Una poesia che si dipana tra le pieghe dell’esistenza esplorando temi universali con una voce autentica e profondamente introspettiva, è quella del poeta napoletano Antonio Spagnuolo. E’ questa la prima impressione all’impatto con la sua raccolta poetica dal titolo Più volte sciolto, ove la versificazione si connota come un flusso di pensieri e sentimenti continuo e avvincente, quasi una conversazione intima che il poeta intrattiene con se stesso e con il lettore.
[…]La versificazione di Antonio Spagnuolo riesce a trasformare l’ordinario in straordinario, posando lo sguardo su momenti di quotidianità, su paesaggi interiori ed esteriori, incontri e assenze e mettendo il tempo in una costante correlazione con la memoria e la nostalgia (Domenico Pisana)
Il tempo non si allenta per l’essenza
che ha un suono suo nel buio,
come punto distorto dal respiro,
o quando gli occhi vorrebbero rincorrere
accenti ed aliti di antiche presenze.
Batte la bianca meridiana al galoppo
per una stagione che grugnisce,
oltre spensieratezze giovanili,
oltre i monotoni affanni
rivolti a rimembrare le scosse
di ogni ora che passa.
Inutile conchiglia la sfida delle attese
nel passo felpato della nostalgia,
nella provvisoria prudenza
delle ceneri, quando il fuoco
di una lunga agonia ha sfigurato
l’incerto sembiante.
*
Ora è tempo di abbandono
per riscoprire i segreti dello spazio
attraverso il bagliore della luce,
che insegue le colombe abbandonate
o inonda diffidenze ininterrotte.
Così come l’intonaco sul muro
ha crepe improvvise, quasi macerie,
non saprei come rivolgere lo sguardo
sulla via del falso, con le lacrime
che sembrano decolli più veloci.
L’istante svanisce col passare delle ore
mentre il sassofono ha il ritmo
di quelle occasioni melodiose
segnate nel taccuino.
Solo un cipiglio brilla come un compianto
verso il sole.
*
Come sfrusciare di un canto
o come il frantoio che macina chiodi
giochiamo a riflessi,
mentre rapida si accresce meraviglia.
Come il fulmine che in un attimo sparisce
nel desiderio rimane l’addio dell’aria,
battito d’ali improvviso senza ritmo.
Ho inghiottito un asteroide
in somiglianza d’incredibile bicchiere
spruzzato di quel nettare dolce agli dei
ed ho lasciato le orme nella sabbia
come immagini di un percorso inutile.
Ora le cartilagini a membrane
hanno coscienza del tracciato variegato
e annodano il tessuto ai tentativi
quasi tutti falliti.
*
Fra la grande luce e l’ombra profonda
l’arte è soltanto una frazione
della nostra memoria
per estrarre un coltello dal petto.
Dalla dolcezza, che si approssima
intorno al giro delle ore,
al gorgoglio degli ammiccamenti
il sogno si contorce in un ghigno
ed è concesso un rammarico
per ridare il silenzio.
Egli non conosceva il seguito
ingannato e goffamente previdente
*
L’oscurità, che ti circonda quasi,
avvolge il non ritorno e nostalgia
stringe nel petto ancora.
Circonfusa di poesia in un oblo
accende lampi di ricordi,
chiude ciglia e porge avvampi,
consumati nelle foto ormai sbiadite.
Reso alato nessun secondo cielo
mi accoglie, per tante false riga
che l’ardore stillava. Ora rimpiango
tutto l’accento della bianca scena
che intrecciata ai polsi fu a noi
ricurva.
*
Potreste svegliarla dal sonno maledetto
che l’ha gettata alle spire dell’eterno,
mentre io ho ancora parole da segnare
sulle labbra, incise come immagini,
dove fa luce anche la candela.
Un’invidiosa esplosione ha distrutto
ogni pensiero custodito nell’inconscio,
cupi lampi a gridare una sintesi.
La vita ha trascinato in un ghigno,
in un sobbalzo a frammenti,
tra fiabe di cenere ed alchimie,
la nostra utopia che si allacciava
al via vai di una storia.
Dondola misteriosa l’ossessione indiscreta!
testi tratti da – Più volte sciolto – edizioni La Valle del Tempo 2024
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Antonio Spagnuolo è nato a Napoli il 21 luglio 1931. Ha fondato e diretto negli anni ottanta la rivista “Prospettive culturali”, alla quale hanno collaborato firme autorevoli. Redattore della rivista Realtà al tempo di Aldo Capasso e Lionello Fiumi – Ha fondato e diretto la rivista “Iride”.
Ha fondato e diretto la collana “L’assedio della poesia”, dal 1991 al 2006. Pubblicando autori di interesse nazionale come Gilberto Finzi, Gio Ferri, Giorgio Bàrberi Squarotti, Massimo Pamio, Ettore Bonessio di Terzet, Giliano Manacorda, Alberto Cappi, Dante Maffia e altri.
Presente in numerose mostre di poesia visiva nazionali e internazionali, inserito in molte antologie, collabora a periodici e rivistedi varia cultura – Attualmente dirige la collana “Frontiere della poesia
contemporanea” per la Valle del Tempo edizioni e la rassegna ”poetrydream” in internet (www.antonio-spagnuolo-poetry.blogspot.com). Presiede il premio “L’assedio della poesia 2020”.
Nel volume Ritmi del lontano presente Massimo Pamio prende in esame le sue opere edite tra il 1974 e il 1990. Plinio Perilli con il saggio “Come l’ombra di una nuvola sull’acqua” (Ed. Kairòs 2007) rivisita gli ultimi volumi pubblicati fra il 2001 e il 2007. Nel 2018 Elio Grasso e Bonifacio Vincenzi realizzano per lui il primo volume della collana “SUD i poeti” edito da Macabor. Moltissimi i riconoscimenti.
Tradotto in francese, inglese, greco moderno, iugoslavo, spagnolo, rumeno, arabo, turco.




















