Mi piace quando fruga con le dita
tra le cose sue più intime e segrete
cercando tra cento scatole un ricordo che ancor non c’è
un ricordo appena immaginato
forse già sognato
da preparare per esser ricordato.
Mi piace la sua gioia quando la tiene tra le dita
mentre cavalca un unicorno
in volo sopra a un arcobaleno
o sopra un letto a caso.
Oggi non è tempo di arcobaleni
l’aria però è serena
profuma di pomeriggi al vetro
ad aspettarlo l’arcobaleno
col primo raggio di sole.
Così ci si accontenta di uno stupore scelto a caso
tra cose intime e segrete
un ricordo o un sogno non importa
purchè scelto tra i più belli che ho.
E proprio mentre guardo il sogno appena disegnato
ecco che prende vita bello più che mai
quindi sogna forte più che puoi
disegnalo il futuro che domani ricorderai.
Mese: Maggio 2025
La pausa
La Cura
“La musica e la poesia, come tutte le arti, sono aperte all’interpretazione.
Personalmente credo sia impossibile pensare di riuscire a cogliere il più intimo significato di un’opera.
Qualunque essa sia.
Una canzone, ad esempio, può assumere per ciascuno di noi un particolare senso e significato ed è giusto che sia così.
Questa doverosa premessa non toglie la possibilità di cercare di avvicinarsi e provare a dare una spiegazione ad una delle canzoni più belle della storia della musica italiana. “La cura”.
Una delle ipotesi più accreditate è infatti che si tratti di un dialogo a senso unico in cui è l’Anima
la parte spirituale, il corpo astrale, a parlare all’essere umano, la sua parte fisica, terrena e materiale.
L’uomo è soggetto a paure, turbamenti, ingiustizie, inganni, malattie, dolori, sbalzi d’umore
ma l’Anima per sua natura si eleva al di sopra delle disarmonie presenti nel piano materiale
si prende cura della sua parte mortale cercando di condurla a Sé.”
da: https://www.musicologica.it/la-cura-di-battiato-non-e-una-canzone-damore/
Let’s the children dance

Haiku senza kigo
di distorsioni
ora come allora
l’anima vibra



same old guitar
Ancora un guizzo
Le mani nude muoveva con maestria
come una danza nella stanza oscura
vestita di una bellezza che mai mi sazia
d’azzurri pastello e rosa tenui
e d’aria e vento che li muove.
Lenta girava come al rallentatore
tutta di gioia avvolta e per me era dono
merletti e pizzi e trine non sprecava
ma l’intimo no, quello non lo metteva.
Ed è così che adesso in ogni stanza oscura
par di vederla ancora volteggiare
gli occhi scrutano nel buio un bagliore
un’intima vertigine
un guizzo di giovinezza ancora
un nuovo schizzo a colorar la tela.

Immagine “Armonia” Salvatore Grillo
A chi
Grazie a Simon James Terzo & J. Ré Crivello
Per Cosa
la mia strada va di là
sono sicuro, di là..
L’eterno
Le luci laggiù in fondo rivelano l’altra sponda
il lago è una macchia scura
scura come il cielo e i monti tutt’intorno.
Solo un guizzo brillante dell’onda indica che si muove
e non è quiete o pace e nemmeno gioia essere qui
è qualcosa d’eterno
è che tutto qui è com’ era
qui, adesso
tutto è come è sempre stato
e come sempre sarà.
Le luci là in fondo son fuochi d’altra gente
e tutto il silenzio è me.