da un po’ di tempo, saltuariamente / non regolarmente, se si posta su fb del materiale relativo al genocidio in Palestina (specie se video instagram), in calce al post compare l’indicazione “pagina non trovata“.
nuova escogitazione del sempiterno filosionista fb per scoraggiare i lettori dall’approfondire la verità dei fatti? probabile.
che le pagine linkate siano “non trovate” e non trovabili è in genere cosa assolutamente FALSA: i link funzionano eccome. se a fb non piacciono certe pagine è un conto, che non sia possibile – cliccando – raggiungerle è tutt’altra storia.
quando trovate indicazioni del genere, ignoratele senza problema. se postate link sotto i quali compare l’indicazione fake, avvisate (come – vedete – spesso capita a me di fare) i lettori con un commento sotto il link (qui, chiedo venia, m’è saltato l’accento sopra la E, ma la sostanza è chiara):
Un’annotazione che amplia o precisa quanto scritto qui https://noblogo.org/differx/un-post-importante-di-lavinia-marchetti-sullhasbara-promossa-con-bot-e-altri in tema di catena social, bot, dislocazione di post, opposizione all’hasbara, riduzione dei social generalisti a strumenti/ponti/rampe di evitamento se non proprio uscita dal radar dell’algoritmo. Come sempre, su Pod al popolo. Podcast irregolareed ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto.
cerco non da oggi di raccogliere le idee e capire, mettendo due annotazioni nero su bianco, se vale la pena o no, anzi se è giusto o no continuare a stare ‘anche’ su facebook. e su X.
fb ha fatto per quasi due anni un feroce banning & shadowbanning di notizie sul genocidio, e per certi aspetti la censura continua.
fb scoraggia in vario modo la permanenza gratuita sulla piattaforma.
tempo fa (forse anche adesso: controllerò) chiedeva la sottoscrizione di un piano a pagamento per poter usufruire non solo di strumenti avanzati (immagino AI et alia) ma anche di una condivisione dei post a “tutti” invece che limitata alla sola categoria “amici”. potrei voler uscire prima o poi (anche) da questo ricatto.
Zuckerberg ha ramazzato – da Scale – manager e menti pensanti e vuole creare una nuova superintelligenza artificiale che francamente (per motivi economici, tecnici, ecologici ecc.) credo sia il caso di osteggiare in tutti i modi.
fb/meta è un potentato che sbacchetta miliardi come bruscolini, e in quanto tale non può non rappresentare il peggio del peggio (insieme ad altre entità generaliste) anche in termini di alleanze con i poteri neocoloniali, neofascisti e di neocontrollo che ormai si mangiano intere economie statali e decidono del presente e del futuro di nazioni intere, pianeti interi.
X e Amazon meriterebbero analisi diversificate ma nella sostanza analoghe, le risparmio.
alla fin fine bisogna disinstallare, disinstallare.
oppure disorientare il sistema con prassi di cabotaggio/nomadismo, cioè usando e insieme subito abbandonando i poli mainstream escludenti (= le piattaforme pensate per ‘verticalizzare’ singoli [wannabe] influencer) a favore semmai di una strategia orizzontale di viralizzazione.
essere cioè non in uno o pochi spazi social che recintano i lavori intellettuali col miraggio di farne svettare uno, ma in una rete di nodi interconnessi via link sempre riproposti. usando inoltre gli stessi link in funzione bait, esche per tirar via i navigatori dalle secche mainstream.
contare solo sui propri spazi blog (e social, e siti), e sul fediverso. possibilmente.
tutti fuori da #faceboook e dai #social generalisti. fuori dal gabbio. tutti su #mastodon, forza! o su #friendica. (magari entrambi). e aprite dei #blog, dei #siti vostri (con #wordpress, #tumblr, su #noblogo, su #noblogs, dove volete insomma), come è successo a me con slowforward.net, mettete lì le cose a cui tenete, e magari fate in modo che i post vengano replicati come #link nei vari social (anche generalisti, non importa: tanto poi chi trova lì i link ne esce per vedere quel che fate sul vostro sito, e abbandona il social!). su facebook lasciamo qualche #gruppo o #pagina, al limite, e – ripeto – mettiamo solo post e link che portano FUORI da questo #carrozzone#monnezzone. stessa cosa per #X, #threads e altri aggeggi. #SocialNetwork #FEDIVERSO #socialindipendenti
Dalla “social catena” di Leopardi alla “catena social” il passo non è né breve né per forza solo distruttivo. I sistemi e sismi generalisti – sì – rubano dati e vendono i nostri contenuti (lavorati e semilavorati, sempre gratuiti) da circa un ventennio: fb, ig, x, youtube eccetera. Grosso modo anche io ci sono dentro, con l’ossessione della disseminazione di materiali nell’orizzontalità dei (vari) loci, contro la verticalizzazione implicita nell’ideologia egocentrica ed economicista dello “youtuber” (o “influencer”, “podcaster” eccetera). In mezzo, e insieme, e in legame, in questi ultimi venti e forse trent’anni: la demolizione dello stato sociale (sostituito, anche qui, dallo status sui social – let’s play), della sanità e della scuola pubbliche. E la parallela prassi di smantellamento dei centri sociali. Bon (malissimo): la parola “sociale”, se cade la “e”, pare proprio vada perdendo più di qualcosa. Ma è completamente vero? Cosa sarebbe stato, dal punto di vista della comunicazione della realtà di morte, il genocidio, senza i social, e senza la rete? Come avrebbero potuto i palestinesi comunicare, registrare in diretta, testimoniare, nelle condizioni oggettive imposte dal colonialismo israeliano? Alcune pezzi di appunti sono qui di séguito, disordinati in Pod al popolo. Podcast irregolare ed ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto. (A velocità 1.5, magari: per rendere meno intollerabili le mie micro e macropause).
seems like #facebook is in part switching off the islamophobic & #zionist#ban / #shadowban filters it used to put in action to cover the israeli genocidal #crimes. it’s a few weeks since I am amazed to see on #fb more and more images and posts like these ones. NEVER seen before, especially in the first months of the genocide. either fb is artificially enlarging the single bubbles (actually protected by impenetrable walls) within which we proPal are convinced fb is really letting us see some facts, —or fb is getting a bit scared by the #ICJ / #ICC rulings and the whole world’s anger and support to the #PalestinianCause.
come tutti sanno, il 14 aprile 2025 si celebrano: il quattrocentosessantaquattresimo anniversario del “fenomeno celeste di Norimberga” (anno 1561: migliaia di oggetti volanti non identificati sorvolano il cielo della terrorizzata città) e il centotredicesimo anno dall’affondamento del Titanic (1912).
la Finestra di Antonio Syxty non si lascia scappare la golosa doppia occasione, e – con la sua società offshore “Il club del libro” (CEO: Michele Zaffarano) – festeggia le liete ricorrenze dedicando una puntata a PROSA IN PROSA, ufo che più di ogni altro incarna lo spirito dell’iceberg.
sì: sarò paranoico ma certo – mettendo i fatti in fila – non è che ci si senta proprio al settimo cielo della sicurezza personale e collettiva, per non parlare della produzione di senso, individuale e di gruppo. l’obiettivo, ricordiamocelo, non è solo l’auspicato rovesciamento dello stato di cose presente, ma anche – e sempre – la costruzione di situazioni qui e ora. la costruzione e condivisione di senso. e: le istituzioni sono i nemici frontali delle situazioni. si comincia (o si continua) a doverle rifiutare tutte. o qualcosa del genere. ecco insomma la fila dei fatti, incompleta, per mia distrazione, sicuramente :
il (p)residente della repubblica delle banane firma e dunque vara (è complice del varo di) un decreto “sicurezza” che in pratica istituisce lo stato di polizia, e dà ancora maggiori protezioni a quelle stesse forze neofasciste e repressive che – più o meno pilotate dai servizi segreti statunitensi – negli scorsi settant’anni hanno commesso in Italia un gran numero di ormai notissimi crimini, esecuzioni, stragi, depistaggi, accordi con le mafie eccetera; e che – soprattutto conGenova 2001 – si sono riprese pienamente il campo squadristico storico, ‘arricchito’ dalle esperienze della macelleria delle dittature sudamericane;
la medesima repubblica delle medesime banane non solo intrattiene ottimi rapporti (anche economici e militari) con israele e con la sua natura e prassi genocida e razzista, ma attua energicamente il razzismo e la deportazione anche in casa propria (cpr, lager in Albania, permanenza della legge Bossi Fini eccetera);
la compagine neofascista del goveno della stessa repubblica delle stesse banane ha da tempo occupato e blindato posti chiave nell’informazione e distribuzione dell’informazione generalista (per non parlare dell’editoria, della distribuzione e di canali video non ‘pubblici’: proprietà diretta del defunto referente politico della mafia celebrato con funerali di Stato due anni fa);
la detta compagine si avvia a completare il piano piduista di Gelli, sottomettendo la gestione della giustizia alle esigenze del governo e dei suoi padrini e padroni criminali; così come si avvierà presto a finire di smantellare sanità e scuola pubbliche, per ulteriormente accentuare la natura classista delle opportunità effettive di accesso a salute e istruzione;
in tutto questo, la sinistra istituzionale, segnatamente il PD, è incerto se oscilli più tra cretinismo e connivenza, o tra connivenza lassista e connivenza attivamente complice;
il caso Paragon, il software usato da forze (non identificate) dello Stato per spiare giornalisti, attivisti e altri individui, ri-chiarisce perfettamente, se ce ne fosse bisogno, che le istituzioni – tutte – non si sono mai fatte né si fanno tutt’ora il minimo scrupolo di ricorrere a mezzi illegali e invasivi per spiare i cittadini, non importa se coinvolti in attività politiche o meno; (le stesse tecnologie che permettono lo spionaggio – e magari il furto e la vendita di dati sensibili – permettono anche, si può immaginare, la fabbricazione di false prove e accuse contro chiunque);
Meta fa attivamente shadowbanning e boicottaggio di post e account filopalestinesi sia su facebook che su instagram, nonostante soprattutto instagram sia una fonte ricchissima di informazioni che riescono – a valanghe: per pressione quantitativa – a sfuggire ai filtri e a trasmettere in diretta il genocidio che israele commette ai danni di Palestinesi;
Meta ti obbliga alla sua IA, installata su whatsapp, e non è ancora chiaro se e come ci sarà una possibilità di opt-out, né quanto e come (e con quali garanzie e chiarezza) sarà o già ora è possibile tener fuori il naso di Zucko dalle nostre conversazioni private, le nostre foto, i video, gli appunti, le opinioni, insomma dai sacrosanti cazzi nostri;
Google e Microsoft hanno fornito e forniscono tecnologie di IA e supporto cloud alle forze israeliane per il massacro dei Palestinesi; sono gli stessi Google e Microsoft che ospitano e gestiscono percentuali spaventose di materiali e informazioni dai e sui cittadini di (praticamente) tutto il mondo; per non parlare di Meta, daccapo; in quali mani siamo?
[continua] [forse]
aggiornamenti 15-16-17 aprile:
(1) Sigfrido Ranucci, nel silenzio generale, denuncia che una nuova circolare Rai impone la tracciabilità di tutto il materiale video, comprese le interviste con fonti anonime. Tutto dovrà essere caricato su una piattaforma interna dell’azienda, accessibile e monitorabile: “Si tratta di materiale sensibile: ci sono colloqui con fonti anonime, immagini che fanno parte del lavoro investigativo. Tracciarli significa compromettere la fiducia, esporre chi parla e limitare chi indaga […] . Per esempio, chi ha documentato tutte le inchieste legate al famoso incontro all’autogrill tra Renzi e Mancini, oggi è obbligato a fornire tutto il materiale girato, qualora la RAI, o chi per essa, lo richieda. Io credo che si stia chiudendo un cerchio, e che diventerà impossibile fare giornalismo d’inchiesta”.
Diciamo semplicemente che è un altro colpo alla democrazia in Italia.
come tutti sanno, il 14 aprile 2025 si celebrano: il quattrocentosessantaquattresimo anniversario del “fenomeno celeste di Norimberga” (anno 1561: migliaia di oggetti volanti non identificati sorvolano il cielo della terrorizzata città) e il centotredicesimo anno dall’affondamento del Titanic (1912).
la Finestra di Antonio Syxty non si lascia scappare la golosa doppia occasione, e – con la sua società offshore “Il club del libro” (CEO: Michele Zaffarano) – festeggia le liete ricorrenze dedicando una puntata a PROSA IN PROSA, ufo che più di ogni altro incarna lo spirito dell’iceberg.