, che ama un altro

che ama un altra, che ama un altro, che ama un altra

che ama un altro che ama un altra

che ama un altro che ama un altra

che ama un altro che ama un altra

che ama un altro che ama un altra che ama un altro

che ama un altra che ama un altro

che ama un altra che ama un altro

che ama un altro che ama un altra

che ama un altra che ama un altro

che ama un altro che ama un altra

che ama un altra che ama un altra

che ama un altro che ama un altro

che ama un altro che ama un altra

che ama un altra che ama un altro

che ama tutti, che ama nessuno, che c’ho perso il conto

che ama i cani, che ama i gatti, che ami i fiori

che ama il calcio, che ama lo shopping

che non ama un cazzo di niente e di nessuno

e sono tutti quanti NARCISISTI PATOLOGICI

tutti quanti dal primo all’ultimo, NESSUNO ESCLUSO

di tutti i generi di tutti i sessi, compresi animali e piante

tutti narcisisti, patologici, e lui, sto tizio, è un dipendente affettivo

che così il senso di colpa, può perpetrarsi all’infinito, all’infinito

come una culla squarciata, come una ninnananna stonata

e non c’è niente di divertente in tutto questo

e non c’è niente d’interessante nella pizza coll’ananas!

millefoglie

In poesie di quarantena, polverie o poesie on novembre 27, 2023 at 4:47 PM

ma dove stiamo

ma dove cazzo stiamo

ma dove cazzo stiamo vivendo

che cos’è sto posto

che cazzo è sto posto

te lo sei mai domandato

te lo sei mai chiesto

è un ghetto uno scherzo un sorriso sforzato

una carnevalata una truffa un alzata di spalle

è una latrina un latrato un colpo di fulmine uno sguardo fatale

una gattabuia un evasione un tentativo di fuga

un carcere un carcere a cielo aperto

è una prigione, sbarre, sbarre dietro le sbarre

sbarre da dietro le sbarre, gabbia

muri, muraglie cinesi

mura invalicabili, voragini, burroni

chi c’ha messo qui

chi c’ha schiaffato qui

chi c’è dietro, dio o il diavolo, pentole o coperchio

chi ci sta dietro a tutto sto delirio

e tu, tu chi cazzo sei

tu chi sei

che cazzo vuoi

chi ti conosce

vattene, vattene via

esci, esci dal mio corpo

vattene, vattene via, sparisci

anzi no, resta, resta ancora un attimo

ancora un attimo, un attimo ancora

la solitudine mi eccita

la solitudine mi piace

mi spaventa, mi annichilisce

mi fagocita, m’uccide la solitudine

che cazzo è sto posto

che ci sta sopra

che ci sta sotto

che ci sta, tutto intorno, tutto intorno a noi

e niente è come sembra

niente, nessuno, tutti

nemmeno tu

nemmeno tu, che sembri

sempre così indigesto

sempre così distaccato

imperturbabile, distante

a tratti non pervenuto, assente

ma dove stiamo

che cazzo di posto è sto posto

che cos’è sto posto, tu lo sai, ne hai idea

sto strano posto, che ci stanno crisi, crisi di pianto

crisi di panico, attacchi di ansia

senso di nausea, peso alla testa, dito nel culo, cuore spezzato

mattone allo stomaco, crisi, crisi di nervi, mani che prudono

nervi tesi, nervi che saltano, pelle d’oca, fronte sudata

tutti che storcono il naso, tanta troppa irritazione

troppi che s’offendono

troppi che la prendono sul personale

sia chiaro, io per primo

io per primo, alla prima goccia, di sangue dal naso

chiudo i rapporti.

E non c’è niente d’interessante ad intraprendere il viale del tramonto

In poesie di quarantena, polverie o poesie on novembre 25, 2023 at 4:27 PM

Quel disforico

quel disforico di genere

detesta i maschi

tutti i maschi, tutti i tipi di maschi

biondi bruni grassi magri alti bassi

capelli lunghi capelli corti capelli puliti capelli unti

calvi glabri affetti da piorrea, senza piorrea

e quel disforico di genere

odia i maschi, tutti i tipi di maschi

a cominciare da se stesso, da lui medesimo

che prima era una donna

nata all’anagrafe con nome di donna

e cognome, aimè, da parte di padre

che poi però si sentiva uomo

ha fatto la transizione

è diventata uomo, uomo con nome di uomo

e cognome, aimè, sempre da parte di padre

poi però, ha scoperto che i maschi

gli stanno sui coglioni, mezzi maneschi, mezzi gradassi

e adesso, si sta sul cazzo abbestia

si schifa si detesta si disperzza si umilia si sputa

che la mattina, quando si alza

la prima cosa che fa, dopo gli esericizi di yoga

la barba la doccia la cacca la pipì il giornale la preghiera

e un abbondante colazione salata, sul modello anglosassone

con pancetta uova caffè nero bollente succo all’ananas e pane tostato

la prima cosa che fa la mattina

è dare una testata sul muro

così giusto per automutilarsi il cranio

giusto per autopunirsi d’essere maschio

e si da testate forti, sempre più mastelle

e si autoprovoca traumi cranci

sempre più traumi cranici

e si autoprovoca commozioni cerebrali

sempre più commozioni cerebrali

perché sto disforico di genere odia i maschi

tutti i tipi di maschi, a cominciare dal padre

il padre, un ricco campagnolo possidente

rispettato professionista stimato nell’ambiente

ben inserito nel circuito che conta

il padre, uomo colto piacente educato galante

il padre, un individuo distinto dalla mente aperta, certo

ma pur sempre un fottuto maschio alfa di merda

che a differenza degli altri padri, i padri dei suoi amici

tutti puttanieri accaniti tutti mezzi sifilitici

tutti fedelissimi clienti di prostitute minorenni

lui, è rimasto nei secoli fedele alla mamma

proprio come succede nelle tipiche famiglie del “mulino bianco”

e sto disforico di genere

odia il padre, un uomo così banale, così prevedibile

cosi monogamo, che non ha vizi

astemio, non beve, non fuma, non va a troie

non picchia la moglie, non suscita brividi

brividi, sussulti, sobbalzi, schok, schok emotivi, traumi

a dirla tutta, questo disforico di genere

odia pure il nonno, sia quello paterno

che quello materno

entrambi con un passato da partigiani, certo

lassù sui bricchi, sulle punte dei monti a scacciare l’invasore, certo

ma pur sempre soldati

ma pur sempre dei maschi alfa di merda, col fucile a tracolla

il fottuto fucile che altro non è che una protuberanza del pene

la maledetta carabina, che altro non rappresenta

che il prolungamento concreto tangibile

ma anche simbolico e metafisico

dell’ego ipertrofico maschilista tipico del patriarcato

e sto disforico di genere, detesta il maschio

tutti i tipi di maschio, romanista, laziale

interista, milanista, gobbo, granata, genoano, doriano

e se tu gli chiedi perché, perché lo fai, disperato ragazzo mio!?

lui tende il braccio destro teso, solleva il pugno sinistro, chiuso

gonfia il petto, tira indietro la pancia, stringe le meningi

mostra a tutti quanti il pene

e con fare ieratico ti grida in faccia in disordine decrescente

di decrescita felice – Greta, ultima generazione

riscladamento globale, buco dell’ozono, fame in india

israele, free palestine, covid, vaccino, Duce

Heil Hitler, Marco Masini, viva Mao viva Stalin viva Ho Chi Min!!!

e poi schizza via, a sparare a casaccio

a dei maschi sulla strada colla scacciacani

e sto disforico di genere è veramente incarognito

col genere maschile, lo considera un genere

gretto, vetusto, antico, superfluo, sorpassato, inutile

un genere da esodati, che andrebbe licenziato, licenziato in tronco!

cancellato dalla faccia della terra, rinnegato dalla storia

un genere che andrebbe eliminato seduta stante, subito dopo

l’atto della fecondazione come fanno le api coi fuchi

o le mantidi religiose col mantide religioso

che dopo l’amplesso, se lo sbranano

o come fa la regina delle formiche rosse

che si passa tutti i maschi del formicaio

e poi, a bocce ferme, li fa decapitare

e sto disforico di genere schifa così tanto il maschio

che pur essendone attratto sessualmente

preferisce andare a letto solo con donne

solo con donne, e solo a pagamento

solo a pagamento e solo con le più sfruttate

quelle che stanno in strada che c’hanno il magnaccia che je mena!

quelle che se le scopa giusto solo il sottoproletariato urbano

e lui, va con quelle, solo con quelle

non con quelle d’alto bordo, le escort

quelle che costano un occhio della testa

quelle che ce le devi pure portare fuori a cena

fuori a cena, col macchinone, e ci devi parlare, fare conversazione

quelle no, quelle è roba da ricchi

da classe borghese da nobiltà spudorata

da potere al capitale da potentato finanziario

quella è mercanzia per maschi di quelli che c’hanno il capannone grande

maschi alfa del cazzo, badilate di patriarcato puro sugli stinchi

e lui non ci vuole avere nulla in comune con sta feccia

nulla in comune, manco lo sfogatoio sessuale del sabato sera

perché sto disforico di genere odia i maschi, tutti i maschi

tutti i tipi di maschi, anche i più effemminati

anche le checche, anche i maschi omosessuali

anche i maschi transessuali, anche se stesso

e a sto tizio, dove c’è sentore di maschio, gli prudono le mani

che un giorno, la sua gatta, ha fatto la cucciolata, ovviamente in surrogato

che col cazzo che la fa chiavare col gatto, magari maschio, magari randagio

e la gatta ha fatto la cucciolata

e il tizio ha tenuto solo le femminucce

e i maschietti, i maschietti li ha fatti affogare nel percolato

perché, perché lui detesta il maschio, il maschio integrale

al gran completo, tutto il tipo di maschio

che un giorno gli ho fatto, senti caro

accanna, è giusto demolire il patriarcato certo

ma senza farsi venire le fisime

le fisime, le psicosi, le fissazioni, le nevrosi, le mattane

ma perché invece non cominci un po, per esempio

ad innamorarti, massì, innamorati cazzo

innamorati di quegli amori adolescenziali

di quelle farfalle nello stomaco zeppe di incognite

che ti fanno vibrare alto, ma che nello stesso tempo

t’uccidono dolcemente, innamorati di quegli amori

zuccherosi, ampollosi, ovattati, impuniti, impenitenti

che ci scrivi su pagine e pagine del diario, del diario segreto

vedrai che starai bene, benissimo, starai da dio

poi, dopo, starai male, malissimo, tenterai il suicidio

ti taglierai le vene, ti reciderai la giugulare, ti impiccherai al lampadario

però, sai com’è, chi non risica non rosica

e m’ha dato retta, e s’è innamorato

s’è innamorato d’una transfemminista

di destra suprematista bianca da poco convertita all’islam

in ogni caso nata circoncisa ghiotta di carne kosher

carni rosse però, solo carni rosse, carni di animali in via d’estinzione

draghi, facoceri, ghiri, bradipi, foche monache, cose così…

dedita al culto di bafometto

che adora la caccia di frodo, la pesca di frodo

col busto di Mussolini sul comodino

la gigantografia di Hitler in salotto

il pupazzo di pongo di Stalin in giardino

e una svastica tatuata intorno all’ombelico

e non c’è niente di divertente in tutto questo

e non c’è niente d’interessante ad intraprendere

il viale del tramonto

Vaccini – La Grande Truffa

In attualità on novembre 22, 2023 at 1:58 PM

“ L’E.M.A sapeva dal primo momento che il vaccino non evita il contagio”

Sull’efficacia e sulla sicurezza dei vaccini anti covid somministrati in tutto il mondo, la menzogna è stata la cifra predominante della comunicazione istituzionale. Si prenda ad esempio la frase pronunciata del presidente dell’Aifa Giorgio Palù il 23 dicembre 2020, quattro giorni prima dell’arrivo delle prime forniture vaccinali sul territorio europeo attese come lo sbarco in Normandia – questo vaccino previene addirittura l’infezione quindi da un immuità sterilizzante. Rivelò con enfasi. Per poi ribadire – è quasi certo che i vaccini a Mrna (Pfizer e Moderna) diano un immunnità sterilizzante, io vi anticipo dei dati che ci ha già trasmesso L’Ema. L’Ema inviò vermanete quei dati!? La lettera invita dall’agenzia europea dei medicinali poche settimane fa all’eurodeputato olandese Marcell De Graaff, dimostra esattamente il contrario di quanto affermato da Palù. Lo scorso 4 ottobre De Graaff, insieme ad altri parlamentari europei, invia una lettera a Ema chiedendo l’immediata sospensione delle autorizzazioni dei vaccini Pfizer e Moderna, concessa in tutta fretta a fine 2020. Ema risponde agli eurodeputati dando sostanzialmente ragione sull’inefficacia dei vaccini rispetto alla prevenzione dal contagio. Scrive Ema che -i vaccini non sono attrezzati per ridurre il rischio dall’infezione. (…) ora, come dimenticare i moniti, dal presidente della repubblica Sergio Mattarella a Papa Francesco, a vaccinarsi per proteggere gli altri!? -vaccinate i bambini per proteggere i nonni. Giunsero a dire politici e giornalisti, alcuni auspicando persino l’eliminazione fisica per chi si fosse sottratto all’inoculazione. il clima da caccia alle streghe culminò con l’autorizzazione del Green Pass! Ma ora si scopre che Ema non aveva mai trasmesso queste informazioni. Quindi alla luce di queli informaziono scentifiche Mario Draghi ha potuto imuneamente affermare che -se non ti vaccini ti ammali e muori!? E poi imporre il certificato verde senza il quale molti hanno perso il posto di lavoro!? E ancora, quali informazioni scentifiche sono state fornite alla Corte Costituzionale, per affermare, ancora nel 2022, che l’imposizione del vaccino era l’unica possibilità per proteggere le persone dall’infezione!? Ema non l’aveva mai scritto. Anzi, Ema scrive ancora all’eurodeputato De Graaff -lei ha ragione a sottolineare che i vaccini contro il covid 19 non sono mai stati autorizzati per prevenire l’infezione. (…) non sono mai esistiti dunque i datidi cui parla Palù. Non sono mai esistiti i dati scentifici su cui Drgahi e Speranza hanno imposto alla popolazione restrizioni gravissime. Ben prima dell’istituzione del Green Pass, Ema scrive -non sappiao se il vaccino protegge dall’infezione né conosciamo il suo impatto sulla trasmissione virale! Dunque la massima autorità sanitaria europea sapeva fin dall’inizio che il vaccino non impediva l’infezione! -da parte di Ema c’è stata una gravissima mancanza di responsabilità nei riguradi della salute della popolazione e nella violazione dei diritti fondamentali. Afferama De Graaff. Ma peggio ancora, hanno fatto i governi, che conoscevano tutto questo, ma hanno fatto comunque pressione per inoculare i vaccini. Hanno mentito ai cittadini! Inoltre i vaccinati, anche con piùdosi, se si ammalano non è detto che evitano il ricovero in ospedae. Anzi, molti ci finiscono comunque. (…) questi vaccini sono pericolosi. I goveri sono avvisati.

Articolo di Maddalena Loy

fonte quotidiano La Verità

mercoledì 23 novembre 2023

Attimi di relazioni tossiche

In poesie di quarantena, polverie o poesie on novembre 21, 2023 at 3:39 PM

Hai subito

hai subito la relazione

la relazione tossica

hai avuto anche tu

la tua dannatissima porzione

di relazione tossica

certo, non per forza sentimentale

certo, non per forza

mani addosso, sputi o vessazione

è stato tossico tutto il resto

è stato tossico il contenzioso il contesto

è stato tossico essere pressati

giudicati guardati storto guardati male

è stato tossico portare lo stigma

è stato tossico, altamente tossico

che se non eri in regola col “ siero magico”

eri “scortesemente” invitato

a startene fuori, fuori dal giro

fuori dai coglioni, fuori dalle palle

fuori dalle scatole, fuori da tutto

è stato tossico, decisamente tossico

e quante facce, tossiche, e quanti sguardi, tossici

tossiche le presenze, tossiche le assenze

tossici, livorosi, pieni di giudizio, col ditino puntato

e la bocca, la bocca spalancata

pronta a proferire cattiverie

e quanta piscia, quanta piscia è stata versata, fuori dal vaso

di colpo, hai scoperto

che magari da cinque, dieci

quindici, vent’anni

intrattenevi relazioni tossiche

relazioni tossiche, senza saperlo

tossici gli amici, o presunti tali

tossici gli amori, o presunti tali

tossici i colleghi a lavoro, o presunti tali

tossici i parenti, i congiunti, i famigli, o presunti tali

e ci mancava che ti squadrasse il cane

o il gatto o il criceto o il pesce rosso

come a dire -guarda stronzo

che se non sei bello vaccinato

non mi carezzare, non provare a carezzarmi che ti cago in gola

quanta, quanta prosopopea tossica s’è vista

in chi crede di insegnarti a reggere l’uccello quando si piscia

quanto sgarbo tossico c’è stato

in chi agognava che ti schiaffassero in casa

perché da non vaccinato potevi infettare

l’anidride carbonica degli obbedienti al vaccino

-t’hanno fatto pressione per farti inoculare!?

-si!?, allora vattene scappa dattela a gambe

vattene via subito, mantieni le dovute distanze

che stai imprigionato, impelagato in una relazione tossica

e che inquietante profilo che è, quello degli “invasati” da vaccino

e lo possiamo chiamare in un certo senso “stupro”

stupro sevizia prepotenza arroganza fanatismo

ricatto ricatto morale abuso di potere terrorismo squadrismo

tradimento dell’anima, negazione dello spirito

pugnalata alle spalle, vigliaccata, cafonata

e lo possiamo chiamare in un certo senso “stupro”!?

Si, senza ombra di dubbio!

Dissenzienti

In poesie di quarantena, polverie o poesie on novembre 20, 2023 at 5:03 PM

Smettila

smettila adesso

ora, adesso

smettila di vaccinarti adesso

piantala lì, piantala lì finchè sei in tempo

accanna, finché stai in piedi

lascia perdere, lascia stare, finchè ancora respiri

posa quell’ago

metti giù quel maledetto ago del cazzo

smettila, smettila adesso

piantala, piantala lì

piantala lì una volta per tutte

smettila di vaccinare i tuoi figli

e se non hai figli

smettila di vaccinare pure

i tuoi orgasmi interrotti

o i tuoi salti della quaglia

smettila di vaccinare il tuo animale domestico

smettila di vaccinare

il tuo cane, il tuo gatto

il tuo canarino, il tuo pesce rosso, il tuo criceto

e se c’hai in casa

serpi, serpenti, ragni

ragnatele, camaleonti, bradipi, blatte, scarafoni

iene, faine, ippopotami, giraffe, struzzi, zebre, o coyote

non li vaccinare, lasciali in pace, lasciali vivere

non li vaccinare per nessun motivo al mondo

evita di vaccinare

i tuoi fiori da giardino

o le tue piantine grasse bonsai

e se ci stanno in cortile i gatti randagi

non li cissare, lasciali liberi

dagli i croccantini, non li castrare, falli chiavare

ma sopratutto, non li vaccinare

e smettila

smettila di vaccinarti, te

piantala lì con quella merda immonda zio fa!

che se proprio ti piacciono gli aghi

fatti una pera

piuttosto fatti un bel perone di shoppa

sciogliendo il brownie nell’acqua del gabinetto

come faceva Sid Vicious

anzi, usa lo stesso ago

usa lo stesso ago di Sid Vicious

di Sid Vicious, di Lou Reed, di Mark Renton

dell’intero cast di Amore Tossico, del cazzo che ti pare a te

che sicuro è meno rischioso

che farsi l’antitetanica, l’antinfluenzale

l’antiforfora, l’antitartaro, l’antiascellapezzata, l’antifiatopesante

l’antiemorroide, l’antiragadeanale

o l’ennesima dose di vaccino anticovid

e non ti vaccinare

e non gli dare retta

e non gli dare spago

e non te li inculare, non gli credere, non gli credere più

fa sempre l’esatto opposto, l’esatto contrario di quello che dicono

non te li filare, che come hai ben potuto constatare

coi tuoi occhi, sulla tua pelle

sti criminali assassini figli di puttana, sono solo degli psicopatici cialtroni

che pensano di averci in pugno

ma se gli neghi il consenso e gli mostri il dito medio

l’unica cosa che li attende al varco, è una bella nuova NORIMBERGA

una NORIMBERGA nuova di zecca, tutta per loro

dove gli verrà inoculato, il loro stesso strumento di morte

e non ti vaccinare, dammi retta, accanna, mollala lì, posa quell’ago, mettilo giù

metti giù quel fottuto ago, destati, svegliati, ripigliati, torna in te

anzi, innamorati, innamorati magari di un No Vax

di quelli col sistema immunitario ancora bello integro

che ci puoi fare l’amore baciandosi a lungo e sputandosi in gola

e ricordati che c’è solo una semplice regola per far si che #andràtuttobene

-vivi e lascia vivere, non rompere i coglioni e non ti saranno rotti a te

e ricorda, la verità, è un prodotto del tempo

e il tempo, stringe!

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