venerdì 16 gennaio 2026

dertritte grimm : skema


- demoiselles 

a successivo che non succede a nessuno - accade dappertutto un po' qua un po' là - almanacco - quanto a fabule milesie dell'improbabile e oltre

Si replica il gran Pan non è morto - stanchi di dati storici volgendosi verso questo tono di danza - a: la verde naiade è morta sfinita nella sua grotta gli dei del boschetto sono spariti da questa terra senz'ombra e tutte queste divine emanazioni della materia si sono ritirate a poco a poco

Come la vita da un corpo così il viaggio in oriente - sorga l'oriflamma nella ancora non citata fiamma d'oro della danza da seguidilla

a fandango mime saltatrici gaditane tibicine istrione tutto vi torni ad

essere accadere in cerchio - le cose che procedono nel loro circolo nel gran cerchio d’ombra luminoso a muoversi corpi in cerchio e cerchi di corpi soprannomi d’anime di un numero senza numero in tale ed altro ridondare ed esondare un flusso senza fine da oriente a occidente per ben più di quattro punti il sottosopra - su e giù nonché altrove rotando il cerchio verso occidente e dentro l’oriente e dentro l’occidente verso l’oriente

senza che nulla abbia fine 


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lunedì 12 gennaio 2026

L'oggetto inesauribile: Pacini



Si può dire che l’intento principale che emerge da una analisi sommaria delle opere di Giancarlo Pacini sia quello di creare un'estraniamento nei confronti dell’oggetto, estrapolato dal contesto di una quotidianità ripetitiva.

Infatti l’oggetto, vale la pena di dirlo, viene - letteralmente - vissuto dall'artista, riscoperto in quanto cosmo vivente in tutte le sue venature ed i suoi risvolti micro tridimensionali; è infatti in un oggetto che, ad avviso di Pacini la vita lascia le sue tracce, ed il lavoro dell’artista spinto fino quasi al fanatismo dell’artigiano per il quale è questione di vita o di morte lasciare al caso, ha la funzione di trovare nella materialità dell’oggetto una propria vita: che è anche la vita del fruitore, poiché il lavoro di Pacini tende a convertire in superfici le cumulazioni del profondo.

Nulla di più lontano quindi da un’estetica del limite o da un’estetica della matematizzazione degli oggetti, bensì l’impiego di strumenti tecnici per immergere l’oggetto, il grande protagonista, in un bagno di luce.

Così il pane e la lana come qualsiasi altro oggetto (anche banale: cito l’esempio dei cucchiaini e della pastina da minestra) riacquistano delle valenze inusitate diventano occasioni per un rispecchiamento energetico.

È chiaro che in Pacini, come in qualunque altro artista, sono determinanti credenze ed interessi attinenti alla sfera del self, ma in lui tutto si oggettiva in un mondo (o se preferiamo, un cosmo) da esplorare nelle sue minimalità.

L’opera di Pacini è e non è però giocattolo per occhi e cervelli: la dimensione negativa dell’oggetto, cioè la sua mercificazione viene pesantemente ironizzata ad ogni piè sospinto, in nome di quella che per Pacini è la più vitale affermazione di valori:

l’affermazione (oggi mito, favola, «fantascienza», e per questo ancor più affascinante) della liaison fra microcosmo e macrocosmo attuabile sul piano umano fino a raggiungere l’identità fra le due entità.

Quindi il rifiuto ancora una volta è un rifiuto dei limiti, del «tono medio», del livello «normale» della percezione, a favore delle inesauribili e «originarie» possibilità fantastiche iscritte nella concreta materialità dell’oggetto.



[da Scala B, febbraio 1975 - Presentazione della mostra di Giancarlo Pacini, 22 marzo - 10 aprile 1975]



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venerdì 2 gennaio 2026

il quattro ottobre, ed il cinque; ore undici e quindici; per il sei, compleanno di Silvio rosso



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(courtesy Silvio Rosso)



L’idra d'oro che dormiva acefala con venticinque gole SPALANCATE
un lungo sonno di velluto e musica, gorgogliava:
"e la veste d'or vago trapunta, mal d'aurora, 
dorature non durature, oro del mattino, oro 
della notte, drago che custodisce fra sognare e sognare 
gli scrigni ed il tesoro;
movimento nella materia che è il girare senza fine
di sonno e nel sonno e del sogno e nel sogno
senza fini il rigirarsi (una scatola assai stupida e
veramente,) da:
fiori e colori
di Venezia
per signa aurea
per signa argentea (de auro, de argentum) 
fabula (eventum) fit 
e materia."

E ne lo sfondo bronzeo ridevano 
l'argento vivo e l’oro nella pozza
donde straripavano eccedendo
il progetto che sempre sbaglia parole:
se l'oro fosse oro non lo si sarebbe mai chiamato oro.



Studioerre alla Biennale del 1978


Claudio Artino, Riccardo Cavallo, Amelia Gardinali, Silvio Rosso

(courtesy Silvio Rosso)


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giovedì 1 gennaio 2026

giochi d'infanzia

"La crisi è finita. Anche la Storia. Perché l'una e l'altra sono concetti vuoti. Irrisorie invenzioni di alcuni uomini, che in un luogo di conquista del mondo vorrebbero rappresentare la loro vita insensata come atto di libertà, il loro infimo potere come necessità divina."

Precessione delle conseguenze. Queste a loro volta non si identificano con effetti connessi e cause. In un nuovo catasto concettuale: tempo, velocità, luce, punto, interfaccia. La notte come presto il mattino la bimba cura il dettaglio, ama il canto dei grilli e degli uccelli. L'esigenza di misurazione si genera a partire da due concetti primitivi, Velocità e Lentezza, non complanari né isotopici rispetto alle nozioni di puntualità e ritardo: polene della velocità della luce ed agrimensori dei c.d. tempi reali. Tali strumenti dissolvono le frontiere e le prospettive, al di fuori di qualunque idea rappresentativa sia di apertura che di perdita. L'era del trasporto, del transito, della comunicazione e del transfert si trova così surclassata. A dominare sono l'interfaccia e la commutazione. Sommi valori logistici divengono il disuso e la distruzione; quelli matematici consistono nel valico dalla incertezza relativa all'inesattezza certa. Attraverso fantasmatiche d'immagini e segni l'altro scorreva, gridando di dargli una donna nata in un villaggio nei pressi di Marsiglia, con un neo in fronte equidistante dagli occhi, proprio in circostanze come la presente, in cui andrebbe data o detta, proprio per lei, onde distendervisi senza dolore come in una culla, fuori da ciò che resta della gabbia d'acciaio del tempo, per su: haec sunt flores. Nel citato passo sui bramini, braminico esso stesso, benché concepito in e per tutt'altro contesto, l'autore definisce il carattere depletivo di una significazione aperta a tutti i potenziali, che nessuna designazione può arginare. Dire poco dunque mentre attraverso silenziose tabacchiere arredi ed assenze passano messaggi distratti. In poche parole l'insicuro noncurante che informa un modulo narrativo, cenerentole eterne ed afrodisiaci primari; la voce là udibile passa direttamente, insicura e noncurante all'interior della carne, udito e altro. Irrilevante diviene la distanza, allora, così come l'esistenza "stigia" di titoli senza valore. A pagina novecentonovantasei della sua opera postuma, B, in sorprendente anticipo su cinematografia e fumetti, parla di declic come cambio di velocità realizzato dalla immedesimazione, suggerendo che quest'ultima colga il medesimo come altro. Di questo conio i talenti ipnagogici della lettura.



[il titolo di questo brano è stato ricavato dal file rinvenuto sul pc di Riccardo, il testo è poi confluito in "Soggetti"]




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lunedì 29 dicembre 2025

SUITE PER LE TEORIE CROMATICHE DI SILVIO ROSSO

RISCRITTURA di p a s s a t o p r e s e n t e a v v e n i r e

È LA CRITICA

CARMELO BENE. L'ORECCHIO MANCANTE.

1 ) teoria nel senso greco di cosa da vedere con l'occhio della mente; visione applicata al colore

2) colore attraverso un gesto vitale ora impossibile senza reificazione; attributo qualitativo delle unità percettive minime organizzato in musica

3) musica delle sfere se volete terapia dell'anima secondo gli orfici comunque immagine sonora che abita una meditazione che è spazio e silenzio

4) silenzio (vedi Cage); cromaticamente il bianco Malevic - la page mallarmeana, la tabula rasa come utopia

5) utopia contro realtà contro valore; la realizzazione possibile o impossibile - è questione di ottica del quadro del quale il progetto è il linguaggio

6) linguaggio che prospetta l'assenza di forma come forma ideale e primordiale nonché aderenza a un divenire quindi parliamo di vivente e non di vissuto a proposito del quadro

7) quadro che potrà essere come dicono i cobra un evento un urlo una notte una bestia etc. ma in questa dimensione alienata è pensabile come sogno esteticamente tradotto in progetto

8) progetto testimone di una dimensione alienata quella del quadro fluido quadro evento liberatorio affogamento nel colore nella materia primaria questa intenzione è cifrata in una scrittura matematica

9) matematica che etichetta provvisoriamente un sogno gli dà una denominazione convenzionale e si fa instauratrice di un ordine arbitrario interno all'opera in netto e voluto contrasto con ciò che all'esterno è spacciato come realtà

10) faites vos jeux su scacchiere (colorate) e tappeti verdi presenti passati e futuri; si tratta di reinventare uno spazio e di iniziare a viverlo

RICCARDO CAVALLO 1974

[testo fornito da Silvio Rosso]



da "Per fare Duchamp. Silvio Rosso"

Expulsione

fu detta sinfonia di libertà, mallarmé sosteneva che la sinfonia si avvicinasse asintonticamente al pensiero; danza mio cuore, folli di gioia vita morte danzano in cerchio.

QUESTI ORIENTALI VOGLIONO DIRE DOVE DOLCE ALA SI POSA MATERIA VETRIFICATA (-ANTE), SPLENDORE GIALLO VANGOGH, AUREO AURICOLARE ESPLOSIONE DI PUS, PRENDI SOLARE ORINA DI BAMBINO DISTILLANTE L'ORO, COSA CHE IL ROSSO COMBINÒ PER BENINO IMPURIFICANDO GIOIA BELLA NONOSTANTE RIGIDE SEPARAZIONI ASCOLTÒ LA NONA INCLUSE IN INCLUSIT PLEXIGLASSÒ SFARSI TURBINOSO A MILIONI; DANZATORI, DANZA, COME DISTINGUERE CHI DANZA DALLA DANZA? INFATTI SI ACCORSERO CHE ERANO IGNUDI E DORATI, ARGENTATI, INCLUSI IN SESSANTAQUATTRO CASELLE, CONDOTTI A TORINO; AL VERME, ANCHE A LUI È STATA DATA VOLUTTÀ IN TUO SNATURARIO, CARO PADRE, FANTASMA AMLETICO DI PADRE UCCISO. ARMATAURA METALCROM VERA PORPORINA FINEZZA OTTANTA, CORPO DI MADRE SEXEROTICVOLUTTUOSO IN PROGETTO CONCETTUALSENSORIALIZZATO INCESTUOSO A MEDIOTERMINE RISPETTANDO CANONI DI IRONIA, TONO MEDIO SEMPRE, PAROLA D'AMANTI BUGIARDI; ESSA, MORTE, CI HA DATO UVE, BACI, AMICI PRONTI A TUTTO, VERMI VOLUTTUOSI, MILIONI AVVOLTI IN FASCE, SORDE FASCE, INFULE, BENDE MORTUARIE DI NUDA MATERIA, SOPRA AL CIELO DORATO, MILIONI IN BANCONOTE DI PICCOLO TAGLIO PER ACQUISTARE COLLEZIONI DI OPERE D'ARTE, DENTI DORATI DI SECONDA MANO, CURARSI IL FEGATO CHE INGIALLISCE CARNE, SE MALATO, ANALIZZARE CATALIZZANDOLA GIALLA URINA INFANTILE, IN PROVETTE; MEDIANTE LA QUALE PORTARE A COMPIMENTO L'AMPIO E SQUADERNATO SOGGETTO: COLUI CHE OTTENNE DOLCE MATERIA, SEGUENDO LA TRACCIA ROSSA, QUASI UNA PISTA SCHILLERIANA PER IL ROSSO; "MATERIA ORGANICA", DISSE ARTINO, ARTOFONO, CRITICO, ILLUSTRE SCONOSCIUTO, "CHE COMPIE IL SUO CICLO VITALE IN CONTINUA EVOLUZIONE, SULLA VIA DELL'ESTINZIONE, ED IO AGGIUNGO LASCIA TRACCE, SCARTI, DETRITI, PERDENDO BAVE TALORA GIALLODANZANTI, AUREOSPLENDENTI.

QUEL CHE DANZA, INDISTINGUIBILE DA DANZA, FIAMMA FOCOSA, FOCALE, DANZA ROSSA; ROSSO FUOCO AUTOBIOGRAFICO PSICANALIZZATO DA BACHELARD. INTANTO VANGOGH ORECCHIO MOZZO ASCOLTAVA LA NONA SINFONIA (IL ROSSO INCLUDENDO LA QUINTA); E LA DECIMA VENNE DI SOLI VIOLINI, VIOL-VIOLINI, VENNE IN COLORE PUTREFATTO E STRAVOLTO, DISARMONICO NELLA PREMEDITAZIONE PROGETTUALE EVANESCENTE, QUAL LUCE GIALLA DOLCE E SOTTILE [...]

[testo fornito da Silvio Rosso]


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Silvio Rosso, Palude (frammento), 1978






domenica 28 dicembre 2025


Un immenso grazie a Silvio Rosso per aver donato al blog una nutritissima cartella di testi di Riccardo, comprendente materiale dello Studioerre e copie di tutti i numeri (o quasi) di "Scala B"

Abbiamo già cominciato la trascrizione dei testi che da domani cominceremo a pubblicare

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venerdì 26 dicembre 2025

 

serie di cose, progetto lettura, logistille, primo romanzo, il letto che è una nave, stesura anteriore a uno che arriva dopo il futuro, glosse cerimoniali, liturgie erotiche


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martedì 2 dicembre 2025

ex-inscriptiones


Fedra ,Ippolito,Fra Racine ed Euripide;il circuito 
incestuoso mai attualizzato ma incombente-la 
predatrice è Venere,per intero attaccata alla sua 
preda.Ma l’assassino è il pudore,nelle sue forme 
più svariate,vergogna,senso di colpa 
preventivo,ritegno;dilaniamento e suicidio gli 
fan compagnia.Fra 1150 e 1200 i trovatori e gli 
estensori delle razos e della vidas articolano i 
presupposti di un’altra scena:

….que ac nom Madonna d’aAia,aquella que dis 
al cavalier de Cornil qu’ella no l’amaria,si

el no le cornava el cul.Filigrana o fantasmatica€ 
dell’unicorno?Stilnovismo ed amor cortese in 
nuce?Insostenibile sia filologicamente che sul 
piano della critica letteraria,che d’altra parte

allignando fra giornalismo e accademia non può 
neppure sfiorare tali questioni.


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ex-inscriptiones



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martedì 1 ottobre 2024


La muraglia cinese sempre vicinissima, contigua addirittura, ragazzine e donne appoggiatesi scoprono, facendosi desiderare, la muraglia: è ovunque, illusorio è il suo stare ferma, è come una regina sempre di corsa, e c'è un assillo, il gelo della morte aleggiante, che spensieratamente ride, una liberatrice, non una dominatrice o quel che sarebbe peggio, una madre. Sempre di pochissime righe in pochissime righe, ma senza dosaggio, una forma atipica di esagerazione sulla quale regna un segreto impenetrabile.



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lunedì 30 settembre 2024




C'è in ogni traccia un'urgenza di morte, e questo è il destino di chi crede in o a qualche realtà. Tale la premessa. Senza conseguenza e conseguenze, essa è un effetto, non una causa; un effetto generativo nec genitus nec generans. Un effetto altresì trasformazionale, amigo.




giovedì 27 giugno 2024




A loro, l'archetipo di una elegia incompletabile, possa
tu camminare nella luce
le tue parole risuonare nella gioia fosse
pure un canto d'angeli di sirene o 
lo stridere delle arpie saper camminare
senza che vi sia un cammino lungo
il sentiero per cui non si va e non si viene



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mercoledì 12 giugno 2024






pornografia da tutto: tale il canone, indeducibile se non a posteriori. L'informazione ritorna alla fonte che la emette - nel suo operare singolarissimo l'informazione è proprio questa. Ella gode: di fantasmi e della generatrice di fantasmi, la materia tutta, smisurata, della quale fa parte, che fa parte di lei - se non ne gode è violentemente oppressa; scrivere è un rischioso confronto proprio con tale questione. che s'infilasse e sfilasse la calza di seta costituente per l'occasione tutto il suo abbigliamento, là risiedevano tutto il desiderio e la soddisfazione del desiderio - questo il rapporto - i capelli ricadevano su una nudità completa, nel tremito dell'abat jour che appena rischiarava la scena, nulla che lo specchio riflettesse. Tomistica la discendenza, il godimento supremo gli derivava da simulacri del posteriore femminile, calchi effettuati a vivo in diretta con creta o gesso, una delicata scivolosa umidità; possibile, anche se di non facilissima attuazione l'entrata nei "territori magici", dei "comportamenti alternativi", impensabile uscirne o tornare indietro, più che il principio di realtà la fine. Con tutti gli organi del corpo e non solo, conosciuti o sconosciuti, ricercati questi piaceri e il loro svanire in quel godimento estremo nel quale tutto si ribalta, quel notissimo punto di dissolvenza in seno all'ignoto.









venerdì 7 giugno 2024

per b

A che mani e che occhi.

Envoi e dedicatoria. Paratesto, antepagina. Cara ragazza a quali orari. Il tempo divoratore nel dramma barocco. In uno scenario dal quale è assente ogni ragione che ragione perdere. Cara ragazza in che giorno. Dissero di lasciarla in pace. Eppure la frase troncata. In quale aion, donzella. Per grandi cortesie sottintese e retroagenti veggenze. La natura è sinonimo di telefono. Dire piuttosto come e quanto si orientalizzi il tempo, virando su congiuntivi e schiarimenti illusori, si riprenderà dal peggio nella notte, linee occupate. Si rilegga non potendosi mai leggere per la prima volta, l'ultimissimo bizantinissimo scartafaccio tascabile, la spettrale maquette impressa chissà dove e come, amiche carissime, lo si faccia pure guardando la tv e avvertendo il persistente sottofondo della solitudine, sabato sera. Utilizzerebbe qualunque cosa gli si lasciasse, anche una piuma di coniglio, disse ammiratissima la giovane signora nel suo ovale tahitiano, ma lei non era da meno, nel luogo più splendido e felice dell'universo chiamato casa. Stati di grazia cui si attaccano svariate leggende. Non sopravvivono alla presenza (i dubbi). Sudatissime le danzatrici, che nella pausa si libravano sui loro muscoli sommariamente fasciati e generosamente scoperti, quali emozioni dal rosseggiare della chioma un po' scossa e dalla luminosa repentina bianchezza del viso. "Perché siete fatta all'incontrario, gran dama" (ex Lafferty). Scrivere come leggere e sfogliare, senza fermarsi; la perfezione non può che eternamente ricominciare, il terrore nella stesura diminuire per poi cessare, il foglio si prende tutto, i suoi organi sono assolutamente imprevedibili, e lo rimanda altrimenti; da plurimillenarie ere attendeva quella figura (preiniziali le dualità), il suo fine ornato aperto su più lati al sovrasensibile. Come in una compilazione ipnotica: l'unica, guardarla, ascoltarla. Nient'altro. L'arcuarsi molteplice di docilissima sinuosità, fasciata di blu che varia di elettrico in pervinca, le cerniere chiuse; l'oro che discende luminoso e variabile in una fluidità di miele, perfettamente racchiuso nello spazio che lo contorna, del quale non si dà misura che nel disegnarsi stesso della sua profusione in una tenue luce, finché vi è respiro se ne sogna, non torturatela, avvolgetela in incantesimi di carezze con o senza pretesti terapeutici sequenze diagnostiche e cose affini per tutto il suo essere un tremito sottile della mano, subito nel toccarsi di chi e di che cosa, come, una primaria voglia d'amore, in dualità preiniziali.


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envoi


per tetre oscurità gotiche nella notte nera
più che l'altrove sia
l'altro da ogni dove sia detto
lorsignori, in uscita dal luogo geometrico e non
del piscio e della merda
detto nella lingua se lingua si può dire
della nonadecima decade, quella degli scassi e
degli sfracelli



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mercoledì 29 maggio 2024

 



ridicendosi niente a che fare qui via di qui via dal punto non avendo altra scelta che scrivere la propria via d'uscita, una donna forse anche o ben più d'una fra riosecco san giacomo e frabosa ecco da quelle parti lì di un'immortalità sottratta persino all'eterno, una stanza piena di giocattoli, un sacrario metatestuale ove fuggire e restare in un moto fuori d'ogni definizione e controllo, il sipario che si apre e si chiude senza posa sul cancan fra il fiume e lo scintillio di vassoi e bottiglie, un buio fa tutto ancor più splendido, aquiloni sempre più in alto nel cielo schiuma trabocca da boccali quanta vita quanto amore



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