Mese: settembre 2025
La giostra
..per gli amici che ci han lasciato
ma suonano ancora con noi
sul palco ogni volta
tamburi battenti in fondo al cuore..
Girano i cavalli
sulla giostra
tra luci e riflettori
ma quel che conta è la musica.
Ritmi di batteria, giri di basso
accordi di chitarra e fanfare.
Per noi musicanti quel che conta è la musica
la giostra rallenta e accelera ma non si ferma mai.
In fondo noi ci si diverte
da morire.
Eppure
di quando in quando
un amico scende.
Il mio giardino
Un tempo era pieno di bimbi il parco dei giardini a lago
nonostante il freddo
nonostante la foschia
un cappottino beige
un cappellino e una sciarpetta e via
a correre per giochi e vialetti.
Era pieno di voci e risa
e pianti
e mamme chiacchieranti con un occhio solo.
Qualcuna m’avrebbe ricordato lei.
-Attento agli inciampi e agli scalini!-
Ma oggi non c’è nessuno
sulla giostra dei cavalli senza voce è passata una ruspa
e sulla fontana
e sul trenino
e sulle voci
solo qualche cigno grida dalle rive
in giro pochi altri come me
con gli occhi acquosi
a cercare qualche piccola goccia di splendore
rimasta a terra o tra le cose.

Lampo
Se s’addormentasse un giorno, l’amore
così, all’improvviso
come il buio dopo il lampo veloce senza tuono
e la smettesse di rompermi i coglioni la mattina presto appena apre gli occhi
che magari ho russato un po’ troppo
o troppo mi sono rigirato.
Se la smettesse di dirmi di non fare quello che non ho detto che vorrei fare
che ormai m’indovina i giorni e li scombina.
Se smettesse poi di fregarmi il bagno la mattina
di lasciarmi fuori col bicchiere del caffè in mano.
Ecco
se s’addormentasse così, all’improvviso
mi trovereste lì
nel bagno finalmente mio
con il bicchiere in mano
a chiedermi che cazzo ci faccio adesso con il caffè
e ad aspettare il tuono.
Erranti
Le vedi le anime erranti
camminano come me
per vie antiche
guardano le vetrine
si guardano nelle vetrine
ma quel che vedono non è quel che guardano.
Le ritrovi poi a passeggiare sulle rive
guardano verso le nuvole là in fondo
e non le vedono
cercando sempre chissà cosa dietro.
Sembrano fiumi
partiti dalle loro stanze lontane
trascinando detriti
mai arrivati alla foce
se ci arrivassero sognerebbero di stanze lontane
e di un po’ silenzio.
Le vedi bene
è come non fossero in questo mondo
e il mondo non le vede.
Prendila Cosi
Ci penserò domani
Domani
Ho sognato di tutto
Ho sognato di tutto
e certo non era la realtà
porte che si aprono su giardini d’infanzia
bambini fuori dalle mura
intenti al gioco
il solito arcangelo sulla cima dei monti che mostra la spada al lago
ma non fa paura
i monti stessi stesi sulle rive
come un corpo morbido e verde.
Ho sognato di tutto
ma il tempo non c’era
non era il passato e neanche il futuro
non era nemmeno il presente
almeno non in questo mondo
i corpi non lasciavano ombre
eppure così vivi alla vista
di uno non so se l’ho visto qui e poi l’ho sognato
o prima l’ho sognato e poi ritrovato qui.
So che ho sognato di tutto
anche di me mentre la salutavo
ma se non era la realtà
la saluterò di nuovo, morbida e verde.
In questo o in altro mondo.
Attrice dei sogni
Forse è una maga, forse una fata
o solo la donna che l’ha sognata
giovane, vecchia oppure bambina
o forse soltanto una vecchia bambina
nata da un’onda come sirena
ardita sì ma non oscena
sirena di lago che dall’acqua sorge e la coda brilla
forse è la gonna che d’oro e d’argento scintilla
gonna gitana che segue le forme
e chi la guarda mai più non dorme
gira la gonna con i venti del lago
e s’alza e s’abbassa per il suo mago
forse è una maga, forse una fata
forse son nuvole con la forma amata
capelli nel cielo sul lago argentato
l’occhio è appagato e abbacinato
resta però il sogno dell’incantatrice
non una maga ma dei sogni l’attrice
attrice sì ma protagonista
dietro alle quinte si prepara alla vista.