Quel tizio
lo sapeva
sapeva, che se
nel mondo ci stanno un sacco di cazzi
è anche colpa sua, anzi, è solo colpa sua
e lui, lui si sentiva in colpa, terribilmente in colpa
così in colpa, da non dormire la notte
e pigliava una fracca di sonniferi
ma non riusciva a chiudere occhio
l’insonnia lo divorava, gli rodeva da dentro
ogni tentativo di sogno, era un incubo che gli assassinava il riposo
e prima d’addormentarsi contava le pecore
ma niente, non riusciva a prendere sonno
perché, perchè si sentiva in colpa, fottutamente in colpa
si sentiva in colpa per i mali del mondo, tutti i mali del mondo
guerre, carestie, pestilenze, fame, sete
siccità, cavallette, libellule, abusi, stupri, sevizie
inquinamento, riscaldamento globale, crisi economica
tifare una squadra di calcio di merda che non vince mai!
-è anche colpa mia! urlava allo specchio
e poi, divorato dal senso di colpa
si dava testate sul muro, decise testate sul muro
cercando nel trauma cranico
un improbabile via d’uscita, dai mali del mondo
e forse, forse se fosse riuscito, con impegno, con insistenza
a raggiungere il coma, si sarebbe anche potuto esentare
esentare dai mali del mondo, da tutti i fastidi del mondo
ma nonostante l’impegno profuso
nel fare a pezzi il muro di casa con la nuca
il tizio non riusciva mai manco a rimediare
chessò, anche solo, una lieve commozione cerebrale, niente
bastava un cerotto, un poco di pomata
e tutto passava, non ci stava manco il bubbone
non ci stava manco il livido, l’ematoma, spesso manco sentiva dolore
l’unico vero dolore che lo scombussolava
era il sentirsi in colpa per i mali del mondo, tutti i mali del mondo
il suo senso di colpa era spudorato smodato
radicale invasato, a tratti psicopatico
che una volta ha letto sul giornale, nella cronaca nera
d’un marito geloso, geloso e manesco
che tornava a casa sbronzo e menava alla moglie
e lì, lì vergognandosi del suo stesso sesso
tizio, non ha più retto
s’è fiondato al circo, ha infilato
l’uccello nella gabbia del leone e ha imprecato
-forza, re della foresta fai il tuo dovere
divora questo inutile arnese di carne buono solo a fare la piscia
a fare la piscia, e se stai in salute, a provocare orgasmi, certo
ma solo se se stai in forma atleticamente perfetta, altrimenti è buio pesto
avanti leone, azzanna il pirilo, daje leone acchittate sta fava
ahò leone, e daje su, e fammè sta pompa!
Ma il leone, svogliato, ha continuato a ronfare
e allora, e allora è arrivato il pagliaccio
è arrivato il clown, assieme al domatore, assieme al trapezzista
assieme alla donna cannone, assieme a mangiafuoco
assieme al contorsionista, assieme al direttore del circo
che gli hanno fatto
-che cazzo fai tu lì!? Fuori dai coglioni!
E l’hanno corcato di botte
l’hanno corcato di botte, e lui, lui da eroe sensibile consapevole qual’è
sopraffatto dal senso di colpa, nel vedere che a sto circo di merda
ci stanno ancora tutti sti animali in gabbia
gli è salita la scimmia
ha aperto le gabbie, ha liberato gli animali
ha liberato le tigri, ha liberato i leoni, ha liberato gli struzzi, i fagiani, i tacchini
ha liberato i gorilla, ha liberato gli elefanti, ha liberato le gazzelle
ha liberato gli schiavi, che si sono fiondati sui loro carcerieri
e se li sono mangiati, se li sono pappati tutti
prima però, se li sono ingroppati, sodomizzati, al crudo
senza unguento, senza popper, senza sputazza, senza olio essenziale
senza manco avere la cortesia di smenarselo da davanti per sdebitarsi
specie, gli struzzi, gli struzzi sono stati i più accaniti, i più infoiati
e allora tizio, vedendo il guaio che ha provocato
coi cadaveri maciullati e l’inutile spargimento di sangue
sopraffato dal senso di colpa
ha impugnato la motosega, e ha fatto a pezzi gli animali
a pezzi, queste fiere feroci, carnivore
che hanno fatto dell’uomo sapiens un solo boccone
poi però, vedendo la terribile scena
di tutti sti animali fatti a brani
s’è sentito in colpa, terribilmente in colpa
ha cominciato a singhiozzare, a piangere, a colare dal naso
-è anche colpa mia dio fa!, ha gridato al settimo cielo!
E poi via, è corso da un associazione animalista
per autodenunciarsi e farsi frustare col cilicio
e tizio, si sentiva in colpa, in colpa per tutti i cazzi del mondo
e per ogni scippo, e per ogni furto, e per ogni strappo
si autoconsegnava alla polizia, al posto del ladro
-è colpa mia diceva!
Ma la polizia lo rimandava a casa dandogli del pazzo del paranoico
e allora lui, offeso, tornava in questura
e ci gettava dentro una bomba, una bomba tipo bombarolo
e faceva una strage, poi però si sentiva in colpa
si sentiva un cazzo di terrorista immondo
e allora per rimediare si presentava a processo
accompagnato da uno spaventapasseri come avvocato d’ufficio
chiedendo che gli fosse dato direttamente l’ergastolo
o in alternativa, la pena di morte tramite solletico ai piedi
che ancora non è prevista dal nostro codice penale
fatto salvo in caso di tribunale militare con allegato di legge marziale
e sto tizio, si sentiva in colpa, in colpa per tutti i mali del mondo
e se tu gli chiedevi perché, perché lo fai, disperato ragazzo mio
lui tendeva il braccio destro teso, mostrava il pugno sinistro chiuso
gonfiva il petto, tirava indietro la pancia, stringeva le meningi
e con fare ieratico ti gridava in faccia
-ascolta Israele il signore dio tuo, Allàh è grande e Maometto è il suo profeta, Dio C’è è ti fa un culo così, Buddità e Nirvana prima spiaggia a sinistra!
E poi schizzava via, a raccogliere con la bocca
i mozziconi di sigaretta che la gente getta per terra, fottendosene altamente
del decoro cittadino!
Una volta era così imparanoiato della fame in india
che s’è fiondato in india a piedi, e c’ha portato un panino di Mc Donad’s
ed era un tizio veramente invasato dal senso di colpa
che una volta s’è intrufolato all’Assemble Generale dell’O.N.U
è piombato sul palco ha fregato il microfono a chi stava di turno
e in disordine sparso ha chiesto scusa
-a Greta, ai giovani di ultima generazione, alle sardine
all’Unicef, alla Lipu, al WWF, a Save the Children
a Green Peace, a Emergency, alla Croce Rossa
a Occupy Pd, a Occupy Wall Street, agli Uti, ai Tutzi
ai Kurdi, agli Armeni, ai Palestinesi, ai diasporati ebraici
ai deportati, agli infoibati, ai segregati, ai giustiziati
ai gilet gialli, ai gilet arancioni, ai forconi, ai girotondini, al popolo viola
alle rivoluzioni colorate, all’universo arcobaleno, all’arcobaleno di frutta
all’universo femminile, all’universo maschile, all’intero universo mondo
ai batteri, agli esseri monocellulari, alle amebe, agli aminoacidi ramificati
ai virus, ai virus contraffatti in laboratorio, alle tossine, ai germi, ai microbi
ai “pro vita”, “ai fine vita”, ai “lascia che la vita faccia il suo corso”
a Madre Teresa, a Gandi, a Budda, a Martin Luther King
a Martin Lutero, così alla cazzo, a Malcom X, a Gargamella
a Kennedy, a Lincoln, a Jonh Lennon, a Mattei, a Aldo Moro
e persino al mai dimenticato Bettino Craxi
e il suo senso di colpa, era così opprimente, così soffocante
che un giorno gli ho fatto
senti amico, accanna, lascia perdere tutto sto senso di colpa
alleggerisci, alleggerisci il peso, molla la presa, molla la pressa
alleggerisci la coscienza, alleggerisci il portafogli
non è colpa tua se il mondo è come lo vedi
non è colpa tua se il mondo è come lo percepiscono i tuoi sensi sconnessi
cambia candeggio, cambia atteggiamento, cambia senso di marcia
sappi che in realtà, la montagna di menzogne su cui stai seduto
è infinitamente più gigantesca di quello che credi
a cominciare dalle reali fattezze del regno che ti ospita
ma lascia perdere, che non voglio anticiparti nulla, anzi, stappa una birra
e perché piuttosto che soffrire tutto sto senso di colpa
non provi piuttosto ad innamorarti, guarda che è la stessa cosa
anche li ti sentirai in colpa, sai com’è, farfalle nello stomaco
poi paura dell’abbandono, tradimento, stordimento, annichilimento dei sensi
mancanza di lucidità, le solite cose per cui vale la pena
scrivere poesie bruttine, lasciarsi andare, smettere di mangiare
farsi di eroina e bere a stomaco vuoto
e m’ha dato retta, e s’è innamorato, s’è innamorato follemente
s’è innamorato d’una tizia, che ama un altro
che ama un altra, che ama un altro, che ama un altra
che ama un altro che ama un altra
che ama un altro che ama un altra
che ama un altro che ama un altra
che ama un altro che ama un altra che ama un altro
che ama un altra che ama un altro
che ama un altra che ama un altro
che ama un altro che ama un altra
che ama un altra che ama un altro
che ama un altro che ama un altra
che ama un altra che ama un altra
che ama un altro che ama un altro
che ama un altro che ama un altra
che ama un altra che ama un altro
che ama tutti, che ama nessuno, che c’ho perso il conto
che ama i cani, che ama i gatti, che ami i fiori
che ama il calcio, che ama lo shopping
che non ama un cazzo di niente e di nessuno
e sono tutti quanti NARCISISTI PATOLOGICI
tutti quanti dal primo all’ultimo, NESSUNO ESCLUSO
di tutti i generi di tutti i sessi, compresi animali e piante
tutti narcisisti, patologici, e lui, sto tizio, è un dipendente affettivo
che così il senso di colpa, può perpetrarsi all’infinito, all’infinito
come una culla squarciata, come una ninnananna stonata
e non c’è niente di divertente in tutto questo
e non c’è niente d’interessante nella pizza coll’ananas!