Mayoor

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Il tonno vince sempre.

Astrattismo significante.


L’astrattismo è “significante” quando il fruitore non vede solo macchie o linee, ma percepisce un messaggio o un’emozione veicolata dal codice visivo dell’autore.
Ora, qui non si ha la pretesa di significare granché, in qualche modo ho voluto isolare il tema della “faccia” del quadro, riprendendo così una nota intuizione di Malevič. Una faccia scontenta, resa attuale dal mio particolare linguaggio astratto il quale può bastarsi anche in caso la faccia non appaia immediatamente visibile.

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CODICE

Saluto l’ingresso di un nuovo codice per questa e future opere astratte.
Titolo forse un po’ freddo per un’immagine che in realtà io sento picassiana. Divertente, non fosse che + anche un codice di pericolo.

gen 2026
cm 60 x 60

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3. Rebus.


Sono il libro che sto scrivendo. Parole, una contro l’altra. In ciabatte.
Incrocio scontro di latitudini, pausa. Un gradino sotto le fantasie.

A capo, Il mondo delle stoviglie. Inchiostro verde. Buttato sei euro.
Vieni all’altare con me, diciamoci tutto. È convincente.

In assoluta presenza.

La coscienza NON è nel cervello.

3.


La sintassi del reale, come formiche. Al passo coi tempi, marca svedese.
Alcuni di Roma.
Nel vuoto di memoria. Deleuze. Van Gogh e Lautrec.
Soltanto vino rosso.

Nota:
così composta la poesia sembra riesumare l’esametro dattilo di virgiliana memoria: misura quantitativa, che non tiene conto del numero delle sillabe ma considera la loro durata, o quantità.
Divertente, no?
No, perché questi sono anni infelici, o di merda, e queste cose andrebbero accantonate in soffitta.

3.

Lettere d’amore. Un secolo, cento fotografie. Gli ultimi anni. Nudo, accanto agli sci.

L’amore viene da lontano, portato come fiamma olimpica. Il teschio. Il comodino. Prugne.

Finisce cantando.

Nota: Può sembrare poesia dell’assurdo, ma è quel che viene detto. Certo, il montaggio sembrerà azzardato, frenetico… È come su un campo da tennis: a correre è solo il giocatore, la pallina resta se stessa. come non si muovesse affatto. Quindi il suo tempo è lento, e questa poesia è lenta. Tutte le poesie che scrivo sono lente, hanno pause reali. Tanto reali da sembrare irreali.

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