
Originally uploaded by Eulinx.
Dopo stavolta, basta parlare di immondizia, lo prometto. E’ solo che non posso esimermi, visto che ieri, nel nostro quartiere, è stata la giornata dello Sperrmüll.
Due volte l’anno, una in primavera e una in autunno, in Germania hai la possibilità di liberarti di tutti quegli oggetti che ti stanno un po’ sulle scatole o che ti ingombrano scaffali e sgabuzzini.
Così ti capita di affacciarti alla finestra e vedere, parcheggiate sui marciapiedi, piccole montagne di vecchiume altrui: vecchi televisori, lampade, stendini, ma anche lavatrici, poltrone, divani, sedie, quadri. La gente se ne disfa e chiunque è libero di adottare gli oggetti abbandonati, prima che passi la Nettezza Urbana il giorno successivo.
La cosa può certo sembrare squallida, ma a volte può farsi interessante, perché non è detto che ciò che tu trovi “out” faccia anche a me lo stesso effetto. Ed ecco che la sorella di Sean, ad esempio, grande appassionata di arredamento anni ’60, trova nella giornata Sperrmüll una buona opportunità e sfoggia in casa sua splendidi esempi di lampade e mobili dell’epoca in perfetto stato di salute. Gratis.
A rovistare nei mucchi ci trovi un po’ tutti quelli del tuo quartiere. Gli studenti universitari sono i più curiosi e quelli che si portano via praticamente di tutto. Poi ci sono quelli che arrivano con i camioncini dai Paesi dell’est – Bulgaria, Romania- che si portano via le cose più ingombranti tipo i divani e le lavatrici e che tagliano via i cavi degli elettrodomestici, pare per rivenderne i fili di rame (mistero per me che un monitor per pc funzionante valga meno del suo cavo elettrico!).
Però ci sono anche coppie giovani e non giovani, gente comune e ben vestita, come quella che ieri, 2 minuti netti dopo averla lasciata, si è portata via la nostra vecchia, vecchissimissima macchina per la pasta, marca Bialetti, regalatami da uno zio prima che partissi per la Germania. Spero che riusciranno a farla funzionare, perché noi non ci siamo riusciti!
Insomma, è una specie di mercatino delle pulci proprio sotto casa. Questa volta, come si può vedere nella foto, la gente non ha buttato via molte cose e questo credo sia perché, a causa dello sciopero della nettezza urbana, la giornata Sperrmüll era stata sospesa. Proprio l’altro ieri, però, i netturbini hanno deciso di continuare lo sciopero cercando però di arrecare ai cittadini il minor danno possibile e hanno ricominciato a prelevare la spazzatura. Non ho ancora ben capito come funzionerà nei prossimi giorni, ma credo che si tornerà pressappoco alla normalità.
Oggi ne avrò la conferma andando al supermercato e chiedendo i sacchi gialli, la cui distribuzione fino alla settimana scorsa era stata sospesa.
I sacchi gialli sono quei sacchetti per i Tetrapack e tutti quegli imballaggi che riportano il marchio “Der Grüne Punkt”. Due parole su questo le voglio spendere, perché l’idea del riciclaggio in Germania è grandiosa. Questo marchio viene applicato agli imballaggi di un innumerevole quantità di prodotti e dà al consumatore la garanzia del ricilaggio. Sono le compagnie stesse che ne pagano i costi, sia per la raccolta dei rifiuti che del riciclaggio stesso. Tutto questo porta alle aziende produttrici un minor costo per gli imballaggi e al consumatore una diminuzione dei prezzi che negli anni è consistente. Un Tetrapack di latte in Germania, infatti, costa notevolmente meno che in Italia, per esempio. Tutto quello che si chiede al consumatore è di dividere i prodotti che riportano questo marchio da quelli che non ce l’hanno. E sono pochi, credetemi, perché per le aziende questo marchio è anche un pregio.
I tedeschi sono molto sensibili al riciclaggio e, non a caso, la nettezza urbana ti manda a casa ogni anno un calendario con le date stabilite per le raccolte differenziate. I sacchi gialli vengono raccolti 2 volte al mese in giorni precisi e possono essere lasciati sui marciapiedi dal giorno precedente. Le campane per il vetro sono divise per colore, il vetro verde non può essere gettato nella campana del vetro bianco. Le bottiglie di plastica – acqua, birra, coca cola, ecc. – , oltre al prezzo del prodotto, le paghi 0,25 centesimi, che ti vengono restituiti quando porti i vuoti indietro. Le lettere della banca, del comune, dell’ufficio delle tasse, sono esclusivamente di carta riciclata. Puntiglio tedesco? Forse si, ma preferisco così.
Quando a Roma sono andata a vivere da sola, ho dovuto buttare via un bel po’ di roba da quella che era stata casa di mia nonna. Diligentemente, avevo separato la plastica dalla carta e l’avevo poi portata alla discarica dove, trattenendo a stento una risata, l’addetto aveva poi gettato tutto dentro un unico scomparto confessandomi che per loro non c’è distinzione.
“Vabbe’, continuiamo così, facciamoci del male”, diceva Nanni Moretti nel film “Bianca”.
E scusatemi il post lungo!