lunedì 2 febbraio 2026

Martello.

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di Nicola Saracino - Magistrato 

I fatti di Torino sono gravi, come sempre quando c’è di mezzo la violenza, quindi anche – e soprattutto  aggiungo io – se esercitata contro le forze dell’ordine. 

Lo hanno detto tutti, del resto. 

C’è già anche l’accusa da muovere ai responsabili, quella di tentato omicidio, almeno secondo alcuni esponenti politici (ma col martello si può anche fare una strage, meglio attendere le indagini). 

Pare che la polizia, invece, abbia denunciato per resistenza, violenza e lesioni ad un pubblico ufficiale (oltre alla rapina dello scudo); se così fosse avrebbe disatteso quelle stesse direttive che i politici pensano di poter impartire alle toghe.     

Del resto anche la magistratura, come i politici, ha inteso esprimere la sua “condanna”; non quella che le compete, da emettere, quando ne sia il caso, nelle aule giudiziarie ma quella mediatica, per far conoscere la propria opinione al pubblico. 

E lo ha fatto in ordine (disordine?) sparso. 


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domenica 1 febbraio 2026

Come i tacchini a Natale

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Il trito cerimoniale dell'inaugurazione dell'anno giudiziario s'è appena ripetuto.

E' stato un palcoscenico dal quale far risuonare il messaggio in favore del correntismo e quindi contro la riforma.

Hanno parlato i "capi" della varie Corti d'appello ed i Procuratori Generali, cioè i titolari dei posti più ambiti dalle correnti il cui successo consiste nel "piazzare" il loro adepto nel posto di prestigio.

Nulla di diverso, quindi, ci si poteva attendere da una messinscena che oggi evoca lo stesso ottimismo dei tacchini a Natale.


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mercoledì 28 gennaio 2026

Pensiero libero, a giorni alterni.

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Ma in realtà il sale della riforma è altrove. Sta nel sorteggio, usato per designare tutti i membri del Csm della magistratura giudicante, del Csm della magistratura requirente, dell’Alta Corte disciplinare. Un antidoto, il più categorico e brutale, alla deriva correntizia della magistratura. Non che questo strumento offenda i principi democratici. Anzi: la democrazia nasce col sorteggio, nell’Atene del V secolo a.C. E sono innumerevoli le sue recenti applicazioni. Anche nella Carta scritta dai costituenti, circa la composizione della Consulta: nei giudizi d’accusa contro il presidente della Repubblica – stabilisce l’articolo 135 – quest’ultima viene integrata da 16 componenti estratti a sorte. 
Ma il vizio sta in ciò che non dice la riforma, negli abusi che il silenzio potrebbe favorire. Chi sono i sorteggiabili? Verrà garantita la parità di genere? E l’equilibrio territoriale? Spetterà al ministro della Giustizia, a lui soltanto, l’iniziativa disciplinare contro i magistrati? E in secondo luogo il vizio sta nella radicalità di quest’intervento normativo, nella soluzione estrema che prospetta. Perché non circoscrivere l’uso del sorteggio, come avviene già per la Consulta, a una frazione del collegio? Perché espropriare totalmente i magistrati del diritto di scegliersi i propri rappresentanti? Per umiliarli, forse, per metterli in castigo. Tuttavia le azioni – diceva Maometto – verranno giudicate secondo le intenzioni”.

Ed a quanto pare il pensiero si giudica a giorni alterni. Oggi sì, domani no. 

Il prof. Michele Ainis aveva sostenuto tesi ben diverse. Ha espresso posizioni favorevoli al sorteggio per l'elezione dei membri togati del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) come rimedio al correntismo e per garantire uguaglianza tra i magistrati. 


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martedì 27 gennaio 2026

Perché non si può essere d'accordo con Barbero

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di Giovanni Genovese
Magistrato


PREMESSA

Sono da tempo un ammiratore del Prof. Barbero, che non ha soltanto il merito di aver sostanzialmente inventato (almeno in Italia) la figura dello storico-divulgatore, consentendo a moltissimi di appassionarsi alla Storia con un approccio semplice, accattivante e rigoroso al contempo, ma anche quello di averlo fatto sempre con onestà intellettuale, senza nascondere “trappole ideologiche” o doppi fini nelle propri lezioni e conferenze, e consentendo a chiunque di distinguere i fatti accertati dalle sue legittime opinioni.

Ḗ proprio per questo che il breve video diffuso qualche giorno fa, con il quale il Professore ha deciso di esporre le ragioni del suo “no” al referendum sulla riforma della magistratura, è risultato inopinato e – senza inutili giri di parole – sconcertante; basta un’analisi neppure troppo tecnica delle motivazioni addotte per dimostrarne l’inconsistenza sul piano culturale, giuridico e (spiace constatarlo) storico, oltre che politico.

ERRORE CULTURALE

Prima di commentarlo, il discorso merita di essere riportato per intero, per evitare che la sua manipolazione possa involontariamente distorcere il pensiero dell’autore. così facendo, si comprende già dall’incipit che qualcosa non torna:


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domenica 25 gennaio 2026

Siamo alle Crociate.

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Si apprende da un "social" che, recentemente, presso la Chiesa dell'Immacolata di San Gregorio di Catania, si sarebbe verificato un episodio che merita una profonda riflessione sul rapporto tra istituzioni religiose, magistratura e partecipazione democratica. 

Al termine della Santa Messa, il sacerdote avrebbe invitato i fedeli a trattenersi per ricevere dei "chiarimenti sul contenuto del referendum". 

Tuttavia, la dinamica di quanto accaduto solleva dubbi sulla reale neutralità dell'iniziativa.


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sabato 24 gennaio 2026

Guardie svizzere.


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Questa la risposta di un motore di AI alla domanda quali partiti invocano il garantismo contro la custodia cautelare in carcere?

"In Italia, i partiti che più invocano il garantismo contro l'abuso della custodia cautelare in carcere sono principalmente quelli del centrodestra come Forza Italia e la Lega, insieme ai Radicali Italiani. Questi gruppi spingono per limiti temporali (es. massimo 2 mesi), interrogatorio preventivo e misure alternative per evitare che diventi "pena anticipata".

Forza Italia
Propone emendamenti per custodia cautelare a tempo (60 giorni max, poi revoca automatica se non ci sono nuove esigenze) e la limita ai recidivi, come "extrema ratio".


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venerdì 23 gennaio 2026

Per partito preso

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Il correntismo nel referendum sulla riforma della magistratura.
Nel contesto del referendum che verte sulla riforma della magistratura, il fenomeno del “correntismo” emerge come uno degli aspetti più discussi e controversi. La contrapposizione tra sostenitori e oppositori della riforma offre l’occasione per analizzare il funzionamento di questo sistema, spesso indicato come elemento da eliminare.

Libertà di giudizio e legittimità della scelta.
Ognuno dovrebbe essere libero di formarsi una propria opinione riguardo al valore delle modifiche costituzionali proposte, modifiche che incidono sulla separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici, sulla composizione dei due Consigli Superiori della Magistratura (CSM) tramite sorteggio per la quota dei magistrati, e sull’istituzione di un giudice disciplinare separato dal CSM. I cittadini, chiamati a esprimere il proprio voto, esercitano una scelta che rimane legittima indipendentemente dal prevalere del “sì” o del “no”.


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martedì 20 gennaio 2026

Io esisto



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Solo una radicale riforma legislativa che impedisca ai gruppi associativi di condizionare la selezione dei componenti del CSM potrà far sperare che in futuro l’azione dell’Organo di governo autonomo della Magistratura possa essere ispirata, con riferimento alle sue diverse sfere di competenza, a principi di buona amministrazione, piuttosto che a logiche di compromesso e prassi spartitorie tra schieramenti interni, talora operanti in sinergia con poteri esterni all’Ordine Giudiziario.

Sono le parole del dott. Roberto Saieva, Procuratore Generale di Catania, dette in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2021. 


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domenica 18 gennaio 2026

Esibire gli scalpi non garantisce la giustizia del carnefice.

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Il sistema disciplinare dei magistrati, concepito come garanzia di correttezza, imparzialità e rispetto delle regole, rappresenta uno dei pilastri della nostra democrazia. Tuttavia, un’analisi più attenta delle dinamiche interne fa emergere alcune criticità che rischiano di minare la fiducia dell’opinione pubblica nella reale equità del sistema stesso. 

Nel contesto della magistratura, le correnti rappresentano gruppi di pensiero e di appartenenza che, pur nati con l’intento di favorire il pluralismo, hanno finito col determinare logiche di potere e di influenza nelle carriere e nei procedimenti disciplinari. Non di rado, la percezione diffusa è che i magistrati indipendenti, non allineati o privi di appoggi nelle correnti dominanti, siano più esposti a procedimenti e condanne disciplinari rispetto a chi gode della protezione di solide reti associative.

Questa tendenza pone un serio rischio: quello della giustizia “di parte”, in cui il sistema disciplinare, invece di garantire imparzialità, potrebbe diventare uno strumento di pressione o di esclusione per chi si discosta dalle posizioni maggioritarie. Tale impressione è ulteriormente rafforzata dall’elevato numero di provvedimenti che coinvolgono proprio magistrati non organici alle correnti, alimentando il sospetto che le sanzioni diventino talvolta il risultato di equilibri interni e dinamiche associative piuttosto che di un’autentica ricerca della verità e della correttezza professionale.


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venerdì 16 gennaio 2026

Le ragioni del Sì.

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In un clima referendario tanto infuocato quanto irrazionale, riempito da balle spaziali dall'uno e dall'altro fronte, c'è chi si ostina a ragionare sul presente e sul futuro assetto della magistratura, sfatando i luoghi comuni. 

Questo il link dell'intervista a Giuliano Castiglia realizzata dall'avvocato Valentina Alberta per il blog l'Asterisco e di seguito un report sui suoi densi contenuti.    


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Analisi approfondita della Riforma costituzionale della Giustizia.

1.0 Introduzione: contesto e struttura della Riforma.

La Riforma costituzionale della giustizia, approvata dal Parlamento e in attesa del vaglio referendario, rappresenta uno degli interventi più strategici e dibattuti sull'assetto dell'ordinamento giudiziario italiano degli ultimi decenni. Essa investe alcuni snodi fondamentali dell’attuale assetto dell’ordinamento giurisdizionale riguardante i magistrati ordinari, con inevitabili riflessi anche sulle garanzie e i diritti dei cittadini.
Questa relazione si propone di analizzare in modo approfondito i contenuti della Riforma, le argomentazioni a favore e contro e le sue potenziali implicazioni, basandosi sulle tesi esposte dal magistrato Giuliano Castiglia, il quale offre una prospettiva definita "controcorrente" rispetto alle posizioni dominanti nell'associazionismo giudiziario.

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sabato 10 gennaio 2026

Domande retoriche


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Chi si oppone al sorteggio dei componenti togati del CSM rivendica senza remore la natura "politica" di quell'organo. 

Il CSM non si limita, cioè, ad amministrare ma compie autonome valutazioni politiche a ciò legittimato dal voto dei magistrati.    

Paradosso dei paradossi, quindi, che sia esposto senza ritegno un motto (quello della dipendenza dei giudici dalla politica) che esprime proprio il risultato del correntismo, che si vuole mantenere: i magistrati già dipendono dalla politica, quella delle correnti dalla quale i cittadini sono del tutto esclusi (non votano, contano solo i magistrati).       


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lunedì 5 gennaio 2026

Scalate immonde

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Vinci un concorso  - non un'elezione - e sei lanciato nella carriera politica in magistratura.

Non sei obbligato, sia chiaro: scrivi sentenze o fai indagini e stop. 

Ma se poco poco  aspiri ad un posto direttivo o semi-direttivo entri, necessariamente,  nel girone dantesco delle correnti. 

L'equazione  è piuttosto banale. 


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