Sto per finire questo bel fumetto edito in Italia dal relativamente nuovo editore Mirage. Con questo titolo sicuramente si sono assicurati un titolo di un autore importantissimo nell’attuale panorama di sceneggiatori della nona arte. Brian Michael Bendis ha scritto di tutto, con una certa disinvoltura ha creato l’universo Ultimate per la marvel scrivendo praticamente l’intera serie di spider-man per poi scrivere un bellissimo ciclo su Daredevil piuttosto oscuro che è l’antitesi di quello colorato dell’uomo ragno. Si dedica quindi ad una lunga run sul personaggio minore di Jessica Jones che ebbe talmente successo che netflix la scelse per la sua trasposizione in serie tv. Ma non finisce qui, infinite miniserie per vari editori e naturalmente il passaggio alla dc alle redini di superman. Tornando a Joy operations questa storia si inserisce in quel tipo di storie tanto care alla Image, sia come sceneggiatura sia come disegni… uno stile modernissimo e critico verso la società in cui viviamo e denso di problematiche etiche e provocazioni intelligenti come la vignetta che vi propongo qua sotto.

Joy operations è un bel libro, rilegato con pagine molto spesse e prendo l’abstract efficace dell’editore per presentarvelo
Joy è un EN.VOI. Un’agente speciale del Trust Jonando. I trust sono città di proprietà delle corporazioni, i capisaldi della società moderna e Joy raddrizza i torti in nome del suo trust. È un’eccellenza. È perfetta. Esigente con se stessa. Determinata. Quasi leggendaria agli occhi di alcuni. Fino al giorno in cui una voce si fa viva nella sua testa e tenta di convincerla a tradire tutto ciò in cui ha mai creduto.
Un po’ matrix, un po’ Total recall e che si risolve molto velocemente nelle ultime pagine mentre sarebbe stato meglio mostrare qualche combattimento in più. E’ un fumetto comunque molto scritto che intrattiene molto bene.
Sono curioso a questo punto di scoprire cosa altro ci porterà qua in Italia la Mirage
















