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per chi dovesse perdersi c’è un posto con qualche link – diricerca

questo:
https://diricerca.wordpress.com/

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installance #0191: asemic text

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installance n. : # 0191
type : asemic text on tissue paper
size : ~ cm 16 x 28
record : lowres shot
additional notes : abandoned
date : Feb 23rd, 2025
time : 12:04pm
place :  Rome, via Raffaele Balestra
footnote : ---
copyright : (CC) 2024 differx

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[r] _ documentare il genocidio ai danni del popolo palestinese, conservarne la memoria

per circa un anno ho seguito, visto e registrato centinaia, credo migliaia di video, immagini, audio, saggi e articoli sul genocidio sionista ai danni del popolo palestinese. (e ovviamente continuo).

“il primo genocidio in diretta, livestream“, come dice giustamente Susan Abulhawa (qui).

ho potuto e posso esporre e/o salvare una parte di quei materiali in alcuni post qui su slowforward o su differx.noblogs.org, e in vari folder Mega (dei quali ho dato e darò di volta in volta i link).

a questi strumenti ho aggiunto già da tempo il canale youtube https://youtube.com/@differx-2 e, più recentemente, l’account instagram https://www.instagram.com/palestina_it

non mi riesce di essere troppo sollecito con gli aggiornamenti, e il materiale è sovrabbondante, un vero oceano di orrore, anche non volendo estensivamente considerare le mire omicide/genocide di israele ad altri Paesi, in particolare, ora, il Libano.

ma cerco comunque di accumulare materiali, a volte annotando nei nomi dei file la data del download, per continuare a dar conto di quello che sta succedendo.

questo post vuole (1) segnalare i link citati sopra, e invitare a seguirli, nonostante la loro inevitabile incompletezza, a fronte dell’enormità del genocidio; (2) sollecitare la condivisione di video, immagini, testi ecc.; (3) preludere a un progetto (almeno progetto) di archivio del genocidio, iniziativa di testimonianza e memoria che ai Palestinesi è da noi occidentali totalmente dovuta.

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nuovo post sul blog ‘esiste la ricerca’: annotazioni di marco mazzi su “casino conolly”, di mariangela guatteri

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https://www.mtmteatro.it/marco-mazzi-annotazioni-su-casino-conolly-di-mariangela-guatteri/

(il libro: qui)
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dopo reem e tareq, anche khaled nabhan “abu diaa”, il loro nonno, è stato ucciso dalle forze di occupazione

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da
https://www.instagram.com/p/DDoo4W9sk0z/

e
https://x.com/mariresisting/status/1868573839695008135

video:
https://www.instagram.com/reel/DDojeFyq0WC/?igsh=d3NxYWxza2czcDl3

(su Reem e Tareq: https://slowforward.net/2023/11/29/reem-and-tarek/)



marco bascetta su israele e la guerra perpetua (oggi sul “manifesto”) + annotazioni di mg + documentazione recente

Marco Bascetta

Ora che il regime siriano di Assad è stato spazzato via con sorprendente rapidità, da milizie fondamentaliste intrecciate con la storia di Al Qaeda e dello stato islamico e con progetti imprevedibili, Israele spinge oltre il confine siriano la sua presenza militare.
Soddisfatto per la caduta di un alleato di Teheran, Netanyahu (che però non ha motivo di fidarsi dei nuovi vicini) coglie l’occasione per muovere ancora un passo verso la grande Israele ed allargare i confini di fatto dello stato ebraico.
Intanto con il venir meno del retroterra siriano e il moltiplicarsi degli «incidenti» appare sempre più chiaro che il cessate il fuoco in Libano non è affatto un primo piccolo passo verso la pace, ma una tregua, una pausa tattica per ridare fiato e slancio alla guerra. Se non addirittura un espediente per allargarla e permettere a Israele di aggredire e invadere l’entità nazionale libanese in quanto tale e nel suo insieme, non facendo più distinzioni tra Hezbollah e il resto dei libanesi, per poi spingersi, nel caso, verso la Siria.
Questa più che probabile evoluzione è del tutto coerente con il fatto che la guerra israeliana non può e non intende finire. Basterebbe ascoltare e prendere sul serio come merita l’estrema destra messianica e spietata che tiene in piedi il governo di Netanyahu, che del resto non ne è così ideologicamente distante, per constatare che l’obiettivo minimo è l’annessione di Gaza, della Cisgiordania e di un pezzo di Libano meridionale. Con relativa espulsione della popolazione araba e palestinese. Quello massimo un’espansione territoriale ancora maggiore e un potere di controllo incontrastato sull’intera regione.
Non desta dunque alcuno stupore il fatto che anche i più blandi e patetici inviti alla prudenza e alla moderazione da parte degli alleati di Tel Aviv siano rimasti sempre inascoltati e che l’appoggio occidentale venga sistematicamente piegato di fatto a questo disegno espansionistico. Il movimento dei coloni e le forze politiche che li rappresentano lo hanno esplicitato ripetutamente senza peraltro nascondere l’estrema violenza prima bellica, poi persecutoria, che sono disposti a dispiegare per conseguirlo.

IN ISRAELE gli anticorpi politici e culturali in grado di neutralizzare questo feroce suprematismo ebraico si vanno sempre più indebolendo. Secondo quel classico schema che a partire dall’emergenza conduce alla riduzione e infine alla sospensione della democrazia. Qualcosa di simile all’istituto della «dittatura», che nell’antica Roma veniva attivato temporaneamente nel momento in cui la Repubblica era ritenuta in pericolo. E che, protraendo più o meno artificiosamente l’eccezione in uno stato di guerra permanente, può anche consolidarsi in una nuova forma di governo.

Innumerevoli sono stati i cambi di regime e le guerre di conquista motivate dalla sicurezza della nazione. Non è forse con l’argomento di una minaccia di ostile accerchiamento occidentale della Russia che Putin ha motivato l’invasione dell’Ucraina e consolidato il suo potere autocratico?
E così la sicurezza di Israele si è trasformata, molto aldilà delle sue effettive esigenze, nella motivazione di una guerra permanente che non aspira a una pace in qualche modo condivisa ma all’annichilimento dell’avversario e a un equilibrio fondato essenzialmente se non solo sulla forza militare.
Guerra permanente che non può più concedersi il lusso della democrazia e men che meno la messa in discussione del comando. E, infatti, le crepe non tardano a mostrarsi: dall’allargarsi dello stato di polizia e della repressione, all’impunità giudiziaria del premier, dagli attacchi alla libertà di stampa alla sospensione di tutti i normali dispositivi di verifica democratica.

INTANTO A GAZA, all’escalation delle parole, che evocano l’apocalisse e tutti i gironi dell’inferno, rispondono l’inazione, l’impotenza e infine la rassegnazione piagnucolosa della comunità internazionale. Nessuno ormai se la sentirebbe di approvare o anche solo di mostrare comprensione per la mostruosa sproporzione della rappresaglia israeliana e la strategia di massacro attuata dall’Idf. Ma non è difficile ravvisare tutti i segni di una crescente assuefazione nella contabilità ritualmente indignata delle vittime indifese e, infine, un atteggiamento di sconsolata rinuncia.

Nei media non sono molte le immagini che provengono da Gaza, ancor meno i filmati che abbiamo potuto vedere. Ma quelle che ci vengono mostrate assomigliano assai più alle immagini di un terremoto che a quelle di una guerra. Persone disperate che si aggirano sopra cumuli di macerie, carovane di fuggiaschi e carretti carchi di masserizie che si spostano tra due ali di palazzi interamente crollati, sacchi bianchi o grigi di cadaveri allineati nella polvere ai piedi degli infermieri, soccorritori che scavano tra le macerie. Spariscono invece, o compaiono solo raramente e in miniatura all’ombra di un carro armato, gli autori di questa distruzione. Che ci si mostra piuttosto come una catastrofe naturale o, per chi ci vuole credere, come una nemesi divina. Lo specifico, inconfondibile, feroce volto della guerra, della violenza esercitata con determinazione da esseri umani, che così nitidamente ci trasmettevano gli scatti e i filmati del Vietnam non varcano invece i confini assediati di Gaza.
Eppure è forse solo, fuori dalle letture storiche, su queste infinite tragedie quotidiane, sulla sofferenza subita e su chi la infligge nel momento stesso in cui questo accade, sulle singole vittime e sui singoli carnefici, sulla base di un’etica materiale della contingenza, di un senso comune inorridito e reattivo, che si può giudicare questa guerra, vederne e determinarne la finitezza, combatterne i fautori.
Del resto la traduzione dello scempio di Gaza nelle categorie del diritto da parte della Corte penale internazionale, con l’incriminazione di Netanyahu e Gallant, si è subito infranta contro il muro dei rapporti di forze e il gioco degli interessi sovranazionali. Diversi paesi, che pur aderiscono alla Cpi e si ritengono irreprensibili difensori dei diritti umani, si sono esibiti in grottesche contorsioni pur di disapplicare, nel caso di Israele, le norme sottoscritte, mostrando al tempo stesso di non volerle abiurare. Infine è stata ventilata l’ipotesi di offrire a Israele una via d’uscita, incaricandosi di indagare in proprio sui crimini che il suo esercito avrebbe commesso e su chi li avesse ordinati.
Come concedere alla mafia di procedere a un’indagine imparziale sui suoi interessi e i suoi delitti.

Marco Bascetta

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notille di MG:

  1. credo sia meno appropriato parlare di “guerra” che di “aggressione”. israele è un ossesso pagato dall’occidente che l’ha creato, e pagante a sua volta (pur se incontrollato) (proprio perché incontrollabile).
  2. non ci sono soluzioni fuori dalla sospensione globale di forniture belliche all’ossesso, e parallelo boicottaggio di tutto quel che è possibile boicottare.
  3. la corte penale internazionale e l’onu sono parole: se veramente la comunità internazionale volesse proteggere il diritto e la giustizia, dovrebbe inviare truppe di interposizione a difendere i palestinesi, i libanesi e i siriani, come minimo, e – passo successivo – inviare veri e propri eserciti, perché l’espansione dell’ossesso non si ferma con le parole.
  4. i punti 2 e 3 sono irrealizzabili non perché utopici o azzardati, ma perché le false democrazie occidentali, a partire dagli stati uniti, sono gli effettivi istigatori e volenterosissimi complici di israele, e le uniche cose che per loro contano sono (a) le ricchezze delle regioni che l’ossesso conquista; (b) il controllo militare della zona; (c) la realizzazione di una “soluzione finale” a danno delle popolazioni arabe, la più grande distruzione possibile.
  5. in questo scenario, l’idiozia suicida dell’europa è totale: lascia agli statunitensi campo libero a sud-est, mentre a est / nord-est la situazione è schiacciata sul conflitto russo-ucraino. all’europa non resta quindi che buttarsi nell’atlantico. (il patto o l’oceano, è lo stesso).

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In the past 24 hours alone, IOF aggression has raged against every region of Gaza: north, south, and center. A single strike on a school in Beit Hanoun saw the ascension of 40 children to martyrdom. The extermination of Jabalia marches onward unabated, and Kamal Adwan Hospital, the only functional hospital remaining in north Gaza, was the target of a new round of Zionist aggression.Against this backdrop, international institutions and world governments continue to shuffle their feet and remain either silent or directly complicit in the slaughter. The blood on the hands of the US, EU, and NATO-aligned states has not ceased to grow. It is day 436 of Israel’s genocide on Gaza. * from: https://www.instagram.com/p/DDnxpgSACjD/

In the past 24 hours alone, IOF aggression has raged against every region of Gaza: north, south, and center. A single strike on a school in Beit Hanoun saw the ascension of 40 children to martyrdom. The extermination of Jabalia marches onward unabated, and Kamal Adwan Hospital, the only functional hospital remaining in north Gaza, was the target of a new round of Zionist aggression. Against this backdrop, international institutions and world governments continue to shuffle their feet and remain either silent or directly complicit in the slaughter. The blood on the hands of the US, EU, and NATO-aligned states has not ceased to grow. It is day 436 of Israel’s genocide on Gaza. * from: https://www.instagram.com/p/DDnxpgSACjD/

In the past 24 hours alone, IOF aggression has raged against every region of Gaza: north, south, and center. A single strike on a school in Beit Hanoun saw the ascension of 40 children to martyrdom. The extermination of Jabalia marches onward unabated, and Kamal Adwan Hospital, the only functional hospital remaining in north Gaza, was the target of a new round of Zionist aggression.

Against this backdrop, international institutions and world governments continue to shuffle their feet and remain either silent or directly complicit in the slaughter. The blood on the hands of the US, EU, and NATO-aligned states has not ceased to grow. It is day 436 of Israel’s genocide on Gaza.

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from:
https://www.instagram.com/p/DDnxpgSACjD/

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[r] _ elementi sulle “scritture complesse” (incontro a parma, 16 dicembre 2023)

il 16 dicembre 2023 a Parma, all’abbazia di Valserena, si è svolto un primo incontro sulle scritture complesse: dati e informazioni possono essere ritrovati all’indirizzo 
https://slowforward.net/2023/12/13/16-dicembre-parma-scritture-complesse-2023-abbazia-di-valserena/

questo l’audio del mio intervento:
https://slowforward.net/2023/12/19/pod-al-popolo-023-lettura-parma/

questo il documento presentato come progetto, in vista dell’incontro:
https://slowforward.net/wp-content/uploads/2024/08/intenzioni-per-scritture-complesse.pdf

queste le installance di quel giorno:
https://slowforward.net/2024/05/08/installances-0176-0183-parma2923/
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oggi, 16 dicembre, a milano: “di carta e d’inchiostro”, racconti @ libreria pontremoli

presentazione dell'antologia di racconti "Di carta e d'inchiostro"

cliccare per ingrandire

A chi è appassionato di libri, non necessariamente antichi, capita spesso di imbattersi in particolari che sollecitano l’immaginazione: una dedica, una pagina strappata, un’avventura editoriale, un manoscritto che si perde per sempre, dei fogli che compaiono all’improvviso.

E ci si rende conto che la storia di ogni singolo esemplare può contenere gli ingredienti perfetti per la scrittura di un racconto: colpi di scena, misteri, tradimenti, passioni, conflitti.

Abbiamo dunque chiesto a nove scrittrici e scrittori di ideare una storia di fantasia, con un solo vincolo: il racconto doveva prendere le mosse da un libro concreto, realmente esistente o esistito.

Sono nate queste nove storie, fatte di carta e d’inchiostro.

da oggi, 13 dicembre, a napoli: “agitare prima dell’uso”, mostra @ area 24

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oggi, 12 dicembre, a roma, alla casa delle traduzioni: “attraverso le alpi. sul ruolo della traduzione nelle scritture non-assertive”

incontro a Roma sulle scritture non assertive

cliccare per ingrandire

https://www.bibliotechediroma.it/opac/news/attraverso-le-alpi-sul-ruolo-della-traduzione-nelle-scritture-nonassertive/36095

https://www.facebook.com/BibliotecaCasadelleTraduzioni/posts/pfbid029DxVfn8BcqdxP2wXcB8FTqpMmUhkuyZaLBnNJfLQz7VNqfKkvjvaMkh8ssogmBjpl

La partecipazione ai seminari sarà valida come corso di formazione per i docenti delle scuole secondarie e per l’acquisizione dei crediti formativi AAF, previa registrazione.

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Casa delle traduzioni – Via degli Avignonesi 32, Roma
Tel. 0645460723
[email protected]

oggi, 12 dicembre, a milano: presentazione di “casino conolly”, di mariangela guatteri, nel foyer del teatro litta

OGGI, giovedì 12 dicembre 2024, alle ore 18:00 nel foyer del Teatro Litta, corso Magenta 24, Milano presentazione di Casino Conolly di Mariangela Guatteri, il verri edizioni, 2024.  Con l’autrice intervengono Giusi Drago, Antonio Syxty, Barbara Anceschi.

Presentazione di "Casino Conolly", di Mariangela Guatteri, al foyer del Teatro Litta il 12 dicembre 2024

Casino Conolly è un’architettura di architetture. Il titolo di ogni capitolo (“Villino Svizzero”, “Sezione Lombroso”, “Colonia Scuola Marro”, ecc., come del resto “Casino Conolly’” che dà il titolo al libro) si riferisce ad alcuni degli edifici presenti nell’ex area manicomiale di Reggio Emilia, una sorta di città nella città la cui origine risale alla seconda metà del XII secolo. Non è però un libro che documenta la storia dell’ex complesso. Nella scrittura, Mariangela Guatteri riesce a recuperare il rapporto tra libertà e coazione che quel luogo ha rappresentato. Ricorre alla tecnica del montaggio utilizzando prelievi testuali anche non direttamente riferiti al frenocomio – da Qohélet, Martin Buber, Foucault, Flaubert, Daumal, Ballard, Zukofsky, a dialoghi tratti da film, a indicazioni contro la repressione prese da manuali, ecc. –. Non indica le fonti, ma grazie alla costruzione segreta del linguaggio crea continui salti, sussulti, vuoti, fraintendimenti in una prosa in cui ogni elemento diventa essenziale. Straordinarie le nove “Tavole sinottiche”, che accompagnano il testo, vere e proprie opere di poesia visiva.

https://www.ilverri.it/magazine/3939/casino-conolly/

Tav. V: Villino Svizzero: metodo per i comportamenti

Tav. V: Villino Svizzero: metodo per i comportamenti

Mariangela Guatteri (Reggio Emilia, 1963) è attiva come scrittrice e artista visiva; ha pubblicato vari libri di poesia e prosa, oltre ad alcuni contributi teorici sull’asemic writing. Fa parte della redazione di GAMMM ed è co-curatrice della collana blingue Benway Series, dedicata alle scritture di ricerca. Ha progettato la galleria d’arte analogica più piccola del mondo, Pubblico-Privato, per installazioni site-specific. Tra i libri usciti: Tecniche di liberazione (2017), Figurina enigmistica (2013), Il secondo nome (2012), Stati d’assedio (2011, premio Montano). Altri testi e opere visive sono uscite in riviste italiane e straniere, tra le quali “Antinomie”, “il verri”, “l’immaginazione”, “Semicerchio”, “Poesia”, “Nioques”, “OEI”, “La barque dans l’arbre”, “Po&sie”. Nel 2021 ha curato la traduzione visiva di Ẹbọra nell’edizione italiana di Zong!, di M. NourbeSe Philip (2021).

*
edizioni del verri[email protected]
via Paolo Sarpi 9 – Milano 20154

nanni balestrini: “istruzioni preliminari”, lettura @ cox18, milano, 10 gennaio 2011

 

CAOSMOGONIA @ COX 18, 10 gennaio 2011
https://www.inventati.org/apm/agenda.php?step=gennaio11
Leggono Nanni Balestrini e Giada Balestrini
Interventi musicali di Jöelle Léandre
https://archive.org/details/IstruzioniPreliminariNanniBalestrini10gennaio2011L
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Caosmogonia è il titolo dell’ultima raccolta di poesia di Nanni Balestrini che vi invitiamo a scoprire e conoscere attraverso una lettura-concerto. Dopo la poesia nella tempesta dei nostri giorni de la guardia è stanca di Geraldina Colotti, caos e creazione contro il dominio, la violenza e la crudeltà quotidiane. Scrive Balestrini: “il nostro mondo sta scomparendo/i tramonti succedono ai tramonti/[…]/secondo una prospettiva rivoluzionaria/un altro mondo sta apparendo/l’attaco va minuziosamente preparato/non più dominanti e dominati ma forza contro forza/si può sentirne lo strappo sonoro/scorrere il sangue la nuova vita che arriva”

an exhibition at printed matter: “out of the grid: italian zines (1978–2006)”

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Printed Matter is pleased to present Out of the Grid: Italian Zines (1978–2006), an exhibition (also from a —sadly sold-out— book) bringing together a selection of historical underground publications that exemplify the aesthetic language and approaches of various subcultural movements across Italy. The exhibition is developed by artist Dafne Boggeri and photographer Alien, drawn from the research for the publication of the same name. The publication, published by Les presses du réel (2023), was created by Boggeri for SPRINT and O’ non-profit association, in collaboration with Sara Serighelli and Marta Zanoni.

The work on view—including original fanzines, facsimiles, in-progress materials and related tools—traces the ways in which independent publishing in Italy was shaped by social, political, aesthetic, and technological shifts across three decades. The zines are of an era characterized by Boggeri as ‘post-movement to pre-internet3.0’—a period of time shaped by the loss of collective political purpose following the uprisings of ‘68, the subsequent rise of 80s punk mentality, and a lively print culture that thrived before digital space became a primary mode for communication and the dissemination of ideas. This outpouring of creativity was captured by mimeographs, photocopiers and offset machines, resulting in printed works that articulate a shared language around subcultural identity, as well as an evolving visual and typographic sensibility, often grounded in cut-and-paste.

The publications on display include projects like the Metal zine Fireball, queer productions Fuck bloc, PH+TXT and Clit Rocket, and role-playing game zines like Spell Book and Crom! alongside their original paste-ups. Also on view are some international publications that played a pivotal role in shaping local movements and served as precursors to the emergence of a distinct Italian scene.

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On the walls, metal offset plates from the printing of Out of the Grid offer insight into the materiality of industrial print production in contrast to a DIY zine-making.

A selection of posters draws attention to scanned fragments from the zines themselves—amplified illustrations, slogans, and typographic experiments that convey the raw energy and attitude of the movements they represent.

On occasion of the presentation, Printed Matter releases ‘Mattone,’ an A2-sized poster by Boggeri available for free takeaway. The work features a brick-texture borrowed from a found 1980s Letratone sheet, once used by architects and graphic designers for dry transfers of letters, numbers, and motifs. The wall is reminiscent of typical gathering spots for young people across Italy, known colloquially as the ‘muretto’ (‘small wall’) and evokes references such as the iconic 1976 Ramones album cover and historic divisions like the Berlin Wall, serving as a potent symbol of rebellion and counterculture.

Special thanks to Roberto Di Meglio and Roberto Rog Gigli for lending their original material.

This exhibition is supported by the National Endowment for the Arts.

The exhibition graphic uses a cropped image from the cover of the zine Clit Rocket n.03, 2004, edited by Veruska Outlaw.

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https://slowforward.net/wp-content/uploads/2024/12/out-of-the-grid-zines.pdf
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