Recensioni

L’ODIO [2023]

L’UOMO IN RIVOLTA [2022]

SULLA NOTTE [2015]

«Il recitato è accompagnato da un noise sound che deborda, incalza oppure punteggia dissonante, ma che non perde di vista la funzione narrativa d’inquadrare la scena, focalizzare i dettagli e sfumare il contesto, amplificare e definire empaticamente il significato delle parole […] Un disco suggestivo, magneticamente intimo e notturno»[Blow Up]

«La propulsione sonora fa la sua porca figura, soprattutto nei frangenti più roventi e cinici. […] Si consuma una desolazione tridimensionale, dove persino le figure femminili o i genitori stessi si muovono come ombre indistinte ingoiate dall’oscurità». [Rockit]

«Se non fosse per quel richiamo ai Massimo Volume, i bolognesi Parsec avrebbero vinto la contesa del disco italiano dell’anno. E’ questo l’unico limite di SULLA NOTTE. Ma se lo stile post rock narrato fa per voi, avrete pane per i vostri denti: dieci brani crudi, con melodie afone e avvolgenti. Il testamento di un uomo è un capolavoro». [Classic Rock]

«L’esordio del promettente quartetto bolognese raccoglie dieci tracce con il filo conduttore della notte: pub e bevute, taxi e semafori, traffici di droga e incontri clandestini, foto e stagioni. La batteria picchia e le chitarre sferragliano tra cupissimo hardcore e post-rock. Un’infanzia difficile si insinua in testa». [Il Mucchio Selvaggio]

«Dieci tracce nere come la pece, marchiate a fuoco da un sound granitico ed ossessivo. […] Un album che non può e non deve lasciare indifferenti. Duri e puri». [Do You Realize?]

«Un mantra fatto di rumore, testi decantati e oblio. I Parsec riescono a costruire un mondo oscuro, marcio, fragile ma allo stesso tempo credibile e funzionale. […] Sono molto abili nel darvi un bel pugno nello stomaco e lavoro dopo lavoro stanno diventando sempre più bravi nel farlo». [Impatto Sonoro]

«Sulla Notte è un omaggio alla frustrazione, al rimpianto, all’inquietudine dell’infanzia lacerata da ferite impossibili da rimarginare. […] E la cosa bella è che la tensione non scema mai. Dall’inizio alla fine hai sempre l’impressione che qualcosa stia per accadere». [Extra Music Magazine]

«Quando si discostano con le stesse abilità intraviste nel 2011, sembra di vedere la luce nella notte e di riscoprire qualcosa di loro andato perso. La notte porterà consiglio». [Rumore]

«Ibrido irrisolto ma, quando funziona, assomiglia a un’estrema operazione di smontaggio e decolorazione della cantabilità». [Ondarock]

«Sulla notte è un gran buon disco, con alcuni brani veramente efficaci e ben fatti; auguriamo ai Parsec di partire da questo trattato per poter esplorare mille altri scenari che già hanno dentro e devono solo digerire». [Lost Highways]

«Nonostante diversi richiami all’estetica di band quantomeno “ingombranti”, i Parsec dimostrano di essere sulla strada giusta per affrancarsi dai propri modelli». [The Breakfast Jumpers]

«Storie notturne narrate in modo crudo, disilluso, con dettagli che inquadrano ogni singola canzone in un dove e in un quando. I Parsec prendono spunto dagli artisti che amano e creano un sound loro, inimitabile. Uno dei più bei cd dell’ultimo anno». [Ondalternativa]

«Quello che i Parsec sanno fare meglio è suonare dritto, duro, semplice e con tanta energia. Ma non mancano pezzi maggiormente riflessivi, essenziali ed oscuri, episodi bellissimi e intensi». [Shiver]

«Il disco è molto valido, il suono è talmente ricco che la voglia di riascoltare i pezzi più volte si fa irrefrenabile […] Un conto è avere l’idea, un altro è realizzarla con questa felicità e maturità nella scrittura». [Artists and Bands]

«Per ascoltare e conoscere bene i Parsec occorre dimenticare i mostri sacri cui si ispirano per riconoscere che hanno avuto coraggio, che c’è della buona materia prima che si sta plasmando per trovare la sua incisività e solidità. Perché è sporcandosi che storie di questo tipo diventano universali». [Lost In Groove]

«Ambientazioni elettriche e urbane, alti livelli di dinamismo alternati a momenti più calmi ma ricchi di tensione. […] La potenza di fuoco è molto interessante. Il primo passo è nella direzione giusta». [Traks]

« Il suono è spesso al limite del noise: azioni reiterate, quasi ossessive, di chitarra e batteria. I testi sono efficaci, pensati ed espressivi. […] E’ un disco di materia prima in trasformazione». [Soundmagazine]

RESET EP [2011]

«Nessuno si aspetterebbe i testi in italiano, e questo è decisamente un punto a loro favore. Un buon lavoro, godibile e promettente». [Rockit]

«Poetico, plumbeo apologo sulle possibilità della nuova forma musicale, con briciole di originalità fatte fruttare con dovizia. Interplay virtuosistico e quattro giovani musicisti dotati». [Ondarock]

«C’è senza dubbio ancora da lavorare a livello di personalità e di dettagli, ma la perizia c’è e l’impatto è già notevole: se non si perderanno per strada e continueranno a impegnarsi come evidentemente hanno fatto fino ad oggi, la conquista di uno spazio è alla loro portata». [Mucchio Selvaggio]

«Col piglio di chi sa di avere un’arma letale tra le mani, dal fascino impetuoso e oscuro. In tempi di revival sovrapposti, una proposta tanto strutturata e intensa merita piena cittadinanza». [Sentireascoltare]

«I Parsec sono una realtà ancora in piena evoluzione e meritano di essere tenuti sotto stretta osservazione. Ne sentiremo ancora parlare, c’è da scommetterci». [Do You Realize?]

«Come non inchinarsi a questo tipo di musica? Troppo geni per essere scambiati con una qualunque band rock italiana». [Shiver]

«Qui troverete pane per i vostri denti, e di pregevole fattura tra l’altro». [Osservatori Esterni]

«I Parsec aprono la strada per un futuro disco di debutto di sicuro interesse». [PaperStreet]

«La personalità e le capacità sono già manifeste. Benvenuti, Parsec». [Spaziorock]

«Senz’altro un inizio molto solido. Dedichiamo Reset a chi ha sempre una voglia incredibile di rischiare, e di farcela». [Mescalina]

«Bravissimi. Li aspettiamo con l’album vero e proprio». [The Breakfast Jumpers]

«Un gruppo giovane ma essenzialmente maturo, ispirato e consapevole delle proprie potenzialità. Il merito dei Parsec sta nell’avere l’ambizione e la determinazione di trasformare la musica in stati d’animo». [LoveandSound]

«Se consideriamo che si tratta di un esordio, il futuro dei PARSEC  non può che essere raggiante e pieno di soddisfazioni, potrebbe già diventare un must!». [Clap Bands Magazine]

«Un lavoro di altissimo livello, che ci mostra come la scena underground italiana sia carica di frutti già maturi». [Artists And Bands]

«Un lavoro potente, raffinato, cupo e suonato magistralmente». [MusicZoom]

«Sublimi ed evocativi, psichedelici e visionari, cupi e introspettivi». [Soundmagazine]

«Un gran bell’EP che riesce persino ad essere originale». [Soundblog]

«Questi ragazzi meritano di essere tenuti d’occhio, ci regaleranno sicuramente altre sorprese». [Miusika.net]

«Reset è uno di quei lavori che solo a un sordo è concesso di non sentire». [Bandblog]