Cronachette della fase tre (23 giugno – 1 luglio)

Questa settimana non ho seguito molto le vicende del mondo, è morto mio padre e tanto mi è bastato; certo rispetto ai miei genitori sono stato molto più fortunato perché mia madre è rimasta orfana di sua madre a cinque anni e mio padre del suo a sedici;  come orfano sono abbastanza attempato dunque, e sono grato a mio padre di aver aspettato la fine dell’emergenza per mollare gli ormeggi, altrimenti non avrei potuto andare nemmeno al funerale.

Funerale con mascherine, distanziamento, ma non ho potuto né voluto evitare gli sbaciacchiamenti di parenti e amici… ero un po’ timoroso perché consapevole che erano loro a rischiare di più, sono io quello proveniente dalla regione ancora infetta! Abbiamo reso onore alla vecchia cerqua¹, se fossimo stati a New Orleans avremmo chiamato anche la banda comunque abbiamo passato due giorni a bisbocciare con i miei fratelli e qualche parente rimasto, più che un lutto è stato un bel rito di esorcizzazione. Il prete mi ha detto che in quest’ultimo periodo sono morti un sacco di anziani (e me ne ero accorto dalla quantità di manifesti appesi sui muri) ma non di Covid, perché mica si muore solo di quello, ma semplicemente di vecchiaia. Mio padre è morto in poltrona, buffo per uno che le comodità le ha sempre schifate: ci metterei la firma, ma non su questa poltrona da smart working che è scomoda, come sapete.

Comunque l’economia riparte: in autostrada per 550 chilometri una fila ininterrotta di camion e il prezzo della benzina sta pian piano ritornando ai livelli pre-Covid. Nessuno metterà mai un freno a questa deriva, possibile che andiamo su Marte e non siamo capaci di far viaggiare le merci su rotaia anziché su camion? A proposito di merci su rotaia, sono già passati 11 anni dalla strage della stazione di Viareggio… riporto dal Fatto Quotidiano dell’altro giorno: “La prescrizione ha già cancellato i reati di incendio e lesioni colpose gravi e gravissime. Gli unici capi d’imputazione rimasti, ovvero il disastro ferroviario e l’omicidio colposo plurimo, sono legati al filo dell’aggravante dell’incidente sul lavoro.” e non commento, ma mi chiedo come possa esistere prescrizione per certi reati. O ci sono o non ci sono, la prescrizione è solo una beffa per le vittime, ma nel paese dei cavilli e degli avvocati tutto è possibile.

Visto che il frigorifero era vuoto ho anticipato la visita alla Coop e ho constatato ancora una volta che non esiste più l’alcool. Purtroppo non mi sono ricordato di farmene una scorta al paese, perché lì si trova, ma tutto sommato meglio così perché non sarei stato troppo tranquillo a viaggiare con una tanica nel portabagagli, ricordo la fine che fece il povero Scirea in Polonia, quando venne tamponato…

Per il resto non mi sembra sia cambiato molto durante la mia assenza: Berlusconi (anzi, di più i suoi a dire la verità) strilla al complotto dei giudici politicizzati, l’Iran ha spiccato un mandato di arresto contro Trump per l’assassinio del generale Soleimani, oggi a Salerno sono state sequestrate 14 tonnellate (!) di droga per un valore di oltre un miliardo di euro. Roba da non credere… che fine farà? L’altro giorno dopo il funerale ho rivisto un pezzo di “Quelli della San Pablo” con Steve Mc Queen, dove gli americani per far sparire un carico di oppio lo bruciavano nelle caldaie della nave, creando una nuvoletta stupefacente. Succederà la stessa cosa agli 84 milioni di pasticche o con qualche cavillo dovremo restituire pure quelle e con tante scuse?  Tanto qua liberiamo tutti..

Amiche e amici, basta mugugni, basta reprimende: chi vuol essere lieto sia, del doman non v’è certezza; per farmi compagnia mi sono comprato un nano da balcone, l’ho nascosto tra le piante ed ho aspettato che la giardiniera se ne accorgesse; dopo qualche giorno l’ha scoperto ed ha guardato in alto, forse pensava fosse caduto dal cielo, volevo lasciarglielo credere ma purtroppo mi è scappato da ridere, mi ha sgamato e ha riguardato in alto scuotendo stavolta la testa. L’ho chiamato Pappolo, un po’ mi assomiglia, tiene le mani dietro la schiena e gli piace guardare chi lavora, e anche lui racconta pappole…

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¹ Non è un errore: da noi la quercia si chiama così…

Dagli amici ci guardi Iddio

Visto che va di moda appellarsi a Dio, sarà bene tirar fuori il vecchio proverbio: “Dagli amici ci guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io”.

I cosiddetti amici hanno attaccato un paese, l’Iran, causando morti e distruzioni, nel bel mezzo di una negoziazione, un atto che da solo li qualifica, e non è nemmeno la prima volta; con pretesti vari ma con un unico vero scopo: destabilizzare il paese per sottometterlo agli ordini degli us-sionisti. Senza avvisare gli “amici”, come il nostro paese, e lasciandoli come al solito con i cocci da raccogliere e i conti da pagare.

Stavolta però qualcosa sta andando storto; gli iraniani resistono, colpiscono le basi americane nei paesi vicini e bloccano il traffico del petrolio per aggressori e loro amici (tra cui noi). Stanno pagando un prezzo molto alto, le distruzioni alle infrastrutture e alle strutture civili sono innumerevoli, ad anche i siti storici vengono colpiti. Non si avverte lo sdegno di quando le stesse cose le facevano i talebani, chissà come mai.

L’Unione Europea come al solito sta facendo una figura penosa, ed il solo Sanchez ha avuto il coraggio di esprimersi direttamente contro l’aggressione (a proposito, com’era la storia di aggressore/aggredito? Funziona solo per l’Ucraina?).

Il nostro governo, cercando di barcamenarsi in maniera desolante, aveva addirittura un ministro a Dubai quando sono partiti gli attacchi, tanto siamo considerati; l’attacco ha lasciato migliaia di persone a piedi senza possibilità per giorni di tornare a casa; ma nessuno al governo che abbia alzato la voce, o almeno protestato. La premier ha detto di non avere oggettivamente gli elementi per condannare o condividere l’attacco: siamo in buone mani, non c’è che dire. Un altro motivo per votare no il 22-23 marzo.

Insomma, abbiamo un paese, Israele, con un capo che si appoggia a personaggi che dicono di ricevere il diritto da Dio, e un paese, gli Stati Uniti, dove il capo si sente egli stesso Dio, che decidono di punto in bianco di attaccarne un altro, accusandolo tra le altre cose di oscurantismo religioso. Il ministro delle finanze di Israele sostiene che il diritto internazionale non si applica agli ebrei, che questa è la differenza per il popolo eletto; il presidente americano si fa riprendere con una ciurma di fondamentalisti cristiani evangelici che gli impongono le mani mentre finge di pregare. E poi i pazzi sarebbero gli Ayatollah!

Nel frattempo vengono bombardati i libanesi, 700.000 sfollati su una popolazione di 2 milioni e mezzi; ucciso anche un sacerdote cristiano che cercava di aiutare dei feriti; a Gaza, anche se è dimenticata, gli israeliani continuano ad uccidere persone, i valichi restano chiusi, e in Cisgiordania l’occupazione non si ferma.

Nel frattempo da noi sta passando una legge, cosiddetta del contrasto all’antisemitismo, che equipara le legittime critiche alle istituzioni israeliani all’odio verso gli ebrei. A parte che mi pare che in questo periodo l’antisemitismo stia montando proprio a causa del governo di Tel Aviv, in Senato la legge è passata ovviamente con i voti di tutto il centro destra (chi si somiglia si piglia) e dei soliti ascari di centro (Azione, Italia Viva); il PD si è astenuto tranne qualcuno che ha votato a favore e che vale la pena di ricordare: Delrio, Verini, Bazoli, Zampa, Sensi e Casini. Anche per la Camera si sta preparando una pattuglia di volenterosi. Nel caso qualcuno avesse intenzione di votarli alle prossime elezioni.

Non so come finirà questa guerra. Può finire molto male per tutto il mondo. Spero che gli iraniani resistano e possano decidere da soli del proprio futuro. 

Di sicuro non si può continuare ad assecondare queste azioni criminali. Chi tace acconsente. Non tacciamo, prima che ce lo impediscano del tutto. 

Crimini preventivi

E che vuoi dire. Le parole ormai non bastano più, non servono più. Rimane solo lo schifo. Lo sconforto, la perdita totale di stima, anzi il disprezzo, per chi con argomenti vacui, triti e ritriti e soprattutto falsi e confutati dai fatti, in questi trenta anni di delirio in quella che doveva essere la fine della storia, li giustifica ancora e ancora, qualsiasi cosa facciano. Il velo delle donne, la democrazia, bla bla bla. Si è visto in Iraq, in Afghanistan, in Libia, in Siria (qui il capolavoro: hanno messo al governo uno dell’Isis) quanto gliene frega della democrazia. Ma nemmeno nel loro paese gliene frega niente della democrazia, sennò non potrebbero fare quello che fanno. Ma chi può ancora crederci, se non in malafede? Sono così sottomesse, le donne iraniane, che sono il 70% dei laureati nelle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). In Italia ce lo possiamo solo sognare. Mi meraviglia che ci sia ancora qualche iraniano che ci possa credere. Provo anche un senso di pena, di vergogna, per quegli iraniani all’estero che manifestano contenti mentre i propri concittadini vengono bombardati. Una intera scuola piena di bambine (meglio liberarle subito dal velo), ospedali, e siamo solo all’inizio. C’è chi inneggia al figlio dello scià, cioè di un criminale salito al potere dopo un altro intervento anglo-americano quando, guarda un po’, la democrazia c’era. Ma quella lì, di democrazia, non gli piaceva, perché il petrolio se lo volevano tenere loro. E giustamente gli ayatollah, quando gli iraniani hanno fatto la rivoluzione, l’hanno spazzato via.  

Grande preoccupazione per far tornare a casa chi è andato in vacanza a Dubai (non mi capacito che qualcuno possa andare in vacanza _ o a studiare _ a Dubai, ma è un mio problema), nemmeno una parola su chi sta morendo sotto le bombe. Una cricca di criminali di guerra e depravati si arroga il diritto di decidere come devono vivere gli altri popoli. Ad uno pare l’abbia detto addirittura dio, l’altro si crede lui dio. Stavolta senza nemmeno allestire una coalizione di “volenterosi”, anzi senza nemmeno avvertirli e mettere in pericolo tutti. Ma hanno ragione, che bisogno c’era di avvisarli? Tanto sono così volenterosi che si offriranno da soli. 

Ci preoccupiamo che aumenterà il costo dell’energia e le imprese ne risentiranno. Le imprese forse, ma sicuramente i poveracci che già fanno fatica oggi a tirare la fine del mese e a cui già si fa pagare, e salato, il costo della guerra alla Russia. L’unico leader () europeo che si è dimostrato un uomo, un hombre vertical, e a dire qualche parola di condanna è stato Sanchez, il primo ministro spagnolo. Socialista. Magari manderanno i marines a rapirlo, come con Maduro. Per liberare anche gli spagnoli, è ovvio.

Sensazioni negative, delusione, impotenza, inutilità, depressione. Cristianità, umanesimo, politica come ricerca del bene comune, fiducia nel progresso, tutto finito nel cesso. 

Pensavo, invecchiando, che il mondo potesse migliorare. Mi sbagliavo, evidentemente. Il meglio ce l’ho alle spalle, tanti auguri ai giovani, ne avranno bisogno.    

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A lei l’hanno chiesto come vuol vivere?

Si chiamava Olena e voleva un grave uomo

Il 20 luglio 2015 pubblicavo un post dove raccontavo di una mail, di quelle che ancora oggi arrivano per acchiappare i gonzi, o gli illusi, dove una sedicente donna ucraina, di sanissimi principi e caritatevole, cercava un grave uomo, qualunque cosa volesse dire, per una tenera amicizia:

Mi chiamo Olena e voglio un grave uomo

Era un altro mondo, anche su wordpress: molte più interazioni, molti più contributi, molta più leggerezza. A rileggere la discussione seguita a quel post mi viene un po’ di tristezza, la maggior parte degli amici di quel tempo non c’è più, qualcuno proprio fisicamente.

Ricordo che ricevetti anche un messaggio da una donna che mi ringraziava perché la stessa mail era stata ricevuta da suo marito, e lei aveva sospettato che lui la tradisse o cercasse comunque la compagnia di altre donne: la rassicurai dicendole che erano messaggi che venivano lanciati come reti a strascico, e se pescavano qualcuno era solo per spillargli dei soldi. A mio avviso avrebbe dovuto farsi qualche domandina sul perché suo marito avrebbe dovuto cercare altre attenzioni oltre le sue, forse era grave.

Olena la ringrazio comunque perché il suo nome mi ispirò per il personaggio delle mie storie, anche se la feci diventare russa.

Da allora in ben 76 miei post compare la parola ucraina, con un’impennata naturalmente negli ultimi quattro anni. Un’ossessione, quasi. Ricordo quando iniziò la guerra: stavamo uscendo dalla quarta ondata di Covid, al governo c’era Draghi, che invece di tener fuori il nostro paese da un conflitto che non ci riguardava, come la costituzione gli avrebbe permesso, ci chiese se volevamo la democrazia o i condizionatori. Io il condizionatore non ce l’ho, peraltro, e della mia risposta se n’è fregato. Ricordo anche la prima bolletta del gas che arrivò a mia suocera, dopo le sanzioni che ci infliggemmo da soli: +30%, una botta da 900 euro che le pelò via una bella fetta di pensione.

Inizia il quinto anno di guerra. Mi sono preso, come tante persone che cercavano di ragionare, del pacifinto, putiniano, filorusso, sono stato invitato ad andare in Siberia. Ho sentito un prete dire che se gli fosse entrato un russo nel giardino gli avrebbe sparato con il fucile. Ho visto montare ad arte la russofobia in casa nostra, un paese che fino a poco prima ai russi stendeva tappeti rossi (basta che avessero soldi, meglio se tanti). Ho visto i soldi delle nostre tasse usati per mandare armi a Kiev, e finire in cessi d’oro, mentre i nostri tribunali, le nostre scuole, i nostri ospedali vanno a pezzi. Ho visto definire spie i medici russi venuti ad aiutarci all’epoca della prima ondata del Covid (e c’erano anche i cubani, che ora vengono strozzati disumanamente dai nostri “alleati” americani, e noi non abbiamo niente da dire). Ho visto due nullità politiche come la Picierno e Calenda (con rispetto parlando) attaccare un ragazzo di 19 anni che a scuola aveva osato organizzare un incontro con due giornalisti italiani che avrebbero dovuto parlare di giornalismo di guerra dal Donbass.

Bene, da oggi di Ucraina non voglio più parlare. Mi ha fatto seccare l’ispirazione e non solo; se vogliono andare avanti altri dieci anni con la guerra, fatti loro. Ci spilleranno ancora miliardi su miliardi, cercheranno di farci entrare in guerra anche noi, magari a quel punto qualcuno si sveglierà e dirà finalmente che è ora di farsela finita.

Spero solo che Olena stia bene e, nel frattempo, un uomo grave l’abbia trovato per davvero.

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NO, NO, e poi NO!

Amiche e amici, 

lo sapete vero che i prossimi 22 e 23 marzo saremo chiamati a votare nientemeno che per un referendum costituzionale che verte sull’appassionante argomento della separazione delle carriere dei magistrati? Sette articoli sette della Costituzione verranno toccati, ed ecco che i cittadini, in pochissimo tempo trasformati da esperti infettivologi, strateghi di guerra, competenti di ogni sorta di sport invernale, possono finalmente sublimare le loro capacità diventando costituzionalisti. Che onore, per quelli come me che hanno fatto solo l’istituto tecnico! 

Riforma (!) voluta fortissimamente dal governo in carica, evidentemente ritenuta prioritaria rispetto ai problemi evidenti del paese, che so, i salari bassi, la denatalità, il dissesto idrogeologico, l’invecchiamento, il declino della scuola, della sanità, del welfare in generale, e sì, della giustizia. Giustizia lenta, sommersa da processi per leggi assurde, allo stremo per risorse materiali e umane: la riforma (!) sistemerà almeno questa parte, il cittadino comune ne trarrà beneficio? Manco per idea, e a dirlo è nientemeno che il ministro in persona. E allora? Ma del resto mentre la Sicilia frana il governo si ostina a spingere un ponte che non servirà a nulla, oppure mentre la gente non riesce a pagare le bollette del gas aumenta stratosfericamente le spese per le armi, si vede che la priorità in questo paese, pardon nazione, sono le carriere di magistrati. 

Ammiro molto chi si è preso la briga di studiare le norme nel merito, di sviscerarle, dargli il voto. Chapeau. Nel mio piccolo l’ho fatto anch’io, ma non è questo il punto cari amici. Il fatto è che, anche se ci raccontano che le ideologie sono cadute, l’ideologia a cui si rifà questo governo è ben viva e vegeta; e lo scopo di questa riforma (!) è tutto ideologico, ovvero mettere la magistratura sotto il controllo dell’esecutivo. Nemmeno del parlamento. Va be’, direte, questo nella riforma non c’è scritto. Vero, ma fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio. 

Si stanno esprimendo diverse personalità, chi per il sì chi per il no; leggo vari commenti nei blog di amici che frequento; in diversi di questi si legge (specialmente da parte di quelli che dicono che voteranno sì): io non voto perché me lo dice qualcuno, io ragiono con la mia testa. Amici, non sopravvalutate la vostra testa. Pensate a quante cazzate vi ha fatto fare nel corso della vostra vita, e magari affidatevi ad un buon consiglio.

Comunque, mi sono fatto qualche domanda e dato qualche risposta, voi fate come vi pare. 

  1. Ti fidi a far mettere le mani sulla Costituzione Italiana antifascista da questo governo, composto da a) un partito erede del Movimento Sociale Italiano, composto all’epoca di nostalgici fascisti estranei alla Costituzione b) un partito in origine secessionista in cui il fondatore invitava a pulirsi il culo con la bandiera italiana, c) il partito personale di Berlusconi che continua inspiegabilmente a prendere voti anche dopo morto d) qualche cespuglietto di ciellini: NO
  2. Questa riforma era scritta nel Programma di Rinascita Democratica da Licio Gelli (gran maestro della Loggia massonica eversiva P2) ed è stata un cavallo di battaglia della buonanima B. (non a caso iscritto alla Loggia P2). Per decantarne le virtù hanno scongelato persino Fabrizio Cicchitto, ex socialista e poi berlusconiano, anche lui P2. Potrebbe essere, anche per sbaglio, una cosa buona? NO
  3. Vuoi contraddire il sobrio ministro della Giustizia, che dice che questa riforma da lui promossa non migliorerà la durata dei processi? NO
  4. Dicono che questa riforma ci avvicinerà alla giustizia americana. Ti piace il modello di giustizia americano, vuoi avvicinarti alla giustizia americana? NO 
  5. Pensi che continuando a non dare soldi e mezzi alla giustizia questa possa migliorare perché le carriere dei magistrati si separano? NO
  6. Voteresti mai qualcosa, anche per decenza, come la Santanchè (ministro del Turismo, indagata per bancarotta fraudolenta)? NO
  7. Pensi che i cittadini abbiano come prima preoccupazione nella vita la separazione della carriera dei magistrati? NO 
  8. Secondo te è dignitoso per lo Stato che il sobrio ministro della Giustizia definisca  l’Associazione nazionale magistrati “una società paramafiosa”? E se anche fosse, la riforma cambierà la situazione di una virgola? NO
  9. Pensi che Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica a Napoli, sotto scorta da anni per le sue inchieste sulla ‘ndrangheta in Calabria, oggetto di tentati attentati, come ha detto il nostro sobrio ministro della Giustizia abbia bisogno di un test psico-attitudinale perché ha ipotizzato che i mafiosi trarranno vantaggio dall’indebolimento della magistratura insito in questa riforma e quindi voteranno per il sì? NO
  10. Pensi che questo governo potrà continuare come niente fosse se perderà il referendum su questa riforma fortissimamente voluta? NO

Ricordatevi che il quorum su questo referendum non c’è, basta un voto in più: a buon intenditor, poche parole…

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Voci e Suoni nel Silenzio

Amiche e amici,

come vi ho accennato qualche volta, tra i miei interessi c’e’ quello di organizzare concerti. Avevo aperto un piccolo blog l’anno scorso, ma la settimana scorsa mi sono accorto che non avevo cliccato su wordpress il tastino per pubblicarlo, pertanto non l’ha visto nessuno (non che mi aspettassi chissa’ quale affluenza, comunque). Ora finalmente quel tastino l’ho cliccato e il sito e’ online qui; chi volesse dargli un’occhiata mi fara’ un favore, anche per consigliarmi modifiche e migliorie… ah, se conoscete bravi musicisti che vogliano venire a fare una gita a Como e approfittarne per suonare in un posto suggestivo (gratis o quasi…) ditegli pure di contattarmi. Il programma per quest’anno e’ completo, ma per l’anno prossimo ci si puo’ mettere d’accordo…

A presto!

Una giornata della memoria da dimenticare

Amiche e amici,

premesso che queste “giornate di” mi hanno sinceramente rotto le scatole, e la giornata della povertà e la giornata dei migranti e la giornata dello scopone scientifico e la giornata contro la violenza sulle donne e la giornata del pane carasau insomma alla fine anche i temi più nobili si banalizzano e passata la giornata gabbato lo santo, mai come quest’anno non avrei voluto partecipare alla giornata della memoria. Che sarebbe, credo lo sappiano tutti, la giornata in ricordo della Shoa, ovvero il genocidio degli ebrei compiuto durante la seconda guerra mondiale dai nazifascisti. Il giorno è stato scelto perché il 27 gennaio 1945 è quello in cui l’Armata Rossa (e non gli americani, caro Benigni, cosa si fa per prendere un Oscar) è entrata ad Auschwitz. Non so se c’è una giornata per ognuna delle altre categorie sterminate, se uno si legge ad esempio il bel libro di Erich Maria Remarque “L’ultima scintilla” potrà riflettere sul fatto che nei campi di concentramento c’erano ebrei, slavi, musulmani, politici, zingari, omosessuali, e detenuti comuni, adesso non so se per ognuno c’è una giornata della memoria, non basterebbe il calendario.

Ad ogni modo, perché quest’anno non volevo partecipare? Perché mi pare che, come dice Di Battista, la memoria dell’orrore dovrebbe servire come monito a non ripetere quanto è successo (e Levi lo diceva: è successo, e può succedere ancora), ma a che serve se il genocidio sta avvenendo precisamente adesso, a Gaza, e gli artefici sono gli israeliani? E il mondo che sparge fiumi di retorica non ha fatto una beata mazza per fermare la carneficina, e tuttora sta a guardare. Oscenamente, Trump e soci si apprestano a trasformare Gaza in un grande resort. Spero che il Signore mi risparmi, nella vita, di conoscere qualcuno che andrà a passare le vacanze a Gaza.

Guai poi a dire che lo stato colonialista di Israele si sta comportando in Cisgiordania come fecero gli americani con gli indiani di America: si passa per antisemiti. Del resto c’è un movimento in Europa (spinto chissa da chi?) per equiparare la critica al governo israeliano all’antisemitismo. Per cui se dei coloni fuori di testa, spalleggiati da ministri più fuori di testa di loro, ammazzano i legittimi proprietari palestinesi della terra dove vanno a insediarsi, perché dio in persona gliela ha promessa, non si potrà dire: ma non vi vergognate, ma di che Dio state parlando? L’altro giorno il nostro prete ha detto “preghiamo per i nostri fratelli maggiori”. Ma io non mi sento assolutamente fratello minore di qualcuno che adora un dio di questo genere. Il mio, anche se non è che ci creda poi proprio al 100%, è Dio padre di tutti, anche di quelli che non credono in Dio, pensa te, e la terra che promette non è su questa terra, e tantomeno è quella di qualcun altro…

Comunque, alla fine alla giornata, anzi alla serata, sono andato. Organizzata dall’Auser, questa associazione di anziani per la “cittadinanza attiva” (pure troppo: vecchietti datevi una calmata, che fine ha fatto la sana briscola, le bocce?) in circoscrizione, dalle 19:30 visione di filmati, seguito da un piccolo buffet (nemmeno tanto piccolo, io comunque per sicurezza avevo cenato), e poi dalle 21 balli popolari: ebraici, armeni, rom, palestinesi, insomma tutti popoli che nei secoli se la sono vista brutta. I filmati scelti sono stati molto toccanti: Primo Levi, ma poi soprattutto Gaza. Che se fosse ancora vivo direbbe ma che diavolo stai facendo, Israele? Come Moni Ovadia, come Anna Foa, come Gad Lerner; abbiamo visto servizi della televisione svizzera (!) con interviste a medici di Emergency, interviste a bambini della Cisgiordania. Orrore, puro orrore, e purtroppo non c’è nemmeno un’Armata Rossa a liberarli.

Come dicevo l’altro giorno ad un amico, gli antifascisti erano dalla parte giusta allora, e lo sono anche oggi: e fa specie vedere i nipotini di quelli che allora mandarono gli ebrei nelle camere a gas, arrivati al governo, stringere le mani a Netanyahu. Chi si somiglia si piglia…

Per mitigare l’amaro in bocca per fortuna c’erano un paio di bottiglie di barbera, e qualche dolcetto. E poi via coi balli! Il primo ballo è stato proprio un bel ballo ebraico, da fare in un grande cerchio. Purtroppo una delle ballerine è inciampata, ha perso l’equilibrio ed è caduta in terra, battendo sullo spigolo di un tavolino. Era chiaro che aleggiava la sfiga (stamattina ho saputo che si è rotta due costole, poverina). Mi è sembrato un segno del destino: se non si può evitare la memoria che almeno si eviti la giornata. Me ne sono andato lasciandoli ai loro balli. Ma prima, un altro goccio di barbera, non si sa mai.

Olena in convento (5)

Nel lungo corridoio del piano seminterrato che collega le cucine con gli accessi alle cantine, e dove si trovano la farmacia antica e i nuovi laboratori dove le suore producono il famoso unguento Santa Ferragna, utile sia per le emorroidi che per ridurre le rughe del viso (a seconda di dove venga applicato), ombre furtive si aggirano con fare circospetto. Due di queste, all’apparenza suore, una alta e una non molto, si dirigono decisamente verso la cucina; controllano che nessuno sia nei paraggi e poi con movimento fulmineo si infilano dentro e si chiudono la porta alle spalle.
«James caro, il menu del convento mi ha lasciato, come dire, insoddisfatta. Non discuto la qualità del minestrone, verdure dell’orto, chilometro zero, tutto biologico, ma avrei trovato una bella bistecca, magari con due patate, decisamente più adatta per la missione alla quale siamo stati chiamati. Capisco che non si voglia indulgere ai piaceri della carne, ma almeno un po’ di pesce l’avrei gradito… Pensi di riuscire a rimediare qualcosa?» chiede al fido maggiordomo, che nel frattempo si è messo all’opera e nei ripiani del capiente frigorifero ha già individuato delle pietanze da utilizzare all’uopo.
«Se la signora si accontenta di qualcosa di riscaldato, ci sono qui un interessante timballo e un arrosto. Le teglie hanno un cartellino “Riservato per il Vescovo”. C’è anche una torta, se gradisce»
«James, non deludi mai. Sono sicura che il Vescovo ci perdonerà, anche perché con tutte le donazioni che faccio a questo convento potrei svuotare tutta la dispensa e ne avrei sempre di avanzo. Vada per timballo e arrosto, crepi l’avarizia. Ma il desinare andrebbe innaffiato con un buon bicchiere di vino, non trovi? Rosso, corroborante, antiossidante e coadiuvante del sonno. Tanto più che quello scellerato di Svengard mi ha lasciata sola, e se non bevo un goccetto quando mi addormento? Facciamo così: tu inizia a preparare, io faccio un salto in cantina e sgraffigno una bottiglia. Vado e torno!» e così dicendo Gilda esce, diretta alla cantina dove il vino è messo a stagionare in enormi botti, e dove ci sono file di scaffali divise per annate.
Stranamente, la porta è socchiusa ed un filo di luce filtra dalla soglia. La prudenza consiglierebbe una pronta ritirata ma la curiosità, che come si sa è donna, spinge la Calva Tettuta ad accostarsi per cercare di capire chi ha avuto la sua stessa idea. Già pronta a redarguire qualche corista dispersa o qualche suora diversamente astemia, con grande stupore quelle che sente sono le voci di due uomini che parlano a voce bassa.
«E’ tutto pronto dottore, attendiamo solo il suo ordine. I test sugli animali sono soddisfacenti, abbiamo avuto solo il 10% di perdite, ma ora bisogna passare alla sperimentazione umana. Se fosse pronto il volontario, potremmo procedere…»
«Il volontario c’è, non preoccuparti. Mi servono solo un paio di giorni per organizzarmi. Tu tieniti pronto, e nel frattempo niente sciocchezze. Questa è una cosa che cambierà la storia del mondo, saremo osannati come benefattori dell’umanità, ma che dico, saremo venerati, saremo i nuovi dei!»
Gilda sente i peli del corpo rizzarsi. Non tanto per quello che ha sentito, che del resto non ha capito, ma per chi l’ha detto. Corre in cucina e si chiude la porta alle spalle, restandoci appoggiata con la schiena. James la guarda perplesso, e alza un sopracciglio.
«Non ha trovato il vino, signora?»
«Lascia stare il vino adesso, James. Abbiamo un problema più grande, anche se in effetti un goccio non avrebbe fatto male. Sei pratico di riti vudù?»
«Signora?»
«Sì, insomma, quella roba con bambole e spilloni, Baron Samedi e tutto il resto, hai presente 007 vivi e lascia morire?»
«Mi duole deluderla signora, ho passato un bel periodo ad Haiti, paese pieno di meraviglie naturali come le cascate turchesi del Bassin Bleu, con delle spiagge incantevoli, ma niente vudù»
«Peccato, James. Non prenderlo come un appunto, ma pensavo facesse parte del bagaglio del governante»
«Se può interessare ho anche visitato l’isola dei pirati, signora»
«James, lasciamo da parte i pirati per ora, vuoi? La minaccia è ben più grande. Lui è vivo!»
«Lui, signora? Temo di non capire. Si riferisce a qualcuno in particolare?»
«James, non fare lo gnorri. O il furbo, se preferisci. Sai benissimo a chi mi riferisco quando dico “Lui” e non è quello col mascellone che faceva arrivare i treni in orario. “Lui” è lui, è Evaristo, l’ho sentito con le mie orecchie!»
«Deve esserci un equivoco, signora. Il signor Evaristo è morto da parecchio. Lei ha addirittura ricevuto la visita del suo fantasma, e più di una volta. Come può essere?»
«Non lo so James, so solo che la prossima volta che lo seppellisco gli pianto prima un paletto di frassino nel cuore e poi per sicurezza lo faccio cremare. Adunata, James, tutti nella mia cella, gabinetto di guerra. Revocate tutte le licenze, dress code giubbetto antiproiettile e armi leggere. Ah, James, porta tutto il timballo e l’arrosto, e anche la torta. Il Vescovo digiunerà, una volta tanto»

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I miei personaggi ci tenevano a salutare tutti i lettori ed augurare loro una splendida fine anno ed un migliore inizio. Sono un po’ arrabbiati perché li faccio lavorare poco, cercherò di rimediare. Buon anno a tutti!

Dizionarietto dell’anno (U-Z)

U

Ucraina

Secondo i dati comunali, a fine 2024 gli ucraini residenti a Como erano 773, rappresentando la quarta comunità straniera più numerosa, dopo rumeni, filippini e srilankesi. Qualcuno di questi lo conosco, e non ci pensa nemmeno a tornare al proprio paese, anche se quando si parla di guerra è favorevole alla continuazione a oltranza. Io continuo a pensare che in questa situazione non dovevano ficcarcisi, che i negoziati andavano fatti prima o anche subito dopo l’inizio della guerra, avrebbero ottenuto molto di più e soprattutto non avrebbero sacrificato centinaia di migliaia di giovani per niente, che la carneficina e le distruzioni servono solo a ingrassare oligarchi e mercanti di armi. Il loro Stato si è ormai impegnato anche le braghe e ha venduto tutto il vendibile, non hanno ancora capito che chi gli si presenta come amico è quello che gli ha messo un cappio alla gola. I migliori amici che avevano erano quelli che venivano spernacchiati come pacifinti e filoputiniani. Poi andassero a piangere da Calenda però… chi è causa del suo mal pianga sé stesso.

Urania

Urania è un periodico di fantascienza della Mondadori; i suoi libri mi hanno accompagnato in tantissimi viaggi in treno da pendolare, da qualche anno li ho persi di vista, un po’ perché in treno ormai ci viaggio poco e perché ho altre letture che non riesco a fare. Ma vale la pena di leggere libri, quando ormai nella fantascienza ci siamo dentro in pieno? Droni aerei, navali e terrestri, controllo delle comunicazioni, processi alle intenzioni, blocchi arbitrari di conti correnti e spostamenti, pandemie originate da ricerche sfuggite di mano, guerra atomica sdoganata, neolingua, dissenso trattato come terrorismo (o al minimo tradimento della patria), transumanesimo, teorici della divisione in caste in base al QI, fanatici messianici, ma non saremo finiti in un universo parallelo? 

V

Venezuela

Non mi sembra di udire strilli di aggredito e aggressore mentre un paese si arroga il diritto di bombardare navi civili affondandole e uccidendo gli equipaggi, sequestrare petroliere, chiudere spazi aerei, minacciare invasioni e auspicare cambi di regime (dopo averli finanziati per anni, ma andati male). Lo sappiamo benissimo che tutto è per il petrolio venezuelano, altro che lotta al narcotraffico. Però in questo caso l’aggressore è un amico, allora va tutto bene.

Verba volant, scripta manent.

Ma solo se scritti sulla carta, però. Di tutto quanto scritto sul digitale non rimarrà più niente, rassegniamoci cari blogger.

Z

Zelenskji, Vladimir

Come carriera non c’è male, da suonatore di piano con l’uccello a presidentissimo. Gli ucraini l’hanno votato, lo sostengono (anche se non so ancora in quanti, bisognerebbe che votassero per saperlo), contenti loro contenti tutti. Finirà male e questo credo che lo sappia anche lui, lo faranno fuori proprio quelli che più lo appoggiano, è un po’ troppo ingombrante per il dopoguerra.   

Zero virgola.

E’ la crescita economica stimata per il nostro paese nei prossimi anni. Il nostro governo fa proclami trionfalistici, non so che erba fumano, deve essere buona davvero. Di aumento degli stipendi manco a parlarne. Quello che aumenta sarà solo la spesa per le armi: sospetto che prima o poi ci toccherà usarle, mica possiamo lasciarle ad arrugginire in qualche deposito.

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Amici e amiche, ce l’ho fatta! Ho finito l’alfabeto prima di Natale, come mi ero ripromesso. Tralascio K, J e W che non appartengono all’alfabeto latino, ci pensi qualcun altro. Questo mi pare di buon auspicio per il prossimo anno, chissà che non riesca a continuare e magari finire l’ultima avventura della cara Olena? Intanto auguri a tutti voi e alle vostre famiglie i migliori auguri di Buon Natale e Buone feste. Un abbraccio!

Dizionarietto dell’anno (R-T)

R

Russia

A fine giugno 2018 sono stato in Russia, con un viaggio organizzato, in occasione del trentesimo anniversario di matrimonio. Dopo pochi giorni sarebbero iniziati i campionati del mondo di calcio, poi vinti dalla Francia: l’Italia non si era qualificata, con grande dispiacere dei russi che si aspettavano un gran numero di tifosi dal nostro paese. Sono stati dieci giorni bellissimi, visitammo San Pietroburgo (che io mi ostinavo a chiamare Leningrado), Mosca e il cosiddetto Anello d’Oro, ovvero le cittadine storiche che formano appunto un anello intorno alla capitale: Vladimir, Suzdal, Kostroma, Jaroslavl, Rostov, Sergei Posad… faceva un caldo micidiale; imparai lì che il Cremlino non è solo a Mosca, ma in pratica ogni città aveva il suo Cremlino, che era il centro del potere amministrativo; una quantità esagerata di chiese, che mi fece dubitare di quanto si raccontava da noi, che i comunisti avevano bruciato tutte le chiese (e mangiato i bambini, tanto per gradire). La Crimea era stata annessa nel 2014, ma non fu un impedimento tale da bloccare i giochi. A quel tempo ai russi in Italia stendevamo tappeti rossi (specialmente a quelli con tanti soldi); i nostri politici avevano rapporti a tutti i livelli, anche parecchio amichevoli. Gli italiani erano ben visti; qualche sanzione in realtà era già stata messa, ma su quello i russi ci prendevano un po’ in giro, come ci capitò in un ristorante: “Siete fantastici. Non ci mandate più le mozzarelle e abbiamo  imparato a farcele da soli, grazie”. Vidi, ovviamente da turista, delle città forse più “europee” delle nostre: vive, piene di giovani, con gente affaccendata per andare al lavoro ma curatissima (donne bellissime), piene di musei, di teatri, di cultura, e con un grande orgoglio di quello che erano e della loro storia, il comunismo lasciato ormai alle spalle ma con un respiro di sollievo per quello che avevano rischiato di diventare nel periodo seguito al crollo del comunismo. Salire sulla collina Plokonnaja, sopra Mosca, e addentrarsi nel Parco della Vittoria, è un’esperienza che fa capire molto di quel popolo. La Grande Guerra Patriottica, chiamano la carneficina della Seconda Guerra Mondiale. Mi ero preparato qualche mese imparando a leggere il cirillico (mi sarebbe anche piaciuto capirlo e parlarlo, ma avrei dovuto studiare molto di più…). Ora cercano di convincermi che i russi sono il mio nemico, che prima o poi verranno a invaderci, che se non ci armiamo fino ai denti ci attaccheranno per conquistarci. Ma che se ne fanno di noi? Sono già in parecchi, mi pare. E poi le mozzarelle ormai se le fanno da soli. Fino a prova contraria siamo stati noi che abbiamo provato a invaderli, nel 1941, e ci siamo rotti le ossa. Comunque spero che per il quarantennale, ammesso che sia in grado di andare da qualsiasi parte, tutto questo delirio sia finito, perché un altro giretto mi piacerebbe proprio farcelo. Devo ancora andare a vedere un balletto al Bolshoi… 

Rassegna musicale.

Quest’anno ho organizzato una rassegna musicale. Voci e suoni nel silenzio, si intitola, e si svolge d’estate nella Basilica di San Carpoforo, la seconda più antica di Como. Era la terza edizione, nelle prime avevo dato una mano ma cercando di non farmi coinvolgere troppo; poi l’ideatore se ne è andato e il dilemma era se chiuderla lì o continuare, assumendosi le responsabilità del caso. Ci siamo guardati in faccia, con il gruppetto promotore, ed alla fine qualche scriteriato ha detto: “Giò, tu sei bravo a organizzare, provaci. Noi ti veniamo dietro, poi se va male pazienza”. Ci farò un post su questa esperienza, davvero formativa. Fatto sta che la rassegna è partita, ho sudato sette camicie e maledetto mille volte il giorno che ho accettato, ma alla fine devo dire che è venuta bene e sono abbastanza contento. Ora sto preparando il calendario 2026 e sembra incredibile ma ho problemi di abbondanza: cioè c’è più gente che vuol venire a suonare/cantare delle date che abbiamo a disposizione. Considerando che non li paghiamo, non è male…

S

Sostenibilità

Altro argomento passato nel dimenticatoio. Continuiamo allegramente a consumare più di quello che dovremmo: suolo, risorse energetiche, acqua, aria… invece di ragionare tutti insieme come umanità,ovvero che le risorse che ci sono al mondo andrebbero divise tra tutti, i più forti come sempre se ne accaparrano di più (e sempre di più), che gli altri si fottano. Prima o poi però anche le formiche si incazzano…

Suocera

Quest’anno è morta mia suocera. Mi mancano i momenti in cui ci trovavamo da lei con cognati e nipoti. Questo sarà il primo Natale senza, e già gli effetti si vedono: se ci fosse stata ci saremmo trovati tutti a casa sua per festeggiare, invece così è un po’ un liberi tutti, e ognuno andrà dove vuole e con chi ha più piacere. Legami che si allentano, consuetudini che si perdono. Un po’ di malinconia, a incrinare la gioia del Natale. 

T

Trump, Donald

Come è stato possibile che un uomo rozzo al limite della brutalità, ignorante, vanitoso, dotato di un ego smisurato, avido di potere e denaro, sia diventato l’Imperatore del mondo? Forse nella domanda sta già la risposta. Detesto tutto quello che rappresenta, però detesto di più quelli che quando si spende per la pace (anche se sicuramente non per spirito umanitario) fanno di tutto per boicottarne gli sforzi. Politicamente, anche per le compagnie che frequenta, discutibile. In materia di gusti femminili, niente da eccepire.

Tennis

Non mi piace. Quando ero ragazzo era uno sport per “ricchi”, i proletari giocavano a pallone, e tale per me è rimasto. Mi annoia, non riesco a rimanere ore a guardare due che si tirano una pallina lanciando degli urletti. Ancora ancora le tenniste, alle quali almeno si può sbirciare le mutandine. Ma dieci minuti, non tre ore. Sinner per carità, bravissimo, magari se pagasse le tasse in Italia sarebbe meglio, ma come ti giri te lo ritrovi dappertutto, nella pubblicità dei telefonini, dei wurstel, della trippa per gatti, insomma non se ne può più. Peraltro l’altro giorno è morto Nicola Pietrangeli, mi è dispiaciuto perché è stato il capitano – non giocatore quando la nazionale di Panatta, Bertolucci, Barazzutti e Zugarelli vinse la Coppa Davis nel 1976 in Cile, tre anni dopo il colpo di stato di Pinochet. Ecco, quella volta il tennis mi piacque. 

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Dizionarietto dell’anno (O-Q)

O

Orsini, Umberto

Grande attore, classe 1934: l’altra sera al Piccolo Teatro a Milano (al Grassi, la sede storica) ho assistito a “Prima del temporale”, dove racconta la sua avventura di attore. Mi sono commosso, innanzitutto per l’ammirazione verso la sua bravura, ma perché, avendo lui l’età di mia mamma, le cose che raccontava degli esordi televisivi e del successo erano quelle che ricordavo da bambino: gli sceneggiati televisivi, i grandi varietà con le gemelle Kessler, la Tv in bianco e nero… I fratelli Karamazov, dove interpretava un tormentato Ivan Karamazov, personaggio che ha affrontato più volte nel corso della sua carriera, e che alla fine dello spettacolo ha voluto riprendere, nel dialogo con il fratello Alioscia, forse come testamento spirituale? Enorme. Dietro di me una pensionata, in onore alla nazionalità di Dostoevskji, ha russato beata per una buona metà dello spettacolo.

Olimpiadi Invernali

L’anno prossimo tra Lombardia, Veneto e Trentino Alto-Adige si terranno le Olimpiadi Invernali. Devo dire che non sono amante del freddo, non so sciare ne pattinare e pertanto, anche se ammiro molto gli atleti che praticano questi sport, non mi sento molto coinvolto. Da cittadino mi auguro che lo sforzo economico fatto per la realizzazione non sia stato vano, come in altre occasioni, e che gli impianti faraonici non rimangano cattedrali nel deserto. Sarebbe anche bello che almeno la Rai, TV di stato, facesse vedere ogni tanto qualcuno di questi sport anche nei canali generalisti, invece di relegarli nei canali sportivi e ad ore improbabili. Specialmente il curling, che assomiglia alle bocce dei pensionati ma con in più lo spazzolone.

P

Politica

Probabilmente in ogni tempo i vecchi pensavano che prima si stesse meglio (tranne forse quelli che avevano vissuto le guerre). Ormai sto diventando vecchio, e la guerra spero di non viverla anche se stanno facendo di tutto per farci finire nella merda. Ma a livelli così bassi non mi pare ci siamo mai arrivati. Un deficit culturale, una mancanza di basi comuni, un’arroganza e una protervia, un menefreghismo verso chi sta peggio, una esaltazione del potere e dei soldi, un abbandono di tutte le regole, un disprezzo verso chi la pensa diversamente, politiche ispirate da fanatici messianici, la criminalizzazione dei buoni e l’esaltazione dei cattivi. Sinceramente, forse una guerra ci vuole per spazzare via tutta questa marmaglia. 

Prostata

Ho visto su youtube un divertentissimo (almeno per me) filmato di Checco Zalone su un uomo colpito da infiammazione alla prostata. Temutissima, ad una certa età! E’ un po’ l’incubo di tutti gli uomini… specialmente se poi si arriva a doversi operare. Spero che sia ereditaria! Nel senso che mio padre a quasi 90 anni ce l’aveva perfetta, almeno così disse l’urologo che lo “stappò” perché non riusciva più ad urinare. E gli lasciò una perla di scienza, da tramandare ai posteri: “se non cachi cacherai, se non pisci morirai”. Meditate uomini, meditate!

Q

Quorum

Come tutti sanno, credo, in Italia abbiamo due tipi di referendum: quello abrogativo, che vale per le leggi “normali”, e quello confermativo, che vale per le leggi costituzionali. Per il primo è necessario ottenere il quorum, ovvero la maggioranza degli aventi diritto al voto (non di chi si reca a votare), per il secondo invece basta la maggioranza dei votanti. A me pare che sarebbe meglio fare il contrario, cioè per confermare il cambiamento della Costituzione richiedere la maggioranza degli aventi diritto e per gli altri referendum la maggioranza di chi va a votare. Ma evidentemente mi sfugge qualcosa. Tra l’altro, a proposito di quorum: com’è possibile che una assemblea di condominio non è valida se non è presente la maggioranza dei proprietari, e le elezioni invece, che siano comunali, regionali, statali o europee sono valide anche se va a votare una esigua minoranza degli aventi diritto? Non sarebbe meglio in questo caso estrarre a sorte i rappresentanti, come ipotizzato da autorevoli colleghi di blog?

Qualunquismo

Per anni mi sono indignato quando qualcuno diceva, riferito alla politica “tanto sono tutti uguali” intendendo che comunque non stanno lì per fare il bene del popolo ma farsi gli affari loro. Sono di una generazione che ha visto, anche se non vissuto in prima persona,  combattere grandi lotte sociali, e grandi battaglie civili. Per cui mi ribellavo all’idea che siano tutti uguali. Ma ora, sinceramente, ne salvo pochi anch’io. Quando vedo il maggior partito di opposizione sulla questione più importante del momento, ovvero la corsa al riarmo e di questo passo alla guerra, votare ogni volta insieme al governo, che devo pensare?