Mese: dicembre 2025
Ses tue
Sogno N°6
Sventolava lentamente
un ventaglio trasparente
la vestaglia un po’ intrigante
semiaperta fino al ventre
e sotto non aveva niente.
-Ma tutto questo non è vero
-anche se è vero più del vero.
Scese poi giù nella pista
perché voleva essere vista
essendo un po’ esibizionista
e danzando volteggiava
mentre l’abito sollevava
fino al pelo che non c’era.
-Ma tutto questo non è vero
-anche se vero più del vero.
E finiscon poi le danze
col risveglio alla mattina
resta sempre un bel ricordo
quella sventola carina
spero torni in sogno anche stasera.
E questa sì che è una speranza vera
un desiderio vero
vero più del vero.
Sere nebbiose
Al lago “fin dove va lo sguardo” non è una gran misura
c’è sempre un monte, una curva, e l’altra riva così vicina.
Solo nelle sere nebbiose di dicembre lo sguardo spa<ia
se ne va lontano, su quel che non si vede
e quel che non si vede si riflette negli occhi
come sulla superficie del lago
e manca, più di quello che si vede.
In quelle sere anche il silenzio è una distanza
e si sta in attesa di un suono
un rumore di passi o un tonfo di remo
finché ti dici è tardi
nessuno arriva qui all’approdo.
Lupa
Copertina
Era confine
tra due mondi
era tana, rifugio e nascondiglio
là sotto era luce fosforescente di madonnina
e provviste inesauribili per sopravvivenza.
Era confine sì ma così sottile
che un angelo solo, tremendo
lo avrebbe potuto attraversare con la sua spada
e così fece.
Fu ancora confine
tra pace e paura
e tana, rifugio
ma nascondiglio inutile
la luce spenta
“che si vedesse che non c’ero”
e solo silenzio, per la sopravvivenza
e sempre l’angelo lo attraversava.
E’ ancor confine
tra la veglia e il sogno
e tana calda, rifugio e nascondiglio
la luce è diventata a led
provviste ne ho ancora un po’
qui sul tavolino, e anche da fumare
in attesa dell’angelo
o almeno fino a domattina
se la mattina vorrà arrivare.
Forever Young
Fiaba
Prendo il suo volto e lo scrivo
sotto ci scrivo le curve dolci delle spalle
e lo spazio dove riporre i baci
spalle che scendono a seni pesanti e sodi
e lì ci scrivo due frutti di ciliegio
saporiti e dolci
e anche un profumo di Venere
e il profumo si spande
nella pianura verso il monte
al centro ci scrivo solo una parola
forse un cuore
un luogo per un altro bacio
una sosta lungo il cammino.
Poi scrivendo scrivendo si scende ancora
le parole si fanno mute di silenzio
ma là sotto ci scrivo il suono che fanno i baci
sotto l’arco delle fiabe o nel nido del raccoglimento.
E questo è tutto
questo scrivere una fiaba non ancora scritta
che qualcuno mi ha regalato.