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Duro come il carattere

  Ti è mai capitata la sensazione che il mondo stia cercando di testare i tuoi limiti? Quel momento in cui un progetto fallisce, una porta si chiude o un imprevisto rovina mesi di pianificazione? Succede a tutti. Ma c’è una sottile differenza tra chi si ferma a guardare il muro e chi decide di scalarlo. Quella differenza non è la fortuna, e non è nemmeno solo il talento. È il carattere. Spesso pensiamo che per superare i grandi ostacoli servano risorse straordinarie: soldi, contatti o un'intelligenza fuori dal comune. La verità è molto più cruda e, allo stesso tempo, più rassicurante: le sfide non si vincono con quello che hai, ma con quello che sei. Non è gridare più forte degli altri o non provare mai paura. Al contrario, la vera forza del carattere è una voce silenziosa che, a fine giornata, ti sussurra: "Va bene, oggi è stata dura, ma domani ci riproviamo." La capacità di assorbire il colpo senza spezzarsi. Come una pianta che si piega sotto la tempesta ma torna dritt...
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Vincere è restare in piedi

Vincere è restare in piedi! Potrebbe essere letto sarcasticamente come quando tra amici in un bar si inizia a ordinare giri su giri di birre medie. Stavolta niente potrebbe essere più serio! Dopo l'ondata di gelo che ha investito gran parte dell'Italia ho purtroppo dovuto accettare l'inizio di una bronchite, non eccessivamente pesante ma sempre molto fastidiosa. Il clou è arrivato giovedì sera dopo il classico allenamento collinare che faccio con la temperatura ben sotto lo zero già nel momento in cui ho iniziato il riscaldamento. Nemmeno dopo vari chilometri e ripide salite ho potuto sentire le dita delle mani un pochino calde e a fine allenamento erano ancora gelide. Avrei dovuto correre ieri a Bibione (VE) ma ho desistito per darmi 24 ore in più di riposo e soprattutto recupero perché la tosse era abbastanza preoccupante. Stamattina la decisione di uscire lo stesso correndo più a sensazione che non cercare di forzare i ritmi. Ottimo sarebbe stato chiudere la mezza marato...

L'impronta sulla sabbia fredda

C’è una Bibione che non tutti conoscono. È quella che si spoglia degli ombrelloni, delle voci dei turisti e della musica dei locali. È la Bibione del mare d’inverno: una distesa di sabbia dorata, il rumore ritmico della risacca e un orizzonte infinito che sembra aspettare solo te. Per un runner, preparare una stagione in questo scenario non è solo allenamento fisico; è un viaggio rigenerante per l’anima. Correre sul lungomare o lungo i sentieri che portano al Faro di Punta Tagliamento nei mesi freddi offre una prospettiva diversa. La solitudine non è isolamento, ma una ricarica energetica. Senza le distrazioni della folla, ogni passo sulla sabbia compatta o sulla ciclabile deserta diventa consapevolezza. La varietà tra asfalto, sterrato della pineta e battigia permette di allenare la propriocezione e la forza in modo dinamico. La luce radente dell'inverno che riflette sull'acqua, regalando tramonti che sembrano dipinti. Fare la preparazione atletica qui significa costruire una ...

Nutri la tua passione, cura la tua strada!

     (Foto: Maratonina Falconeri  16 gennaio 2022) Ci sono appuntamenti che non sono segnati solo sul calendario, ma sotto la pelle. Per me, uno di questi è la Maratonina Falconeri di Monteforte d’Alpone (VR). Non è solo una gara tra i vigneti del Soave; è un rito di inizio anno, un ritorno alle radici dato che vivo tra le colline del prosecco e una sfida che ogni anno chiede qualcosa di nuovo. Ma quest'anno, mentre mi preparo per il saliscendi della Val d’Alpone, il mio approccio è diverso. Più consapevole. Più profondo. Si potrebbe racchiude tutto in tre pilastri. Tre scelte che diventano resistenza. La libertà inizia dalla scelta: decidere di esserci, di indossare le scarpe, di affrontare il freddo di gennaio che a Monteforte sa pungere davvero molto. Ma la vera forza sta nella cura. Curare il corpo che ti permette di correre, curare la mente che ti spinge quando le gambe bruciano, curare ogni singolo chilometro come se fosse un regalo perché dopo tanti anni di pr...

Il silenzioso rumore della costanza

  Era un tardo pomeriggio di inizio settembre ed io mi stavo approcciando al podismo. "Dove cavolo vai conciato così!?!" sbottò mio padre mentre io imperterrito, verso il mio grande obbiettivo, guardavo solamente verso un' unica direzione. Pesavo più di 100 kg e le diete iniziate e finite tre giorni dopo erano ormai all'ordine del giorno. I primi allenamenti furono esilaranti! Uscivo da casa e facevo il giro del parcheggio:fine! Cioè saranno stati 400 metri in tutto per cui era davvero tutto improvvisato ma la voglia di cambiamento era davvero irrefrenabile. Tutti mi prendevano per i fondelli e non mancavano gli sfottò ad ogni occasione e ciò che davvero mi lasciava perplesso era che arrivavano da gente che avrebbe dovuto tacere perché non avanzavano nulla da poter dire. "È arrivato il maratoneta!" mi gridavano all'ingresso di qualche bar a Pieve di Soligo quasi come screzio, come a voler sottolineare che ero il contrario di ciò che volevo far apparire...

Controvento

Ricordi quando la corsa era solo... correre? Quando le uniche statistiche che contavano erano i tuoi battiti, il respiro e la sensazione del vento sulla pelle? Sembra passata un'eternità, in quest'era dominata da feed, hashtag e prestazioni da esibire. Oggi, il mondo della corsa è spesso un'arena di apparenze. Scarpe fosforescenti abbinate al completo più instagrammabile, selfie perfetti al chilometro cinque, e la frenesia di condividere ogni singolo passo, ogni risultato, ogni goccia di sudore. È facile farsi travolgere, sentirsi in difetto se la propria corsa non è "condivisibile", o se non si possiede l'ultimo gadget tech che promette miracoli. Ma c'è un'altra via. Una via per chi, come me, sceglie di correre controvento. Non parlo solo della brezza che ti scompiglia i capelli su una scogliera al tramonto ma di una scelta più profonda. Una scelta di correre per la gioia intrinseca del movimento, per la sfida personale, per la pace che si trova quand...

Oltre la paura di fallire

  "Non ci riuscirò mai!" è una frase sicura, quasi confortante. La pronunciamo anche ad alta voce a volte e lo facciamo per proteggerci, per abbassare le aspettative degli altri, per costruire un paracadute prima ancora di aver saltato. È la logica che parla: guarda i numeri, analizza i precedenti, misura l’altezza della montagna e conclude, freddamente, che la vetta è fuori portata. Ma poi, nel silenzio che segue quella frase, accade qualcosa di strano. Senti un battito accelerato. Una piccola scintilla che brilla nel buio della razionalità. Mentre la tua bocca dice "è impossibile", nella tua testa, quel luogo segreto dove non esistono limiti , una voce sussurra con una forza incrollabile: "nonostante tutto  io ce la farò." Vivere con un obiettivo "impossibile" tra le mani è faticoso. È come camminare su una fune tesa tra il dubbio e la certezza. Molti chiamano questa sensazione "illusione". La verità è che i più grandi traguardi della...