O lasciate, lasciate che io sia
una cosa di nessuno
per queste vecchie strade
in cui la sera affonda.
O lasciate lasciate ch’io mi perda
ombra nell’ombra
gli occhi
due coppe alzate
verso l’ultima luce.
E non chiedetemi, non chiedetemi
quello che voglio
e quello che sono
se per me nella folla è il vuoto
e nel vuoto l’arcana folla
dei miei fantasmi
e non cercate, non cercate
quello ch’io cerco
se l’estremo pallore del cielo
m’illumina la porta di una chiesa
e mi sospinge a entrare.
Non domandatemi se prego
e chi prego
e perché prego.
Io entro soltanto
per avere un po’ di tregua
e una panca e il silenzio
in cui parlino le cose sorelle.
Poi ch’io sono una cosa
una cosa di nessuno
che va per le vecchie vie del suo mondo.
Gli occhi
due coppe alzate
verso l’ultima luce.









