Archivi categoria: annotazione

due articoli e l’imminenza/presenza delle distopie

https://www.ilpost.it/2025/09/05/fine-stroncature-critica/

https://www.ilpost.it/2026/01/14/david-marx-crisi-cultura-xxi-secolo/

questi due articoli dialogano piuttosto bene, comunque mi sembra che – leggendoli in parallelo – si possa dire di vivere, noi, in un tratto di storia che fino a qualche anno fa avremmo dovuto gioire nel definire poco creativo o piuttosto insignificante, mentre ora lo vediamo – più ancora – frontalmente dispotico, distopico, pure un po’ dispeptico e bisbetico, e praticamente fascista. ecco: fascista.

i problemi dell’arte e della letteratura sono seri e gravi, ma l’imprinting genocidario, colonialista ed ecocida dei governi di destra-destra (ormai: della destra tout court) nel mondo ha acceso troppi incendi e distruzione perché possiamo pensare di cavarcela non dico in poche generazioni ma di cavarcela in assoluto, probabilmente.

*

chiusa gioiosa & domenicale: https://noblogo.org/differx/mettiamola-cosi

[r] _ carmelo bene in occasione della morte di pasolini

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* pagina 194 del catalogo PASOLINI. TUTTO È SANTO. IL CORPO POETICO , a cura di Giuseppe Garrera, Cesare Pietroiusti, Clara Tosi Pamphili, Continents Editions, Milano 2022

[r] _ messaggi ai poeti / utili sussidi / vediamo se riesco a spiegarmi (con un cb ennesimo eccetera)

ma poi l’avete capita questa differenza tra talento e genio, questa faccenda dei SIGNIFICANTI, o CB deve resuscitare e farvi un disegno?

“messaggi ai poeti”, “utili sussidi” e “vediamo se riesco a spiegarmi” erano e sono tre tag sotto cui ho cercato anzi cercai (a vuoto) di versare la cognizione della centralità di talune quistioni di base nella meninge dell’italo medioscrivente.

ah, e poi ancora: 

copernico vs. tolomeo / carmelo bene

carmelo bene: frammento audio su io e soggetto (dell’inconscio) nel libro “‘l mal de’ fiori”

il tealtro. carmelo bene (1968) e la critica dalle 22 alle 24. (a mio avviso non parla solo del teatro)

[r] _ elementi base di “esiste la ricerca”

Imagel’idea di ELR = esiste la ricerca è quella di costruire un incontro completamente in presenza, senza registrazioni, senza dirette, senza “atti”.

ovviamente chi partecipa è liberissimo di pubblicare propri appunti e annotazioni successivamente. o foto. ma si chiede di escludere video e audio.

in sintesi, integrando quanto è leggibile qui, diciamo che Esiste la ricerca è un modus di incontro:

in presenza (senza dirette né registrazioni)
orizzontale (si parla per alzata di mano e non c’è palco)
aperto (gli invitati parlano, dopodiché chiunque altro ha diritto di intervenire)
improvvisato (non si leggono interventi scritti, il discorso si sviluppa in itinere, nel dialogo con i presenti)
non accademico (ma aperto ovviamente ai docenti universitari, che parlano anche loro per alzata di mano)
non preordinato (non ci sono scalette definite)
non canonizzante né escludente (chi c’è non vince niente, chi non c’è non patisce alcuna damnatio memoriae)
ripetibile in altri luoghi e tempi
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dip 058. palinsesto

mi è capitato sotto gli occhi per caso questo video, su Roma nel 1989: https://youtu.be/En9l1XDeFMU – e non se ne va l’impressione di questa città come roba casuale, sbrindellata, inconsapevole, sporca e invecchiata male da sempre.
non città eterna ma eterno svacco. palinsesto autofago e autogamo del peggio di oggi sul peggio di ieri.

[r] _ exortatio | disseminare la ricerca (militanza = già archivio, ma disperso) / differx. 2024 & ’25

Come accennato più volte, quasi due anni fa mi sono impegnato a indicare, all’interno di un post, tutte o quasi tutte le riviste di letteratura italiana online effettivamente disponibili in quel periodo: agosto ’23. Il numero complessivo mi sembra si aggiri tutt’ora intorno alle 400 / 500 entità.

Con sorpresa ho notato che i siti e blog nutriti di specifica ricerca letteraria oggi raggiungibili sono rappresentati sempre (o: quasi esclusivamente) dallo stesso piccolo o medio & pressoché invariato gruppo che esisteva già circa vent’anni or sono. Rare, per quanto meritevoli (o -issime) le aggiunte.

Questo significa che:

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[r] _ messaggi ai poeti / utili sussidi / vediamo se riesco a spiegarmi (con un cb ennesimo eccetera)

ma poi l’avete capita questa differenza tra talento e genio, questa faccenda dei SIGNIFICANTI, o CB deve resuscitare e farvi un disegno?

“messaggi ai poeti”, “utili sussidi” e “vediamo se riesco a spiegarmi” erano e sono tre tag sotto cui ho cercato anzi cercai (a vuoto) di versare la cognizione della centralità di talune quistioni di base nella meninge dell’italo medioscrivente.

ah, e poi ancora: 

copernico vs. tolomeo / carmelo bene

carmelo bene: frammento audio su io e soggetto (dell’inconscio) nel libro “‘l mal de’ fiori”

il tealtro. carmelo bene (1968) e la critica dalle 22 alle 24. (a mio avviso non parla solo del teatro)

notille da un social su “prima dell’oggetto” – reading a villa lais, 28 maggio 2025

grazie a déclic e a Villa Lais Legge per questa occasione di lettura.

è stato il battesimo dell’aria per il libro Prima dell’oggetto, bizzarro meccano entropico di prose 2004-2024 il cui assemblaggio devo al (come sempre generoso) ascolto e invito di Carlo Sperduti.

durante la one-man session di lettura mi sono prodotto in varie verbigerazioni critiche autocritiche, nelle quali ho fatto sfacciato ricorso alle parole “David” e “Lynch” unite insieme.
ho in definitiva cercato di spiegar(mi) perché l’anticlimax creato (soprattutto p. es. in Inland Empire) con certi modi di gestire un lentissimo movimento di macchina (tipo quando svoltando un angolo ci si rivela nientepopodimenoche un comodino, azzerando ogni horror) siano in qualche maniera legati per me a tre cose, nelle lettere che assemblo:

(1) l’inserimento nelle microprose di micromeccanismi di inceppamento o deviazione;
(2) la parallela defezione dello spettacolo in letteratura; e
(3) il non meno parallelo sgambetto che lo scrittore si autoimpone per schivare l’effetto e l’effato.

insomma un’altra strada stradina stradicciuola per non essere assertivi.

e poi: faccenda forse interessante è che questo libro è pure ahimé una complicata sfida che mi infliggo sul piano dell’esecuzione orale. non posso leggerlo come faccio con Oggettistica, salvo in qualche caso (brano).
è di fatto un aggeggio che si fa ‘scandire’ meno con la voce che con gli occhi. gli occhi, loro, percepiscono quello che i movimenti di macchina (cfr. sopra) implicano, non solo nella costruzione della visione testuale, ma anche nei dettagli e nanodettagli grammaticali e tipografici. le parentesi, gli incisi; e le ipotesi, i ritorni o echi tra pagina e pagina, …

ma il discorso qui si fa lungo e così i lettori scappano gettando grida. perciò pace, punto. qui il link al libro: https://www.declicedizioni.it/prodotto/prima-delloggetto/

post e commento sul cosiddetto ritiro di izrahell da gaza nel 2005

su fb ho incrociato un paio d’ore fa (7 mag. 2025, h. 16:30 circa) la condivisione di un post, difficilmente commentabile. condivisione che però ho commentato. tornava a far circolare la barzelletta di israele che si ritira da Gaza nel 2005. chissà se i lacrimanti coloni “che avevano vissuto là per ben 10 anni” (così riusciva il postante a scrivere, senza che gli venisse da vergognarsi, ma nemmeno da pensare ai Palestinesi da generazioni sulle loro terre, cacciati – quando non sterminati – dalla Nakba) si saranno defilati cantando Free Gaza, Free Palestine. ipotizzo: no.

dunque. l’ignobile post sulla presunta generosa “liberazione” del 2005 lo avevo commentato così:

anche dopo il 2005 Gaza è stata sotto controllo militare, le acque territoriali pattugliate, le barche dei pescatori bombardate, lo spazio aereo, terrestre ed elettromagnetico sotto vigilanza, gli approvvigionamenti di acqua elettricità e carburante filtrati o tagliati secondo capriccio sionista, nessuna possibilità di moneta propria, viaggi e cure fuori da Gaza sottoposti all’arbitrio israeliano. niente entrava e usciva da Gaza senza il filtro militare.

le continue incursioni e le violenze e vessazioni gratuite (soprattutto notturne) su civili totalmente estranei ad attività di Resistenza erano tutt’altro che diverse da quelle in Cisgiordania, dove Hamas non c’era e i coloni rubavano, uccidevano, saccheggiavano impunemente, come tutt’ora fanno, estendendo un dominio che è e resta illegale secondo tutte le leggi internazionali.


poi nel 2023 si è aggiunto il tentativo di israele di rubare anche il colossale giacimento di gas naturale, di proprietà palestinese, al largo delle coste di Gaza.

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‘settanta/milieu’: il 30 aprile del 1998 ci lasciva primo moroni

da Settanta/Milieu

Operaio, addestratore di cani, chef de rang, militante politico di base. Come ballerino campione europeo di charleston e finalista nel campionato mondiale di rock’n roll. Poi investigatore privato, addetto alle vendite delle case editrici Fabbri, Mondadori e Vallardi. Fondatore a Milano del circolo «Sì o Sì club» e della libreria Calusca. Editore, distributore librario, archivista, autore e ricercatore sociale. Questo e molto, molto altro, è stato Primo Moroni.

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se non prosa, quando?

Per certi aspetti il sito gammm.org e Prosa in prosa, insieme all’iniziativa Ex.it – Materiali fuori contesto e a tutto quello che è stato costruito tra il 2003 a oggi in termini di una certa area di scrittura di ricerca, hanno rappresentato in questo recente (quasi)quarto di secolo ciò che l’esoeditoria degli anni Settanta aveva rappresentato rispetto alla letteratura mainstream del proprio tempo. (Con infinite differenze, entro una plausibile estesa analogia).

Non so voi ma io penso che se a questi ultimi 25 anni toglieste di botto, integralmente, completamente, soprattutto dal versante che si riconosce in quella cornice spaccata che ancora viene definita “poesia”, le polemiche contro gammm e PROSA IN PROSA, i materiali fuori contesto, i siti, i libri, i video, le iniziative, gli incontri infiniti organizzati e promossi dagli sperimentatori, ohi, ma esattamente di che cosa parlereste? Della presque-terza età dei cannibali? Degli esordi di scurati?

https://facebook.com/events/s/14-aprile-prosa-in-prosa-annot/1368247504380737/

la machine à 5 coeurs / marcel duchamp. 1912/15

La machine à 5 cœurs, l’enfant
pur, de nickel et de platine doivent
dominer la route Jura-Paris.
D’un côté, le chef des 5 nus sera en
avant des 4 autres nus vers cette
route Jura-Paris. De l’autre côté, l’enfant
phare sera l’instrument vainqueur
de cette route Jura-Paris.
Cet enfant phare pourra, graphiquement,
être une comète, qui aurait sa
queue en avant, cette queue étant
appendice de l’enfant phare
, appendice qui absorbe en
l’émiettant (poussière d’or, graphiquement)
cette route Jura-Paris.
La route Jura-Paris, devant
être infinie seulement humainement,
ne perdra rien de son caractère d’infinité
en trouvant un terme d’un côté
dans le chef des 5 nus, de l’autre
dans l’enfant phare.
Le terme « indéfini » me semble plus juste
qu’infini. Elle aura un commencement
dans le chef des 5 nus, et n’aura pas
de fin dans l’enfant phare.
Graphiquement, cette route tendra vers la ligne pure géométrique
sans épaisseur (rencontre de 2 plans me
semble le seul moyen pictural d’arriver
à une pureté).
Mais à son commencement (en
le chef des 5 nus) elle sera très finie en
largeur, épaisseur, etc., pour petit à petit, [devenir sans forme topographique], en
se rapprochant de cette droite idéale qui
trouve son trou vers l’infini dans l’enfant
phare.
La matière picturale de cette route Jura-Paris
sera le bois qui m’apparaît comme
la traduction affective de silex effrité.
Peut-être, chercher s’il est nécessaire de
choisir une essence de bois. (Le sapin,
ou alors l’acajou vernis).
Détail d’exécution.
Dimensions = Plans.
Grandeur de la toile.

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Notes autographes pour “La boîte verte”
(Ensemble dissociable)
Une partie des notes originales de Marcel Duchamp pour “Le grand verre”
Une autre partie figure sous le n° d’inventaire AM 1997-98 (47) à (166)
1912-1915
Note autographe pour “Le grand verre”