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        <title><![CDATA[Stories by Andrea Trapani on Medium]]></title>
        <description><![CDATA[Stories by Andrea Trapani on Medium]]></description>
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            <title>Stories by Andrea Trapani on Medium</title>
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            <title><![CDATA[40 anni dopo]]></title>
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            <dc:creator><![CDATA[Andrea Trapani]]></dc:creator>
            <pubDate>Thu, 29 May 2025 08:59:24 GMT</pubDate>
            <atom:updated>2025-05-29T08:59:24.281Z</atom:updated>
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            <content:encoded><![CDATA[<p>Avevo appena otto anni, tanti sogni e ben pochi problemi. Una serata come tante, davanti alla televisione, aspettando la finale di Coppa dei Campioni. Tifoso viola, piccolo, ostinato, cresciuto a pane e Antognoni, eppure il calcio era già allora una lingua universale: Juve-Liverpool, la sfida delle sfide.</p><p>Poi le immagini. Improvvise. Inaspettate. Sgranate. Confuse, quasi irreali. La folla che si muove come in preda a un panico antico, da fine del mondo. Uomini che corrono, bambini che piangono, corpi che si accasciano. Una curva che cede, o forse è l’umanità intera a cedere, travolta da qualcosa che non ha nulla a che vedere con lo sport.</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/0*FiSkUwBC55QUPvBq" /></figure><p>Quarant’anni dopo, quel dolore non si è attenuato. È solo diventato più silenzioso, più sordo. Una ferita che ha smesso di sanguinare, ma non di bruciare.</p><p>All’Heysel non è morta solo la gente, sono morte le illusioni di un bambino. L’idea che il calcio potesse essere solo un gioco, un rito collettivo, un pretesto per esultare. Morì la leggerezza.</p><p>Da allora, ogni volta che sento parlare di “tifoserie calde”, di “rivali storiche”, di “clima infuocato”, mi torna alla mente quella curva spezzata. E penso che non ci siamo ancora perdonati abbastanza. Che non abbiamo imparato abbastanza. Che il mondo, quando decide di essere orribile, sa esserlo con una ferocia che lascia senza fiato.</p><p>Eppure siamo ancora qui. Con gli stessi colori addosso, ma con una memoria in più. Perché il rispetto, quello vero, non nasce dai comunicati stampa o dai minuti di silenzio: nasce dal ricordo.</p><p>E oggi, come se fossi ancora quel bambino di 40 anni fa, il mio pensiero va a quei trentanove nomi che non hanno fatto ritorno.</p><img src="https://medium.com/_/stat?event=post.clientViewed&referrerSource=full_rss&postId=f493b12b2c9e" width="1" height="1" alt="">]]></content:encoded>
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            <title><![CDATA[Per Facebook, su Facebook]]></title>
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            <dc:creator><![CDATA[Andrea Trapani]]></dc:creator>
            <pubDate>Sun, 04 Aug 2024 09:32:09 GMT</pubDate>
            <atom:updated>2024-08-04T09:32:09.757Z</atom:updated>
            <content:encoded><![CDATA[<figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/0*GPt3VJsGSfyiYU7E.jpg" /></figure><p>Una cosa seria sul linguaggio in una piattaforma pubblica come questa. Soprattutto Facebook, sopra a tutto Facebook. Qui abbiamo molti contatti che vengono dal passato, amici di scuola, genitori dei propri amici, persone diventate adulte e in molti casi nonni con nipoti. Cosa c’entra questo lungo preambolo? Ci arrivo. Gran parte di noi sono, volenti o nolenti, una sorta di educatori per le nuove generazioni. Ecco, partiamo da qua e scorriamo la timeline. Dimenticate le vostre simpatie politiche, non servono a molto se non a fare il tifo per un post o per un altro. Ci siamo?</p><p>Un pubblico tendenzialmente adulto, con una certa formazione (almeno di vita) alle spalle, scrive di argomenti che non conosce con supponenza, maleducazione e risponde con gli stessi atteggiamenti. Non parliamo degli aggettivi contro gli “avversari” o i nemici del momento, parole di rara cattiveria, giudizi sommari con cui bullarsi magari in circoli ristretti come quei gironi infernali delle chat su Whatsapp o Telegram, insomma tutto tranne che adulti e formatori. Eppure quello siete se avete passato i 30. Le future generazioni guardano noi, i vostri figli e nipoti prenderanno spunto da questi comportamenti che spesso, paradossalmente, vengono contestati proprio da chi li ha creati. Un paradosso ancora più doloroso vederli durante un evento sportivo che parla di universalità.</p><p>Che occasione sprecata, vero?</p><img src="https://medium.com/_/stat?event=post.clientViewed&referrerSource=full_rss&postId=92a49b032883" width="1" height="1" alt="">]]></content:encoded>
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            <title><![CDATA[Spammer a propria insaputa]]></title>
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            <category><![CDATA[caller-id]]></category>
            <dc:creator><![CDATA[Andrea Trapani]]></dc:creator>
            <pubDate>Tue, 13 Feb 2024 21:06:40 GMT</pubDate>
            <atom:updated>2024-02-13T21:14:30.505Z</atom:updated>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Vi racconto questa disavventura telefonica capitata a mia zia e che ho scoperto per caso<em> (sono il nipote “preferito” per queste faccende, ndr).</em> Domenica pomeriggio mi trova e mi racconta che <strong>quando la chiama mio zio, il suo telefono è sempre occupato come se l’avesse bloccata</strong>.</p><p>Situazione che potrebbe sembrare plausibile dato che tutti i telefoni, in primis gli Android, hanno questa funzione. Prendo il TCL di mio zio e vedo questa immagine: d’istinto vado nelle impostazioni ma il numero non è tra i bloccati.</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/960/1*MTOGTNOv7npqS89QFUDVnQ.jpeg" /></figure><p>Comincio a riflettere, anzi a googlare.</p><p>Mi si apre quasi subito la <strong>Community Samsung</strong>, brand diverso dal telefono ma l’intuizione è giusta:<strong> una sfilza di mariti, mogli e fidanzati si trova nella stessa identica situazione di mio zio</strong>. Questo il link per i più curiosi: <a href="https://t.co/NPvlNKx5K8">https://eu.community.samsung.com/t5/altri-smartphone/chiamata-in-arrivo-bloccata/td-p/1767948</a></p><p><strong>Ma cosa fare?</strong></p><p>Leggo varie soluzioni, tra quelle che più mi attraggono (<strong><em>cfr. https://xdaforums.com/t/solved-how-do-i-disable-hiya-spam-blocker.3608297/ </em></strong>) provo quelle che prevedono la<strong> cancellazione dell’app </strong>che Samsung usa per creare in automatico questi blocchi sul cellulare.</p><p><strong>Faccio subito</strong>. Con il TCL che ho in mano però <strong>non è risolutivo</strong>.</p><p>Non va neanche il reset dell’app Telefono, quindi <strong>mi metto a cercare cosa fa questa Hiya con i telefoni Samsung (e con quelli TCL)</strong>.</p><p><strong>È spiegato tutto qui:</strong> <a href="https://t.co/4uPpZ034cc">https://it.hiya.com/tcl-callerid-data-policy</a> e <a href="https://t.co/TZXeAerodv">https://it.hiya.com/tcl-callerid-terms-of-service</a>. Ho alcuni dubbi su queste condizioni ma magari ne parlo in futuro. Non è adesso il momento.</p><p><strong>Andiamo al punto:</strong> Hiya <em>“intuisce”</em> i comportamenti da spammer e blocca i numeri. Il fatto che per molti l’unica chiamata entrante sia quella del compagno <em>non importa</em>, il blocco parte in automatico.<strong> Non esiste però una whitelist, che fare?</strong> Meno male esiste un form online: <a href="https://hiyahelp.zendesk.com/hc/it/requests/new">https://hiyahelp.zendesk.com/hc/it/requests/new</a></p><p>Anticipo la polemica: <strong>trovare questo form</strong> e sapere che c’è una società terza che gestisce i filtri telefonici<strong> non è nelle corde di molti zii, ma nemmeno dei nipoti</strong>, però apprezzo questo link. In <a href="https://hiyahelp.zendesk.com/hc/it/requests/new">questa pagina</a> inserisco i dati e attendo risposta.</p><p>Stamani mi arriva un’email (sì, avevo messo il mio contatto per ovvi motivi).</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*0Nvonc8TrL2YOd_oE0xk6A.png" /></figure><p>Leggiamola assieme: dal testo sembra che ci sia una montagna da scalare, ma soprattutto non è la risposta al mio ticket.</p><p><strong>Arriva una seconda email</strong>, hanno gestito la cosa ma — excusatio non petita — mi ricordano che <em>“Hiya provides spam rating for Samsung Smart Call but not ID” </em>(form per TCL, eh).</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*5JRUbHYcezsFP7BKPHlSxA.png" /></figure><p><strong>Risolta? No</strong>, ho appena chiamato mia zia e dà ancora occupato chiamando mio zio. Aspettiamo “<em>a few days</em>”.</p><p><em>[Ringrazio Fabrizio, Enrico e Thomas per i consigli]</em></p><img src="https://medium.com/_/stat?event=post.clientViewed&referrerSource=full_rss&postId=3a228dbe2454" width="1" height="1" alt="">]]></content:encoded>
        </item>
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            <title><![CDATA[Foto nate per caso]]></title>
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            <category><![CDATA[florence]]></category>
            <dc:creator><![CDATA[Andrea Trapani]]></dc:creator>
            <pubDate>Sat, 08 Jul 2023 16:53:44 GMT</pubDate>
            <atom:updated>2023-07-08T16:53:44.815Z</atom:updated>
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            <content:encoded><![CDATA[<figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*goPuTF3wekag4eESlKSYEQ.jpeg" /></figure><p>Foto, tutte simili, nate per caso, su Twitter. A gennaio 2021, è iniziato l’invio di foto, fatte rigorosamente dal metà campo, dopo le partite della Fiorentina.</p><h3>Andrea Trapani on Twitter: &quot;🧵 di foto, tutte simili, nate per caso. Non ricordo come ma con @fabiovenni (che vive a Barcellona), nel lontano gennaio 2021, è iniziato l&#39;invio di foto random via DM, fatte rigorosamente dal metà campo, dopo le partite della #Fiorentina.Eccole così, saltuarie come i DM 👇 / Twitter&quot;</h3><p>🧵 di foto, tutte simili, nate per caso. Non ricordo come ma con @fabiovenni (che vive a Barcellona), nel lontano gennaio 2021, è iniziato l&#39;invio di foto random via DM, fatte rigorosamente dal metà campo, dopo le partite della #Fiorentina.Eccole così, saltuarie come i DM 👇</p><img src="https://medium.com/_/stat?event=post.clientViewed&referrerSource=full_rss&postId=5ef1b144c24a" width="1" height="1" alt="">]]></content:encoded>
        </item>
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            <title><![CDATA[L’ennesima anomalia toscana]]></title>
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            <category><![CDATA[toscana]]></category>
            <category><![CDATA[tuscany]]></category>
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            <dc:creator><![CDATA[Andrea Trapani]]></dc:creator>
            <pubDate>Tue, 18 Apr 2023 17:00:49 GMT</pubDate>
            <atom:updated>2023-04-18T17:02:14.703Z</atom:updated>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il <a href="https://tg24.sky.it/politica/2023/04/17/risultati-elezioni-comunali-udine">voto alle comunali di Udine</a>, dove al ballottaggio il candidato del centrosinistra ha ribaltato gli equilibri del primo turno, la politica ha iniziato a parlare (troppo) di legge elettorale.</p><p>Succede sempre, per carità. Il dibattito odierno però mi aiuta a focalizzare, ancora una volta, la particolarità geopolitica di una <a href="https://andtrap.medium.com/vivere-in-una-regione-non-così-rossa-d3138ea2ba72">regione (non più) rossa come la Toscana</a>.</p><p>Se erano già emerse alcune <a href="https://andtrap.medium.com/dietro-le-quinte-dei-collegi-toscani-9b6473314b7f">peculiarietà sui collegi</a>, oggi si può scherzare su come — per eterogenesi dei fini — una<strong> proposta del centrodestra</strong> (che<a href="https://st.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/elezioni-amministrative/ballottaggio/Pdl-Lega-eliminazione-ballottaggio.shtml?uuid=c913f7f8-5f4d-11de-b8ec-b5bd5d49d50c&amp;DocRulesView=Libero&amp;correlato"> esiste, in varie forme, già dal 2009</a>) avrebbe potuto lasciarla <strong><em>più rossa</em></strong> di come non sia attualmente.</p><h3><strong>Il contesto</strong></h3><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/894/1*pNR_PBVt1GTvKULaDBkwaA.png" /><figcaption><em>Il lancio di agenzia con le odierne </em><a href="https://www.corriere.it/politica/23_aprile_18/calderoli-il-ribaltone-udine-dimostra-che-ballottaggio-va-abolito-65209502-ddfc-11ed-9f06-0b90e24301fd.shtml"><em>dichiarazioni del ministro Calderoli</em></a></figcaption></figure><p>Come ricorda il bravo <strong>Francesco Cianfanelli</strong> (seguitelo 👉<a href="https://twitter.com/FCianfanelli">https://twitter.com/FCianfanelli</a>) in Parlamento si discute di una proposta del centrodestra per evitare altri casi come Udine, “<strong>praticamente diventerebbe sindaco chi ottiene il 40% al primo turno”</strong>. <em>“Non è difficile capire perché”</em>, scrive allegando una cartina dell’Italia sviluppata da YouTrend.</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*zCkJMno-PrEi7RHq16wefQ.jpeg" /><figcaption>Elaborazione YouTrend — via <a href="https://medium.com/u/fbb8c257ae6d">Francesco Cianfanelli</a> (<a href="https://twitter.com/FCianfanelli/status/1648340725694709761">link al tweet</a>)</figcaption></figure><p><strong>L’immagine è autoesplicativa.</strong> Tranne in un caso, <em>non così unico ma lo vedremo dopo</em>, il <strong>centrodestra avrebbe vinto nella quasi totalità dei casi.</strong></p><p><em>[Sia chiaro, si parla di un’analisi </em>ex post <em>e sappiamo bene come le </em><a href="https://www.la7.it/in-onda/video/leggi-elettorali-su-misura-26-07-2016-190562"><em>leggi elettorali, seppur disegnate su misura</em></a><em>, siano capaci di dare risultati ben diversi da quelli sperati. Continuiamo quindi a non prenderci sul serio e </em><strong><em>torniamo all’ipotesi.]</em></strong></p><p>Come mostra la mappa, se la legge elettorale avesse permesso di eleggere come Sindaco il candidato che ha ricevuto più voti (e contestualmente <em>superato la soglia del 40%</em>),<strong> la coalizione di centrodestra oggi avrebbe avuto 8 sindaci in più.</strong></p><p>La <em>sensazione </em>è che quella coalizione ne trarrebbe solo vantaggi, almeno nell’immediato. Eppure <strong>esiste un’eccezione piuttosto lampante</strong>.</p><h3>Il bizzarro caso toscano</h3><p>In Toscana, nelle elezioni amministrative, si sono registrati negli anni diversi<em> </em><strong><em>ribaltoni</em> che hanno lasciato il segno nel centrosinistra </strong>che repentinamente ha cominciato a perdere una buona parte dei capoluoghi di provincia e alcune importanti città dove aveva (quasi) <em>sempre</em> governato.</p><p><strong>Ragioniamo ancora per assurdo. </strong>Sarebbe andata così anche in un <strong>ipotetico</strong> turno (quasi) unico sopra i 15.000 abitanti? <strong>No, almeno non del tutto.</strong></p><h3>Andrea Trapani on Twitter: &quot;Segnalo una simpatica &#39;anomalia&#39; toscanaLivorno 14: 5S 👉 csx*Arezzo 15: cdx 👉 csxCascina 16: cdx 👉 csxPistoia 17: cdx 👉 csx*Cortona 18: cdx 👉 csxLucca 22: cdx 👉 csx🔥&quot;Quasi&quot; Pisa 18: cdx 👉 csx ( coal. 39,97%)❗️Eccezione: Altopascio 16* coalizione &gt; 40% / Twitter&quot;</h3><p>Segnalo una simpatica &#39;anomalia&#39; toscanaLivorno 14: 5S 👉 csx*Arezzo 15: cdx 👉 csxCascina 16: cdx 👉 csxPistoia 17: cdx 👉 csx*Cortona 18: cdx 👉 csxLucca 22: cdx 👉 csx🔥&quot;Quasi&quot; Pisa 18: cdx 👉 csx ( coal. 39,97%)❗️Eccezione: Altopascio 16* coalizione &gt; 40%</p><p>Come ho scritto nella risposta al tweet originario, l’<em>anomalia toscana</em> avrebbe colpito proprio… <strong>il centrodestra.</strong></p><p>Con una legge del genere, infatti,<strong> in almeno 5 casi il centrodestra non avrebbe potuto ribaltare il risultato</strong> e alcune <strong>esperienze importanti </strong>— <em>come quella di </em><a href="https://www.lanazione.it/pisa/politica/risultati-sindaco-cascina-ballottaggi-1.2273476">Susanna Ceccardi</a><em> o quelle dei sindaci di Arezzo e Pistoia già al secondo mandato</em> — non si sarebbero <em>sedimentate </em>così tanto nel territorio e nella politica nazionale.</p><p>Insomma, con una simile legge che tende a <a href="https://respolitics.it/incumbent-sfidante-scenari-strategici/">premiare gli<em> incumbent</em></a>, la Toscana sarebbe rimasta più… <em>rossa</em>. Bizzarro.</p><img src="https://medium.com/_/stat?event=post.clientViewed&referrerSource=full_rss&postId=96535f32cb53" width="1" height="1" alt="">]]></content:encoded>
        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[Quando la Fiorentina giocò lontano dal Franchi (1988–1990)]]></title>
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            <dc:creator><![CDATA[Andrea Trapani]]></dc:creator>
            <pubDate>Wed, 22 Mar 2023 15:46:22 GMT</pubDate>
            <atom:updated>2023-03-22T15:46:22.318Z</atom:updated>
            <content:encoded><![CDATA[<figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/965/0*k6eXvgF3uNlD24JN" /><figcaption><em>“Il nuovo Franchi” | Immagine tratta da comune.fi.it</em></figcaption></figure><p>In città si parla molto dei due anni di “trasferta forzata” che dovrà fare la <a href="https://www.andreatrapani.com/tag/Fiorentina">Fiorentina</a> per il cosiddetto <a href="https://www.comune.fi.it/dalle-redazioni/nuovo-stadio-di-firenze"><strong>“nuovo Franchi”</strong></a> (rendering in foto) che dovrebbe nascere dopo la metà del 2026. Spesso si fa riferimento al sacrificio fatto per Italia 90: <strong>fu davvero così simile?</strong></p><p>Nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Associazione_Calcio_Fiorentina_1988-1989"><strong>stagione 1988–89</strong></a> furono giocate fuori Firenze solo le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Coppa_Italia_1988-1989">partite di Coppa Italia</a>. Per l’esattezza tutte a <strong>Pistoia</strong> (con buoni riscontri di pubblico). Il 24/08 contro l’Avellino (1–0, 13.000 spettatori), il 31/08 con la Virescit (3–0, 13mila), il 21/09 con l’Udinese (3–0, ben 21mila).</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/450/0*QQQnsCP4LI9uXctr" /><figcaption>Fiorentina-Sampdoria 1–1, ritorno del quarto di finale della Coppa Italia 1988–1989. Foto scattata il 25 gennaio 1989, la Curva Ferrovia dello Stadio A. Franchi (foto <a href="https://www.ultrastito.com/fiorentina-sampdoria-25-gennaio-1989-coppa-italia.html">ultrasito.com</a>)</figcaption></figure><p>Il ritorno dei quarti di finale con la Samp, con appena 8.000 presenti (<em>complice anche il 3–0 dell’andata, ndr</em>), fu invece <a href="https://www.ultrastito.com/fiorentina-sampdoria-25-gennaio-1989-coppa-italia.html">giocato al Franchi</a>.</p><p>La<strong> </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Associazione_Calcio_Fiorentina_1989-1990"><strong>stagione 1989–90</strong></a><strong> </strong>fu invece decisamente più impattata anche se furono <strong>giocate a Firenze ben 9 delle 17 gare casalinghe</strong> (le giornate 9, 11, 12, 16, 18, 20, 22, 32 e 34).</p><p>Particolare fu la scelta delle sedi di gara: se<strong> in Coppa Uefa fu indicata Perugia come unico stadio</strong> per le partite casalinghe (<em>escluso </em><a href="https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/03/04/amara-coppa-uefa-del-1990-il-sogno.html"><em>Avellino in finale, ma è un’altra storia</em></a>), in Coppa Italia si giocò con il Como a <strong>Pistoia</strong> (30/08/89) e con il Napoli a <strong>Perugia</strong> (24/01/90, gol di Dunga e Maradona).</p><iframe src="https://cdn.embedly.com/widgets/media.html?src=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fembed%2FBxriiHMw7YU%3Ffeature%3Doembed&amp;display_name=YouTube&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DBxriiHMw7YU&amp;image=https%3A%2F%2Fi.ytimg.com%2Fvi%2FBxriiHMw7YU%2Fhqdefault.jpg&amp;key=a19fcc184b9711e1b4764040d3dc5c07&amp;type=text%2Fhtml&amp;schema=youtube" width="640" height="480" frameborder="0" scrolling="no"><a href="https://medium.com/media/2725a555edc49228fb3c7bf24abe46d1/href">https://medium.com/media/2725a555edc49228fb3c7bf24abe46d1/href</a></iframe><p>In campionato si partì da <strong>Pistoia</strong> (Genoa, Lazio e Udinese), veloce ritorno a <strong>Firenze</strong>, poi a <strong>Perugia</strong> contro il Milan (2–2, 4/2/90) e Lecce (3–2, 18/2), infine Arezzo (0–0 con la Cremonese il 4/3) e ancora <strong>Perugia</strong> (25/3, 0–0 con il Cesena).</p><p><strong>Insomma, il sacrificio fu enorme.</strong></p><p>Eppure quella di allora e quella prossima futura <strong>sembrano due situazioni difficilmente paragonabili</strong>.</p><p>Per i lavori che daranno a Firenze il “nuovo Franchi”, si parla di due stagioni piene — sono almeno 38 partite casalinghe solo in Serie A! — e molti degli stadi che erano un’<strong>opzione valida 33 anni fa</strong> o non hanno più la stessa capienza o non hanno proprio la licenza per la massima serie.</p><p><strong>Le soluzioni alternative sono dunque più impattanti oggi che allora</strong>. L’unico dato positivo di quell’esperienza è che i risultati casalinghi non ebbero particolare differenze tra il Franchi e le altre città, compresa Perugia “fuori regione”.</p><p>Di sicuro <strong>sarà più dura a livello logistico.</strong> Per tifosi e non solo.</p><img src="https://medium.com/_/stat?event=post.clientViewed&referrerSource=full_rss&postId=2f07d901bc22" width="1" height="1" alt="">]]></content:encoded>
        </item>
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            <title><![CDATA[Quel fastidioso problema del calcio in streaming]]></title>
            <link>https://andtrap.medium.com/quel-fastidioso-problema-del-calcio-in-streaming-94a2c115f266?source=rss-2ccd388f79a5------2</link>
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            <category><![CDATA[streaming-video]]></category>
            <category><![CDATA[streaming-service]]></category>
            <category><![CDATA[dazn]]></category>
            <category><![CDATA[streaming]]></category>
            <dc:creator><![CDATA[Andrea Trapani]]></dc:creator>
            <pubDate>Sun, 05 Mar 2023 15:45:09 GMT</pubDate>
            <atom:updated>2023-03-05T16:35:02.732Z</atom:updated>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="https://www.ilfoglio.it/sport/2021/07/17/news/inizia-l-e-ra-del-calcio-spoilerato-2689336/">calcio in streaming di cui ho parlato spesso</a> non crea solo problemi ma rappresenta <strong>anche un’opportunità </strong>in mille occasioni: lunedì scorso, ad esempio, ho potuto seguire su DAZN la partita pur trovandomi all’estero.</p><h3>“Stai utilizzando DAZN su troppe reti internet : come risolvere”</h3><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/0*rESGL85_v9Gyd2LU.jpg" /><figcaption>Una campagna pubblicitaria di DAZN sul trasporto pubblico</figcaption></figure><p>Ho notato un piccolo, ma importante, problema in mobilità.</p><p>Ero in metropolitana, a Barcellona, all’ora del calcio d’inizio, mi collego all’app e, dopo qualche centinaia di metri, mi arriva un messaggio pop-up che mi informa che sono “<a href="https://web.archive.org/web/20230305153405/https://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:r2AISbJIeCEJ:https://www.dazn.com/it-IT/help/articles/stai-utilizzando-dazn-su-troppe-reti-come-risolvere&amp;cd=1&amp;hl=it&amp;ct=clnk&amp;gl=it&amp;client=firefox-b-d">collegato a troppe reti internet</a>”.</p><p>Non capisco, sono con amici ‘esperti’ (<a href="https://www.ilfoglio.it/tecnologia/2023/02/28/news/il-grande-escluso-dalle-fiere-tech-e-il-metaverso-viaggio-al-mwc-barcellona-5004879/"><em>eravamo al MWC</em></a>, ndr) e mi sloggo. Controllo il numero dei dispositivi, <a href="https://archive.is/IR12t">come dice anche la (rimossa) guida DAZN</a>.</p><p>Niente da fare, <strong>non è quello il problema</strong>. L’unico dispositivo registrato è quello da cui mi sto collegando, <strong>rifacciamo il login</strong> e tutto va bene. Anzi no.</p><p>Altre due fermate e <a href="https://archive.is/IR12t">stesso pop-up</a>. A quel punto mi viene in mente una cosa: durante l’<a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Handover">handover tra diverse celle</a> passo continuamente tra 4G e 5G. Quindi?</p><p>A ogni riaggancio della rete probabilmente mi viene assegnato un nuovo IP e (più o meno) giustamente DAZN mi segnala che sono<em> connesso a “troppe reti”</em>. Il paradosso è che, quando entro in casa su wifi con IP spagnolo, la partita tiene. Finalmente, infatti, per il sistema, finisce “il balletto degli IP”.</p><h3>Cosa fare?</h3><p>Niente, se non tenere d’occhio ogni <em>handover</em> che <strong>potrebbe causare l’interruzione della visione anche sullo stesso dispositivo autorizzato se</strong>, a ogni riaggancio della rete mobile, <strong>vi viene assegnato un nuovo IP dall’operatore.</strong></p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/0*_LXgWWK7CSKDcaIy" /></figure><p>Può capire in metropolitana, ma anche banalmente a bordo di un treno, un bus o un’auto in movimento e non c’è modo di evitarlo. Unica (non) soluzione è avere pazienza e sperare in una <strong>connessione stabile che non risenta troppo di orografia e gallerie</strong>. Facile a dirsi eh?</p><img src="https://medium.com/_/stat?event=post.clientViewed&referrerSource=full_rss&postId=94a2c115f266" width="1" height="1" alt="">]]></content:encoded>
        </item>
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            <title><![CDATA[Una bella storia lunga 20 anni]]></title>
            <link>https://andtrap.medium.com/una-bella-storia-lunga-20-anni-35e021a53a21?source=rss-2ccd388f79a5------2</link>
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            <category><![CDATA[h3g]]></category>
            <category><![CDATA[3-italia]]></category>
            <dc:creator><![CDATA[Andrea Trapani]]></dc:creator>
            <pubDate>Fri, 03 Mar 2023 14:54:24 GMT</pubDate>
            <atom:updated>2023-03-05T16:36:02.330Z</atom:updated>
            <content:encoded><![CDATA[<h3>Una bella storia lunga 20+ anni</h3><p>Amici di Mondo3,</p><p>per una volta cedo alla retorica.</p><p>Oggi ricorrono i <a href="https://www.mondo3.com/3-italia/2023-03-03-3-marzo-2003-venti-anni-anniversario.html">20 anni dalla nascita di 3 Italia</a>, un evento che ha reso possibile questa fantastica storia che è <strong>Mondo3</strong>. Nata dall’idea di Carlo e Marcolino nell’autunno del 2002, proprio attendendo il via alla rete di H3G, siamo arrivati fino a oggi.</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*1jJUdjhiMNTFqD9CHyw4-Q.png" /></figure><p>Grazie a voi, siamo riusciti a creare una community incredibile che ha raggiunto addirittura i <a href="https://forum.mondo3.com">50.000 membri sul forum</a>, diventando<strong> amici senza mai esserci visti</strong>, amici che in molti casi sono diventati parte della mia famiglia e persino colleghi di lavoro.</p><p>Non posso che essere grato per questa meravigliosa storia che è diventata una realtà grazie a 3. Questa comunità è ancora oggi una realtà che ha riempito la mia vita professionale e non solo, andando oltre lo stesso gestore.</p><p>Siamo stati in grado di creare qualcosa di speciale,<strong> un luogo dove la condivisione, la collaborazione e l’amicizia hanno trovato un terreno fertile per crescere e prosperare</strong>. <a href="https://www.mondo3.com">Mondo3</a> è stato un esempio di come una semplice idea possa diventare una grande realtà grazie alla passione, all’impegno e alla dedizione delle persone.</p><p>Vorrei ringraziare tutti voi, forumisti e lettori delle news, per aver fatto parte di questa meravigliosa avventura. Siete stati un’ispirazione per me e per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di far parte di questa esperienza unica. Siamo stati in grado di creare qualcosa di speciale, che non avremmo mai potuto fare da soli.</p><p>Ancora una volta, grazie di cuore per questi <strong>20(+1) anni di Mondo3</strong>.</p><p>Spero che questa storia continui a prosperare e a crescere negli anni a venire, portando la sua magia del passato come un messaggio per il futuro.</p><p><em>Un abbraccio e… grazie a tutti.</em></p><img src="https://medium.com/_/stat?event=post.clientViewed&referrerSource=full_rss&postId=35e021a53a21" width="1" height="1" alt="">]]></content:encoded>
        </item>
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            <title><![CDATA[ADAS: la tecnologia che ci protegge dalle distrazioni]]></title>
            <link>https://andtrap.medium.com/adas-la-tecnologia-che-ci-protegge-dalle-distrazioni-5a7fa933dbf6?source=rss-2ccd388f79a5------2</link>
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            <category><![CDATA[adas-sensor]]></category>
            <dc:creator><![CDATA[Andrea Trapani]]></dc:creator>
            <pubDate>Mon, 13 Feb 2023 15:28:39 GMT</pubDate>
            <atom:updated>2023-02-13T15:28:39.953Z</atom:updated>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Un aneddoto veloce quanto (spero) utile.</p><p>Le nuove auto sono dotate di <strong>ADAS</strong> (<em>ovvero </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Advanced_driver-assistance_system"><em>Advanced Driver Assistance System</em></a><em>, cioè sistemi di assistenza avanzata al guidatore</em>).</p><p>Spesso vengono sottovalutati, a volte perfino disattivati, eppure sono fondamentali. Ieri sera, al buio, mentre ero in retromarcia decido di cambiare stazione radio perdendo così la visione della camera posteriore per la manovra.</p><p>Per colpa della mia <strong>distrazione</strong> (e dell’abitudine) stavo per colpire, anche piuttosto pesantemente, un’altra auto che era nell’angolo cieco<em> (era in divieto di sosta ma comunque era lì e non esiste certo il diritto di distruggere le cose messe male)</em>. All’improvviso uno scossone:<strong> l’auto ha frenato da sola e ha evitato l’impatto</strong>. Insomma, spesso si parla male della tecnologia perché “limita” chi guida ma in verità <strong>è la nostra supponenza di essere migliori della realtà a essere un pericolo</strong>.</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/640/0*rQI9JGkWjqGykk8A" /></figure><p>PS: per chi ama i video, qui una spiegazione veloce quanto efficace sui sistemi ADAS</p><iframe src="https://cdn.embedly.com/widgets/media.html?src=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fembed%2FkX-qhqXFLIM%3Ffeature%3Doembed&amp;display_name=YouTube&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DkX-qhqXFLIM&amp;image=https%3A%2F%2Fi.ytimg.com%2Fvi%2FkX-qhqXFLIM%2Fhqdefault.jpg&amp;key=a19fcc184b9711e1b4764040d3dc5c07&amp;type=text%2Fhtml&amp;schema=youtube" width="854" height="480" frameborder="0" scrolling="no"><a href="https://medium.com/media/f5930693a10c96638e6c6308baf6be05/href">https://medium.com/media/f5930693a10c96638e6c6308baf6be05/href</a></iframe><img src="https://medium.com/_/stat?event=post.clientViewed&referrerSource=full_rss&postId=5a7fa933dbf6" width="1" height="1" alt="">]]></content:encoded>
        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[L’attesa per l’inattesa fine dei social network]]></title>
            <link>https://andtrap.medium.com/lattesa-per-l-inattesa-fine-dei-social-network-7182c68c36ff?source=rss-2ccd388f79a5------2</link>
            <guid isPermaLink="false">https://medium.com/p/7182c68c36ff</guid>
            <category><![CDATA[zuckerberg]]></category>
            <category><![CDATA[elon-musk]]></category>
            <category><![CDATA[twitter]]></category>
            <category><![CDATA[facebook]]></category>
            <category><![CDATA[social-media]]></category>
            <dc:creator><![CDATA[Andrea Trapani]]></dc:creator>
            <pubDate>Sun, 13 Nov 2022 11:39:35 GMT</pubDate>
            <atom:updated>2022-11-13T12:00:00.208Z</atom:updated>
            <cc:license>http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/</cc:license>
            <content:encoded><![CDATA[<figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*-hQwpw2laoKEpMQAQqqZBA.jpeg" /></figure><p>Il 2022 è l’anno in cui <em>tutti </em>parlano della <a href="https://www.editorialedomani.it/tecnologia/fine-social-network-per-come-li-conosciamo-psc99txz"><strong>fine dei social network</strong></a>.<em> Tutti </em>in senso figurato, è ovvio. Basta però una <a href="https://www.google.com/search?client=firefox-b-d&amp;q=fine+dei+social+network">banale ricerca su google.com</a> per scoprire che l’argomento è diventato davvero di tendenza. Come ogni argomento frivolo, <a href="https://www.theatlantic.com/technology/archive/2022/11/twitter-facebook-social-media-decline/672074/"><strong>è una cosa seria</strong></a>.</p><h3>Miliardi di investimenti sull’orlo del baratro</h3><p>Se ci pensate bene è <strong>quasi paradossale che accada oggi.</strong> Non che questa (remota) possibilità fosse così inattesa, ma il 2022 è l’anno in cui Mark Zuckerberg ed Elon Musk hanno giocato l’<em>all-in</em> su Facebook e Twitter.</p><p>Cioé, Zuckerberg ha puntato sul <strong>metaverso</strong> (e quel che può significare ad oggi, ben poco più di “<a href="https://it.mashable.com/6577/facebook-metaverso-second-life"><em>una Second Life fatta bene</em></a>” o più idealmente una <em>“</em><a href="https://www.wired.it/article/metaverso-realta-aumentata/"><em>realtà aumentata ben disegnata</em></a><em>”</em> se continua così) ma ogni suo prodotto richiama Facebook e la galassia di Meta. Non è certo un mistero che un <em>mix letale</em> fatto da<a href="https://www.vice.com/it/article/epzkne/crollo-azioni-facebook"> concorrenza, errori e la vigilanza dell’antitrust stanno frenando i sogni di conquista di Mark Zuckerberg: i social, le criptovalute e il metaverso.</a></p><p>Come ha scritto pochi giorni fa <a href="https://www.vice.com/it/article/epzkne/crollo-azioni-facebook">Vice.com</a> “<em>in poco più di un anno, la compagnia ha perso quasi 800 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, la gran parte dei quali negli ultimi otto mesi. Sia chiaro, l’azienda è ancora una delle più grandi al mondo, miliardi di persone usano i suoi prodotti regolarmente e gli utenti sono in crescita, eppure, secondo </em><a href="https://www.cnbc.com/2022/02/08/facebook-market-cap-under-600-billion-threshold-for-antitrust-bills.html"><em>la definizione di una proposta di legge antitrust</em></a><em>, da mesi si trova al di sotto della capitalizzazione di mercato richiesta per un’azienda “Big Tech</em>.” Senza dimenticare la grande ondata di licenziamenti che un’azienda che sta bene di solito non fa.</p><p>Parlare di <strong>Twitter</strong> poi è financo troppo attuale. <a href="https://www.ilpost.it/2022/11/11/twitter-elon-musk-dimissioni-account-verificati/">Lo fanno tutti</a>, lo facciamo tutti. Specie su <a href="https://twitter.com/andtrap">Twitter</a>. <strong>Elon Musk</strong>, con una bio tra genio e sregolatezza, sembra più orientato sul secondo aggettivo che sul primo. Ha speso una fortuna per prendere possesso di una società che -parole sue- <a href="https://www.ilmattino.it/pay/edicola/elon_musk_twitter_bancarotta-7046991.html">potrebbe fallire da un giorno all’altro</a>.</p><p>Magari (anche) <strong>Twitter è <em>too big to fail</em></strong>, di sicuro rientra tra quei social network ormai diventati<em> </em><strong><em>too big</em> per essere ancora divertenti</strong>. Non sono solo svago, Twitter e gli altri - come i più giocosi Instagram e Tik Tok — sono fonte di notizie, di lavoro e… di frustrazioni personali. Chi ne preannuncia la sopravvivenza di fatto <a href="https://www.huffingtonpost.it/dossier/fintech/2022/11/13/news/gian_luca_comandini_satoshi_nakamoto_bitcoin_luomo_piu_ricco_del_mondo-10612415/">ne parla come se fosse già destinato a diventare un’altra cosa</a>.</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/530/0*JqSZ83cRl1_jxooY.jpg" /><figcaption>Prima e dopo i social netork: un vuoto che non esiste</figcaption></figure><p>Il che non sarebbe neppure questo problema se il tutto rimanesse tutto confinato lì.<em> </em>Se mai si avverasse, <a href="https://www.dissipatio.it/la-politica-e-scomparsa-in-italia-e-ogni-vuoto-di-potere-viene-subito-riempito-da-altri-poteri-le-rivelazioni-di-paolo-cirino-pomicino/"><em>come accade ai partiti nello scenario politico</em></a>,<strong> la fine dei social network</strong> fondalmente <strong>produrrebbe un vuoto che ben presto sarebbe riempito da qualcosa di diverso</strong>. Magari con un ritorno dal passato, magari con un altro prodotto. Non è questo il punto.</p><h3>La mancata consapevolezza del proprio ruolo politico</h3><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/0*MRJAA_MjXbkjTQJ6" /></figure><p>Il problema è che la stessa <strong>grandezza di queste piattaforme</strong> ha trasformato i (<em>fu</em>) simpatici Mark Zuckerberg ed Elon Musk in <strong>personaggi pubblici </strong>che hanno strabordato dalla loro <strong>iniziale posizione di “geni e imprenditori”</strong>. Cioé, lo sono ancora ma vengono trattati — più o meno giustamente — alla <strong>stregua dei personaggi politici</strong>.</p><p>Se ci pensate bene è una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Contrappasso#Il_contrappasso_in_Dante">sorta di contrappasso</a> per due persone che, come se vivessero in un magico mondo di soli sogni e <em>bit,</em> per anni hanno ̶f̶i̶n̶t̶o̶ detto di essere ben lontani dalla politica.</p><p><a href="https://www.ilfoglio.it/societa/2022/06/03/news/viva-le-sportellate-tra-musk-e-zuckerberg-4070199/">Ora sono avversari</a>, ma anche alleati, visto che per eterogenesi dei fini <strong>ormai hanno più un ruolo politico che meramente finanziario</strong>. I loro investimenti, le loro dichiarazioni rientrano nell’<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mezzo_di_comunicazione_di_massa">arena dei media</a> come se parlasse un capo di stato. E non possono farci niente, l’essere potenti e ricchi li fa entrare in quel contesto: una situazione di merito con una serie di onori e (tanti) oneri (tra cui quello della responsabilità).</p><p>Inoltre <strong>non sono più simpatici</strong>, almeno non come all’inizio. <strong>Succede a tutti,</strong> specie a quelle figure politiche che piacciono finché ricoprono un <a href="https://www.articolo21.org/2015/09/meno-politici-e-piu-outsider-intervista-a-massimo-giannini/">ruolo da <em>outsider</em></a>. Poi<strong> arriva il successo e cambia tutto</strong>: intendiamoci, non è il successo che rende antipatiche le persone, anzi, è la diversa connotazione del <em>proprio io</em> a trasformare in <em>sprezzanti critiche</em> quelli che fino a pochi anni prima erano <em>commenti di apprezzamento</em>. Insomma, se Zuckerberg e Musk non si comporteranno come richiede il loro nuovo ruolo o imparano a stare zitti (<em>difficile vedendo l’attualità</em>) o rischiano di compiere un <strong><em>parricidio</em></strong>.</p><p>Al contrario di quanto si poteva pensare solo qualche anno fa, infatti, l’<a href="https://www.afr.com/companies/media-and-marketing/who-killed-the-social-media-ad-boom-20221030-p5bu3r">esuberanza economica e verbale</a> potrebbe accompagnare l’<strong>inizio della fine dei social network </strong>proprio da parte di chi ha lanciati, sostenuti e rilanciati. La fine di ogni storia ha sempre una componente abbastanza ilare, magari stavolta possono evitarla.</p><img src="https://medium.com/_/stat?event=post.clientViewed&referrerSource=full_rss&postId=7182c68c36ff" width="1" height="1" alt="">]]></content:encoded>
        </item>
    </channel>
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