Archive for luglio 2014

Il sofisma

luglio 22, 2014

Si legge nel libro del Sofisma:
“Nella terra delle palme
l’infinita corrente delle api
apporta memoria e forma
alle radici, all’uomo dal piede
unghiuto, al verso epico trascritto
nell’ambra.
Lo spazio per codine d’elettroni
si tramuta nel tempo
in un’anfora di coccio: in questa
l’ardua morte è nulla”
*

(Giuseppe Bonaviri)

Primavera

luglio 22, 2014

Madre, disseminando uova per questa terra
che ascende per burroni e spezie sulle rupi,
hai generato la fonte d’opale, la siliqua
del carrubo in quarzo e hai impietrito
il corvo sotto l’austro in rosso piropo.
Così, mi hai fatto particella illimite
d’un infinito tempo di cristallo.

 

 

(Giuseppe Bonaviri)

La misura

luglio 22, 2014

Quando la gru annuncia l’autunno,
bevi mistura d’artemisia e nero papavero.
Allora i suoni della tua voce si uniranno
aall’ombra della contrada di O,
rotta in fuori dal mare,
e a mezzogiorno del tuo pensiero
vedrai la luce della madre
che guarda i corpi.
Non più punto fermo
tu subirai la dilatazione del tempo
per incorporarti come ape di terra
nella causa dell’Esistenza, senza
dolore di nascita e di vecchiaia.

 

(Giuseppe Bonaviri)

Leggendo Eschilo

luglio 22, 2014

La mia giornata è senza senso e non sarà
possibile costruire una fortezza necessaria
per dire è questo, è quello.
Io sfoglio libri alla rinfusa
come le pagine di Topolino e Focus. Non leggo Bataille,
inizio Proust ma mi distraggo. E presto è l’ora
di farmi un giro su Youporn.
E quando arrivo a sera sono stanco.
A volte penso che si perda crescendo
la facoltà di intendere le cose,
io per esempio non comprendo più cosa significhi
avere un mondo interiore.
Escluso dai candidi pepli e dai banchetti
esecrabili, non il canto delle Erinni
mi spezzerà la vita.
E nessun coro che scavi
in questo bulbo corroso.

Davide Nota
Sigismundus Editrice

luglio 22, 2014
Prego

come il pane alla bocca come
l’acqua alla terra magari anch’io
possa servirti a qualcosa a
che il mio tremore abbia un fine
e sia dolcezza nella tua dolcezza
o sia pioggia o sia calore
o volo perché tu possa volar via
e tornare e fermarti o
non tornare e andartene al
tuo cuore straordinario
che gira azzurro di fuoco dietro
ai bambini che ti appartengono

(Juan Gelman)

luglio 22, 2014

quando ero piccolo avevo paura
di non ritrovare la strada per ritornare a casa
quando ero a casa avevo paura di non riuscire più ad uscir fuori
c’era un bottaro che batteva le doghe e rimbombavano i colpi
nell’oscurità salivamo i gradini che dovevano essere tutti contati
nella tenebrosità dell’aria e dell’acqua
raccoglievo tutto quello che stava per terra
come se camminassi su un cielo pieno di miracoli

 

(Luigi Di Ruscio, da Firmum)

luglio 22, 2014

Se sono snob? direi proprio di si.

Ho una sola giacca, ma e’ di sartoria,
e porto un tabarro fatto su misura,
ho una vespa, di quelle a faro basso,
e per le firme importanti
ho una montblanc 149 del 1982.
Fumo solo su Non canta la raganella,
50% davidoff e 50 % amphora black.
Ho un telefonino nokia da 49.90 euro,
lo stesso da 5 anni,
Mi hanno regalato uno smartphone fighissimo
ma lo tengo in un cassetto,e aspetto
che invecchi quanto basta per diventare
vintage.
Ho una sola donna, dal 1989,
Una sola fede nata nel settecento,
Bevo solo birra italiana con spremuto
dentro un limone intero.
Una volta al mese mi concedo
un sorso di caol ila di 25 anni.
Una volta l’anno, a natale,
un bas de armagnac ancora piu’ vecchio,
Bevo solo vini di borgogna
e champagne di reims non di marca.
Ho pagato in lire un milione
per saper che gusto aveva lo chateau Petrus.
Ho sempre una bottiglia di Cuvee 61 in cantina,
e una di chateau laffitte per un occasione
che so che non si presentera’ mai.
Non parlo mai di politica con chi non ha letto
ne stuart mill, ne einaudi, ne jefferson.
Preferisco i fascisti a quelli di forza italia
e i comunisti a quelli del pd.
Ritengo che la cultura di destra
abbia chiuso con longanesi , maccari
e montanelli e sopravviva a stento nelle righe
di Severgnini e , non sempre, di Buttafuoco.
Ritengo che la cultura di sinistra
sia in coma grazie a gente come Vattimo
e respiri ancora grazie a gente come Flores d’Arcais.
Preferisco il Ratzinger filosofo
al Ratzinger papa
Ho rispetto di Bergoglio,come ne ho di Castro.
Trovo che Marx e Cristo siano
due ebrei che dicono in fondo in fondo
le stesse cose.
Suppongo che a parte il nome e il modo in cui i poeti
hanno scritto di loro, Dio e Allah siano lo stesso impasto
di un cibo troppo abbondante.
Preferisco gli atei ai fondamentalisti,
e i pastafariani ai talebani.
Adoro la solitudine ma solo se ho le spalle
assolutamente coperte da amicizie
scavate nel granito dagli anni.
Trovo fondamentale l’innamorarsi
trovo giusta e dovuta la sofferenza dell’amore.
Trovo giuste le soluzioni anche dolorose
dell’amore, ma non il sacrificio estremo.
Non mi piacciono le cose troppo facili,
le persone lineari, i caratteri monocromi.
Adoro le persone che hanno un doppio
e non ne fanno mistero.
Mi piace l’odore dei fiori del biancospino
e mi piaccino le sue spine.
Non lascio mai soli gli amici
anche se non mi faccio sentire
e non si fanno sentire.
Mi piace scrivere in pubblico
solo le cose che leggo in pubblico,
mi piace avere un cassetto
chiuso a chiave e qualche segreto.
Mi piace la sincerita’ anche quando fa male
ma mi piace che mi raccontino anche delle balle
se sono raccontate bene e non fanno del male
a nessuno.
Mi piace la mia vecchiaia e non rimpiango nulla
di una giovinezza assolutamente sprecata.
Mi piace la gente che mi applaude
ma vorrei parlare di piu’ con chi non lo fa.
Mi piace come scrive Barricco ma preferisco
rileggere Cioran.
Mi piace scrivere in dialetto perche’ lo capiscono in pochi.
Mi piace nascondere nelle poesie segni che puo’ capire una sola persona.
Mi piace sapere di esser capace di amare per sempre,
ma anche di saper voltare le spalle e dimenticare per sempre.
Mi piace aver ragione ma ancora di piu’ mi piace chi quella ragione
riesce a metterla in crisi.
Mi piace insegnare ma ancora di piu’ mi piace imparare.
Mi piace quando un amico ascolta un mio consiglio,
ancora di piu’ quando lo mette in pratica
e ancora di piu’ quando fa di testa sua.
Mi piacciono i sonetti di Vinicius de Moraes,
I limericks di Pier Luigi Rinaldi
Le terzine della Valduga,
I riflussi gastrici in versi di Greta Rosso
che le fanno insaporire l’alito della piane
di Soligo.
Mi piaccono le quartine di Salvo Lo Galbo
piu’ delle terzine di Pasolini.
Mi piace leggere Nietzsche al tramonto
e Severino al mattino.
Mi piace l’idea che Franco Bolelli sia mio amico
ma ancora di piu’ essere considerato amico
dai ragazzi con la sindrome di down.
Mi piace fare le serate per save the children e l’anfass,
ma ancora di piu’ fare colazione con gli stessi amici
da piu’ di vent’anni.
Leggo 3 quodiani al giorno, e trovo che ogni giorno
che passa i giornalisti scrivano peggio le stesse cose.
Non accendo la tv da settembre del 96
se non per i film su sky e le partite di rugby al sabato.
Mi piace piu’ lo stride blues che il soul.
MI piace piu’ Cecilia Bartoli che Rihanna,
Gemma Bertagnolli piu’ della Mannoia.
in macchina o metto Coltrane o Petra Magoni
Suono l’ocarina perche’ ormai non la suona piu’ nessuno
so far fischiare i fili d’erba e costruire fionde e fischietti.
Penso che prima di buttare via qualsiasi cosa
o persona, e’ meglio provare a ripararla.
Aggiusto biciclette e incomprensioni con la stessa tenacia.
Odio chi alza la voce e io la alzo solo quando devo salutare un amico controvento.
Ho una figlia meravigliosa che non e’ mia figlia.
Ho un’auto di 14 anni che non cambierei con nessun’altra.
Ho una poesia che non ho mai finito.
Ho un bracciale con il nome della mia migliore amica.
Ho ancora in studio i regali della mia prima fidanzata,
Di qualcuno non ho niente e va bene cosi’.
Mi piace ogni tanto affogare nei ricordi
ma mi piace di piu’ volare nei progetti,
preferisco l’incertezza del futuro
alla certezza di un passato gia’ visto.
Mantengo le promesse
ma non faccio piu’ giuramenti.
Questo e’ parzialmente quanto.

 

 

(Evandro Della Serra)

era qualcosa (quattro poesia di Nadia Agustoni)

luglio 19, 2014

Avatar di Sergio Pasquandreagusci di noce - blog di poesia (di Sergio Pasquandrea)

era qualcosa nel freddo
il colore della nafta e cisterne
l’agonia dell’aria sui cancelli
– ma il cuore degli uomini se graziato
risponde con un mantra di sirene
di fabbriche e vento sporco –
e i camion sulla camionabile
coi clacson cantavano il purgatorio:
“Dante quassù avrebbe sognato
la fissione dell’atomo o Hiroshima”,
e di nuovo autostrade
un valico a nord ovest
con la terra azzurra
il cielo azzurro di Vicchio
e sopra l’Appennino,
nel temporale, quella luce
affrancata dal bene
così limpida.

* * *

amava la salvia sui terrazzi
il citofono di voci sgraziate
il buio d’afa nella cassetta
delle lettere:

i saluti arrivavano come stendardi
e passati di moda, internet
lasciava schegge più certe.

scriveva barchette di carta, aeroplani,
inventava un mappamondo
pianeti senza divieto.

* * *

in albergo baciava ragazzi e ragazze
coi polsi rotti e gli ossi che finivano in cima alle dita
quella…

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luglio 6, 2014

Questo è tutto
per ora
in questo momento
è come se
fossimo già
invece siamo
appena
e ciò che è
più strano è
che uno non se
lo immagina bene
dove potrebbe
essere arrivata
la lunga attraversata

Nanni Balestrini (Milano, 1935), da Antologica. Poesie 1958-2010 (Mondadori, 2013)

luglio 6, 2014
Tutte le lettere d’amore sono
ridicole.
Non sarebbero lettere d’amore se non fossero
ridicole.

Anch’io ho scritto ai miei tempi lettere d’amore,
come le altre,
ridicole.

Le lettere d’amore, se c’e’ l’amore,
devono essere
ridicole.

Ma dopotutto
solo coloro che non hanno mai scritto
lettere d’amore
sono
ridicoli.

Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo
senza accorgermene
lettere d’amore
ridicole.

La verita’ e’ che oggi
sono i miei ricordi
di quelle lettere
a essere ridicoli.

(Tutte le parole sdrucciole,
come tutti i sentimenti sdruccioli,
sono naturalmente
ridicole).

(Fernando Pessoa)


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