Sarebbe lunga da spiegare il perché, semplicemente succede, sempre meno tempo a disposizione, e altri (tanti) pensieri per la testa..
Credo che questo sarà, oltre che l` ultimo post dell'anno, l`ultimo post del blog, forse perché, semplicemente, ho perso interesse.
Ho perso tante cose in questi ultimi due anni, ho perso prima di tutto le mie illusioni, la mia "età dell'innocenza".
Ora come non mai nella mia vita sono sola, e mai come ora sono consapevole di essere davvero forte. E forse è per questo che non ho più il bisogno di scrivere. Non so, ma non è un problema.
Non c'è nessun problema, in realtà: sono sempre io, sono Semper Adamas.
Felice anno nuovo a tutti..
SEMPER ADAMAS
martedì 31 dicembre 2013
Semper Adamas
domenica 17 novembre 2013
Stavo benissimo ma...
Se mi presente alla linea di partenza, di principio, sto bene.
Sto benone.
Punto a fare il meglio che posso anche se un mese prima ho finito una gara di 16 ore e puffi e sono, in effetti, a ragion veduta, un po' stanchina.
E infatti oggi che ho il raffreddore, non ho chiuso occhio tutta la notte e il naso moccolante sono a casa, rinunciando all'unica gara di acquathlon che fanno al nord Italia prima del maggio 2014.
Che poi l'acquathlon potrebbe essere il mezzo del mio grande riscatto nella multidisciplina, dato che la biclicletta è il mio tallone d'achille.
Più che altro mi piace poco, ma vebbè, ognuno ha i suoi problemi.
Invece niente: tachipirina e relax (insomma, relax con Ico che gira per casa...è una parola grossa!).
Mi girano un po' le scatole perchè il collinare di ieri, 11 chilometri molto salitosi, sono venuti fuori bene, ma d'un bene, ma d'un veloce che fanno ben sperare per la mezza di domenica prossima.
Strana distanza la mezza: non mi ci sono mai troppo sprecata, considerandola piuttosto che un obiettivo a sè, un mezzo per preparare qualcosa di sempre più lungo, sempre più impegnativo.
La settimana prossima vedrò di dare un ritocchino al mio PB sulla distanza.
Sempre che... mi passi il raffreddore, ovvio.
venerdì 1 novembre 2013
Io non ho (più) paura
Son qui ad oziare, in questa tranquilla mattina di ferie: Ico dorme come un ghiro, il principe consorte è uscito a correre ed io mio regalo questi dieci minuti di riflessione sull'ultima e forse più impegnativa prova dell'anno.
Il nuovo posto di lavoro.
In questo mese mi hanno osservata, cautamente messa alla prova, impegnata con il disbrigo delle doverose consegne di quanto sarebbe rimasto della vecchia attività e poi si sono decisi.
Alcuni di noi sono già stati riciclati in altri ruoli, alcuni direttamente tagliati fuori e i primi giorni tra noi "nuovi" arrivati serpeggiava la paura di affrontare un ambiente nuovo, altre mansioni, altri responsabili.
Avrei dovuto averne un po' anche io, ma mi sono accorta di non essere più toccata da questi aspetti. Ho altre paure, certo: la malattia ad esempio, mio figlio.. ma su questo tema mi sono ritrovata molto serena.
Sarà stato senz'altro l`annus horribilis che abbiamo trascorso, sarà che magari ritrovarsi ad affrontare situazioni che mai avresti creduto di poter vivere in prima persona (anche l' elbaman ha ben contribuito in questo senso!), sarà.. ma io non ho (più) paura e questa settimana ho ricevuto conferme, positive, sul mio ruolo nella nuova azienda, che ci ha inghiottito.
Per festeggiare, domenica, correrò la mia prima mezza dopo l`ironman.
Si ricomincia che ad aprile c'è Phisioman...!
giovedì 17 ottobre 2013
Vegetariano..?
E perché no?
Ci siamo accorti, strada facendo, che non mangiamo praticamente più carne e pochissimo pesce.
Pochissimo pesce non perché non ci piaccia, anzi proprio perché ci piace talmente tanto che accontentarsi di mangiare quello del supermercato, che quando arriva in tavola ha praticamente la mia età, è un'eresia. Con rispetto parlando..
Così, ci siamo arrivati anche noi, perché tanto, mettere in tavola un pasto vegetariano al giorno, non è troppo complicato e comunque Ico, all'asilo, un pezzettino di carne lo mangia.
Noi no. E mi duole ammetterlo, non mi manca. Io che ero un' appassionata della fiorentina, della tartare..
Forse è proprio vero che con l'età si cambia.. Proprio una settimana fa erra il mio ..ttesimo compleanno, festeggiato da Ico e dal principe consorte come meglio non avrei potuto desiderare, con una degna cena, naturalmente.. vegetariana.
E vediamo quanto dura..
venerdì 4 ottobre 2013
Elbaman 2013 (io c'ero)
Sono le otto e mezza. Vado verso la zona cambio, incontro Pietro e il nostro piccolo Federico che mi fanno le foto e mi salutano. Il tragitto verso la zona cambio è lungo, e riesco a perdere la cuffia due volte, ma sto benone: niente vertigini, niente crampi, niente dolori a parte la nuca scorticata dalla muta, come al solito, nonostante cerotti e vaselina e quant’altro...
Giù dalla discesa di Sant’Ilario si comincia a incontrare gente nei fossi; i ragazzi che incrocio mi dicono di scendere piano.
Ok. Sarà fatto. Anche un filino troppo piano, forse, però..non voglio neanche cadere!
Devo scendere, qui in alto sotto il temporale, in mezzo agli alberi, non è comunque prudente rimanere.
Arrivo a Marina di Campo giusto cinque minuti prima che chiuda il primo cancello e sono scoraggiata e delusa, infreddolita e infradiciata, quasi pronta a dichiararmi sconfitta.
Poi vedo Pietro con Ico, che mi dice: “Mamma, è un gioco da ragazzi!” e nonostante le lacrime di sconforto mi scappa un sorriso.
Inforco la bici e riparto, ormai conscia del fatto che sono ultima ma che, costi quel che costi, arriverò in fondo.
Sono, del tutto inaspettatamente, felice quando quasi in fondo alla discesa che porta a Marciana Marina, ancora brutta ma meno terrificante di prima, un motociclista dello staff viene ad interrompere la mia solitudine e mi si affianca.
Mancano gli ultimi quindici chilometri ed io riprendo forza, pedalando bene, spedita, mentre la mia guida, arrivati a Marina di Campo, mi chiede cosa ho intenzione di fare, ora che sono arrivata.
È la frase più bella di tutta la giornata e oggi sento di essermelo meritato questo complimento un po’ rude ma porto con sincero rispetto.
Non sarò più in classifica: questo per me è un bel bagno di umiltà, ma lo accetto se è condizio sine qua non.
Per una frazione di secondo penso che sto facendo tanta fatica per niente e poi, subito dopo, invece mi ritornano alla mente le parole di Pietro, che ricalcano quelle di un altro e più famoso Pietro, il mitico Trab: “Mica lo fai per la classifica in fondo. Cos’è una classifica?! Chi la guarda più fra una settimana? Chi se ne ricorda più tra due anni? Ma tu, se finisci oggi, te lo ricorderai per sempre. Se non finisci, invece, te ne pentirai, stanne certa”.
Prima di partire per la corsa, Pietro mi fa’ notare che il suo orologio segna le 18:18.
Considerazioni filosofiche a parte, cammino un po’ per dare allo stomaco un momento per assestarsi ma poi, quando il GPS decide di spegnersi e abbandonarmi per sempre, al 27° chilometro circa, capisco che non c’è nient’altro da fare se non ricominciare a correre, per arrivare in tempo.
E così corro, accogliendo il tifo dei pochi presenti rimasti tra cui i sostenitori di Pedro, il simpatico spagnolo che ho superato al penultimo giro, che vengono da Valencia e gridano “Campeona, campeona!!” ad ogni mio passaggio, mi godo gli applausi, l’incitamento dei miei due amori, il piccolo e il grande, che mi attendono ad ogni transito sul lungomare, per fortuna praticamente davanti all’appartamento che abbiamo affittato.
Dopotutto, o forse prima di tutto, sono una mamma che si preoccupa..!
Davanti all’Hotel “Villa Etrusca” incontro il “mio” motociclista, quello che mi ha scortato fino all’arrivo, che mi riconosce e mi saluta. Ci scambiamo un festoso “cinque”. “Ma ce l’hai fatta!!” esclama. “Si, che ce l’ho fatta, bello!”.
Per aver combattuto e vinto, non contro gli altri, ma contro me stessa, contro la paura di non farcela, contro la delusione, mia, di non aver saputo essere all’altezza delle mie stesse aspettative, contro le condizioni pessime, che peggio non si poteva, alle quali ho dato la mia personalissima risposta: io non mollo.
Grazie, grazie, grazie, grazie, grazie, grazie!
venerdì 20 settembre 2013
L'anno dello scatolo
Qualcuno è già partito; martedì toccherà a me e al Muffetta.Partiremo insieme per arrivare in posti diversi, finalmente divisi, deo gratias!.
mercoledì 18 settembre 2013
Oggi si nuota
Al massimo mi fermo 10 secondi per cambiare palette e prendere il pull boy.
E nuoto, avanti e indietro come un cricetino folle sulla sua ruota, accumulando vasche e metri: l’ultimo allenamento, lunedì, è stato di un’ora e dieci e
Ed è stata una rivelazione perché nella mia totale ignoranza sportiva comunque lo avevo intuito cosa fosse un ironman. E già, seppur totalmente digiuna di bici e principiante nella corsa, lo desideravo. Forse, ho cominciato lì, vedendo Carlo nuotare avanti e indietro senza requie, come in preda ad una sua personalissima ossessione.
giovedì 12 settembre 2013
Comunicazione interna
Insomma, è la realtà e bisogna adeguarsi: se n'è parlato tanto già dalla scorsa primavera e abbiamo aspettato, atteso, sentito circolare voci in corridoio più o meno attendibili fino a stamattina quando all'improvviso, ma mica poi tanto, è arrivata la comunicazione interna.
L'azienda si sposta e nello spostarsi si fa' un po' di pulizia, di ricollocamento, di assegnazione a reparti diversi. Si cambia.
E cambiamenti ci saranno anche per la sottoscritta, cui è stato assegnato un altro responsabile, che per inciso non ho mai visto.
Martedì prossimo lo vedrò e cercherò di capire anche cosa rimarrà del mio lavoro, delle mie mansione e in che cosa consiste, per me, il cambiamento.
Se mi è andata male oppure bene.
Ma il cambiamento in sé non mi spaventa, anche se mi spiace perdere persone con cui ho collaborato bene e volentieri.
Ma questo è l'anno per antonomasia del cambiamento.
Questo è stato l'anno dei terremoti emotivi: mi sono ritrovata senza più famiglia, senza casa, mi sono data da fare, mi sono adattata.
Sarà così anche stavolta.
E il 26 invece, a trasloco dell'ufficio fatto, si parte per l'Elba.
Dopodiché mi riterrò libera da ogni impegno e mi dedicherò un po' al mio Ico.
Mai più preparazione per gare così lunghe e impegnative.
Mai più litigate per chi può uscire ad allenarsi e chi no e recriminazioni su orari sforati.
Un'oretta al giorno di fitness potrebbe proprio bastare.
Anche se c'è una maratona a dicembre che...
Ecco, volevo parlare per una volta di cose serie e invece.. parlo solo e sempre di sport.
Altro che cambiamento.
lunedì 9 settembre 2013
Lady Mergozzo (e scusate se è poco)
Al giro di boa,
Finisco la mia frazione di bici in 3:06, il mio personal best sulla distanza, completamente bagnata e con le palle un po’ in giostra (la mia capacità di soffrire sta andando a farsi benedire, temo..).
Questo è tre volte peggio. Pioggia fredda, violenta, forte.
mercoledì 4 settembre 2013
106
Inutile dire che sono in loop sull'argomento come un disco rotto: pigliatemi così, non ci posso fare niente.
Addirittura, ieri mattina, correndo prima dell'alba, sono riuscita ad intravvedere sul marciapiede una macchia a forma di... Isola d'Elba. E ad ogni giro (ne faccio sei) mi sembrava sempre più somigliante.
Ironia della sorte o semplice rincoglionimento mattutino delle 05:20?!
Rimango col dubbio e casomai, durante l'allenamento di domani sera, verificherò.
E Vi farò sapere, non temiate!!
Ah ah.
Ora come non mai mi rendo conto della follia che ho fatto. Ma come ho potuto anche soltanto immaginare di potercela fare, ad allenarmi, intendo...? Con un trasloco ad aprile e pure il trasloco di ufficio che avverrà, forse, voci di corridoio sussurrano senza conferme ufficiali, al 20 di settembre. Nove giorni prima della Gara!
Ci mancava pure questa.
Manco a farlo apposta, oggi ho approfittato della pausa pranzo per nuotare nell'unica piscina aperta nel raggio di 20 chilometri dal mio posto di lavoro.
Ce ne sono tre: due chiuse (per ferieeeeeeee???!!!) e una aperta (ma ha aumentato il costo dell'ingresso e l'abbonamento non conviene). Evviva.
Manco a farlo apposta, esco dall'ufficio 10 minuti prima per schizzare in piscina e nuotare un po' di più, arrivo al bureau, alla reception quel che l'è, e trovo la tipetta (simpatica come il famoso dito nel.) che sta completando l'iscrizione della scuola nuoto.
Vabbè, mi conosci. Sai cosa voglio. Voglio nuotare (come un drogato vuole la sua dose, temo).
Fa' finta di non vedermi come un sorrisetto scemo e mentre si forma la fila dietro di me, trattengo le bestemmie mila e mila cose che vorrei dirle a lei mentre chiede alla signora anche i dati anagrafici dei trisavoli.
Dopo 15 minuti di attesa che nemmeno alla stazione centrale di Bologna all'ora di punta, finalmente entro, furente, con un Vaf. liberatorio che mi aleggia sulle labbra ed un'espressione da Erinni che spaventa persino il bagnino, che vorrebbe dirmi di fare la doccia prima di entrare, ma non ci prova neanche.
Scappa, abbandonando la vasca e io mi rendo conto che in piscina non c'è nessuno che nuota: ecco perché chiudono le piscine, cazzo!!
Mentre i centri commerciali spuntano come funghi e sono sempre pieni.
Che postaccio fituso!!