Agota Kristof – l’uccello
Ero un uccello grande pesante e talvolta
riconoscevo le città dove ero già stato
in particolare, mi piacevano i ponti
e i giardini, dove la sera, in estate
volteggiavano danzatori sotto i lampioni
avevano paura quando la mia ombra
incombeva su di loro
anche io, avevo paura, quando cadevano le bombe
volai lontano, e quando si fece silenzio
tornai, volteggiando a lungo, sopra le buche e i morti
amavo la morte
amavo giocare con la morte
sopra i monti oscuri, talvolta
chiudevo le ali, e come un sasso
precipitavo in un burrone
ma mai del tutto mai del tutto a fondo
ancora avevo paura
ancora amavo solo la morte altrui, e non la mia
della mia morte m’innamorai solo più tardi
molto più tardi
quando ormai fui stanco, e affamato e triste
quando ormai non ebbi più paura di niente
solo guardai le pietre
e il nebbioso burrone
e le mie ali, si schiusero.