novembre-marzo/2026. i giorni dopo

Il giorno dopo
saremo lontani, com’eravamo
ieri uniti dallo stesso corpo.

Le correnti giungono
terre più lontane. Ora
tutto sa di zolfo. ] forse fogne.[

La luna rimette il resto del sole.
I fiori appassiti non vivono più.
Ora tutto sa di zolfo. Lo dissi
sempre: i fiori nei campi.
………………..

il giorno dopo lontani:
com’eravamo uniti
dallo stesso corpo

1/2/2026. dovevo dirvelo

Ho parlato della mia terra,
ma non l ho detto a nessuno:
non ho fatto parola con nessuno.
Ora sono qui
I miei figli hanno tutti gli anni che verranno
Dovevo dirvelo.

02/11/2025.

Ho chiesto ai miei figli di guardarmi.
erano già svegli: sentivamo le nostre voci.
per ricordare.

I miei ragazzi hanno detto che: qui non c è la guerra.
perché svegliare i miei figli per motivi personali?
ma i miei cuccioli erano già svegli, sentivano
le nostre voci. per ricordare.

A Gaza, in tutte le Gaza della Terra,
qualcuno sa che bisogna venire al mondo in tempo
per trovare ancora. E che un petto di madre
a volte, va cercato nell’universo.
con o senza l’aiuto di un dio.

Il mio cuore è qui. Nel sacrificio della pelle
sento picchiare il sole canti, e canti. i miei tamburi
sono estranei ai vicini. A loro la musica fa male
se non passa per la disciplina di certe radio locali.

I miei ragazzi dissero: ma qui non c è la guerra.
Risposi: non è vero: ciò che non sentiamo.
Non avevano mai ascoltato da vicino un sax.
qualcuno rabbrividì. e lo disse con amore.

Avevo svegliato i miei bambini. erano già svegli.
sentivano le nostre voci.

Se il mare ti batte contro tu diventa il mare.
Non fate domande, ai miei bambini.
i cuori pendolano il tempo tra
le lingue dei cuccioli. il suono attraversa i muri.

ottobre 2025

facemmo tardi per rinascere. Fatto
troppo privato.
Martin pescatore versa sulle acque
i colori dei cormorani. Non so più versi
per cantare il mondo, l’amore è
vergine per sacrifici illeciti d’umanità.
Sbranano i puma: per una comunità naturale,
necessario, non guerriera delle nostre leggi.
in Amazzonia impari a non tagliare le radici,
a curare le ferite, ad abbracciare quello che
non vedi.
[…]
Quando torni a scrivere (quando torno)
resuscitano, i morti, senza religioni;
non resuscitano, li ritrovi già in vita

………………………………………………….
[…]
i fiori bianchi sono sempre lì.
[…]
legat’a un sibilo

23/12/2024.

A Betlemme, di neve, non piovono fiori.
A Napoli è Natale. Sembra.
La vita e le persone che possono toccare
solo attraverso di me, in questa precaria:
o ancestrale sostanza. Potrò toccare
Loro, un giorno, una notte senza tempo
tutto suono. A Betlemme non piovono fiori.
È Natale. Sembra. Quale dio sei.
Tra i fornitori di guerra ci siamo pure
noi. Io no. Ma non sono mai stata a Betlemme.
Non mi muovo da qui. Un giorno parto.
Una notte senza tempo tutto suono.
Pioverà.

29/9/2024. dell’assenza

sono dell’assenza
doni di carne in tangibile
strinse il fiore il vento, non allude.

sussurrare un canto porta
il liquido tramonto a
nascere i fiumi purpurei. non allude.

sono dell’assenza

agosto 2024.

M’accompagna nei giorni

assolati. Tu non lo sai. nemmeno io,

finché m’accorgo. pensiamo i gatti

le sole cose così. creature, prego. invece

lei (magari lui). che differenza? lei m’accompagna, canta, nei

giorni assolati. tu non lo sai. io m’accorgo.

che senso vuoi all’inesistenza. bastiamo? tu

non lo sai. scorre un respiro, per questo ogni amore

in un canto. angoli da muri, la sua pressenza

a volte un soffio. [sax]

(10 agosto

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Osteggia pure oggi,

nella luce umbratile,

inostile all’atto del gioco

lungo i capelli intangibili

a un filo di vento da me

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Gli animali fanno in fretta,

per non essere colti,

oltre gli eterni rituali del

coesistere separati

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Le poesie d’amore io le scrivo da me

una bugia originale per ritrovarsi opali

fiori sepolti sotto un moccolo lunare

spalleggiato dal sole disperso nei suoi cicli

d’agosto con la neve addosso alla

fusione delle ceneri

(25 agosto

gennaio 2024. Micina

Aspetto te che non verrai
sul muro della conoscenza.
Spiraglio questo sole fuori
a noi, sconfinato e mortale.
Aspetto te che non verrai
sul nostro muro della conoscenza.
era il vento. siamo il vento. se canta.
Aspetto te che non verrai
il nostro spiraglio sul muro
sconfinato e accogliente.
Aspetto te che non verrai
il territorio marcato di riconoscenza.
Giocai un giorno a chi sparisse prima
in questo nascondino infinito.
Mi aspetteresti?
Aspetto te che non verrai
questa luce non fa il tuo verso
il rovescio la fede ogni volta,
delle carezze, della riconoscenza.
Giocai un giorno a chi sparisse prima
in questo nascondino infinito
nel colmo di sole. mi aspetterai?
era il vento, siamo il vento.
Mi aspetterai? Ci metterò tempo.

7/8/2023.

forse ho smesso di scrivere perché non potrai mai leggere. poi riprendo perché tu continui a vivere. di Guido non sapevo. nel distinto riconosco il vostro sangue; come direbbe Attilio: le vostre ossa. qui gli alberi, i pini, sudano resina, piovono umori di ginestre verso l’aria d’altari naturali dove non sono ammessi sacrifici, per la tanta bellezza resistente al senso del tempo. Cadrà l’uva prematura d’agosto, cade con tutto un ramo, per follie d’umanità. Torneremo a scrivere. torneranno gli uccelli neri.  il vento suona, risuona, trafugando le ossa. Dei figli già nati, domani.