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“pagina non trovata”? falso

avviso ai naviganti

da un po’ di tempo, saltuariamente / non regolarmente, se si posta su fb del materiale relativo al genocidio in Palestina (specie se video instagram), in calce al post compare l’indicazione “pagina non trovata“.

nuova escogitazione del sempiterno filosionista fb per scoraggiare i lettori dall’approfondire la verità dei fatti? probabile.

che le pagine linkate siano “non trovate” e non trovabili è in genere cosa assolutamente FALSA: i link funzionano eccome. se a fb non piacciono certe pagine è un conto, che non sia possibile – cliccando – raggiungerle è tutt’altra storia.

quando trovate indicazioni del genere, ignoratele senza problema. se postate link sotto i quali compare l’indicazione fake, avvisate (come – vedete – spesso capita a me di fare) i lettori con un commento sotto il link (qui, chiedo venia, m’è saltato l’accento sopra la E, ma la sostanza è chiara):

facebook s'inventa un nuovo modo per scoraggiare i lettori di post relativi alla Palestina: sotto i link scrive "pagina non trovata"

se vale la pena o no (re)stare su facebook ecc.

cerco non da oggi di raccogliere le idee e capire, mettendo due annotazioni nero su bianco, se vale la pena o no, anzi se è giusto o no continuare a stare ‘anche’ su facebook. e su X.

fb ha fatto per quasi due anni un feroce banning & shadowbanning di notizie sul genocidio, e per certi aspetti la censura continua.

fb scoraggia in vario modo la permanenza gratuita sulla piattaforma.

tempo fa (forse anche adesso: controllerò) chiedeva la sottoscrizione di un piano a pagamento per poter usufruire non solo di strumenti avanzati (immagino AI et alia) ma anche di una condivisione dei post a “tutti” invece che limitata alla sola categoria “amici”. potrei voler uscire prima o poi (anche) da questo ricatto.

Zuckerberg ha ramazzato – da Scale – manager e menti pensanti e vuole creare una nuova superintelligenza artificiale che francamente (per motivi economici, tecnici, ecologici ecc.) credo sia il caso di osteggiare in tutti i modi.

fb/meta è un potentato che sbacchetta miliardi come bruscolini, e in quanto tale non può non rappresentare il peggio del peggio (insieme ad altre entità generaliste) anche in termini di alleanze con i poteri neocoloniali, neofascisti e di neocontrollo che ormai si mangiano intere economie statali e decidono del presente e del futuro di nazioni intere, pianeti interi.

X e Amazon meriterebbero analisi diversificate ma nella sostanza analoghe, le risparmio.

alla fin fine bisogna disinstallare, disinstallare.

oppure disorientare il sistema con prassi di cabotaggio/nomadismo, cioè usando e insieme subito abbandonando i poli mainstream escludenti (= le piattaforme pensate per ‘verticalizzare’ singoli [wannabe] influencer) a favore semmai di una strategia orizzontale di viralizzazione.

essere cioè non in uno o pochi spazi social che recintano i lavori intellettuali col miraggio di farne svettare uno, ma in una rete di nodi interconnessi via link sempre riproposti. usando inoltre gli stessi link in funzione bait, esche per tirar via i navigatori dalle secche mainstream.

contare solo sui propri spazi blog (e social, e siti), e sul fediverso. possibilmente.

*

[ulteriori notille qui: https://noblogo.org/differx/continuo-a-credere-in-una-disseminazione-diffusione-e-militanza-politica-e]

[e, sparsamente, qui: https://slowforward.net/wp-content/uploads/2025/10/9-notille-a-unintervista_-marco-giovenale_-31ott2025.pdf]

[continua]

&…

facebook, o della deficienza artificiale (9 apr 2024)
costituire e ampliare reti sociali indipendenti (27 mag 2024)
+ su differx
stop #shadowbanning (28 mag 2024)
uscire o non uscire dai social zucki muski trumpi (13 gen. 2025)
notilla differxa sui social sociali (16 feb 2025)

 

l’incontro di esiste la ricerca anche su mobilizon (e fb)

ESISTE LA RICERCA

5-6-7 settembre, Studio Campo Boario,
viale del Campo Boario 4/a, Roma

Evento su Mobilizon:
https://mobilizon.it/events/cd4c6dab-6357-4460-846b-8ea148fcef56

Evento fb:
https://www.facebook.com/events/1527943968202472/

pap #077: la “catena social” e il genocidio

Dalla “social catena” di Leopardi alla “catena social” il passo non è né breve né per forza solo distruttivo. I sistemi e sismi generalisti – sì – rubano dati e vendono i nostri contenuti (lavorati e semilavorati, sempre gratuiti) da circa un ventennio: fb, ig, x, youtube eccetera. Grosso modo anche io ci sono dentro, con l’ossessione della disseminazione di materiali nell’orizzontalità dei (vari) loci, contro la verticalizzazione implicita nell’ideologia egocentrica ed economicista dello “youtuber” (o “influencer”, “podcaster” eccetera).
In mezzo, e insieme, e in legame, in questi ultimi venti e forse trent’anni: la demolizione dello stato sociale (sostituito, anche qui, dallo status sui social – let’s play), della sanità e della scuola pubbliche. E la parallela prassi di smantellamento dei centri sociali.
Bon (malissimo): la parola “sociale”, se cade la “e”, pare proprio vada perdendo più di qualcosa. Ma è completamente vero? Cosa sarebbe stato, dal punto di vista della comunicazione della realtà di morte, il genocidio, senza i social, e senza la rete? Come avrebbero potuto i palestinesi comunicare, registrare in diretta, testimoniare, nelle condizioni oggettive imposte dal colonialismo israeliano? Alcune pezzi di appunti sono qui di séguito, disordinati in Pod al popolo. Podcast irregolare ed ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto. (A velocità 1.5, magari: per rendere meno intollerabili le mie micro e macropause).

Il link promesso nell’audio, anzi due:
https://slowforward.net/2025/01/13/uscire-o-non-uscire-dai-social-trumpi-zucki-muski/
e https://slowforward.net/2024/11/17/pod-al-popolo-046-esche-ami-uscire-togliere/

*
Uno schema – dagli appunti:

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il video integrale della giornata pagliarani

https://www.facebook.com/watch/live/?ref=watch_permalink&v=636412886094062

is facebook realizing there’s an ongoing genocide it may be considered a “supporter” of?

seems like is in part switching off the islamophobic & / filters it used to put in action to cover the israeli genocidal .
it’s a few weeks since I am amazed to see on more and more images and posts like these ones. NEVER seen before, especially in the first months of the genocide.
either fb is artificially enlarging the single bubbles (actually protected by impenetrable walls) within which we proPal are convinced fb is really letting us see some facts, —or fb is getting a bit scared by the / rulings and the whole world’s anger and support to the .

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notilla differxa sui social sociali (a partire da un post su fb) duplicando un commento su fb

questo ragionamento sembra partire dalla base che di fondo i social servono eminentemente a farsi notare, farsi una fama, raggiungere un qualche top di qualche list.

e se invece (per qualcuno, in un qualche mondo remoto ora ma non impossibile da costruire) servissero soprattutto a condividere cose *a prescindere da chi le posta*? se, cioè, funzionassero o insomma potessero funzionare da Mystery (S)hack, cioè  wunderkammer e pozzo di informazioni, come in Gravity Falls?

in fondo si chiamano social, non egos. (anche se gli eghi sobbollono, lo sappiamo).

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asemics ante 1997

new fb group / nuovo gruppo fb : https://www.facebook.com/share/g/MW3DfySFhmomsPVX/

.en
This group is bilingual (Italian/English): it aims at storing examples of “asemic writing” created before the year 1997. In that year the term “asemic” was first used in English by John Byrum, in a message to Jim Leftwich, about some peculiar linear poetry.
As a matter of fact, several kinds of illegible writing and glyphs (or “scrittura asemantica”, as Gillo Dorfles called it in 1974) appeared from time to time in the Western and Eastern tradition, mostly in the 20th century.
Our group wants to collect infos and images documenting this.
Please, post only works made before the year 1997. Always provide the author’s name + year.
Admins are Enzo Patti and Marco Giovenale, with Toni Romanelli.

.it
Questo gruppo è bilingue (italiano/inglese): ha come scopo quello di archiviare esempi di “asemic writing” creati prima del 1997. In quell’anno il termine “asemic” fu usato per la prima volta in inglese da John Byrum, in un messaggio a Jim Leftwich, a proposito di certa specifica poesia lineare.
In effetti, nella tradizione occidentale e orientale sono comparsi di tanto in tanto diversi tipi di glifi e di scrittura illeggibile (o “scrittura asemantica”, come la chiamò Gillo Dorfles nel 1974), soprattutto nel Novecento.
Il nostro gruppo vuole raccogliere informazioni e immagini che lo documentano.
Si prega di postare solo opere precedenti il 1997. Accludendo sempre il nome dell’artista + l’anno.
Amministratori del gruppo sono Enzo Patti e Marco Giovenale, insieme a Toni Romanelli.

asemics ante 1997

new fb group / nuovo gruppo fb : https://www.facebook.com/share/g/MW3DfySFhmomsPVX/

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As a matter of fact, several kinds of illegible writing and glyphs (or “scrittura asemantica”, as Gillo Dorfles called it in 1974) appeared from time to time in the Western and Eastern tradition, mostly in the 20th century.
Our group wants to collect infos and images documenting this.
Please, post only works made before the year 1997. Always provide the author’s name + year.
Admins are Enzo Patti and Marco Giovenale, with Toni Romanelli.

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Questo gruppo è bilingue (italiano/inglese): ha come scopo quello di archiviare esempi di “asemic writing” creati prima del 1997. In quell’anno il termine “asemic” fu usato per la prima volta in inglese da John Byrum, in un messaggio a Jim Leftwich, a proposito di certa specifica poesia lineare.
In effetti, nella tradizione occidentale e orientale sono comparsi di tanto in tanto diversi tipi di glifi e di scrittura illeggibile (o “scrittura asemantica”, come la chiamò Gillo Dorfles nel 1974), soprattutto nel Novecento.
Il nostro gruppo vuole raccogliere informazioni e immagini che lo documentano.
Si prega di postare solo opere precedenti il 1997. Accludendo sempre il nome dell’artista + l’anno.
Amministratori del gruppo sono Enzo Patti e Marco Giovenale, insieme a Toni Romanelli.

pod al popolo, #039, banning e shadowbanning di fb ai danni della palestina? un canale ig per moltiplicare immagini e informazioni su gaza, cisgiordania, gerusalemme est

Qui un audio irritato che, prendendo atto degli ostacoli escogitati da facebook in particolare (non da Meta in generale, si direbbe) ai danni di chi voglia pubblicare immagini e informazioni sulla Palestina, suggerisce di aggirare i filtri di fb ai post diretti passando per una funzione di repost da instagram. Ovvero: avviare un canale ig che possa riprendere e diffondere le notizie principali, più o meno regolarmente (come è possibile a chi lo gestisce). Il canale o spazio https://instagram.com/palestina_it si aggiunge agli altri (purtroppo variamente ‘sorvegliati’ dai padroni delle piattaforme) https://www.youtube.com/@differx-2 e https://www.facebook.com/groups/bukra. La spiegazione a voce — estemporanea e assai low-res — è dunque su Pod al popolo. Il podcast irregolare, ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto.


 

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https://instagram.com/palestina_it

n.b.: l’estensione “it” non vuole indicare che i contenuti saranno solo in italiano: le lingue utilizzate potranno essere, come è logico, anche l’arabo, l’inglese, il francese, lo spagnolo, sempre (se possibile) con sottotitoli che ne agevolino la comprensione
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facebook censura a manetta? si direbbe. (o fa shadowbanning)

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qui, dunque: https://mastodon.uno/@differx/112855263415033668