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pap #077: la “catena social” e il genocidio

Dalla “social catena” di Leopardi alla “catena social” il passo non è né breve né per forza solo distruttivo. I sistemi e sismi generalisti – sì – rubano dati e vendono i nostri contenuti (lavorati e semilavorati, sempre gratuiti) da circa un ventennio: fb, ig, x, youtube eccetera. Grosso modo anche io ci sono dentro, con l’ossessione della disseminazione di materiali nell’orizzontalità dei (vari) loci, contro la verticalizzazione implicita nell’ideologia egocentrica ed economicista dello “youtuber” (o “influencer”, “podcaster” eccetera).
In mezzo, e insieme, e in legame, in questi ultimi venti e forse trent’anni: la demolizione dello stato sociale (sostituito, anche qui, dallo status sui social – let’s play), della sanità e della scuola pubbliche. E la parallela prassi di smantellamento dei centri sociali.
Bon (malissimo): la parola “sociale”, se cade la “e”, pare proprio vada perdendo più di qualcosa. Ma è completamente vero? Cosa sarebbe stato, dal punto di vista della comunicazione della realtà di morte, il genocidio, senza i social, e senza la rete? Come avrebbero potuto i palestinesi comunicare, registrare in diretta, testimoniare, nelle condizioni oggettive imposte dal colonialismo israeliano? Alcune pezzi di appunti sono qui di séguito, disordinati in Pod al popolo. Podcast irregolare ed ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto. (A velocità 1.5, magari: per rendere meno intollerabili le mie micro e macropause).

Il link promesso nell’audio, anzi due:
https://slowforward.net/2025/01/13/uscire-o-non-uscire-dai-social-trumpi-zucki-muski/
e https://slowforward.net/2024/11/17/pod-al-popolo-046-esche-ami-uscire-togliere/

*
Uno schema – dagli appunti:

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dip 046, nazione stwitterata

Nazione indiana, con ragioni condivisibili, ha mollato il proprio account twitter, e ne dà notizia in questo post: https://www.nazioneindiana.com/2025/03/24/anche-nazione-indiana-esce-da-x/. Sui social generalisti mi sento di rimettere in comune due post: https://slowforward.net/2025/01/13/uscire-o-non-uscire-dai-social-trumpi-zucki-muski/ e https://slowforward.net/2025/03/27/dip-045-social/.

Quale sarà la prassi meglio funzionante, in un contesto reticolare?

28 mar 2025

 

dip 045, “social”?

l’algoritmo di (forse il peggior social in cui mi sia imbattuto) sembra perfino più demenziale di quello di o di : deve in qualche modo creare una specie di mare magnum in cui tutti perdono tutti.
per non parlare del sistema del “repost”, che funziona con e che mi permette di ripostare (appunto) in automatico i materiali che escono su slowforward.net. sono tutti praticamente INVISIBILI. Threads (come facebook e soprattutto twitter) lavora solo per sé stesso, questo è quanto.
la logica, nei social media generalisti, è evidente: la creazione di livelli di tra piattaforma e piattaforma, e (all’interno di queste) tra utente e utente. l’esatto opposto di quello che succede nel .

27 mar. 2025

uscire o non uscire dai social zucki muski trumpi


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Imageshitti shitti quatti quatti, gli oligarchi di cui parla Bernie Sanders si stanno socialmediamente prendendo tutta la torta. allora all’interno della torta medesima sorgono dubbi.

qui dico la mia, o un atomo della mia, con tutti i limiti del soggetto dell’inconscio che sono (verbigerante in un commento qui):

come occorre sostenere #BDS per boicottare #izrahell, così bisogna trovare vari modi per staccare gli sguardi (e i portafogli) dai #socialmedia generalisti. la mia idea è (sempre stata) (soprattutto per quei versanti che – come dice giustamente Terzago – si occupano di linguaggio) quella che Antonio Pavolini descrive nel suo Stiamo sprecando internet a proposito delle zone – diciamo così – ‘virtuose’ della rete.
quindi: diffondere (al limite anche attraverso i social media, perfino generalisti) le frecce direzionali che portano ALTROVE = *direttamente* a quelle zone. (siano esse più o meno temporaneamente autonome).
una di queste zone è #Mastodon. ma finché su Mastodon ci sto solo io e un gruppo di cinque persone, l’acqua scarseggia e la papera non galleggia.
bisogna migrare in massa, cristo santo.
e lasciare che su #facebook resistano e persistano solo ed esclusivamente #link che portano FUORI da facebook. solo ed esclusivamente materiali indigeribili da facebook medesimo.

e bisogna moltiplicare gli spazi autonomi.
non a caso, in varie occasioni e momenti di #esistelaricerca, ho sollecitato (starei per aggiungere: “in modo accorato”) la nascita di più siti, spazi in rete, indipendenti e connessi.
la stessa cosa può succedere anzi già succede da tempo con versanti del #giornalismo indipendente.
che però ha bisogno di noi.
finché ci sarà qualcuno di “noi” che fa cadere la monetina nel bussolotto di Repubblica e del Corsera, hai voglia a parlare di (un pur minimo) #antagonismo in rete.

su #Gaza e sul #genocidio (ampiamente bannato da zucko su fb, meno su #instagram), faccio l’esempio delle decine e decine di immagini, report, link, materiali video e di altro genere che ho caricato su spazi #Mega che poi di volta in volta linko usando *anche* i social media. ma principalmente attraverso #slowforward + uno spazio (da qualche mese da me negletto per mancanza di tempo: ma lo riprenderò) ospitato dalla rete indipendente #noblogs.

poi ognuno può aggiungere proprie iniziative.
la mia idea o impressione, in definitiva, è che su fb si continua sì ad accedere a moltissimi materiali a volte indispensabili, soprattutto relativi all’arte contemporanea (unico motivo per cui mi ero iscritto a fb alle origini, quando ancora il tasto per postare sembrava di gomma), però le cose buone ormai da ANNI bisogna prendersele e spostarle di peso FUORI. dopodiché si può usare fb (finché e SE ha senso) esclusivamente per indirizzare la gente fuori da fb.

oh, magari sbaglio, non so. però fin qui è una #strategia che qualche frutto lo ha portato.

dip 030

non saprei dire con esattezza quanto il lievemente reprensibile musk possa essere scisso dal suo mulino giocattolo mondiale twitter/x, ma nel dubbio direi che non sarebbe una cattiva idea se tutti migrassero dal social suddetto, trasferendosi su BlueSky = https://bsky.app/
(o, meglio ancora, Mastodonhttps://joinmastodon.org/)
(e però aggiungerei: a prescindere)




“you’re the media now”. il diluvio già arrivato

Andrea Fabozzi sul ‘manifesto’, 11 nov.:


«You’re the media now», difficile trovare un commento più rivelatore della vittoria di Donald Trump. Lo ha scritto Elon Musk, il prescelto, il «super genius», ma anche il proprietario di X, la piattaforma ex twitter dove ha immediatamente postato il suo commento. Ma dove «il media» non è certo l’utente comune al quale si rivolgeva. Perché in effetti il media è proprio lui, Musk.

Lo è fino in fondo, visto che smaccatamente dichiara di fare della sua piattaforma un uso politico in favore dell’agenda trumpiana, palesi o nascoste dietro gli algoritmi che siano le sue mosse. Dunque un padrone che dice al popolo: il padrone sei tu. Riuscendo a essere convincente, così come convincente, e vincente, è stato Trump nel proporsi come un paladino della classe media.

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aggiornamenti sui social: individuare differx/marco

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​mi trovate ai link indicati qui:
https://linktr.ee/differx

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facebook, o della deficienza artificiale

9 apr 2024

l’algoritmo di facebook, non so se toccato dal raggio dell’indecenza artificiale o no, sta in questi giorni bannando o esplicitamente “spostando in basso” contenuti assolutamente neutri, come – a puro titolo di esempio – due miei commenti (entrambi cancellati) ad un post di oggi di Giulio Mozzi, in cui banalissimamente mi interrogavo se avessi letto il suo testo anni fa nella rivista da lui citata oppure altrove.
altro esempio. fb ha accolto giorni fa il mio ricorso relativo a una dozzina di post da me diffusi, in cui compaiono due foglie di lattuga.
bon. tuttavia: altri assolutamente identici (anzi: gli stessi proprio, solo ripostati) fb li ha invece precipitati in basso perché ritenuti portatori di “contenuti forti o violenti”.
due foglie di lattuga.
(n.b.: era successo anche a Daniele Bellomi, proprio per quel medesimo post, che infatti aveva preso da me).
concludo.
tra shadowbanning (specie per ciò che riguarda la P4l3st1n4 – guarda tu come mi tocca scriverla) e vigilanza euforica e operazioni di censura del tutto irragionevoli cioè infondate, fb sta perdendo terreno alla grande rispetto a social come BlueSky (https://bsky.app/), Threads (https://www.threads.net/) e Instagram – questi ultimi due sempre a Meta per altro vanno ricondotti – e anche rispetto a Twitter/X. (addirittura, pensa te).
il mio appello dunque a sodali e artisti è di continuare con una certa energia a costituire e ampliare comunità facebook-free altrove, anche eventualmente su Discord o Mastodon.
di sicuro, se volete, trovate me (e altri) qui:

https://bsky.app/profile/differx.bsky.social

https://mastodon.uno/@differx

https://www.threads.net/@marco.giovenale

https://discord.com/channels/994330178668998737/994330178668998740

https://www.instagram.com/marco.giovenale/

https://twitter.com/marcogiovenale
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non è impossibile creare situazioni collettive di condivisione di materiali sperimentali, scritture di ricerca, inclassificabili, oggetti letterari (o visivi, o musicali) non identificati, arte deviante, verbo-visual stuff, scritture asemiche eccetera.

non voglio suggerire di entrare in ‘tutti’ i social network appena nominati, ma: sceglietene uno e, lì, guardatevi intorno, per ricostituire reti e percorsi: ci vediamo in quegli spazi…

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LATTUGHE VIOLENTE


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ESISTE LA RICERCA
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la social catena

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the bukra / ghadan fb group

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The Arab word for “tomorrow” is “ghadan” or “bukra” (to refer to an event ‘in the future’): the bukra fb group aims at being a (maybe chaotic) archive of news and/or historical data, videos, interviews, documents, about Palestine. For the present and for tomorrow. The page is in English and/or Italian.

https://www.facebook.com/groups/bukra/

A place where you can post and share/repost all the (verified) news and infos about/from Palestine the fb content control system often bans or tries to push out of sight.
Pick up posts, videos, reels, images, pdfs, links from sites, online newspapers, Telegram and WhatsApp channels, Twitter/X, Mastodon, Discord, Instagram, Threads, Tumblr, FB, Reddit, Bluesky or any other (verified, valid) sources and share them here. Multiple or doubled posts are welcome.

.it 
ImageLa parola araba per “domani” è “ghadan” o “bukra” (in riferimento a un tempo ‘nel futuro’): il gruppo fb bukra vuole essere un archivio (forse caotico) di notizie e/o dati storici, video, interviste, documenti, sulla Palestina. Per il presente e per il futuro. La pagina è in inglese e/o italiano.

https://www.facebook.com/groups/bukra/

Uno spazio dove è possibile pubblicare e condividere/ripubblicare tutte le notizie e le informazioni (verificate) sulla/dalla Palestina che il sistema di controllo dei contenuti di Facebook spesso banna o cerca di mettere fuori portata.
Raccogli post, video, reel, immagini, pdf, link da siti, giornali online, canali Telegram e WhatsApp, Twitter/X, Mastodon, Discord, Instagram, Threads, Tumblr, FB, Reddit, Bluesky o qualsiasi altra fonte (verificata, valida) e condividila qui. Post multipli o reduplicati sono benvenuti.
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1 dicembre, h. 21, tavola rotonda online del ‘manifesto’ sulla crisi delle piattaforme digitali

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https://ilmanifesto.it/piattaforme-in-crisi-la-terra-trema

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