Giovan Bartolo Botta

Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Ricarda Huch – desiderio

In Uncategorized on novembre 23, 2025 at 5:18 PM

per stare con te

sopporterei miseria e pericolo

lascerei casa e amici

e la pienezza della terra

ti desidero

come l’acqua desidera la spiaggia

come le rondini d’autunno

le terre del sud

come il figlio delle Alpi a casa

quando pensa, solo, nella notte

ai monti innevati

nel chiarore lunare.

danneggiati da vaccino – la storia di Cody, danneggiato dal sieraccio covid ad appena 21 anni!

In Uncategorized on ottobre 15, 2025 at 4:03 PM

Questo è Cody – malato terminale e ferito dal colpo COVID -19.

La mamma di Cody scrive

“Il giovane Cody è stato disertato da famiglia e “amici” dopo l’infortunio da vax all’età di 21 anni. Ha combattuto per la sua vita senza il suo gruppo di pari al suo fianco mentre parla per proteggere gli altri da ciò che ha sopportato.

Gli avvocati schietti, i lutti, i feriti da vax e la comunità autistica sono diventati amici e familiari ora…

Siamo particolarmente grati che ognuno di voi abbiate dedicato del tempo a chiamarlo durante l’importante anteprima del film di Del Bigtree e @HighWireTalk per

aninconvenientstudy.com

L’evasione di amore dalla comunità di difesa della libertà medica e dei feriti da vaccino è un bellissimo esempio della capacità della società di unirsi per creare un futuro migliore per le prossime generazioni.

Grazie per aver difeso i Big Pharma feriti, abbandonati e in lutto.

Buona fortuna a tutti voi nel vostro lavoro. Grazie per esservi presi cura di coloro che hanno subito questi strazianti eventi avversi.

Per coloro che leggono questo post, date un’occhiata al film e seguite questi bravi, coraggiosi e gentili umanitari, poiché ognuno di loro ha preso del tempo dal loro intenso evento per raggiungere un giovane uomo che sta lottando per la sua vita per mostrargli il suo sostegno.

Queste sono le persone che combatteranno per i vostri figli incondizionatamente! “

Mamma di Cody

@amothersanthem su x

Vaccine Damage, I Believe in Science

· Vedi l’originale

· Valuta questa traduzione

Mahmud Darwish – se fossi un altro (Poeta Palestinese)

In Uncategorized on ottobre 10, 2025 at 4:24 PM

Se fossi un altro sulla via

non mi sarei guardato alle spalle

averi detto quello che il viandante

dice alla viaggiatrice straniera

oh straniera, risveglia di più la chitarra

rimanda il nostro domani

così, si allunga la via

e lo spazio si fa più ampio per noi

così, saremo salvati, insieme

dalla nostra storia

tu sei davvero te stessa

e io, infinitamente altro da me stesso

qui, davanti a te

se fossi un altro, sarei appartenuto alla via

alla quale né tu né io saremmo mai ritornati

risveglia la chitarra

così palpiamo l’ignoto

e la direzione che seduce il viandante

a sperimentare la gravità

io sono solo i miei passi

e tu, mia bussola e mio abisso insieme

se fossi un altro sulla via

avrei dissimulato i sentimenti nella valigia

perchè la mia poesia fosse acquea, trasparente, bianca

astratta e leggera, più forte del ricordo

e più debole delle piccole gocce di rugiada

e avrei detto, la mia identità, questo orizzonte

se fossi un altro sulla via

avrei detto alla chitarra, insegnami ancora una corda!

la casa è più lontana, e la sua via più bella

è ciò che direbbe la mia canzone

più si allunga la via

più si rinnova il significato

e mi sdoppio in questa via, io e l’altro.

Natan Zach – sento cadere qualcosa

In Uncategorized on ottobre 7, 2025 at 4:39 PM

Devo rassegnarmi a non potere, qui,

raddrizzare nulla. I giorni distorceranno

quanto e come vorranno. Uomini, ed io fra loro,

ameranno. Ti ho forse piú amata

perché volevo raddrizzare

qualche stortura, redimere

ciò che non venni a redimere?

E non me ne vado ancora.

E certamente non finisce qui.

danneggiati da vaccino – 800 messaggi di persone che sono state male dopo il vaccino o che a causa del vaccino hanno perso qualche caro!!!

In Uncategorized on ottobre 6, 2025 at 2:48 PM

Gocce dello stesso mare” – la testimonianza di Paola Fara

👉 Guarda l’intervista completa a Paola Fara:

C’è un filo che unisce tante storie, e Paola l’ha raccolto in un libro.

Un filo fatto di dolore, coraggio e responsabilità.

👉 “Alla fine del 2021 ho cominciato a capire che qualcosa non andava. Avevo intorno a me persone con difficoltà, con reazioni avverse. Ho pubblicato un video su TikTok e in poche ore ho ricevuto 800 messaggi di persone malate o che avevano perso qualcuno. Da quel momento non potevo più tacere.”

Da quella scelta nasce “Gocce dello stesso mare”, un racconto di quattro anni di ascolto, articoli, incontri e testimonianze.

Un libro che è diventato un atto di responsabilità:

“Non potevo restare in silenzio dopo tutto ciò che avevo visto. Dovevo dare voce a chi non viene ascoltato.”

Paola ha raccolto le parole di chi si è trovato improvvisamente nel buio di una malattia post-vaccino, spesso ignorato o deriso.

Ha ascoltato, scritto, e restituito dignità:

“Per me ogni storia è carburante per andare avanti. Se per loro non è finita, non può essere finita neanche per me.”

Nel libro c’è anche il racconto di Francesca, un’insegnante di 40 anni che, dopo una dose di vaccino, è rimasta gravemente danneggiata.

“Mi chiedeva aiuto con messaggi ripetuti… Non ricordava di averli già scritti. Poco dopo si è tolta la vita. Mi ha lasciato un senso di impotenza e rabbia, ma anche la consapevolezza che non possiamo dimenticare.”

Paola non cerca polemica, ma memoria:

“Se tutti fossimo consapevoli di essere gocce dello stesso mare, non saremmo arrivati a questa divisione. Ognuno può essere la goccia che scava la roccia, la goccia che genera l’onda della verità.”

💬 Il suo libro è un invito alla riflessione, alla libertà e alla responsabilità.

Un inno alla vita e alla verità, scritto con garbo e senza paura.

📢 Resta aggiornato con noi su WhatsApp:

Aldo Moro – la verità, è un altra!

In Uncategorized on ottobre 6, 2025 at 2:33 PM

(…) Brigate Rosse vigliono dire morti e feriti. L’apogeo delle Brigate Rosse è stati il rapimento di Aldo Moro, che NON ERANO IN GRADO DI FARE DA SOLE. Il generale Piero Laporta (Raffiche di Bugie a Via Fani) propone una ricostruzione che smonta la narrativa ufficiale, evidenziando le incongurenze di ciò che accadde in via fani. In via Fani furono rinvenuti 91 bossoli, 49 dei quali sparati da un tiratore mai identificato dotato di un’abilità tipica propria delle Forze Speciali, 42 sparati dai brigatisti con una perizia da tiratori scelti. I brigatisti non avevano capacità militari e l’azione NON è CREDIBILE! Nessun improvvisato è in grado di sparare 91 colpi con l’assoluta certezza di non colpire il futuro ostaggio. L’unica spiegazione possibile è che Aldo Moro, non fosse in Via Fani. Nelle lettere fatte ritrovare, Moro non fa mai cenno alla morte dei cinque uomini della scorta. Scrive solo che la sua scorta era stata inadeguata. Questa assenza d’interesse dimostra che Moro era ignaro della loro sorte, sapeva solo che si erano lasciati ingannare da chi lo aveva “prelevato”. In una lettera a Francesco Cossiga usa il termine “PRELEVAMENTO”, non rapimento. Perchè gli assassini hanno usato secondi preziosi per finire gli uomini della scorta!? E soprattutto, perchè questi uomini non hanno risposto al fuoco!? (…) tutta la storia può stare in piedi se si introduce un elemento nuovo- mister X. Supponiamo l’antefatto, – nella Chiesa di Santa Chiara, dove Moro si recava a pregare tutte le mattine prima di andare al lavoro, arriva un mister X, un generale di qualche cosa oppure un uomo politico molto importante, accompagnato da uomini in divisa. Mister X spiega che aspettano Moro in un agguato. Lui ei suoi uomini prelevano quindi il politico per portarlo in Senato. Mister X doveva essere noto a Oreste Leonardi, capo scorta, che MAI avrebbe affidato il suo Presidente a uno sconosciuto. Ora, in un secondo libro imperdibile, Omertà e Bugie su Aldo Moro, Piero Laporta aggiunge nuovi sconvolgenti elementi – Aldo Moro aveva quattro costole rotte. Cioè, è stato rinvenuto cadavere con quattro costole rotte. Non l’abbiamo mai saputo. Come medico testimonio che l’autopsia ha avuto un incredibile livello di sciatteria. (…) il brigatista Mario Moretti racconta che dopo il sequestro, Moro era indenne. Costole a posto dunque. Anna Laura Braghetti, la presunta carceriera padrona di casa, ricorda che l’ostaggio dormì profondamente. Costole a posto, sicuro. Ancora Moretti garantisce che Moro rimase con loro per tutti i 55 giorni dell’uccisione. Bene, dove come e quando si sono rotte le costole!? Nessuno in 47 anni s’è mai azzardato a chiederlo agli assassini!? Forze dell’ordine, magistrati, inquirenti, commissioni parlamentari, inchieste, vaticano, servzi segreti, famigliari, diplomazia – l’ordine è non chiederglielo. A quel punto è evidente che accadde altrove. E allora andrebbe riscritta la storia d’italia dell’ultimo mezzo secolo. Roberto Chiodi scoprì le costole rotte, una notizia scovolgente, perchè questa frattura scomposta è riconducibile ad una precisa TECNICA DI TORTURA. Il rapito è stato torturato, aveva quattro costole rotte, ogni suo respiro era una tortura. Perchè!? Per farsi rivelare cosa!? La verità può fare molto male…

brevissmo sunto

dell’articolo della dott.ssa Silvana De Mari

quotdiano la Verità lunedì 6 ottobre 2025

Ori Bernstein – un uomo si fa straniero (poeta israeliano)

In Uncategorized on settembre 25, 2025 at 12:18 PM

Un uomo a un tratto si fa straniero a sé

ai suoi oggetti, alla sua casa, alla donna in cui riposa

e l’aria di ogni giorno su lui posa

come terra, strato dopo strato

un uomo a un tratto si fa straniero

al suo corpo dissociato, alle molte membra delle quali

si abusa in movimenti infiniti

e solo la sua testa è un serraglio di animali ammansiti

e con le dita, nel linguaggio

di chi non parla e non sente

cerca di raccontare a se stesso brevemente

le cose che non disse mai a parole

ma il suo sangue lentamente

lo soffoca come una cravatta

e la rètina distende

una mappa di macchie alle pareti

con terre popolate dalla sola solitudine.

granuli omeopatici di poesia – Cesare Pavese

In Uncategorized on settembre 24, 2025 at 5:25 PM

nell’intensa carriera letteraria di Cesare Pavese (Santo Stefano Belbo Cuneo 1908-Torino 1950) importano per la poesia del novecento i versi giovanili della raccolta “Lavorare Stanca” usciti nel 1936, quando l’autore era al confinio per antifascismo a Brancaleone Calabro. La raccolta si colloca in un filone anti-ermetico, e, in genere anti-novecentista. L’ideale della poesia di Pavese, è quello della poesia-racconto, nello stile delle short stories chiuse e tetre di personaggi tipizzati che oscillano fra referto realistico e proiezione dell’autore stesso, esposte spesso con tecnica di monologo che apparenta senz’altro questi testi alla più avanzata narrtiva moderna. Sullo sfondo si stagliano e s’alternano una campagna stilizzata e il grigio squallore della città, camere di risonanza l’una e l’altra della solitudine dell’individuo e del fallimento dei rapporti sociali. È interessante la spiegazione fisiologica che Pavese ha dato alla genesi del suo verso (una cadenza enfatica che fin da bambino, nella lettura dei romanzi, usavo segnare, ritmavo le mie poesie mugolando) . I dati naturalistici su cui è costruita la poesia pavesiana sono ben reali – antitesi città-campagna, mondo proletario, sesso, e, in filigrana, la desolazione dell’età fascista, sottoposti però ad un trattamento mitico-simbolico secondo la categoria di una antropologia del tutto sua personale. (…)

di Pier Vincenzo Mengaldo

Cesare Pavese – Donne Appassionate

le ragazze al crepuscolo scendono in acqua

quando il mare svanisce, disteso. Nel bosco

ogni foglia trasale, mentre emergono caute

sulla sabbia e si siedono a riva. La schiuma

fa i suoi giochi inquieti, lungo l’acqua remota

le ragazze han paura delle alghe sepolte

sotto le onde, che afferrano le gambe e le spalle

quant’è nudo, del corpo. Rimontano rapide a riva

e si chiamano a nome, guardandosi intorno

anche le ombre sul fondo del mare, nel buio

sono enormi e si vedono muovere incerte

come attratre dai corpi che passano. Il bosco

è un rifugio tranquillo, nel sole calante

più che il greto, ma piace alle scure ragazze

star sedute all’aperto, nel lenzuolo raccolto

stanno tutte accosciate, serrando il lenzuolo

alle gambe, e contemplano il mare disteso

come un prato, al crepuscolo. Oserebbe qualcuna

ora, stendersi nuda in un prato!? Dal mare

balzerebbero le alghe, che sfiorano i piedi

a ghermire e ravvolgere il corpo tremante

ci sono occhi nel mare, che traspaiono a volte

quell’ignota straniera, che nuotava di notte

sola e nuda, nel buio quando muta la luna

è scomparsa una notte e non torna mai più

era grande e doveva esser bianca abbagliante

perchè gli occhi, dal fondo del mare

giungessero a lei.

Terra Piana Razze aliene e Menzogne della Nasa rivelate nei trattati dell’Antica Mistica Ebraica

In Uncategorized on settembre 23, 2025 at 11:13 am

-l’antico libro del Midras Konen svela le menzogne della N.A.S.A (progetto MK Ultra/Monark per porre l’umanità in stato di ipnosi)

Quinto abisso. Sopra il Globo (abitato sul piano sagittale) vi sono abisso, caos e informità, tenebra e acqua, sopra l’acqua vi è l’orbe (Tevel) e sull’orbe ci sono monti e colline, là vi sono le pendici e le valli con tutti i loro ABITANTI. Sull’orbe vi sono trecentosessantacinque (365) generi di creature, fra i quali degli esseri con testa e corpo taurino (esseri di Aldebaran nell’ufologia moderna), che però parlano come gli uomini. Ve ne sono anche di bi-cefali, con quattro orecchie, quattro occhi, due nasi, due bocche, quattro mani, quattro piedi e un solo corpo, i quali da seduti paiono due persone, in movimento una sola. Non bisogna però pensare che siano cattivi, poiché sono dei giusti perfetti. Poi il sesto abisso. Sopra l’orbe (tevel) vi è l’abisso, sopra l’abisso vi è caos informità e tenebre, mare e acque, sopra le acque vi è il globo terracqueo (heled), sul globo terracqueo ci sono esseri umani e bestiame, animali selvatici uccelli mari e fiumi, pesci e ogni genere di bestioline striscianti e brulicanti. Laggiù ci sono i buoni e i giusti, e i precetti il timor di Dio e le settanta nazioni, i malvagi, i deserti, boschi, monti, colline, campi, vigneti, orti abitati d’ogni sorta. Fin qui il settimo abisso. Così si conclude la misura dei mondi inferiori. (…) si procede poi alla creazione dei mondi superiori. Sopra il globo terracqueo (abitato sul piano sagittale/Hèled), c’è il VELO. Sopra il velo ci sono i cieli chiamati anche Firmamento (Raqia), come è detto (i cieli narrano la gloria di Dio) (…) goveranti dagli Angeli (entità angeliche extadimensionali secondo il linguaggio della paraufologia moderna) (…) egli ha creato gli angeli, e all’opposto ha creato i demoni (Figli di Baal) e ha creato l’uomo (…) il demonde Gereobomo (figli di Baal) è colui che ha voluto ripristinare in tutta la terra l’Oscuro Culto degli Astri e dei Pianeti (cioè le menzogne della N.a.S.A (che in ebraico significa appunto Bugia e/o Menzogna con quella cosmogonia finta, i finti viaggi spaziali, i finti sbarchi sulla luna culto invertito satanista del Dio Moloch/Progetto Mk Ultra/Monark) (…)

breve sunto tratto dal libro del Midras Konen

trattato di Mistica Ebraica

Granuli omeopatici di poesia – Guido Gozzano

In Uncategorized on settembre 22, 2025 at 3:33 PM

Guido Gustavo Gozzano nacque a Torino nel 1833, dopo aver compiuto senza entusiasmo gli studi medii, si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza, ma non si laureò mai, preferendo frequentare come auditore la facoltà di lettere, attratto soprattutto dalle lezioni di Arturo Graf che influì non poco sulla sua formazione. Vale bene ricordare che Gozzano è con Gaeta, l’unico poeta del Novecento ammesso da Croce. La sindrome psicologica e sociologica di Gozzano è stata splendidamente descritta, prima che da Sanguineti, da Cecchi, come estetismo a specifica tinta d’annunziana. L’operazione poetica gozzaniana, consistette in breve, secondo le parole di Eugenio Montale, nell’attraversare D’Annunzio, per poi approdare ad un territorio tutto suo. La sua vena è quella di uno schietto narratore in versi un po sulla linea di tanta poesia veristica minore del tardo ottocento. Gozzano fondò la sua poesia sull’urto di una materia psicologicamente povera, frusta, apparentemente adatta ai soli toni minori, con una sostanza verbale ricca, gioiosa, estremamente compiaciuta del sé. Con Gozzano si afferma per la prima volta in modo consapevole e conseguente quel carattere problematico arbitrario del rapporto fra la poesia e la realtà, che nega così il naturalismo pascoliano come la sfarzose messe in scena di d’Annunzio, e che sarà costitutivo di tutto il novecento poetico. Da ciò l’ambiguità della posizione gozzaniana nei confronti della poesia. Da una parte sentita come attività di cui ci si vergogna (io mi vergogno, si mi vergogno d’essere un poeta! – motivo d’interesse di tutti i crepuscolari), dall’altra come unico mezzo per percepire una realtà che sfugge ormai all’individuo biografico privo di un suo ruolo sociale.

Guido Gozzano – Ketty

Supini al rezzo ritmico del panka

sull’altalena di cedro il giorno muore

giunge dal tempio un canto or mesto or gaio

giungono aromi dalla jungla in fiore

bel fiore del carbone e dell’acciaio

Miss Ketty fuma e zufola giuliva

alto riversa nella sedia a sdraio

(Sputa. Nell’arco della sua saliva

m’irroro di freschezza, ha puri i denti

pura la bocca, pura la gengiva)

cerulo bionda, le mammelle assenti

ma forte come un giovinotto forte

vergine folle da gli error prudenti

ma signora di sé, della sua sorte

sola giunse da Ceylon a Baltimora

dove un cugino le sarà consorte

ma prima delle nozze, in tempo ancora

(esplora il mondo ignoto che le avanza

e qualche amico esplora che l’esplora)

error prudenti e senza rimembranza

Ketty zufola e fuma

la virile freschezza l’inurbana tracotanza

attira il mio latin sangue gentile

non tocca il sole le pagode snelle

che la notte precipita la chiome

delle palme s’ingemmano di stelle

ora di sogno, e Ketty sogna –

or come vivete, se non ricco, al tempo nostro?

È quotato in Italia, il vostro nome?

Da noi procaccia dollari l’inchiostro

oro ed alloro! Dite e traducete

il più bel verso d’un poeta vostro

Dico, e la bocca stridula ripete

in italo-britanno il grido immenso

-due cose belle ha il mon…perchè ridete!?

-non rido oimè non rido

a tutto penso che ci dissero ieri i mendicanti

sul grande amore e sul nessun compenso

voi non udiste, voi tra i marmi santi

irridevate i Budda millenari

molestavate i chela e gli elefanti

vive in Italia, ignota ai vostri pari

una casta felice d’infelici

come quei monni astratti e solitari

sui venti giri non degli edifici

vostri s’accampa quella fede viva

non su gazzette, come i dentifrici

sete di lucro, gara figgitiva

elogio insulso, ghigno degli stolti

più non attinge la beata riva

l’arte è paga di sé, preclusa ai molti

a quegli data che di lei si muore

ma intender non mi può, benchè m’ascolti

la figlia delle cifre e del clamore

intender non mi può, tacitamente

il braccio ignudo premo come zona

ristoratrice sulla fronte ardente

gelido è il braccio che ella m’abbandona

come cosa non sua

come una cosa non sua concede l’aglile persona

-o yes, ricerco aduno senza posa

capelli illustri in ordinate carte

l’illustrious lòchs collection più famosa

ciocche illustri in scienza in guerra in arte

corredate di firma o documento

dalla Patti a Marconi a Bonaparte…

mordicchioil braccio, con martirio lento

dal polso percorrendo all’ascella

a tratti brevi, come uno stromento

e voi potrete assai giovarmi nella

Italia vostra, per commendatizie

-dischiomerò per voi l’Italia bella

-manca D’Annunzio tra le mie primizie

(vane l’offerte furono e gl’inviti

per tre capelli delle sue calvizie

-vi prometto sin d’ora i peli ambiti

completeremo il codice ammirando

a maggior gloria degli Stati Uniti)

l’attiro a me (l’audacia superando

per cui va celebrato un cantarino napolitano

dagli Stati in bando…)

imperterrita indulge al resupino

al temerario – o Numi! – che l’esplora

tesse gli elogi, di quel suo cugino

ma sui confini ben contesi ancora

ben si difende con le mani tozze

al pugilato esperte…in Baltimora

il cugino l’attende, a giuste nozze.

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora