Nella società, sposarsi e creare una famiglia è uno dei modi principali per dare sicurezza e soprattutto SIGNIFICATO alla propria esistenza.
Ciascuno, anno dopo anno, non manca mai di RISPETTARE il proprio ruolo.
Bambina, bambino.
Adolescente.
Giovane.
Sposa, sposo.
Genitore.
Nonna, nonno.
CHI SEI?
Constatarlo dà una soddisfazione IMMEDIATA, riconosciuta da tutti come un DIRITTO e allo stesso tempo come un DOVERE da mantenere.
Ma cosa succede se ci si trova a non voler essere più parte di questa consolante continuità familiare?
Se decidi di uscire dal seminato, dove ti siedi durante i pranzi di famiglia?
Dove mi siedo io?
Chi sono io, se smetto di essere ciò che era previsto che fossi?
Virginia Woolf ha scritto: "Attraverso il vasto continente della vita di una donna si disegna l'ombra di una SPADA.
Da un lato di questa spada, dove 'tutto è regolare' ci sono le consuetudini, la tradizione e l'ordine.
Ma dall'altro lato, per chi è tanto FOLLE da attraversare quell'ombra e scegliere una vita che non obbedisce alle convenzioni, 'tutto è confuso, niente è regolare' .
Sono molte le PERSONE che si sono trovate ad attraversare 'l'ombra della spada', non solo donne. Persone che hanno scelto di vivere la propria vita in modo IMPERFETTO piuttosto che vivere in modo perfetto l'imitazione di quella di un altro.
Attraversare l’ombra della spada non rende popolari e nemmeno "amabili" (non è la parola giusta, ma non la trovo).
Non ti dà approvazione.
Alcuni la chiamano errore.
Qualcuno la chiama egoismo.
Ed è proprio per questo che arrivano i tentativi di rimetterti al TUO posto... al TUO POSTO! Perchè loro lo sanno qual è il tuo posto!
Come se la felicità fosse una checklist.
Come se il sopravvivere bastasse per non poter sentire il vuoto.
Come se il dolore dovesse giustificarsi con una mancanza evidente, certificabile, condivisibile.
“Dai, sii buona.” o ESSE BONA... come si dice a Gubbio.
Esse Bona: un invito gentile a rientrare nei ranghi. A non fare troppo rumore. A non chiedere troppo. A non sentire troppo.
Esse bona: adattati.Esse bona: non complicare (AGLI ALTRI) le cose.
Esse bona. Bona ad accettare (la volontà degli ALTRI). Bona a capire (i bisogni DEGLI ALTRI). Bona a ridare priorità (alle esigenze DEGLI ALTRI). Bona a ringraziare e ad accontentare (GLI ALTRI).
Bona SOPRATTUTTO a non disturbare l’ordine delle cose.
Ma se io NON volessi essere più BONA??
Se fossi stanca di essere composta, ragionevole, riconoscente per ciò che dovrebbe bastarmi?
Se non volessi più essere all’altezza delle aspettative, ma solo all’altezza di me stessa?
E se ok, non mi mancasse niente…ma mi mancassi io?
Forse voglio essere vera?.
Forse voglio essere FELICE, anche se la mia felicità non è approvata, autorizzata dai RUOLI?
Forse voglio smettere di chiedere sempre il PERMESSO?