Sono in piedi davanti alla casa dei miei genitori a Roma. È terribile, è stata distrutta da un incendio. La metà anteriore è crollata, e da fuori si vede quel che resta degli ambienti: tizzoni neri ancora fumanti, mobili e oggetti ridotti in cenere. Tutto è andato perso, i nostri ricordi di famiglia, le nostre cose sono solo un mucchietto di polvere nera. Non riesco a crederci e me ne sto lì a guardare senza avere il coraggio di mettere piede nelle macerie. Cerco con gli occhi qualcosa di salvabile, ma di salvabile non c’è nulla.
Non sono disperata, semplicemente incredula. Indosso un costume da bagno rosa e mi rendo conto che tutti i miei vestiti sono bruciati insieme al resto delle cose. Non ho niente da mettere, ma per fortuna ho con me la borsa e la carta di credito. Devo comprarmi dei vestiti nuovi, così chiamo la mia amica Letizia che vive a Venezia e le chiedo di accompagnarmi. Prendo un treno e, una volta giunta a destinazione, trovo la mia amica sul marciapiede ad aspettarmi. Decidiamo di prendere un taxi e, mentre stiamo per entrare nell’auto, ricevo la chiamata dell’agenzia d’assicurazioni. A quanto pare il premio assicurativo comprende la possibilità di tornare indietro nel tempo per cambiare due – e solo due – eventi della mia vita. Uno di questi deve per forza essere l’incendio che ha distrutto la casa, l’altro posso sceglierlo a mio piacimento.
Questo sogno l’ho fatto la notte prima di partire per Colonia. Banale nell’interpretazione, certo, ma ci ho pensato per due giorni interi. Mi sono svegliata subito dopo la telefonata dell’agenzia assicurativa, quindi nel sogno non ho saputo dire quale potesse essere il secondo evento da cambiare. Ma oggi, a mente fredda, posso dire che non cambierei niente della mia vita. Nessun evento, per quanto spiacevole, merita di essere cancellato. Perché senza uno di questi tasselli, amari, difficili e perfino dolorosi, non sarei la persona che sono oggi. Non che io abbia un’ammirazione sfrenata per la persona che sono oggi, ma questa sono io, è la mia vita, e ogni esperienza vissuta fino ad oggi ha una sua precisa collocazione, un suo personale ruolo, è un mattoncino stabile della mia esistenza. Ogni errore fatto – e pagato sulla mia pelle – è diventato un sistema per cercare di evitarne uno simile. E come dice sempre il mio papà, “l’esperienza è una serie di fregature”.
Ah, già, forse qualcuno vuol sapere come è andata a Colonia. Mi dispiace per gli estimatori della città, ma a me ha fatto la stessa impressione della prima volta che l’ho vista: confusa, caotica, priva di personalità. Bellissima, senza ombra di dubbio, ma senza fascino. Ripeto, è una mia personalissima impressione, ma non è scattato tra me e lei quel “qualcosa” che ti fa amare un luogo. In compenso, però, ho avuto uno straordinario colpo di fulmine per Francoforte, che abbiamo visitato un po’ più a fondo ieri pomeriggio, al ritorno da Colonia. Ci ero stata solo un paio di volte e l’avevo vista di sfuggita. L’avevo già trovata bellissima, ma ieri mi sono perdutamente innamorata di lei! Che disastro! 😀
Nella foto: la prova che il blog e alcuni dei suoi personaggi sono ovunque io vada! Questo, caro Düss, è un piccolo omaggio che non ho potuto fare a meno di immortalare per te! 😉
