Foglia d’autunno
(da una lettera di S. all’amico N.)
“Amico mio, tu mi chiedi della mia vita… Io non ce l’ho, una vita. Ho solo dettagli a cui mi aggrappo disperatamente, per riuscire a non morire mentre ancora vivo.
Le vedi, le foglie dell’autunno? Loro lo sanno, che arriverà l’inverno. Ma non le spaventa il gelo, né le lunghe notti, né il suolo nudo, duro come pietra. D’altra parte, come potrebbero avere paura di tutto ciò? Quando le foglie sono, l’inverno non è ancora; quando è l’inverno, le foglie già non sono. Non si può temere qualcosa che non si vedrà mai.
E’ invece in questo tempo, nel tempo presente, che si cela il motivo della loro angoscia: il fatto di dover assistere, loro malgrado, al proprio triste, lento morire.
Mi chiedo se le foglie credono nell’esistenza della primavera… se credono di poter rinascere, un giorno, fra i rami fioriti, in un’eterna vita di bellezza e luce. O forse pensano che la loro esistenza finirà per sempre quando, caduti dai rami, i loro corpi senza vita giaceranno, immobili, nella gelida ombra dell’inverno.
Ma cos’è, poi, la primavera? Non ricordo più, che cos’è. Ho solamente vaghe memorie di qualche intenso colore, di profumi dolorosamente dolci, di uccellini che pigolano a terra, caduti dal nido”.
GW

Van Gogh
Sentiero dei pioppi in autunno (1884)