Sesto lancio poetico di Ivan Pozzoni

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DALLA VODKA E BENZODIAZEPINE PASSO AL SANCRISPINO

Dalla vodka e benzodiazepine mi sposto, evitando il Mr Muscle Idraulico Gel, al Sancrispino
vino da cucina, accompagnato da supposte di Topster, meglio una supposizione che una supposta,
mi riduco a cercare le gocce di alcolico, a terra, come la Dama Daino, malata di bianchino,
come mio nonno Enrico, lui non era bed rotting, lei, scopandosi, insieme, una band, una encomiasta
del troianesimo italiano, sbrodola versi, come un’artista dello cum-swapping, in bocca al lettore (fake)
con la pretesa di essere retribuita da aziende della pornografia del Pornasio iconoclasta
c’è l’analisi costi/benefici, il dilettante vende a famiglia ed amici, come fosse un bukkake.
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Tu, artista significativo, in Italia sei dimenticato, marginalizzato, insonorizzato
dal regime Mondazzoli, sei la Madonna che sparò Lunetta, Cattaneo si disintegrò dal suo balcone
io mi disintegro da versi sciapi della lirico/elegiaca, non sono Properzio, sogno di un cassa-integrato,
dalla combriccola di Atelier mi sono vaccinato, J07AK01, Yersinia pestis, siculo col suo forcone,
come regione a statuto cassa del Meridone non cercherei la rivolta, fondata sul testosterrone,
starei buono, incasserei i fondi UE, e li distribuirei tra ciò che resta dell’organizzazione mafiosa,
il record di invalidi dell’8% del meridione è significativo, o ci stanno prendendo come un cojone
o i Sudrioni sono falsi invalidi e il Nord, in crisi, non deve accettare questa nuova Medusa.
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Il Sancrispino, dopo Lancres rosso, Lancers Sangria, Vodka non mi deve far dimenticare della troika,
interessata a finanziare il Ponte sullo Stretto di Messina, un crollo causerebbe il mio Yom Kippur
morti calabresi e morti siciliani, Salvini ricostruisce 100 volte il Ponte, la visione della Стройка,
eliminiamo le etnie inutili e anti.economiche, io osservo le cadute, recidive, come scafato voyeur
costruiamo milioni di elogi funebri, con la forza di ευλογία, io κακοποιός dell’uso della lingua
causo orgasmi multipli e squirting alle mie lettrici (fake) e alle cultrici pragmatiche del cunnilingus,
son tornato single, è arrivato l’arrotino, donne maritate e fidanzate, sono il vostro ingresso al Twinga
«Provare per credere», stile Aiazzone, con molte testimonianze dei miei numerosi rendez-vous.

Gioielli Rubati 385: Ezio Falcomer – Isabelle Daude – Leda Palma – Doris Bellomusto – Donato Ferdori – Eterea – Massimo Botturi – Renato Catrini.

Passare la mattina a letto
è per gente
fondamentalmente
depressa,
ma consente di avere dei raptus
e tagliarsi le unghie degli alluci,
porsi domande tipo:
“Ma il Codice di Hammurabi
l’ha scritto Dan Brown?”.
La mattina di Natale a letto,
da persone fondamentalmente
depresse,
è come tante altre mattine laiche.
Non troppo depressi,
se si scrive e si gioca,
ma c’è quel rapporto ostile di fondo
con la galassia della stazione eretta.
Gesù mangiava sdraiato,
come tutti i mediorientali,
e anche i romani.
Io spesso mangio in piedi,
davanti al frigorifero
o al lavello.
Ma al bar mangio seduto.
Al bar sono un vero mediorientale.
Guardo passare i secoli.
E penso che gli ebrei
si sono genialmente distinti
dagli altri popoli
della Mezzaluna fertile
per aver inventato la storia e il futuro,
ma anche la fine della storia.
Sto dicendo troppe parole.
Non sono per niente depresso.
Permango comunque
disteso a letto.
Che combatta o non combatta
me le prendo sempre.
Dunque scrivo.
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di Ezio Falcomer, qui:
https://www.facebook.com/ezio.falcomer/posts/pfbid02W6yzNzRLe7V58Ehmi1kZRkFrLBhSuuASfRL51S4bnG2GBGy6H6WmNe11E3YV15Kwl
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Esercizi di sostituzione a un’assenza #78
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abitare la dolcezza
insufflare la propria presenza
a ogni nuova luce del giorno
come se la notte trascorsa inventasse
la sua tenerezza
alla quale bisognava essere all’altezza
del sogno, una volta sollevato
il velo della realtà
ho imparato a dipingere al presente
e a restare sul posto il tempo
necessario per vedere
ciò che l’istante precedente
nascondeva, apparendo
solo a quelle
che a lungo hanno cercato
senza mai credere al caso
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di Isabelle Daude, qui:
https://courirecrireetcrier.wordpress.com/2025/12/26/exercices-de-substitution-a-une-absence-78/?_gl=1*z80bw2*_gcl_au*MTY2MTcwNjM4OS4xNzY2NTk2NzE1LjIwNDg1NDIwNDAuMTc2NjgxOTM1OC4xNzY2ODE5MzU4
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Quanto amore è il mio
quale se non so curarti a dovere/
come una madre principiante/
tu arte dalla mattina a alla sera/
regali oro sgranata la vagina/
al vagare laborioso delle api/
al mio incanto che cauto s’avvicina/
tu rosa gentile nonostante
tu che permetti al mondo stralunato/
di poggiare la guancia sul fresco/
di ogni promessa mantenuta
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di Leda Palma, qui:
https://www.facebook.com/leda.palma/posts/pfbid02ARBb11KC8Y3h7n7fhoPR2rpVxGpGSvuSaDHcjcmhbw49JhuUfZohPKCWtdKsheyl
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Il Resto
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Vivere per addizione
e’ un vizio di forma,
si vive di ciò che resta
dopo tutto l’oblio.
Si sottraggono gli istanti
alla somma dei giorni.
Resta il cielo
respirato a cuore aperto.
Resta lo sguardo puro
di quando il mondo era
sognato e non ancora
sciupato da mani avide
e pance ingorde.
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Il resto si da’ per sottrazione.
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di Doris Bellomusto, qui:
https://www.facebook.com/doris.bellomusto/posts/pfbid0LbhCdKcgrhM79bDAMKBqgSHrKVDeM3iQqGKZW3mBYBYguYZEHNbxUTQV3PriMgkVl
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versetti ingrati
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Bologna è il contrario
di una città di mare.
Per questo c’è il Nettuno
in piazza a ricordare
i cieli in movimento e il profumo
del vento che non c’è.
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Bologna provinciale, zanarina:
sei stanca di guardare la vetrina,
sei stanca di godere
sotto i portici, al riparo dall’amore.
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Le tette stan sui colli,
il culo è un’ossessione,
funzionano i servizi e il cuore noir
sta solo nei romanzi d’occasione.
Si mangia i tortellini Balanzone,
poi rutta piano per non far rumore,
si addormenta di sera e si risveglia
col sole umido e incellofanato.
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Regno di Tano il Grande, Tano Fatima,
manager culturale;
eden dei fuoricorso rancorosi…
Bologna non mi manchi, voglio stare
dove niente funziona, in riva al mare.
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di Donato Ferdori, qui:
https://www.facebook.com/donato.ferdori/posts/pfbid02eSncFTNeC96fixt7sMe2PH5S9HCinnjNykXfcAY8k2YtZABD1xLphxyQqeYTHNdyl
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Vento
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Sono solo un alito di vento
in questo campo di vite,
le stagioni si rincorrono
ciascuna segna il nostro tempo,
tutto finisce nel pentimento
solo immagini scolorite.
I fiori saranno frutti
e la fine verrà…l’autunno.
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di Eterea, qui:
https://poesieesogni.com/2025/12/30/vento/
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L’odore della menta selvatica
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Morì di giorno mio padre, morì solo.
Le mani troppo grandi per altro che lavoro.
Sapevano di legno, tabacco e terra volta.
L’odore della menta selvatica è l’infanzia
la strada della bassa dove andavamo insieme
al colle della vigna per riposare gli occhi.
Lontano il piatto d’acqua del lago, argento
e rame, le barche come chiodi del cielo.
Ed ora torna, l’odore della menta selvatica:
stordisce, mi porta in biblioteche di foglie
a una tinozza, tenuta al sole nel pomeriggio.
A quel Marsiglia, graffiato sotto l’unghia
come un tesoro in cera.
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di Massimo Botturi, qui:
https://massimobotturi.wordpress.com/2025/12/17/lodore-della-menta-selvatica/
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È il tempo del silenzio che porta all’urlo
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Ora la quiete squarcia al drone,
brandelli di carne ornano le polveri delle macerie.
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Dov’è il valore della morte ?
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Assopirsi nel proprio vecchio guscio intriso d’umanità!
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di Renato Catrini, qui:
https://www.facebook.com/renato.catrini/posts/pfbid0rVxCjs1GZhZ6fHas3qvz7Ef8Kb3bQfEyz84yhv3r59Bw5c9E8Rsw7kTWarn1snfMl
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Il futuro premio ignobel per la pace 978 bis

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Sembra che siano almeno sette le esplosioni che si sono verificate nella capitale venezuelana, Caracas, stamattina attorno alla 2. Le esplosioni a Caracas sono state segnalate nei pressi dei centri del potere del chavismo, in particolare nelle aree in cui risiedono alti funzionari militari (Cartel de los Soles). Lo riportano diversi media locali. Diversi quartieri di Caracas sono rimasti senza elettricità a causa delle esplosioni di stamattina. Lo riferisce la Cnn, secondo cui la prima detonazione è avvenuta approssimativamente alle 1,50 ora locale. «Una di queste è stata così forte che la mia finestra ha iniziato a tremare», ha detto il corrispondente dell’emittente americana. Dopo un po’ di tricche tracche, il presidente venezuelano Maduro e sua moglie PeraMadura sono stati rapiti e portati a New York, dove sono stati incriminati per narcotraffico, ma forse faranno la stessa fine di donaldo, giudicato colpevole e condannato a zero anni. Gli amarracani hanno ribadito che in centro e sud america fanno il cazzo che vogliono, già una quarantina di anni fa accadde a Panama con Noriega, il leggendario faccia da ananas. W la pace!

Quinto lancio poetico di Ivan Pozzoni

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EL TERÙN CUN LA VALÌGIA DE CARTON

Quando avevo diciotto anni, in sezione Lega Lombarda, sostenevo, con estrema decisione
che il nostro obiettivo era respingere al mittente el terùn con la valigia di cartone,
sfaticato cronico, acquista triennale, magistrale/i, specializzazione, master, dottorato
e riesce ad arrivare a 40 anni, in attesa del concorso, senza avere mai lavorato
con una laurea, vecchio ordinamento, a 26 anni, tra studi e bolle, ero diventato capo-impiegato
gestivo un Ce.di di 120.000 , con le lezioni di Mascheroni, diretto a un futuro da admin delegato.
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E continuavo ad afferire all’Università, Carmine, cosentino ndranghetista, come cultore della materia sostituendo, senza retribuzione, docenti che, alla mattina, avevano un’udienza, in Tribunale non ho mai tollerato che in Brianza: docenti terùni, PA terùna, magistrati terùni, in cerca di un arteria a Catanzaro (100%) andavano i bocciati all’esame di Milano (90%) come uno stormo di zanzare, Gelmini docet, ho cercato di convincere i decerebrati della Lega a non scommettere sulla fabrichétta un ciclo anormale di recessione avrebbe spazzato via il triangolo delle tigri del Nord-Italia Torino – Milano – Venezia, trasformati in un deserto di capannoni vuoti, senza la michetta, la lega Lombarda doveva cacciare i terùni dalla PA, docenza, magistratura, avvocatura e dalla Curia.
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La fortuna estrema, è che il terùn, se non trova titoli, ruoli fissi, con l’energia del meridio(ne)
emigra in Germania, USA, EAU dove diventerebbe docente emerito anche Checco Zalone,
se stessero in Univeristà Statale, sarebbero assistenti a vita, il loro motto è emigrare
immigrati, come albanesi e marocchini, in nazioni che darebbero il Nobel a mia madre,
si sentono in dovere di ciarlare, dal refugium asinorum di Jena, su chi è in grado di acquistare
una casa o una Jaguar, in contanti, senza essere costretto a espatriare como un ladre,
hai moglie e figli e ti fai mantenere, sussidiando con lavoretti nelle università/stranieri, nullafacente, la mia busta/paga del 2006 era di 2000€/mese, CCNL, adessso, in 3h, equiparo il tuo c/c.

Canta la Vigilia

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Portava una scimmia,
per tutti l’orsetto
che gli ballava sulle spalle,
cantava la vigilia
ma il giorno dopo era zitto.
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Vorrei essere quel campo laico, arato,
assetato e bagnato di pioggia,
spoglio, senza uccelli di rapina,
liscio e piano
tappeto verde da biliardo;
sul cappello portare un cielo furibondo,
stipo di voluttuosa insolenza.
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Riva del gran mare liofilizzato, e,
sullo sfondo,
capannoni vuoti per cessate attività.

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(per Dario Villa)