I
Il mio fegato è campione del mondo
Alza la cintura sopra la testa e sorride
Non è difficile
Con quei pochi denti che gli sono rimasti.
II
Ho paura di non sentire
ho paura di non sentire il colpo
la botta secca alla mascella
il montante che spazza via il limiti
sfuma i contorni
sblocca la vita dal torpore
delle luci fredde
delle braccia sudate
delle tensioni convulse
nel pagare per guardare.
Non sentire io
il roboante impatto, la testa piegata
come un petalo,
la schiena finalmente distesa.
Non contare ancora preziosi respiri io.
Il montante che spazza via i limiti
sfuma i contorni
sblocca la vita
e la masticazione.
III
Una cicatrice lunga un metro,
sul collo.
Non mi fermo a parlare
se non mi guardi negli occhi.
Ho il collo compresso,
il sangue in gola,
non si deve vedere.
IV
La bellezza di un gesto non pensato
un dio feroce ngli occhi
la combinazione arriva al bersaglio
una serie a due mani.
La pelle la carne il respiro.
Ho paura del sangue
quando ronza nelle tempie,
è vita.
Forse non sono all’altezza
della punizione.
V
Il colpo necessario
prima di tutto
prima di me
puoi venire avanti
colpire
siamo qui per questo,
per silenzi e attese.
VI
Queste luci dall’alto,
quante sigarette donne bicchieri,
rimango mortale
qui sotto i colpi
i lacci sfregati negli occhi
sono solo un modo,
ti prego,
per non farmi vedere il nuovo
indirizzo di ogni giorno,
sotto queste luci
dall’alto.
VII
Ogni volta lo stesso:
alcool droga
masturbazione
assoluzione sicura.
Ho stuprato una bambina,
la vera emozione
Dio o qualcuno,
alla prova del peso
tutto è perdonato.
VIII
Qualsiasi cosa
e che duri un attimo
un solo attimo,
il resto puzza di religione.
IX
Oppure qualsiasi cosa
e che non abbia mai fine,
sia rovinosa disfatta
resa incondizionata.
X
Così amore, avanti così!
Ancora spingiti, inserisciti!
Qualsiasi cosa
e per una volta uccidimi.
Dopo potrei spaccare tutto.
XI
Sono pronto a baciare il tappeto,
ho gli occhi chiusi,
a sognare ancora
questo tuo saluto di distruzione.
XII
Le tue emozioni non hanno il sorriso del boia,
il sorriso sadico del boia.
La tua vera emozione.
Non è adatta alla scure.
Non ne ha l’educazione,
al colpo inferto.
Quella pietosa certezza del taglio netto,
una lama affilata,
in qualche modo pulita.
La conoscenza del nervo preciso,
dell’arteria infallibile.
Invece
nemmeno lo sforzo di far colare il sangue
via
prima che puzzi.
XIII
Una qualsiasi parte del tuo corpo
da sola potrebbe sterminarmi.
Eliminare la stessa idea di me.
XIV
L’incontro è nei termini della decenza.
Nessun regalo prima del limite.
Nessuno sconto.
Presa regolamentare al collo
fiato sulla faccia
avambracci stretti alle clavicole
ventre su ventre
muscoli tesi attorno ai fianchi
due movimenti fondamentali
colpire dritto muoversi in cerchio
stare vicini aderire
aderire dolcemente
mai nessun regalo
solo quadricipiti e adduttori
tutto insieme l’organismo si stringe
l’inadeguata violenza delle carezze
calde sul seno le mani strette
nessuna spugna tirata in furia
la punizione è meritata
i denti affilati sulla pelle
le tibie affilate sulla cintura.
Ti amo.
Picchia forte.
XV
Quando sei passata sotto di me
ho lucidato i tuoi passi.
Non ricordo altro.
(David Napolitano)