venerdì 2 gennaio 2026

allegorie della scrittura e della lettura




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allegorie della scritturae 
della lettura, kit per accessi a
mondi alternativi




 

giorgio agamben : idea dell'epoca

 

L'aspetto più farisaico della menzogna implicita nel concetto di decadenza è la pedanteria con cui, nel momento stesso in cui si lamentano scarsità e declino, si registrano i presagi della fine, a ogni generazione si fa la conta dei nuovi talenti e si catalogano le nuove forme e le tendenze epocali nelle arti e nel pensiero. In questo computo meschino, spesso in mala fede, va perduto proprio l'unico incomparabile titolo di nobiltà che il nostro tempo potrebbe legittimamente rivendicare rispetto al passato: quello di non voler più essere un'epoca storica. Se un tratto della nostra sensibilità merita, infatti, di sopravvivere, questo è il senso di impazienza e quasi di nausea che proviamo di fronte alla prospettiva che tutto ricominci daccapo, fosse pure nel migliore dei modi: davanti a nuove opere d'arte, ai nuovi segni del costume o della moda, quando, dopo averle allentate per un tempo, la tradizione riannoda le fila della propria scellerata, antichissima tessitura, c'è qualcosa in noi che, anche, eventualmente, ammirando, non può trattenere un fremito di orrore...


 

giorgio agamben


“Poiché il presente non è altro che la parte di non-vissuto in ogni vissuto e ciò che impedisce l’accesso al presente è appunto la massa di quel che, per qualche ragione (il suo carattere traumatico, la sua troppa vicinanza) in esso non siamo riusciti a vivere. L’attenzione a questo non-vissuto è la vita del contemporaneo. E essere contemporanei significa, in questo senso, tornare a un presente in cui non siamo mai stati.”



 

lunedì 2 settembre 2024

giulio paolini



Una statua in gesso simula un originale che non vediamo, una fotografia ci riferisce qualcosa a cui non assistiamo direttamente, un disegno prospettico allontana il piano della visione di quel poco che ci consente di non vedere la tela su cui è fatto. Il mappamondo che a volte ho usato mi è congeniale come tutte le cose che ripetono e citano essendo dei falsi. Dei simulacri paradossali, schietti, trasparenti di un'altra cosa. Mi affascina ogni congegno di falsificazione, di finzione del racconto attraverso materiali.



riccardo cavallo

Il saggio è quella forma che rende visibile l’indicibile, che si mostra per esempio nella cesura del verso tragico, o nelle crepe che si nascondono nella struttura del romanzo. dictat auditor. Prolegomeni in forma di storytelling preliminare a contafavole, chiosa all’autoreperirsi di strutture denarrative, aperiodiche, senza fine, da scoprire, dotate dei poteri misteriosi del non conosciuto, dell’ascolto capace di mutazioni in tempo reale. Sei uno zero sette, ora, incipit. Storie d’erostrati in versione nipponica, il padiglione d’oro e quant’altro, meglio concentrarsi sulla postfazione a tanizaki, contenente preziose indicazioni anamorfizzanti à suivre. il pericolo assoluto era un’individuo armato di null’altro che di una penna stilografica o di una matita, raccontini che si reiterano e dilatano fino ad occupare interi cicli narrativi. Scudo d’achille dove tutto fu raccontato. Odradek. La riprova dei fatti dei fatti che sono stupidi, Nietzsche, il vitello d’oro dei fatti, che non è neppure d’oro, integrazione di alcuni elementi, l’antifunzionalità, la postproduzione, la narrazione misterica sulle pareti di pompei vs. l’arte indistinta o inseparabile dai fruitori, o addirittura fra le due cose una  qualche complementarietà ventura, se la teoria e pratica dei generi letterari sia radicabile - o  neutralizzabile, in quella degli atti linguistici - i giganti stupidissimi dei casi cui si sarebbe in balia, come possa starci tutto questo ed altro ancora in una conferenza ed in una rubrica  giornalistica.

da https://inscriptiones.tumblr.com



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t.a,g IV-II by recognitiones6247


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domenica 19 gennaio 2020

come un uomo che ha incontrato un’immagine



Tutto accade come se lo scrittore - o l'artista - non potesse perseguire la realizzazione del suo lavoro, senza dare a se stesso, per l'oggetto e per l'alibi, la ricerca di qualcos'altro (questo è probabilmente il motivo per cui non esiste arte pura). Per esercitare la sua arte, ha bisogno di una propensione alla fuga dall'arte, una propensione alla quale nasconde ciò che è e ciò che fa: la letteratura è questa dissimulazione. (...) Cosa porta questa parola simbolica allo scrittore? Forse nient'altro che dimenticare il suo fallimento e la pericolosa inclinazione a ingannare se stesso usando un linguaggio misterioso. Se fosse obbligato, a specificare la propria esperienza, a usare un'altra parola, sarebbe piuttosto la semplice parola immagine, perché spesso è per se stesso come un uomo che ha incontrato un'immagine, si sente legato a lei da una strana passione, non ha altra esistenza che stare con lei, un soggiorno che è il suo lavoro.


Maurice Blanchot, Le Livre à venir, Gallimard, 1959


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sabato 23 novembre 2019


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La nostra vita non è altro ch’esalazione del sangue e respirazione dell’aria, poiché inspirare ed espirare per una volta l’aria, come facciamo ad ogni istante, è proprio la stessa cosa che quell’altro atto per il quale tu rendi in una sola volta alla sorgiva, donde prima t’è venuta, quella possibilità di respirare che ieri, o ieri l’altro, hai avuto nascendo.

Marco Aurelio, I ricordi

domenica 6 novembre 2016

giovedì 27 ottobre 2016

lettura illustrata

_ ponte bianco: magudarena monogatari v / roberto cavallera. 2016: Lattine di caffè un po' pericolose per le persone anziane portate via in auto. Stima mensile 14000 generazioni uccidere il loro immag...
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mercoledì 26 ottobre 2016

lettura illustrata...

recognitiones-ii: dalle ossidiane, sulle ossidiane / marco giovenale...:   alcuni appunti utili o non inutili forse per oggi, 22 ottobre (per il riassunto a Bologna): https://slowforward.me/2016/10/21/dasu-oss...
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martedì 11 ottobre 2016

lettura illustrata

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prosthesism: intervista all'esperienza: tavolo d'accoppiamento maturo e contemporaneo 1 Favoriti e segg. cose sottili tipo code di matita stimolo e tradizione questi angeli d...