Alberada di Buonalbergo
Alberada di Buonalbergo (Buonalbergo, 1033 circa – dopo il 1111?) fu la prima moglie di Roberto il Guiscardo, duca di Puglia e Calabria dal 1059 al 1085.

La vita
[modifica | modifica wikitesto]Anch'ella di stirpe normanna, sposò il Guiscardo tra il 1051 e il 1052, quando questi era ancora un piccolo nobile dedito a ruberie e atti di brigantaggio.[1][2][3]
Era la zia, la sorella del padre, di Gerardo di Buonalbergo, che all'epoca offrì il proprio sostegno all'ascesa di Roberto facendogli dono di duecento cavalieri, che Alberada gli portò in dote al momento del matrimonio. Dall'unione nacquero due figli:
- Emma, madre di Tancredi principe di Galilea, sposa di Oddone Bonmarchis (della famiglia dei signori del Monferrato)
- Boemondo, primo principe di Taranto e di Antiochia.
Intorno al 1058, quando papa Niccolò II riformò in senso ancora più rigido e restrittivo le esistenti leggi canoniche sui matrimoni fra consanguinei, il Guiscardo ne approfittò per chiedere l'annullamento delle nozze con Alberada. Ottenuto lo scioglimento del vincolo matrimoniale, Roberto poté sposare la principessa longobarda Sichelgaita di Salerno, sorella del principe Gisulfo II, ricavandone maggiori profitti. Ma la separazione fu tutto sommato amichevole. Secondo alcune fonti, ella contrasse presto un nuovo matrimonio, e forse un terzo in età più avanzata.
Alberada visse molto a lungo, costretta a sopportare anche la morte del figlio Boemondo nel marzo del 1111.[4][5] Fu sepolta nell'Abbazia della Santissima Trinità a Venosa, accanto al mausoleo della Casa d'Altavilla. La sua tomba è l'unica ad essere giunta intatta fino ai giorni nostri, e reca una scritta latina in cui si indica la sepoltura del figlio Boemondo: Quest'arca contiene Alberada, moglie del Guiscardo./ Se chiedi del figlio, quello (lo) tiene il Canosino.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Gaufredus Malaterra, De rebus gestis Rogerii Calabriae et Siciliae Comitis et Roberti Guiscardi Ducis fratris eius, a cura di Ernesto Pontieri, in Rerum Italicarum Scriptores 2, V 1, 1928
- ↑ I NORMANNI NELLA PIANA DI GIOIA TAURO, su tuttostoria770638580.wordpress.com.
- ↑ Goffredo Malaterra, Ruggero I e Roberto il Guiscardo; premessa al testo, traduzione e note di Vito Lo Curto, Cassino 2002.
- ↑ Il nome "Alberada" compare anche in un documento del 1122, motivo per cui in passato questo è stato spesso indicato come anno di morte. Si tratta tuttavia di una persona diversa, come dimostrato in G. Antonucci, Note critiche per la storia dei Normanni nel Mezzogiorno d'Italia. I. Alberada, in Archivio storico per la Calabria e Lucania, IV (1934), pp. 11-21, e Id., Albereda di Chiaromonte, signora di Colubraro e Policoro, ibid., XIII (1943-41), pp. 129-142.
- ↑ L'epitaffio potrebbe essere stato scritto in un momento successivo alla sua morte, pertanto non è un terminus post quem attendibile nel stabilire la data della morte di Alberada di Buonalbergo. Cfr. A. Kiesewetter, La signoria di Boemondo I d'Altavilla in Puglia, in "Unde boat mundus quanti fuerit Boamundus": Boemondo I di Altavilla, un normanno tra Occidente e Oriente, 2015, pp. 57-58, nota 50.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- MANSELLI Raoul, s. v. ALBERADA (Albereda, Alverada), in Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 1 (1960), ora on-line su http://www.treccani.it/
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Raoul Manselli, ALBERADA, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 1, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1960.
- Alberada di Buonalbergo, su enciclopediadelledonne.it, Enciclopedia delle donne.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 5149415109089552474 · ISNI (EN) 0000 0004 6021 4801 · BNF (FR) cb17120544q (data) |
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