Tanto a che serve
smettila, chiudi bottega
chiudi i battenti, scappa
appendi, le scarpe, al chiodo
a che serve
di fare poesia
di fare il teatro
a che servono i poeti
a che cazzo servono
i buffoni di corte
se tanto che mi da tanto
fa già tutto il Papa!?
a che serve
il tuo frizzo, il tuo lazzo
il tuo sberleffo
la tua chiosa comica
se tanto che mi da tanto
fa già tutto
il capo comico
della compagnia della curia!?
a che serve
la tua iperbole
il tuo scavetto
la tua posta in palio
il tuo conflitto di scena
il tuo confiltto interiore
schiaffato in faccia alla gente
se ci stanno già
padri spirituali che ruttano
capi di stato che scoreggiano
presidenti che raccontano barzellette sconce
re e regine
che si prendono
alla pecorina
di fonte a sudditi
ammorbati dal complesso di sudditanza
a che serve!?, a niente, a niente serve!
In città, ci sta già il circo, quello dei piani alti
e allora cambia candeggio
lascia stare
di arrabattarti sul palco, tra mille sudate
in cerca del vile applauso o del godurioso sputo
lascia stare di perseguitare
la pagnotta col verso scritto
finiscila di ammorbare presunti innocenti
col tuo pentametro giambico
solo per rimediare, solo per rimorchiare
qualche scampolo di passera
qualche spicciolo di sventola
finiscila di fare, tipo come il cane
che piscia sul monile, per marchiare il territorio
accanna, dammi retta, prendi i voti
datti alla sharia, datti all’intifada, datti all’ippica
ineggia alla guerra santa
che tanto qui
fa già tutto il Papa, fa già tutto il presidente
fa già tutto il re, la regina, fa già tutto il capo di Stato
tu non servi più, a una beneamata mazza
dammi retta, datti retta, ascolta un amico, ucciditi.