
Comunque Michela è un personaggio.
È difficile distinguere, ma lo fiuto, e adesso ne ho la prova.
Non so perché mi interessi così tanto la distinzione. Alla fine è tutto uguale: lavorare, mangiare, fare sesso. Tra noi o con i personaggi, è uguale. Forse c’è qualcosa in loro che non si accende se mangiano una carbonara o scopano bene? Le cazzate, è tutto uguale.
Michela sicuro è un personaggio, è pure vegetariana. Ma non è questa la prova.
Ieri è successa una cosa – è questa la prova: le racconto un sogno: scappo nel bosco con un vestito da sposa sozzo e incappo in un uomo – non so chi ma la faccia pareva Enio – che mi fa mangiare del vetro. Io lo mangio senza fargli domande sullo scopo – anche Enio ha questa fisionomia assertiva, potrebbe farmi fare qualsiasi cosa –, nel sogno mi piace pure, ma nella realtà mi sento soffocare e faccio una fatica boia a dire al cervello di svegliarmi. Il movimento per tornare alla realtà mi lascia un bel mal di schiena, ma non mettiamoci a parlare di tutto. Be’ insomma, Michela non capisce. Mi guarda la gola, vuole portarmi all’ospedale, ma aggiunge Il sogno indica che stai cercando di ingoiare un rospo, che c’è qualcosa che stai ignorando, e però continua con la storia di andare all’ospedale.
Così ho capito: un bug, pure grosso. I personaggi non sognano: sanno cosa sono i sogni ma non sanno cosa sono i sogni.
Per questo sono venuto qui e qui vi chiedo di poter restare, voglio mangiare la carbonara, scopare malissimo, ingoiare il rospo di vetro.
Elena Zuccaccia








