Mi fermo ancora davanti ai sogni
infilati un tempo nei taschini per domani
anche se è vero che son girovago da sempre
e non so domani da dove ti cercherò.
Sarà anche che sono sempre in cerca
in cerca di un luogo dove i laghi brillano
un luogo dove i cavalli corrono in libertà
ma non è amore quello di cui ti scrivo
se no ti scriverei da lì.
Invece vado in giro sotto i cieli
che ci dev’essere pure quel luogo mai trovato
forse dopo l’avviso del navigatore del passaggio di frontiera
un luogo dove non vorrei arrivare mai
un luogo che da casa invece manca come non mai.
Ecco, è proprio da casa
che mi fermo ancora davanti ai sogni
e al tuo sesso, alla tua bocca
che colorano il grigio delle strade di questa città.
E ci disegno alberi
come lampioni per illuminare il sesso
il sesso e la bocca
e anche qualche nuvola bianca
a velare il rosso
del sangue che trabocca.
Ma neanche questo è amore
quello di cui ti scrivo
se no ti scriverei da qui
e qui saresti tu
col sesso e la tua bocca
e invece manchi come non mai.
Sarà che son girovago da sempre
e anche tu.
Mese: novembre 2025
Siamo solo noi
Carry on wayward son
Il corvo
Le cose che restano
Io non lo so dove restano le cose che non sono più
o che semplicemente non sono.
Riempiono spazi fatti d’ aria
pieni di vibrazioni
costringono le stelle a seguirne i contorni
imprigionano le nuvole e altre cose dentro quei contorni.
E’ così che al bosco ci sono alberi che non sono alberi
e a guardarli ti chiedi se la notte lì fa paura
o se aspettano mattina senza timori alla luce delle stelle.
E’ così che ci sono cespugli di margherite che danzano al vento
come in un giro di valzer.
E’ così che al lago gli spruzzi non entrano in una figura brillante al sole.
Facile l’alibi dell’illusione
delle mancanze o della troppa fantasia
ma poi i monti riflessi diventano uno skyline di città mai viste
e le macchie tra il verde
il mistero di volti inconosciuti.