
Cari navigatori e lettori di Face the Truth,
abbiamo deciso di terminare qui la nostra avventura di blogger. Dopo gli ultimi mesi di silenzio, ci congediamo dalla blogosfera.
Del resto non aveva senso questo “stato di vita latente” in cui versavamo. Ci siamo sforzati di riprendere ogni tanto, di rinnovarci, ma abbiamo realizzato che molte, troppe cose sono cambiate e che il nostro momento è finito.
Non sembra vero che siano passati 6 anni dalla nascita del blog. Ne abbiamo vissute tante. Tante battaglie politiche, portate avanti con passione, ma con pacatezza e apertura al confronto. Ci siamo sforzati di dare voce a tutti, di costruire dibattiti e di formulare critiche costruttive e proposte.
Nonostante i tanti troll che hanno spesso infestato il sito, non abbiamo desistito. Abbiamo avuto tanti amici e compagni di avventura, che non cito, ma che potete ritrovare nel blogroll. Amici preziosi e sinceri, alcuni dei quali tuttora continuano la loro attività.
Gli anni d’oro dei blog sono ormai tramontati. Abbiamo spesso parlato dell’incidenza dei social network, che fagocitano tutto il web. Sono cambiati i modi di comunicare. Tra il 2005 e il 2007 i blog toccarono l’apice della loro popolarità. E non è azzardato dire che siano stati uno straordinario strumento di democrazia informativa.
Certamente anche al giorno d’oggi i blog resistono, ma hanno perso la freschezza e l’incisività di un tempo.
Tutti questi cambiamenti ci hanno fatto sentire quasi dei pesci fuor d’acqua. Ma di sicuro – e per fortuna – le nuove generazioni di blogger ci sono e sono attive. Il loro compito sarà arduo, dovranno raccogliere una pesante eredità e tenere testa ai social network. Viviamo un’epoca di crisi a livello mondiale, e i blog potrebbero ritrovare nuova linfa, potrebbero ridare voce a una gioventù spesso soffocata da una gerontocrazia immobile e autoreferenziale.
Noi abbiamo sempre manifestato apertamente il nostro orientamento politico, senza ipocrisie. Non abbiamo cambiato idea e ci auguriamo che quanto accade oggi possa gettare le basi per un reale cambiamento.
E’ bello ricordare i momenti passati a scrivere: quasi ogni giorno il blog veniva aggiornato e trapelava tutto l’entusiasmo per questo straordinario mezzo.
E come non citare Tocqueville? Possiamo dire che in essa abbiamo trovato una famiglia virtuale, amici straordinari, legati dalle stesse idee. Tocqueville, la più grande comunità di blogger italiana.
Snake continuerà la sua attività di redattore di Tocqueville, contribuendo come sempre allo sviluppo della stessa.
Ci sentiamo onorati di aver fatto parte di questa comunità, alla quale siamo ancora legatissimi.
Nel corso degli anni ci siamo cimentati in progetti collaterali, che, seppur per un breve lasso di tempo, si sono rivelati assai proficui dal punto di vista editoriale.
Vorremmo dire tante cose, citare tanti blogger, scorrere centinaia di articoli. Ma ci vorrebbe una vita e non siamo inclini ai sentimentalismi. Non sappiamo cosa ci riserverà il futuro, per cui non diciamo addio poiché nuovi progetti potrebbero prendere corpo.
Vogliamo perciò chiudere con i ringraziamenti: grazi a Tocqueville e ai nostri amici redattori, grazie agli amici blogger, ai collaboratori, ai commentatori, a chi ci ha criticato costruttivamente, a chi ci ha sostenuto, nel bene e nel male.
E sopratutto, grazie a tutti voi lettori, che anche con un semplice click siete passati in questo piccolo grande blog.
Siamo orgogliosi di ciò che abbiamo fatto. La nostra speranza è di aver lasciato un buon ricordo e di aver contribuito, nel nostro piccolo, allo sviluppo del dibattito politico italiano ed estero.
Face the Truth saluta e va via. Ma rimane nel web con i suoi vecchi articoli sulla realtà a 360 gradi. Snake e Spider escono di scena in silenzio e senza troppi clamori, così come sono entrati.
Grazie cari lettori, un abbraccio e un saluto a tutti!
Snake & Spider










E’ da tanto che non scriviamo. Questo blog in effetti è un po’ silente. Vuoi perché il blog in sé oramai ha perso la verve di un tempo, la verve dei tempi d’oro dei blog, vuoi per altri motivi.
Ancora una volta il Capo dello Stato ha parlato poco e bene. Da Venezia ha infatti affermato che la politica italiana corre verso un’evoluzione benigna. Non risparmiando ovviamente alcune bacchettate verso determinati aspetti. Primo fra tutti quello del vuoto politico al ministero dello sviluppo economico. La stampa di tutta Italia è stata impietosa su tale argomento. Napolitano, seppur con velato garbo, ha ribadito la necessità di avere una solida guida per catalizzare lo sviluppo economico italiano. Berlusconi ha commesso l’errore di rimandare all’infinito la nomina del ministro. Col risultato che il dicastero è preda di “saccheggi” da parte di altri ministeri, specie per quanto riguarda i fondi FAS.
Ormai è dal 2008, cioè da quando il Pdl ha vinto le elezioni che Casini pensa di essere un elemento prezioso nella politica italiana. Per carità, rispetto come sempre chi ha votato democraticamente qualsiasi partito, ci mancherebbe. Ciò che fa sorridere è proprio l’atteggiamento dell’Udc. Cercano di dare a bere agli Italiani che loro sono l’ago della bilancia, che il loro “oscillare” sia un atto di responsabilità, che sia un esempio di equilibrio democratico.