Dopo due anni e mezzo di blog, è arrivato il momento di conoscere meglio l’autrice con un faccia a faccia. Qui di seguito troverete tutte le domande che le avete fatto in questi mesi, o almeno quelle più frequenti, nonché alcune delle domande che vi hanno portato al suo blog tramite i motori di ricerca. Il tutto in un’intervista esclusiva. Il post potrebbe essere aggiornato in futuro, perciò restate in ascolto!
Signorina Eulinx…prima di tutto, posso chiamarla “Signorina”?
Se si riferisce al fatto che non sono sposata, l’appellativo non mi disturba. Se invece è un ironico ammiccamento alla mia statura, l’avverto che sono assai permalosa. Dopotutto in Germania sarò anche fuori luogo, ma in Patria il mio metroesessanta è perfettamente nella media!
Oh, sí sí, nella media. Comunque, signorina Eulinx, ci dica, cosa l’ha spinta a trasferirsi nella Terra dei Crauti?
Potrei rispondere con parziale franchezza e dire che è stata tutta colpa dell’amore, ma in realtà c’è da dire anche che non ne potevo più del mio lavoro da impiegata sfigata, e poi mi ero stancata di passare l’intero stipendio alla Telecom o all’Alitalia, o ad entrambe. Più di tutto, però, mi ero stancata di addormentarmi da sola la sera e risvegliarmi ancora più sola al mattino, sognando di notte e di giorno un uomo troppo lontano; mi ero stancata di aspettare che la mia vita cominciasse, e ho capito che se non facevo qualcosa subito, sarebbe cominciata troppo tardi, o non sarebbe cominciata affatto e avrei perso l’unica persona con cui volevo stare davvero.
Avete riflettuto a lungo prima di decidervi a vivere insieme?
Oh sí, ci ho riflettuto per quasi mezz’ora di fila. Per me questo è un tempo interminabile nel prendere una decisione. Le decisioni si prendono con la pancia, non con la testa. È per questo che, dei due, sono stata io quella che ha fatto le valigie…
Posso sbagliare, ma mi sembra di avvertire una nota di pentimento nella sua risposta…
Si sbaglia, infatti.
Tornerebbe a vivere a Roma, oggi?
Forse, ma non senza una dose massiccia di psicofarmaci.
Facciamo un passo indietro: tutti i suoi lettori, prima o poi, le chiedono come ha conosciuto la sua dolce metà. Vuole raccontarci ancora una volta com’è andata?
Si è trattato di destino, nient’altro che destino.
Lei crede nel destino?
Sí, da quasi sette anni, ormai.
Non le sembra che internet sia un po’ troppo tecnologico, come destino?
Senta, provi lei a scorrere a caso una lista di oltre 500 nomi e fermarsi, senza saperlo, sul nome di quello che amerà per tutta la vita. Se non è destino questo…
Ma di cosa si trattava? Non mi dica che frequentava quei siti per cuori solitari!
Nell’internet paleolitico di oltre sette anni fa, tali siti non esistevano, o almeno io non ne ero a conoscenza. Inoltre il mio era allora un cuore solitario, ma per scelta di un altro. Insomma, per farla breve: io studiavo lo spagnolo da autodidatta e cercavo qualcuno in internet per esercitarmi con la scrittura, lui studiava inglese e cercava la stessa cosa. Alla fine è successo che lui l’inglese l’ha esercitato eccome, mentre io lo spagnolo l’ho praticamente rimosso.
Ha trovato difficoltà ad integrarsi?
Mai.
È vero che i tedeschi sono persone fredde, cattive, e che spesso, nelle notti di luna piena, escono a cercare prede umane da sgozzare, preferibilmente italiane?
No, è solo una leggenda metropolitana. Io sono italiana, e non mi è mai successo di essere sgozzata nelle notti di luna piena. O almeno io non me ne sono accorta. Insomma, non potrei giurarci, ma mi sembra di no.
È vero che in Germania non ci sono i bidet?
Confermo, si tratta di merce rara.
E, mi scusi la mancanza di discrezione, ma lei come fa?
Be’, può sembrare strano, ma abbiamo comunque l’acqua corrente in casa, sia fredda che calda. Basta un po’ di ingegno, di praticità e una vasca da bagno, suvvia.
Però almeno una cosa non può negarla. Avanti, lo ammetta, si liberi di questo peso: quanto le manca la cucina italiana?
Non quanto vorrei, considerando che in casa nostra – e non per volere mio, sia chiaro – si mangia italiano almeno 4 giorni su 7. E poi sfido chiunque a scegliere con facilità tra un piatto di spaghetti e un Kassler con Bratkartoffeln. Il fatto è che la gastronomia tedesca non è presa sufficientemente in considerazione, specie da noi italiani che sulla cucina abbiamo un po’ la puzza sotto il naso.
E che mi dice della mozzarella di bufala, da lei tanto e spesso sospirata?
Che c’entra, al cuor non si comanda!
È vero che i tedeschi cenano prestissimo? Se sí, come ha fatto ad adattarsi?
È vero, cenano molto presto. Spesso anche alle 18. Come ho fatto ad adattarmi? Cucinando prima del solito. E comunque non c’è nessuna legge, lo posso giurare, che vieta di cenare alle 21.
In Germania fa freddo, è così?
Oggi ci sono 30 gradi.
Quanto ci ha messo ad imparare la lingua?
E chi ha detto che l’ho imparata? Mi sono messa in testa di studiarla da autodidatta e peste mi colga se non ci riesco!
Non le crea problemi vivere tanto lontano da casa?
Non è che qui siamo in Nuova Zelanda, con l’aereo ci vuole un’ora e venti per tornare. A Roma, per arrivare dall’Eur a Monte Sacro, ci si può mettere molto, ma molto di più.
Cosa si sente di consigliare a quelli che vorrebbero partire, ma che non hanno ancora deciso se farlo davvero?
Di smettere di pensarci e andare a fare i bagagli. La gente invecchia aspettando la “giusta occasione”, bisogna rimboccarsi le maniche e andare incontro agli eventi.
Lei consiglierebbe la Germania come meta turistica?
Secondo il mio parere, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Vi avverto, però, che non ci sono palme da cocco, né spiagge di sabbia bianca e finissima.
Anche se non ci ha creduto nessuno, lei ha messo in giro voce che stia smettendo di fumare, ma può dirci quanto costano le sigarette in Germania?
Al momento costa circa 4 euro il pacchetto da 17 sigarette. E un giorno ce la farò a smettere, ce la posso fare.
È vero che, in linea di massima, la vita lì è meno cara?
In linea di massima, diciamo che i commercianti qui non hanno svalvolato con l’entrata in vigore dell’euro.
Come mai ha deciso di aprire un blog?
Per rispondere a tutte le domande dei curiosi, naturalmente.
Cosa significa “Eulinx”?
È ua contrazione dei vocaboli “Eule” (gufo) e Links (sinistro, mancino). La X l’ho messa io perché faceva più figo.
Può darci qualche lezione di fotografia?
Se qualcuno potesse darle a me, ne sarei ben felice.
Un’ultima battuta: come si supera una crisi esistenziale?
Fidatevi di Eulinx, siete nel blog sbagliato.




