Pubblicato da: danielecolleoni | 14 marzo 2026

“Al mare” poesia di Rose Ausländer

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“Al mare”

Con le profonde impronte delle sue dita
la risacca
ci raggiunge

Dalla polvere cittadina
purificati
i nostri minuti

L’acqua
traspone in musica le nostre parole
melodie liquefatte

orlate di sabbia.

 

Rose Ausländer (Černivci, 11 maggio 1901 – Düsseldorf, 3 gennaio 1988) è stata una poetessa rumena ebrea, di madrelingua tedesca. Nacque a Černivci, Ucraina, al tempo parte dell’impero austro-ungarico. Costretta dalle persecuzioni naziste all’esilio negli Stati Uniti, compose sia in tedesco che in inglese. Al centro della sua poesia ci fu il tema della perdita e del rimpianto. A differenza della decostruzione del linguaggio che caratterizzò tanti poeti postmoderni della sua generazione, la Ausländer utilizzò sempre un linguaggio puro ed essenziale, in quanto considerava la parola un porto sicuro, l’unico punto di riferimento rimasto integro e l’unico mezzo per mantenere in vita un mondo perduto.
(Fonte: Wikipedia)

 

 

Pubblicato da: danielecolleoni | 13 marzo 2026

Marzo (acrostico)

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Marzo” (acrostico)

Malefiche
Ambizioni
Rendono
Zucchero
Ostico

by dany

Pubblicato da: danielecolleoni | 12 marzo 2026

Girovagando # 23 # – Crespi d’Adda” 10/03/26

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Villaggio operaio di Crespi d’Adda 10/03/26

Due passi e qualche foto al villaggio in attesa che mi tagliandassero l’auto.  Ho già pubblicato un post  sulla storia di questo villaggio, annoverato nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO, lo potete vedere qui: https://danielecolleoni.wordpress.com/2023/11/28/girovagando-3-villaggio-crespi-dadda-23-11-2023/ . Ho aggiunto alcune foto del mausoleo della famiglia Crespi, fondatrrice del villaggio, che si trova all’interno del cimitero.

by dany

Pubblicato da: danielecolleoni | 11 marzo 2026

“Racconto sulla pioggia” poesia di Bella Achatovna Achmadulina

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Racconto sulla pioggia

Tutto il giorno la pioggia non mi lascia.
“Vattene!”, io le dico rozzamente;
fa quattro passi indietro, poi, devota,
mesta mi segue come una bambina.
Come un’ala, la Pioggia alla mia schiena
s’è incollata. “Vergognati!”, le dico;
“l’ortolano t’invoca lacrimando,
corri dai fiori! Che hai trovato in me?”
Intanto in giro regna un’afa cupa;
dimenticando ogni altra cosa al mondo,
la Pioggia è qui con me, mentre d’intorno
mi danzan i bambini, quasi fossi
la macchina per innaffiare i prati.
M’infilo in un caffè, dentro una nicchia.
Alla finestra, come un accattone,
mi aspetta. Ed all’uscita mi castiga
con uno schiaffo umido sul viso;
ma subito la Pioggia audace e triste
mi lascia sulle labbra un bacio fresco,
che ha il profumo del cucciolo bagnato.
Son buffa col mio fradicio scialletto
legato al collo, mentre sulla spalla
siede la Pioggia come una bertuccia,
e la città si turba; con un dito
mi solletica un lobo. Tutto è secco.
Io sola son bagnata fino alle ossa

 

Bella Achatovna Achmadulina (Mosca, 10 aprile 1937 – Mosca, 29 novembre 2010) è stata una poetessa russa. Nata da padre tataro e da madre italo-russa, con la raccolta di liriche La corda (1962), improntate a un arduo tecnicismo verbale, si pose in prima fila, insieme a Evtušenko (che fu suo primo marito) e Andrej Voznesenskij, nella nuova generazione poetica poststaliniana, cui il recente disgelo aveva consentito una certa libertà di ispirazione e il distacco dalla retorica ufficiale. Nell’ambito di un severo, tradizionale impianto metrico, la Achmadulina ha condotto un’originale ricerca sul linguaggio, attenta alle inflessioni gergali, ma sempre guidata da un’ansia di purezza espressiva e della fede nella funzionalità simbolica della parola. Nelle sue raccolte più recenti (Lezioni di musica, 1969; Poesie, 1975; Il mistero, 1983), così come nelle liriche apparse su giornali e riviste (anche nel circuito clandestino del samizdat), esprime la meditazione sul destino dell’intellettuale nel mondo moderno e il virtuosismo stilistico lascia il posto a una più contenuta maturità d’espressione.

(Fonte Wikipedia)

 

Pubblicato da: danielecolleoni | 10 marzo 2026

Immagine del giorno #8

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Pubblicato da: danielecolleoni | 10 marzo 2026

Noè

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Se Noè avesse avuto il dono di leggere il futuro, non ci sarebbe stato alcun dubbio che si sarebbe fatto colare a picco.

Emil Cioran
(Sillogismi dell’amarezza)

 

Testo

E adesso andate via
Voglio restare solo
Con la malinconia
Volare nel suo cielo
Non chiesi mai chi eri
Perché scegliesti me
Me che fino a ieri
Credevo fossi un re

Perdere l’amore
Quando si fa sera
Quando tra i capelli
Un po’ d’argento li colora
Rischi di impazzire
Può scoppiarti il cuore
Perdere una donna
E avere voglia di morire

Lasciami gridare
Rinnegare il cielo
Prendere a sassate
Tutti i sogni ancora in volo
Li farò cadere ad uno ad uno
Spezzerò le ali del destino
E ti avrò vicino

Comunque ti capisco
E ammetto che sbagliavo
Facevo le tue scelte
Chissà che pretendevo
E adesso che rimane
Di tutto il tempo insieme
Un uomo troppo solo
Che ancora ti vuol bene

Perdere l’amore
Quando si fa sera
Quando sopra il viso
C’è una ruga che non c’era
Provi a ragionare
Fai l’indifferente
Fino a che ti accorgi
Che non sei servito a niente

E vorresti urlare
Soffocare il cielo
Sbattere la testa
Mille volte contro il muro
Respirare forte il suo cuscino
Dire è tutta colpa del destino
Se non ti ho vicino

Perdere l’amore
Maledetta sera
E raccogli i cocci
Di una vita immaginaria
Pensi che domani
È un giorno nuovo
Ma ripeti, “Non me l’aspettavo”
Non me l’aspettavo

Prendere a sassate
Tutti i sogni ancora in volo
Li farò cadere ad uno ad uno
Spezzerò le ali del destino
E ti avrò vicino

(Fonte: Musixmatch)

 

Autori: Marcello Marrocchi / Giampiero Artegiani
Album: Perdere l’amore
Anno: 1988

 

 

Pubblicato da: danielecolleoni | 8 marzo 2026

“Ti meriti un amore” poesia di Estefanía Mitre

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Immagine da Pixabay

Ti meriti un amore

Ti meriti un amore che ti voglia spettinata,
con tutto e le ragioni che ti fanno alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non ti lasciano dormire.

Ti meriti un amore che ti faccia sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo quando cammina accanto a te,
che senta che i tuoi abbracci sono perfetti per la sua pelle.

Ti meriti un amore che voglia ballare con te,
che trovi il paradiso ogni volta che guarda nei tuoi occhi,
che non si annoi mai di leggere le tue espressioni.

Ti meriti un amore che ti ascolti quando canti,
che ti appoggi quando fai il ridicolo,
che rispetti il tuo essere libero,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.

Ti meriti un amore che ti spazzi via le bugie
che ti porti l’illusione,
il caffè
e la poesia.

 

Mereces un amor (Ti meriti un amore) è una poesia di Estefanía Mitre, giovane studentessa messicana, che è stata troppo spesso erroneamente attribuita all’artista Frida Kahlo.
La ragazza ha anche profilo  personale di poesie dal nome “Soledad Urbana“. Il componimento è invito ad amare sempre e comunque, senza limiti e conformismi imposti.
(Fonte:libreriamo.it)
Pubblicato da: danielecolleoni | 7 marzo 2026

“Quei luoghi gentili” poesia di Oscar Wilde

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Quei luoghi gentili

E noi li abbiamo lasciati quei luoghi gentili
Con passo pesante, verso il nuovo calvario,
Di qui osserviamo, come chi allo specchio
Veda il proprio volto,
L’umanità suicida.
Capiamo quali spettri orribili
La mano rossa dell’uomo
Sappia fare sorgere.

Pubblicato da: danielecolleoni | 6 marzo 2026

Anche una stella muore

"Anche una stella muore"

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Anche una stella muore

Anche una stella muore,
La più grande, la più luminosa,
Qulla al centro dello spazio,
Ma a nulla serve,
La grandezza brucia,
Consuma dentro,
Si espande a dismisura,
Prima di implodere,
In un buco nero,
Dove tutto cessa,
Senza lasciare traccia,
Ogni stella muore,
Così sarà,
E’ la legge dell’universo.

by dany

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johncoyote

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