Ciabatte vecchie

«Allora ci si colloca nello scaffale degli oggetti
smarriti, si aspetta di essere cercati di nuovo
e si resta a occhi aperti di notte aspettando
il passo di chi torni a reclamarci.
Ma nessuno torna e dopo il giusto tempo si
è di nuovo se stessi, sciolti dal possesso,
liberi perché si diventa liberi dopo essere
stati perduti..»

Erri De Luca

(Ph . Web)

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Lasciar andare

Arriva il momento
in cui decidi di lasciare andare.
Le persone in cui avevi riposto
sogni e speranze.
Che facciano le loro scelte.
Che prendano la loro strada.

Arriva il momento
di accettare i propri sbagli
di incontrare i propri demoni.
Ascoltare cosa vogliono.
Che cosa chiedono.
Di cosa hanno bisogno
per andare via.
Per non tornare più.

Arriva il momento
di accettare il dolore
e di trasformarlo non in rabbia
non in sete di vendetta.
Ma in sola verità.
In puro desiderio di dolcezza.

Arriva il momento
in cui dichiari pace al tuo cuore.
In cui dichiari finita la tua guerra.
Che non vuol dire rassegnarsi.
Ma dedicarsi finalmente
quel po’ di libertà
quel po’ di leggerezza.

È un piccolo miracolo
che ci rende finalmente vivi.
Finalmente liberi.
E che porta il nome, di consapevolezza.

Andrew Faber

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Dedicato

In memoria di tutti “io sono qui, se avrai bisogno “…che sono spariti come ghiaccio al primo sole.
A chi ti chiede “come stai” e, o manco ascolta la risposta o capisci che spera tanto in un veloce e salvifico “bene, grazie”.
Sono diventata bravissima a recitare, non preoccupatevi, ci penso io a me.
Dedicata da me…a me.
E grazie a chi, invece, c’è.
Però, voi ipocriti, fate l’albero e festeggiate bene neh… mi raccomando…fate i “buoni” che è Natale.
Fangul…

Controvento – Arisa-

Io non credo nei miracoli,
meglio che ti liberi meglio che ti guardi dentro
Questa vita lascia i lividi questa mette i brividi
certe volte è più un combattimento
C’è quel vuoto che non sai,
che poi non dici mai,
che brucia nelle vene come se
Il mondo è contro te e tu non sai il perché,
lo so me lo ricordo bene

lo sono qui
Per ascoltare un sogno
Non parlerò
Se non ne avrai bisogno
Ma ci sarò
Perché così mi sento
Accanto a te viaggiando controvento
Risolverò
Magari poco o niente
Ma ci sarò
E questo è l’importante
Acqua sarò
Che spegnerà un momento
Accanto a te viaggiando controvento

Tanto il tempo solo lui lo sa, quando e come finirà
La tua sofferenza e il tuo lamento
C’è quel vuoto che non sai che poi non dici mai
Che brucia nelle vene come se
Il mondo è contro te e tu non sai il perché
Lo so me lo ricordo bene

lo sono qui
Per ascoltare un sogno
Non parlerò
Se non ne avrai bisogno
Ma ci sarò
Perché cosi mi sento
Accanto a te viaggiando controvento

Risolverò
Magari poco o niente
Ma ci sarò
E questo è l’importante
Acqua sarò
Che spegnerà un momento
Accanto a te
Viaggiando controvento
Viaggiando controvento
Viaggiando controvento

Acqua sarò che spegnerà un momento
Accanto a te viaggiando controvento

Fonte: Musixmatch

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Gentilezza

Se solo le persone innamorate
sapessero
quanto sono importanti.
Se i timidi scoprissero d’esser così belli.
Se solo la dolcezza tornasse di moda
e le persone comprendessero che odiare
è un lavoro pesante
che uccide la felicità
che richiede tempo.
E di tempo per essere felici
ce n’è talmente poco.

Se solo le persone imparassero
a non insistere
a non chiedere quando non si deve
a stare vicino come si dovrebbe.
Il dolore si accarezza, la paura si rispetta.
Se solo le persone imparassero
a parlare un po’ di meno
e ad abbracciare un po’ di più.
Se solo si accorgessero
che la fragilità è un dono
e la solitudine una promessa d’Amore.

Se solo fossimo capaci
quando arriva
a riconoscere la gentilezza.
La forza più incredibile
e spietata che esista.
Che ci rende liberi.
Abbandonarci a lei
come ci si abbandona
a chi ci Ama
regalandoci bellezza.
A chi ci bacia gli occhi.
A chi ci porta in dono, una carezza.
Sì, io sogno un mondo
in cui la gentilezza
sia considerata un miracolo
invece che una debolezza.

[13 novembre – Giornata mondiale della gentilezza]

Andrew Faber

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Per averti

Girasoli a testa in giù
Avviliti come me
Come posso immaginare
Tutta la vita senza te

Per averti
Farei di tutto
Tranne perdere la stima di me stesso
E se è questo

che tu mi chiedi
Io ti perdo ma stavolta resto in piedi
Anche se qui dentro me qualcosa muore

Sì, per averti, per averti
Farei di tutto
Ma rinuncio con dolore
Sì, per averti, farei di tutto
Ma non ti voglio, non ti voglio
Senza amore

Tu due cuori non li hai
E a me non basta la metà
Se tu scegliere non sai
Scelgo io che male fa

Ma senza voglia
E senza futuro
Vado incontro tutto solo a un cielo nero

Io non mi vendo
Ma sto morendo
Morsicato da un serpente e senza siero
Disperato ma però un uomo vero

Sì, per averti, farei di tutto
Ma non voglio avere un animo più brutto
Sì, per averti, farei di tutto
Tranne perdere la stima di me stesso

Per averti
Farei di tutto
Tranne perdere la stima di me stesso
E se è questo
Che tu mi chiedi
Io ti perdo ma stavolta resto in piedi
Anche se qui dentro me qualcosa muore

Sì, per averti, per averti
Farei di tutto
Ma rinuncio con dolore
Sì, per averti, farei di tutto
Ma non ti voglio, non ti voglio
Senza amore

Sì, per averti, farei di tutto

Fonte: LyricFind

Compositori: Giovanni Bella / Giulio Rapetti Mogol

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Se…

Se una persona “non c’è” per te… c’è ben poco da fare. È inutile rincorrerla ed è ridicolo elemosinare una corrispondenza che NON esiste. È una di quelle cose che, seppur dolorosa, si può solo accettare. Con una buona dose di rassegnazione, contenendo la rabbia che a poco serve.
“Non c’è” vuole dire che non siamo nelle priorità dei suoi affetti e dei suoi pensieri.
“Non c’è” significa che, avere aspettative su di lei, è rimanere delusi. “Non c’è” è che arriverà sempre tardi, che sbaglierà le parole e i tempi, che ci ferirà di assenze e dimenticanze.
Una persona che non c’è è un “visualizzato senza risposta”, dove nessuno è colpevole, perché non è colpa di nessuno se il cuore non batte sulle stesse frequenze.
Fa male… lo so. Ma succede.
Se una persona non c’è… non c’è.
Ma ci sei Tu.
Ricordalo sempre.


Letizia Cherubino,

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Caro genitore…

Questa lettera è stata scritta da Gretchen L. Schmelzer, una psicologa e scrittrice statunitense.
Leggerla è stata quasi una cura, spero possiate beneficiarne anche voi.

Caro Genitore,

Questa è la lettera che vorrei poterti scrivere.

Questo conflitto in cui siamo, ora. Ne ho bisogno. Ho bisogno di questa lotta. Non te lo posso dire perché non ho il lessico per farlo e comunque non avrebbe senso quello che direi. Ma ho bisogno di questa lotta. Disperatamente. Ho bisogno di odiarti ora, e ho bisogno che tu sopravviva a questo odio. Ho bisogno che tu sopravviva al mio odiare te, e al tuo odiare me. Ho bisogno di questo conflitto anche se pure io lo detesto. Non importa neanche su cosa stiamo litigando: l’ora di rientro a casa, i compiti, i panni sporchi, la mia stanza incasinata, uscire, restare a casa, andare via di casa, vivere in famiglia, ragazzo, ragazza, non avere amici, avere cattivi amici. Non importa. Ho bisogno di lottare con te su queste cose e ho bisogno che tu lo faccia con me.

Ho disperatamente bisogno che tu mantenga l’altro capo della corda. Che ti ci aggrappi forte mentre io strattono il capo dalla mia parte, mentre cerco di trovare appigli per vivere questo mondo nuovo cui sento di affacciarmi. Prima sapevo chi fossi io, chi fossi tu, chi fossimo noi. Ma ora, non lo so più. In questo momento sto cercando i miei confini, e a volte riesco a trovarli solo quando tiro questa fune. Quando spingo tutto quello che conoscevo al suo limite. Allora io mi sento di esistere, e per un minuto riesco a respirare. E lo so che ti manca tantissimo il bambino dolce che ero. Lo so, perché manca anche a me quel bambino, e a volte questa nostalgia è quello che rende tutto doloroso per me al momento.

Ho bisogno di questa lotta e ho bisogno di vedere che, non importa quanto tremendi o esagerati i miei sentimenti siano, non distruggeranno me, né te. Ho bisogno che tu mi ami anche quando sono pessimo, anche quando sembra che io non ti ami. Ho bisogno che tu ami te stesso, e me, che tu ci ami entrambi e per conto di tutti e due. Lo so che fa male essere antipatici, avere etichette di quello marcio. Anche io provo la stessa cosa dentro, ma ho bisogno che tu lo tolleri, e che ti faccia aiutare da altri adulti per farlo. Perché io non posso in questo momento. Se vuoi stare insieme ai tuoi amici adulti e fare un “gruppo-di-mutuo-supporto-per-sopravvivere-al-tuo-adolescente”, fa’ pure. O parlare di me alle mie spalle, non ho problemi. Basta che non rinunci a me, che non rinunci a questo conflitto. Ne ho bisogno.

Questo è il conflitto che mi insegnerà che la mia ombra non è più grande della mia luce. Questo è il conflitto che mi insegnerà che i sentimenti negativi non significano la fine di una relazione. Questo è il conflitto che mi insegnerà come ascoltare me stesso, anche quando sono una delusione per gli altri.

E questo conflitto particolare, finirà. Come ogni tempesta, sarà spazzata via. E io dimenticherò, e tu dimenticherai. E poi tornerà da capo. E io avrò bisogno che tu regga la corda di nuovo. Di nuovo e di nuovo, per anni.

Lo so che non c’è nulla di intrinsecamente soddisfacente in questa situazione per te. Lo so che probabilmente non ti ringrazierò mai per questo, o neanche te ne darò credito. Anzi probabilmente ti criticherò per tutto questo duro lavoro. Sembrerà che niente che tu faccia sia mai abbastanza. Eppure, io faccio affidamento interamente sulla tua capacità di restare in questo conflitto. Non importa quanto io polemizzi, non importa quanto io mi lamenti. Non importa quanto mi chiuda in silenzio.

Per favore, resta dall’altro capo della fune. E lo so che stai facendo il lavoro più importante che qualcuno possa mai fare per me in questo momento.

Con amore, il tuo teenager.

(Articolo di L. Smeraldi)

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C’è chi

Si può dire che qualcuno usa distribuire delle “parti” alle persone che li circondano ? C’è chi è interprete principale, chi comparsa e chi va nel mazzo imprevisti o probabilità.

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Sottrazioni

Ci accorgiamo tardi di aver tolto troppe cose.
“Ma sì, che sarà mai, di questo posso fare a meno”.
E cominciamo a sottrarre.

Togliamo un po’ di baci, poi gli sguardi, le mani, le parole, i sussurri, le spiegazioni.
Riduciamo le cose che val la pena dire.
Quelle da raccontarsi.
O da confidarsi.
Da riderci insieme.

Mortifichiamo i dettagli.
Eliminiamo le urgenze.
Dimentichiamo persino che c’erano.

E pare di sentirci leggeri.
Finalmente.
Come è leggero chi è vuoto.
Chi ha tolto tutto.
Che tutto era giusto il necessario
perché l’amore restasse.

S. Santorelli

Foto : web

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L’alba

L’alba ha una sua misteriosa grandezza che si compone di un residuo di sogno e di un principio di pensiero.

Victor Hugo

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Lo specchio

“Io davvero non capisco. È come se tu non ti aspettassi nulla. È come se, per te, fosse normale e necessario capire, comprendere, giustificare ma mai pretendere. È come se tu pensassi di non meritare, di non avere il diritto di attenzioni, coccole, presenza… Io… Io davvero non capisco”.
“…”.
“Non dici niente?”.
“…”.
“Non hai davvero nulla da dire?“.
Abbasso lo sguardo. E non dico niente. Non è che non ho niente da dire (IO ho sempre qualcosa da dire), ma ho un nodo alla gola che si mangia parole e pensieri. Ho solo voglia di piangere. Di farmi abbracciare e di piangere. Ma io non sono capace di chiedere abbracci… E allora sto ferma. Con lo sguardo abbassato e una gran voglia di essere Altrove, di scappare lontano dalla verità di Me.
Mi fa sempre strano quando qualcuno si preoccupa per me. Si occupa di me. Solitamente sono io sostegno, risata, parola giusta al momento giusto. Sono nata per accogliere. Accogliere e sostenere. Contenere e trasmettere gioia.
È mia costituzione genetica.
Ho questa incredibile forza, energia, voglia di vivere…
Però…
Però è vero…
Se, in amicizia, tutto questo è garanzia di presenza… In Amore… Beh… In Amore è disastro di intenti.
Forse perché l’amore non è un sentimento gratuito come l’amicizia. Forse perché, se amo, mi metto a nudo completamente e – non avendo più difese – mi aspetto una cura particolare per la mia anima esposta, donata, condivisa…
“Loro non ti vedono”…
Parole/nonparole che interrompono il mio flusso di pensieri.
“Loro non vedono davvero chi sei. Forse non glielo permetti. O forse è davvero difficile amare tutto quello che sei…”.
Quella che mi parla è la mia immagine riflessa allo specchio. È da un po’ che mi guardo e cerco di ascoltare l’immagine di me che m’invita a volermi più bene. È un gioco che faccio con me stessa per crescere, per andare a fondo del mio scendere a compromessi nell’amore, del pensare di non meritare di più di uomini incapaci di darmi valore, di essere presenti, di farmi sentire unica…
“Dovresti cominciare volendoti più bene. Dovresti cominciare a prendere consapevolezza di quanto vali. Dovresti cominciare a non dare più nulla a chi non è in grado di valorizzare la tua anima. Dovresti cominciare a chiudere qualche porta…”.
Sposto gli occhi dal mio specchio e guardo la porta della stanza. È spalancata. Sempre aperta. Per tutto. Per tutti. È come me. Disponibile. Ricettiva. Viva. L’istinto è di chiuderla. Di chiudermi in stanza. Di fare un gesto che sia un simbolo. Ma la mia stanza sono io. E io non voglio chiudermi in me stessa. Allora abbandono lo specchio e, prima di uscire, accosto la porta… Poi… ancora con la mano sulla maniglia.. la chiudo con un gesto deciso. Chiudo la parte più intima di me, nella stanza, per proteggerla, e io esco. E mi butto nella vita. In una Nuova Vita.
Dove non c’è spazio per chi non ha la chiave per entrarmi dentro. Dove, chi non è stato capace di amarmi, rimane semplicemente fuori.
FUORI.


Letizia Cherubino

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Lo avete ?

Ma voi ce l’avete quella persona che :

“non vedo l’ora di raccontarglielo” ?

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La tua casa dov’è

[21 Gennaio – Giornata mondiale dell’abbraccio]

Restate in silenzio.
Lasciate che il cuore si riposi
dentro quelle braccia
che quando stringono
diventano casa, riparo. Calore.
Non c’è
non esiste
un modo più intimo
per raccontarsi
per abbandonarsi
per lasciarsi andare.

Andrew Faber

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Abbraccio

L’abbraccio è qualcosa di istintivo e potente. Terribile quando se ne percepisce la falsità. Più intimo di un bacio, più intimo del sesso. A volte ne diventa prologo. L’emozione di qualcuno che ti abbraccia e stringe e non la mollezza di chi ama solo essere abbracciato e coccolato o semplicemente si sottopone con distacco al tuo. MaryCris63

Abbraccio di Andrew Faber :

Ciò che distingue un abbraccio da qualsiasi altro ‘mezzo’ che veicoli emozione – quella strana forma d’incanto che lo rende tanto prezioso – è la totale impossibilità di poter mentire. Nel sesso si può, senza per forza risultare dei fenomeni. Nei baci c’è bisogno di un po’ di astuzia, ma è un mestiere meschino che si impara col tempo.

L’abbraccio condanna la menzogna ad un disperato esilio fuori dal sentiero dell’amore: è un corpo che non accetta un’anima diversa dalla sua.
Ecco, nell’istante in cui stringi forte una persona – per un breve attimo – entri a far parte di quello stesso corpo percependone calore e forza. Paura, desiderio, intenzione.
Per un breve attimo, ne sfiori l’esistenza.

Il resto poi.. non conta più nulla.
Il resto, è solo silenzio.

[21 gennaio. Giornata mondiale dell’abbraccio]

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Amore

Amore non è farsi carico di un altro ma dedicarsi l’uno all’altro. È iniziare bene una giornata dopo aver saputo che stai bene. È cercarsi per raccontarsi la giornata, per ridere insieme o per temperare le rispettive rabbie. È darti la buonanotte sperando di ritrovarsi in un sogno. Non puoi insegnarlo nè contagiarne qualcuno. È trovare chi sa suonare con te la stessa melodia senza usar spartito. MaryCris63

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Saggezze

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Come ti senti

Dimmi… COME TI FA SENTIRE?
“Come ti fa sentire” è importante. È fondamentale. È tutto. Ti fa sentire amata? Protetta? Compresa? Bella? Ti fa sentire speciale? Desiderata? Preziosa? Di valore? Ti fa sentire che non sei sostituibile con la prima che passa? Che farebbe il possibile per non perderti? Che ti stima? Ma soprattutto tu… tu come TI SENTI vicino a Lui? E tra le sue braccia? E a un passo da…? Ecco… “come ti fa sentire” e “come ti senti” sono i cardini di un rapporto: segnali inequivocabili della qualità di un Noi. Ascoltarli è fondamentale per non raccontarsi fiabe lì dove si dipanano tragedie.
Adesso… dimmi… esattamente… COME TI FA SENTIRE?
(Letizia Cherubino, regalati frammenti d’Amore: La MIA Amante, ora disponibile anche in versione DELUXE con contenuti inediti e colonna sonora)
Per Info e contatti: http://www.letiziacherubino.it

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Luna ladra

Luna ladra.
Rubi l’acqua
e ce la rendi in lacrime.
In sudore.
Ladra di poesie,
di canzoni,
di dediche appassionate.
Ladra di sogni,
di preghiere,
di suppliche e speranze.
Illusi che tu splenda,
invece rubi luce al Sole.
Ladra e superba.
Alzi la marea del desiderio,
te ne nutri
e lo lasci morire all’alba.
Vampira di sogni e fantasie.
Come un amante narciso
che ama di noi
solo il come lo amiamo.
Come lo desideriamo.
Le nostre fantasie,
le tenerezze più affettuose.
Per lasciarci vuoti e affamati.
Soli.
Al freddo della solitudine del nuovo giorno.

MaryCris63

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Plenilunio di Luglio 2022
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I peggiori

Sono i peggiori, credetemi.
Quelli che non scelgono.
Che restano nel mezzo.
Che continuano a chiedere tempo
senza dare nulla in cambio.
Sono loro quelli da cui bisogna allontanarsi.
Perché l’attesa
di un qualcosa che non arriva
a lungo andare logora, consuma.
Uccide.
Sono loro i peggiori credetemi.
Quelli che tengono appese le speranze.
Che si prendono il lusso
di mettervi in un angolo.
Amarsi significa imparare bene
a chi donare il proprio sorriso
la propria forza.
la propria felicità.
Essere chiari sempre
anche a costo di fare male.
Di farsi male.
Abbiate rispetto dei vostri sogni
altrimenti
per tutto questo tempo
avrete combattuto invano.

Andrew Faber

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Sogni

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Alba

“Forse c’è qualcosa di peggio dei sogni svaniti: perdere la voglia di sognare ancora.”

Sigmund Freud

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Sogni

Amava invadere di sogni,

di desideri, di ricordi.

Allora decisi di mostrare che preferivo la realtà.

Organizzai tutto per vivere quello che si sognava.

Il luogo, il tempo e il sottofondo.

Scrissi poche parole ma non rispose

Chiamai e non rispose.

Stava vivendo le sue scelte.

Per la prima volta fui sollevata.

Avrei sofferto la fame se avessi riprovato a smangiucchiare.

Ci ho messo così tanto per accettare di tacere i desideri.

Ci ho patito fino allo sfinimento.

Se mi lamentavo era perché non capivo.

Amore non ama aperitivi.

Creano baratri di fame dolorosa.

Fu così che tacqui.

Non delusa.

Non arrabbiata.

Solo consapevole di non voler soffrire più.

Per fortuna non avevo bisogno per cose urgenti.

Sarei rimasta pateticamente ad attendere una risposta che non avrei ricevuto.

Chi ama si occupa e si preoccupa.

Se non puoi amare…non soffermarti.

Gli aperitivi sono per molti altri.

Non per me.

Mc Bronoghoun

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Valigie pesanti

Non sono pronta.
Temo che non la sarò mai.
Il tempo ti ruba persone,
capacità, forze, motivi.
Ti piega aggiungendo limiti,
ingiallendo foto e ricordi.
Togli le persone e ti ritroverai a non saper lasciare l’oggetto più stupido.
Vale un miliardo.
Vale una vita.
Per te.
Per altri non è nulla.
Non vale nulla.
Togli le persone
e non riuscirai a non amare persino un loro biglietto della spesa.
Però devi.
Dicono che devi.
Dicono sia cosa buona e giusta.
Buttare tutto
e tenere tutto dentro.
Per sempre con noi.
Non possedere nulla per possedere il mondo.
Per essere liberi dalla materia.
Eppure mi sento come a chi è entrato in casa prima un killer, poi uno che ti ha menato e infine un ladro.
Non sono pronta.
Ma a quanto pare devo.
Mi stupisce il rinnovarsi di dolori.
Siamo davvero niente.
Forse non si dovrebbe amare nessuno.
Affezionarsi a nulla.
Pronti a partire sempre.
A lasciare tutti e tutto.
L’ho già fatto con tante persone
lo farò con le loro cose.
Non sono pronta ma…
a capo chino
sia come dicono che debba essere.
L’ultima violenza.
Altre porte chiuse.
Ma non si aprirà un portone.
Avrò solo valigie interiori più pesanti.

(MaryCris63)

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È tornato

È tornato il cane nero.

Ho finto sorrisi e slanci.

Ho cercato musiche e parole.

Niente.

Non si smuove nulla.

Ho cercato fra vecchi sogni e ammuffite illusioni.

Ho sciorinato fra le dita e sugli schermi ricordi del passato e attimi di ieri.

Ho fatto lavori pesanti perché un sogno mi sapesse sorprendere nel sonno affranto.

Ho inseguito mille parole e santi proverbi.

Letto ed ascoltato probi predicatori ed evidenti cialtroni.

Letto ed accolto sfoghi di chi ha disperati vissuti.

Immaginato di perdere tutto e tutti del poco rimasto.

Ho atteso dietro le tende della mia stanza privata il sorgere di una luna colma di magnificenza.

Niente.

Non sento niente

Solo a tratti m’assale l’angoscia e piango.

Per cosa.

Per chi.

Non lo so.

Ho avuto il bisogno urgente di un bacio, un abbraccio.

Mi sono incrinata e non volevo mi si vedesse cosi.

Mi pareva di dare un altro addio.

Perché non ero certa di un ritorno.

Mi sgomenta il non trovare le parole.

Di non sentire emozioni.

Resto al buio e senza paura.

Senza sogni né desideri.

Guardo salire la luna e poi la chiudo fuori.

Devo solo riuscire a tollerare una giornata.

Poi tornerò dietro alle mie tende.

In compagnia di questo guardiano anaffettivo e nero.

Quasi pronta al peggio che so che mi aspetta o che sto preparando.

MaryCris63

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Uccidi la speranza

La speranza ti ammala. A volte è meglio non averne, almeno sai che non devi più affannarti per nulla o fare quelle tremende figure di compartecipazione in mezzo alla gente a cui non frega una mazza di te. E loro pure non sono ancora nulla per te.
Ma ci avevi investito, emozioni, idee, desideri, un po’ d’affetto.
Uccidi la speranza e ti sentirai meglio, liberato.
Charles Bukowski

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Niente elemosine

Non si elemosinano parole d’amore. Se non ti va di dirmele, non farlo. Se non te la senti di portarmi la tua carezza, tienila.
Io, piano piano, smetterò di aspettarla. E, se un Dio mi assiste, anche di desiderarla.

Serena Santorelli

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Colori di Natale

Fra il rosso,
il giallo o l’arancione
scegli di stare tutti bene,
di non fare il coglione.
A me,
in quanto nonna,
porta gioia la tua presenza,
non però se mi regali il covid o l’influenza.
Lo stesso se sono giovane ma malato,
di salute delicato.
Per Natale amami davvero;
non mandarmi al cimitero.
Che poi Natale è ogni giorno,
quando agisci col cuore
e altruismo
e lasci perdere i fronzoli e il conformismo.
Usa questo tempo con saggezza;
addobba il tuo Natale
con luce d’amore solidale .

(MaryCris63)

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Lotte inutili

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All’improvviso

Tutto un giorno
buio come la notte,
poi,
all’improvviso,
è esploso il rosa .
Inaspettato,
magico,
persino inquietante.
Un attimo
e poi è ripiombato il buio.
Così sono certe giornate.
Certe ore.
Certe stagioni.
Così è la vita;
all’improvviso.

MaryCris63

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Guarda “Sarah McLachlan (HD) Angel (Lyrics)” su YouTube

Per me…Buonanotte Cris.

“Sei nelle braccia dell’’angelo
Puoi trovarci conforto”.

Ne ho bisogno

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Neve

Le prime farfalle di neve,
cielo di latte,
freddo che punge.
Incerta fra la scocciatura
e il tornare
agli sguardi felici e sorpresi
di cuccioli e bambini.
Il silenzio che da sempre stranisce per il gran rimbombo.
Per molti sono solo sfumature di bianco e nero.
Eppure la neve
non appiattisce le cose.
Le adorna,
le esalta,
le impreziosisce.
Anche le più umili,
le più insignificanti.
Proprio come nel brutto della vita,
nei giorni più bui,
spiccano preziosi
ed improvvisi tesori.
Barlumi di umanità
e vera empatia
che sanno risaltare
fra tanto cattivo egoismo
e caotiche solitudini.

(MaryCris63)

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Quando

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Quando ti dicevano “sii servizievole con gli altri”, intendevano di esserlo con loro.
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Sei tu che ti sottrai..

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Come sei

Non dir così.

Io ricordo bene come sei quando desideri qualcosa.

Trovi tempo o lo inventi.

Trovi modo

Trovi opportunità.

Inventi.

Rischi.

Sei folle.

Sei disponibile e raggiungibile.

Per cui, semplicemente, hai deciso che non ne valeva la pena.

Scommetto in una bella sensazione di rinnovata leggerezza.

Libero di correre verso mete più meritevoli.

Hai saputo ottenere esattamente ciò che volevi lavorandoci piano, a passi leggeri, allontanandoti ed escludendo .

Sapevi bene che nemmeno il più misero accetta il nulla.

E così ti fai lasciare.

Abile.

Grande tattica.

Scacco matto.

È l’altro che decide e tu chini il capo.

Non so se fa più ridere o pena.

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Alba

Anche adesso, come allora, nessuno sapeva dove lei si trovasse. Anche questa volta non sarebbe arrivato nessuno.
Ma lei non stava più aspettando.

Sorrise verso il cielo terso. Con un po’ di fatica, sapeva alzarsi da sola.

(Paolo Giordano)

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Ma no

Ma no…

A me succede sempre e solo con la sfiga 😅😅😅

Puoi scappare.
Puoi fuggire ovunque.
Puoi nasconderti.
Ma ciò che desideri, verrà comunque a cercarti.

  • via ragazzo_incatenato
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Gli infelici

Gli infelici valutano constantemente gli altri, criticano continuamente il loro comportamento…
…e spesso su di loro sfogano il proprio personale malessere o fallimento.

Fabio Volo

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Un bambino

Un bambino può insegnare sempre tre cose ad un adulto:

  1. A essere contento senza motivo.
  2. A essere sempre occupato con qualche cosa.
  3. A pretendere con ogni sua forza quello che desidera.
    (Paulo Coelho)
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Remember

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…invece

Chi ci tiene trova sempre un modo

Chi non ci tiene trova solo scuse

lamentele

accuse

facendo cadere rare e pietose briciole per tenervi buoni di scorta.

Vi hanno già sostituiti.

Fate un regalo :

lasciateli andare a ciò che hanno privilegiato.

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Lascia

Lascia andare le persone che non sono pronte ad amarti. Questa è la cosa più difficile che dovrai fare nella tua vita e sarà anche la cosa più importante.
Smetti di avere conversazioni difficili con persone che non vogliono cambiare.
Smettila di presentarti alle persone che non hanno interesse per la tua presenza. So che il tuo istinto è quello di fare del tuo meglio per essere apprezzata da chi ti circonda, ma è un impulso che ti ruba tempo, energia, salute mentale e fisica.
Quando inizi a lottare per una vita con gioia, interesse e impegno, non tutti saranno pronti a seguirti in quel luogo.
Ciò non significa che devi cambiare chi sei, significa che devi lasciare andare le persone che non sono pronte ad accompagnarti.

Se sei esclusa, insultata, dimenticata o ignorata dalle persone a cui dedichi il tuo tempo, non ti stai facendo un favore continuando a offrire loro la tua energia e la tua vita.
La verità è che non sei per tutti e non tutti sono per te.

Questo è ciò che rende così speciale gli incontri con persone con cui hai amicizia o amore reciproci. Saprai quanto è prezioso perché hai sperimentato ciò che non è.

Più tempo passi cercando di farti amare da qualcuno che non ne è capace, più tempo sprechi privandoti della possibilità di quella connessione con qualcun altro.

Ci sono miliardi di persone su questo pianeta e molte di loro ti incontreranno, al tuo livello di interesse e impegno.

Più rimani coinvolto con persone che ti usano come cuscino, opzione di sfondo o terapista per la loro guarigione emotiva, più a lungo ti allontani dalla comunità che desideri.

Forse se smetti di presentarti, non ti cercheranno. Forse se smetti di provare, la relazione finirà. Forse se smetti di inviare messaggi, il tuo telefono rimarrà scuro per settimane.

Ciò non significa che tu abbia rovinato la relazione, significa che l’unica cosa che l’ha sostenuta è stata l’energia che solo tu hai dato per mantenerla. Questo non è amore, è attaccamento. È voler dare una possibilità a chi non se lo merita!

La cosa più preziosa che hai nella tua vita è il tuo tempo e la tua energia, poiché entrambi sono limitati. Ciò a cui dedichi tempo ed energia definirà la tua esistenza.

Quando ti rendi conto di questo, inizi a capire perché sei così ansioso quando passi del tempo con le persone, in attività, luoghi o situazioni che non ti si addicono.

Inizierai a realizzare che la cosa più importante che puoi fare per te stesso e per tutti quelli intorno a te è proteggere la tua energia più ferocemente di qualsiasi altra cosa.

Rendi la tua vita un rifugio sicuro, dove solo le persone “compatibili” con te sono ammesse.

Non sei responsabile del salvataggio di nessuno. Non sei responsabile di convincerli a migliorare. Non è il tuo lavoro esistere per le persone e dare loro la tua vita!

Perché se ti senti male, se ti senti obbligato, sarai la radice di tutti i tuoi problemi a causa della tua insistenza, temendo che non ti restituiscano i favori che hai concesso. È il tuo unico obbligo realizzare che sei il padrone del tuo destino e accettare l’amore che pensi di meritare.

Decidi che meriti una vera amicizia, un vero impegno e un amore completo con persone sane e prospere.
Quindi aspetta e vedi quanto tutto inizia a cambiare.

Anthony Hopkins

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E ti vengo a cercare

E ti vengo a cercare
Anche solo per vederti o parlare
Perché ho bisogno della tua presenza
Per capire meglio la mia essenza

Questo sentimento popolare
Nasce da meccaniche divine
Un rapimento mistico e sensuale
Mi imprigiona a te

Dovrei cambiare l’oggetto dei miei desideri
Non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
Fare come un eremita
Che rinuncia a sé

E ti vengo a cercare
Con la scusa di doverti parlare
Perché mi piace ciò che pensi e che dici
Perché in te vedo le mie radici

Questo secolo oramai alla fine
Saturo di parassiti senza dignità
Mi spinge solo ad essere migliore
Con più volontà

Emanciparmi dall’incubo delle passioni
Cercare l’Uno al di sopra del Bene e del Male
Essere un’immagine divina
Di questa realtà

E ti vengo a cercare
Perché sto bene con te
Perché ho bisogno della tua presenza

Fonte: LyricFind

Compositori: Franco Battiato

Testo di E ti vengo a cercare © Sony/ATV Music Publishing LLC

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Potessi bastare io

Potremmo essere in giro a passeggiare in una città qualunque, col caldo, mano nella mano e io dovrei accorgermi del tuo sorriso triste e allora darti un bacio o prenderti il viso e farti fare una smorfia che mimi la gioia. Sorrideresti e il mio desiderio di felicità per te sarebbe compiuto.
La verità è che i tuoi sorrisi tristi a me piacciono, perché a te stanno bene, perché li sai trattare, li sai adoperare e mettere in fila senza che rompano le righe. Se lo facessi io sarei penoso.
Questo è il punto: faccio pensieri e desidero cose nuove. Non importa cosa so. Per la prima volta, non importa.
Non so da dove vengono o come si chiamino e non potrei spiegarle a nessuno eccetto te, con un po’ di tempo, con un po’ di pause, con quei silenzi che non saprei riempire, all’inizio.
Ma potrei imparare.
Sono un pessimo romantico, lo ammetto. E’ per questo che non sono riuscito a farti innamorare. Lo so che è così.
Ho immaginato che potessi bastare io, con i miei modi normali e l’aria spavalda. Fintamente sicura. E del tempo, per spiegarti quello che manca, per farti vedere che ne sarebbe valsa la pena, alla fine.
Ho provato, che dire, a farmi scegliere. Ho sperato. Dovevo. Era una possibilità, capisci? Come fare a metterla via, a dimenticarla. Forse aspettando, forse non era il momento. Forse io e te abbiamo un altro tempo. Sono sicuro che con qualche giorno in più, ora in più, ti avrei portato via con me. E’ l’idea che almeno una volta succeda, no? Hai presente? Quell’idea invasiva e sotterranea che si inabissa o si palesa e lo fa una volta sola per tutte e se l’avverti non puoi far finta di niente se hai un po’ di senno.
Come un sibilo fluttuante e sinuoso.
A me è successo questo: non sono riuscito a fare finta di niente, non volevo, in fondo.
Non potevo far altro che cercare di portarti con me, dal profondo, per egoismo quasi, per farmi stare bene. Anche se sapevo di non potere. Anche se era rischioso. Anche se tu non vuoi, anche se, infine, la tua felicità non dipende da me.

E non posso fare a meno di chiedertelo di nuovo. Solo per essere sicuro.
Verresti?

Tratto da “Gli amori difficili”, di Italo Calvino.

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Odio

“Odio coloro che mi tolgono la solitudine senza farmi compagnia.”

  • Friedrich Nietzsche
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Mi chiamo Sam

“Tu sei abbastanza. Tu sei molto più di abbastanza”

Instancabili alfieri dell’amore incondizionato, quello dei “nonostante” che abbattono ogni “perché“, ma quando si tratta di amare noi stessi, necessitiamo di prove incontrovertibili, ci processiamo e condanniamo senza possibilità di ricorso, senza sconti o attenuanti. Animali strani, noi.

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Questo amore

Quest’amore,

quest’amore.
Quest’amore malato, denutrito,
fatto di parole smozzicate;
quest’amore usato, digerito,
buttato in pasto al popolo ignorante,
come fosse una cosa interessante;
quest’amore corrotto dalla noia
dei grandi amatori della storia,
masticato da cento letterati,
vomitato da principi prelati;
quest’amore che accoglie, che perdona,
fatto per gente dalla bocca buona,
è un amore di fradicia letizia,
che assolve tutto, pure l’ingiustizia;
quest’amore sciancato, deficiente,
sbattuto sulla faccia della gente
come l’osso al cane disperato;
quest’amore scarnito, rosicchiato,
coi suoi stracci di corpo denudato;
quest’amore di cui si parla, tanto
celebrato con tutte le grancasse,
quest’amore è disceso tra le masse,
elargito per grazia del potere
perché tutti ne possano godere.
È un amore deforme, malandato,
generato dal vecchio capitale,
fra le cosce del mondo occidentale.
Per quest’amore è meglio non cantare,
perché non c’è una musica che tenga
e questa mia canzone sgangherata
non so nemmeno cosa la sostenga.
Avessi almeno la grazia più scollata,
di una puttana sola, disperata,
piuttosto che la facile mania,
il fascino merdoso, di questa borghesia.
Ma quell’amore che era una certezza,
s’è assopito con l’ultima carezza,
ha piegato pian piano le sue foglie,
rinunciando, per ora, alle sue voglie.
L’anima mia per questo s’è ammalata,
non sogna più e resta addormentata.
Prima che il vuoto tutti ci divori,
che venga, venga presto,
il tempo in cui ci si innamori.

QUEST’AMORE

DI ROBERTO LERICI PER GIGI PROIETTI

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A Gigi Proietti

Non so descriverti Gigi
questo vuoto e questo sgomento
che da tre giorni mi pesa dentro.
Sarebbe come se fossi di Roma
e svegliandomi il due di novembre
aprendo le finestre
sentissi nell’aria qualcosa di inquietante.
Un vuoto, un presentimento, un dolore immantinente.
Come se scendessi per strada e sentissi risuonare sui sampietrini i miei passi
sentendo il cuore allarmarsi
sotto nuvoloni oppressi.
Sbucassi nel centro e all’improvviso vedessi che è crollato il Colosseo
che l’altare della Patria è frantumato
che gli archi e le colonne stanno a terra sbriciolate.
Che il Tevere s’è asciugato.
L’attimo, terribile,
in cui si vedemmo gli aerei squarciare le torri gemelle.
Le bare di Bergamo portate dai camion militari.
Lo stesso pugno allo stomaco
Lo smarrimento
Il senso di tragedia.
Vorrei essere di Roma per dirlo in romanesco
che pare mi abbiano distrutto la città
stuprato i monumenti
saccheggiato i musei
ucciso gli infanti, gli artisti e i popolani.
Ho riso solo un attimo scoprendo che dividendo 2 con l’undici di novembre, esce il diciotto con cui hai fatto sbellicar la gente.
Il tocco d’ironia che qualcuno ha voluto immaginare tu abbia messo per consolarci del tuo andar via.
Penso che questo 2020 di dolore mondiale
ci ha voluto uccidere pure babbo natale
o che se l’è preso, su nel cielo
per farlo volare per davvero.
L’esser stato attore ti regala vita eterna perché ci basterà cercarti per poterti rivedere
nella vita odierna
ma la tua parte umana, quella della famiglia, degli amici, degli allievi, i tuoi pensieri, le tue idee…quella se ne va per sempre, e sarà il dolore intimo e privato che ognuno di noi ha spesso già provato.
Una cosa di sicuro ci hai insegnato, che sotto alla maschera d’attore, dentro ad ogni vero mattatore, ci sta sempre un umile, educato vero gran signore.
Non chi sbraita, non chi infarcisce con parolacce, ma chi entra in un discorso come quando con timore s’alza il sipario ed entra un anonimo signore.
Grazie al cielo ti abbiamo avuto.
È tutto il poco che mi rimane per darti il mio saluto.

MaryCris63

(Immagini dal web)

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Sto così

Oggi mi fa male il cuore,
a spingere giù lacrime che non credevo nemmeno più d’avere.
Vago fra lapidi e crisantemi,
volti e voci.
Sto fra dolore,
vecchie foto,
filmati e ricordi.
Oggi avrei bisogno di un bosco.
Più che mai.
Quanto male fa la mancanza.
Scava nel profondo
Svuota
È l’anno degli abbandoni
E si sta così
Come vecchie cicogne col nido vuoto.
Su rami traballanti e marci.

(MaryCris63)

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Mio padre

Quando ero piccolo mio papà era una montagna lontana e silenziosa. Mi ci avvicinavo cercando i sentieri per addentrarmici senza fare rumore. Volevo conoscerlo, volevo che dividesse con me quei segreti che sembravano annuvolarlo ogni tanto. Non parlava molto. La tenerezza stava nelle piccole cose che dividevamo insieme. Eppure quando rientrava a casa dal lavoro dentro di me era una festa, il mio mondo tornava perfetto, rotondo e caldo. Perché era il mio papà e io mi sentivo sicuro quando c’era lui, nessun pericolo mi avrebbe potuto toccare, nessuna paura, perché mio papà era invincibile.

E voi?

Pierfrancesco Favino

PADRENOSTRO

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Non a caso

Il 1 novembre ci lasciava a 78 anni,
ALDA MERINI,
la poetessa dei Navigli

“Le persone capitano per caso nella nostra vita, ma non a caso.
Spesso ci riempiono la vita di insegnamenti.
A volte ci fanno volare in alto,
altre ci schiantano a terra insegnandoci il dolore…
donandoci tutto,
portandosi via il tutto,
lasciandoci niente…“

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Suite

Week end …
Un cappotto di malinconia e solitudine.
Mi ci avvolgo, mi ci crogiolo, mi ci arrendo.
Questo senso di inutilità profonda e di incomprensione e solitudine assoluta.
Mi rintano nella suite dei miei pensieri Una suite riservatissima e che nessuno visita perché è ben chiusa.
La stessa suite dove nascono e vivono sogni, desideri, pulsioni, fantasie..
Ma oggi l’ho arredata con piante di cactus, pareti bianche, disordine e sporco, lumini rossi tremolanti e nebbia..freddo e nebbia.
Un lettino malmesso e coperte vecchie. Quadri con foto di tempi e personaggi lontani . Foto vecchie sparse a terra e coperte fin sul viso.
Silenzio.
Freddo.
Come se fuori fosse inverno e ci fosse solo un muro di nebbia.
Giorni perduti.
Forse.

MaryCris63

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