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CONTRO LA SPERIMENTAZIONE ANIMALE

Io sono contro gli assassini e i torturatori.

Io sono contro la sperimentazione dei farmaci sugli animali.

Io sono contro le industrie farmaceutiche e il Capitalismo.

Io sono contro i nazisti vestiti da medici.

Di conseguenza io non faccio donazioni per la ricerca scientifica.

Io sono contro i governi del mondo che permettono tutto questo.

Un giorno gliela faremo pagare molto, molto cara.

Come meritano.

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C’è ancora domani

Paola Cortellesi ha realizzato decisamente un bel film, in bianco e nero, a cavallo tra più stili (neorealismo, dramma, thriller, satira, commedia, ecc.) con al centro le vicende di questa donna molto generosa, con uno sguardo spesso arreso, svuotato da ogni entusiasmo vitale, Delia, che, in epoca post fascista, deve barcamenarsi tra l’ostracismo della figlia che la disprezza per la sua debolezza (figlia che, nonostante questo, per tutto il film, Delia cercherà di sistemare nel migliore dei modi possibili, guadagnandosi il suo rispetto solo alla fine), il marito manesco troglodita e il suocero scassacazzi e porco (che allunga le mani, anche se gli rimane poco da vivere), con la sola saltuaria solidarietà di qualche altra donna sua amica. Delia si ritrova in un mondo totalmente governato dagli umori degli uomini, ovvero un mondo ove vige il patriarcato spinto, a tutti i livelli sociali, e specialmente all’interno del suo rango, che è uno dei più bassi e umili nella scala gerarchica.

Il matrimonio della figlia con un ragazzo bene che potrebbe elevarla socialmente sarà il fulcro di gran parte della storia. Ma poi ci sarà anche quel colpo di scena finale, impareggiabile, anche se moooolto retorico e idealista che, comunque la pensiate, darà molto da riflettere allo spettatore.

Complimenti a Paola. Sì, questo film è davvero bello come si dice in giro (non sempre le voci corrispondono al vero ma in questo caso sicuramente sì). Vorrei solo dirle però che… Okay, va tutto bene, quel finale ci sta tutto, il tuo film è riuscitissimo e tanti bei e meritati complimenti… Ma, qualora pensassi davvero che oggi come oggi le cose si possono cambiare solo andando a votare… sei totalmente fuori dal mondo reale. Se vuoi cambiare il mondo in meglio è da idioti affidarsi a politicanti di sorta. Ti sembra forse che i politici stiano migliorando il mondo, o piuttosto è il contrario?!

Comunque tanti baci e abbracci. E sappi che mi hai fatto vincere una scommessa epocale (che non le farò scordare facilmente) con una certa piccoletta che ho in casa… :*

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Lei, Lui: Figlia della luna

La sente lamentarsi in bagno.

«MIO DIO! PERCHÉ MI HAI ABBANDONATA?! PERCHÉ?! PERCHÉ?!»

Poco dopo se ne esce con un’altra esclamazione a voce alta.

«…L’ORRORE! L’ORROREEE!»

Si trascina pesantemente fuori dalla toilette come una moribonda tenendosi il basso ventre…

Lui capisce: le è arrivato il ciclo.

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Zerocalcare: Nel nido dei serpenti

Questo volume contiene due fumetti di Zerocalcare. Il primo fu realizzato praticamente giorno per giorno mentre si consumava la vicenda del processo alla Salis. Il secondo è un’altra tristissima pagina di violenza e ingiustizia targata con l’infame stemma del nazifascismo.

Inutile dire che leggere queste cose, visto l’argomento (le ingiustizie compiute dai nazisti con le coperture degli Stati) mi hanno molto indisposto, accalorato e fatto incazzare, perché non sopporto i soprusi, tanto più quando sono di Stato e fascisti.

Consiglio a tutti di leggerle poiché estremamente esplicative circa il reale stato delle cose, indipendentemente dalle cazzate pronunciate da salvini, e dalla nauseante retorica di destra, che è solo prepotenza allo stato puro e volontà di schiacciare chi si oppone loro e null’altro.

Zerocalcare è uno ormai molto “impegnato”, per come può esserlo un fumettista, da un punto di vista politico. È quindi uno che non si sottrae. Così si è sentito in dovere perfino di andare di persona al processo della Salis, in un paese dove i diritti civili sono molto peggio che in italia (è vergognoso che tale paese faccia parte dell’unione europea! Fate davvero schifo al cazzo!). Forse ricorderete tale vicenda, perché poi se ne parlò perfino ai tg: quando venne ripreso col cellulare da quelli che lui credeva in principio essere poliziotti in borghese e invece… si trattava di biechi nazisti che se la comandavano essendo pappa e ciccia con la polizia locale (ecco, lì ‘ste cose le fanno alla luce del sole, mentre qui da noi ancora non ci siamo arrivati, per il momento).

E dato che Zerocalcare di fatto si impegna in lotte politiche di questo tipo, si sente anche, all’interno dei suoi fumetti, di dar voce a coloro che potrebbero criticarlo con una retorica di destra. Così risponde loro smontando pezzo a pezzo quelle bugie infarcite di mezze verità e pensieri partoriti dalla pancia (quindi… non-pensieri). In ogni caso in queste storie vengono forniti fatti inappuntabili, oltre che sue opinioni personali, le quali comunque sono assolutamente ben distinguibili dai primi.

Bravo. Io non saprei fare un fumetto sui nazisti. Io direi solamente che i nazisti non hanno alcun diritto di vivere. C’è altro da dire?

Non sopporto l’odierno, assurdo teatrino politico italiano, in cui al mattino si dice che fare il saluto fascista sia grave… ma alla sera di fatto questa gente non la si mette in galera. Questo assurdo teatrino infinito che va avanti da una vita, che tira fuori la Sinistra istituzionale solo quando gli fa comodo (a dimostrazione che della questione in realtà non gliene frega un beneamato cazzo, è solo strumentalizzazione). Se il nazifascista è nocivo, allora va tolto di mezzo, per sempre. Punto.

Poi viene una pandemia, mettono leggi fasciste che obbligano i lavoratori a vaccinarsi sennò non li fanno lavorare (con dei vaccini che danno grossi problemi di salute, e infatti una di quelle multinazionali che li produceva anni dopo ha avuto la faccia tosta di ammetterlo candidamente ritirando i suoi prodotti dal mercato)… e la Sinistra, come per magia, non sa più riconoscere cosa è fascista e cosa no. E allora andatevene avvanculo, sinistronzi e destronzi, che siete quasi la stessa merda. Anzi, siete merde diverse, ma pur sempre merde.

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Crudelia

Trattasi di discreto film Disney che vorrebbe fornire un passato e maggiore spessore a uno dei suoi “cattivi” più famosi: Crudelia – quella della carica dei 101, coi capelli bianchi e neri.

Diciamo che gran parte della sostanza del film si basa su un paio di buone trovate/idee, sulla straordinaria recitazione (sopratutto) di Emma Stone – se un regista non ha altro a disposizione, basta che dia briglia sciolta a lei e ciò basterà a infondere un senso a qualsiasi corto, medio o lungometraggio – e una lunga serie di canzoni, perlopiù belle e famose, che accompagnano quasi ogni scena aumentando l’effetto partecipativo/catartico nello spettatore-bimbo, il quale non accorgendosi del mero giochetto, è contento e neppure sa perché, e scambia il suo stato euforico per la certezza d’aver visto un bellissimo film, similmente a come accaduto in House of Gucci, dove anche lì la colonna sonora giocava un ruolo fondamentale. Ma qui le canzoni famose sono proprio dozzine su dozzine, ne verrete davvero sommersi, non rimarrete un sol momento senza… Domanda di straforo: a proposito, conoscete altri film (non musical) confezionati in questo modo? Sarei curioso di saperne qualche altro.

Crudelia, prima di diventare Crudelia la supercattiva, era una bambina molto vivace che si faticava a tener ferma e spesso combinava guai. Forse già allora sussisteva una vena di malvagità in lei? Chissà. Sta di fatto che a un certo punto si ritrova prima orfana e sulla strada, e alcuni anni dopo stagista nel più importante atelier di moda d’Inghilterra, alle dipendenza della stilista più rinomata, la scorbutica e malvagia “Baronessa”. Di lì a poco si consuma il suo destino, si chiude il cerchio inerente il mistero della sua nascita e la strana morte della madre e viene a galla… la vera Crudelia, la parte più cattiva della sua duplice personalità – ma solo perché deve opporsi a una cattiva più cattiva di lei.

And Justice for all…

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PS: altre interessantissime considerazioni su questo film le trovate nell’articolo di Celia:

Delitti di Ferragosto

Libro formato da sette racconti scritti da sette scrittori diversi che si svolgono in sette delle principali città italiane – un po’ come Sette spose per sette fratelli… 😉

Devo dire che, con un titolo del genere, mi aspettavo (speravo) si trattasse di gialli. E invece no. Un paio di racconti rientrano in pieno però nel genere poliziesco, se vi contentate, comunque non sono quelli che mi hanno intrigato di più.

Diciamo anche che il fattore “città” a me non ha interessato minimamente. In alcuni casi è praticamente un’aggiunta impalpabile; in altri fa più parte della narrazione… Ma anche in tal caso non vedo proprio il motivo di soffermarsi su certi particolari, vicoli, strade, vedute, quando poi la “ciccia” sta altrove (ed è quello il motivo per cui abbiamo letto il libro).

Comunque la cosa più importante è che i racconti sono sufficientemente ben scritti. Due in particolare mi hanno colpito maggiormente: quello di Francesca Bertuzzi, Il sorriso del cane, dedicato a Torino, realizzato in una maniera intrigante, che si segue con tribolazione; e quello di Gianluca Morozzi, Nient’altro che un nome, che si svolge a Bologna, il più cruento e “impressionante” di tutti ed è una storia di vendetta e tortura, perfettamente allineata con lo stile dell’autore, che conoscevo già.

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Two Lovers

I tre principali protagonisti di questo film perfettamente calibrato sono dei giovani Joaquin Phoenix, Gwyneth Paltrow e Vinessa Shaw. La storia si ispira alla celebre novella Le notti bianche (da cui fu tratto anche un film di Visconti, se non erro, in bianco e nero, molto bello, con Mastroianni).

Gioacchino Fenice tenta il suicidio perché non è riuscito ad accettare la separazione dalla sua amatissima ex fidanzata. Ma viene salvato. Da lì a poco conosce due ragazze: la mora figlia (brava ragazza) di amici di famiglia (molto sponsorizzata dai genitori, i quali vorrebbero superasse il suo trauma amoroso, dopo lunghi periodi depressivi) e la bionda e appariscente, ma forse un po’ più vanesia, vicina di casa che, pur avendo dei grossi casini sentimentali anche lei (è innamorata di un uomo molto più anziano, già sposato, che da sempre le promette di lasciare la famiglia per lei ma non lo fa mai), Gioacchino Fenice preferirebbe, potendo scegliere, perché evidentemente gli fa “più sangue”…

Ecco qua. Capirete bene che con queste premesse non possono che esserci cuori spezzati all’orizzonte: è assolutamente certo che alla fine qualcuno dovrà soffrire! Tutt’è stabilire chi…

Proprio il finale mi ha fatto dire che è… molto europeo. È assai raro che un film statunitense possa finire a quel modo.

Il film non annoia mai, anzi, avvince e lo si segue con interesse tutto d’un fiato. Ha dentro qualche spruzzata di commedia ma tende a presentar questioncine molto serie. Gli attori sono bravi ed efficacissimi, ovviamente su tutti si erge Gioacchino Fenice, sempre stato bravissimo, fin da ragazzotto.

Se, come me, ve lo eravate dimenticato, rivedetevelo pure, non ve ne pentirete. :*

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La bionda o la mora?

In ordine di sparizione

Immaginate di essere un norvegese cinefilo cinofilo che ha una gran voglia di fare un film. Che cosa ci mettereste nel vostro film? Beh, dato che siamo un Norvegia… che fai non ce la metti la neve, e pure a secchiate? Poi, visto che sei un amante del genere action con le pistole… che fai non ce li metti un po’ di morti ammazzati? Anzi, dato che qui in Norvegia non c’è niente altro che neve… ne dobbiamo mettere di più!, così da farci notare! Una ventina possono bastare? Che faccio, signò, lascio? Ma sì, dai, famo un filino più de ‘na ventina, non stiamo a risparmià su ‘ste cose…

Ecco così che un comunissimo film di mera vendetta nordica viene acclamato dalla critica! Missione compiuta! Anni dopo sarebbe venuto Kanu (Auuu!) Rivs a cercà de batte il record de morti ammazzati e lo avrebbe polverizzato alla grande, quel record… Ma questa è un’altra immonda e assai esecrabile vicenda.

Trama: a uno che c’ha ‘no spalaneve ammazzano er figlio. Così comincia a vendicasse dell’associazione a delinque’ che ha perpetrato tale crimine. Fine.

Nonostante la piccoletta si sia divertita un mondo e si sia fatta un sacco di risate, in me questo film, come avrete capito, non ha attecchito. Sopravviverò lo stesso. Me lo chiede l’Europa.