La voce del silenzio
arpeggia nelle ali ferite
del cuore pensando
a te amore mio
Jalesh
La voce del silenzio
arpeggia nelle ali ferite
del cuore pensando
a te amore mio
Jalesh
E’ una curiosa creatura il passato
a volte si insinua in seno come un aspide
che ti morde fino ad iniettarti il veleno
ed uccidere l’anima nel più profondo
a volte ti trasporta nei momenti felici
riposti in un cassetto dimenticato
nella mansarda dei ricordi lontani
una lacrima di gioia o di dolore
spezza l’incantesimo del passato
Jalesh
Fotografia mia
Oggi é ieri
Da quando sei partito
Breve il tempo
Scorre senza pietà
Sulle acque navighi
Jalesh

Fotografia di SusannaBi
Quanti
amori nasceranno in questa notte
mia bella Roma tutta illuminata
Quante
promesse nel Giardino degli Aranci
saranno immoratalate per l’eternità
Quanti
turisti ricorderanno con felicità
questa città eterna che mai
Morirà
Roma mia bella Roma sei davvero
Meravigliosa
(Jalesh)
Versi miei scaturiti dalla lettura dei versi di Arrigo Boito
“Scïenza, vattene
co’ tuoi conforti!
Ridammi i mondi
del sogno e l’anima! ”
Luna
Luna, dolce compagna notturna
Hanno osato calpestare la tua anima
Eretto una bandiera come conquista
Continuano a cercare di raggiungerti
Luna, non permettere ti rubino
Il tuo inconfondibile fascino celestiale
Ribellati alla Scienza intestardita
Rubandoti il tuo viso dolce infarinato
Luna, proteggi sempre la tua immagine
Eterna spettatrice di amori e dolori
Nelle notti che si susseguono ai giorni
Jalesh
5 Gennaio 2009
Mi manchi ogni giorno di più
La tua mamma

Non si deve rinunciare ai propri sogni, altrimenti disegniamo il nostro destino decidendo di morire dentro
Jalesh

Buon Compleanno amore mio ovunque tu sia ❤ ❤ ❤
mamma
Tra un “pas de bourrée” e “un saut de chat” vedo piroettare la mia vita danzando fra le note nostalgiche del Casse Noisette di Tchaikovski
Jalesh
Fotografia personale A’ botticella romana
Finita la terza media, Settimio aveva cercato lavoro in nord Italia, ma non faceva per lui stare al nord
mancava la sua Roma. Ormai per Settimio arrivato a 21 anni, rimasto orfano di padre, l’unica alternativa
fu quella di tornare a Roma, sua città natale e cercare di sbarcare il lunario. Aveva cercato di rimanere o in Piemonte o in Lombardia, ma non aveva nessun mestiere, e dovevi inventarti qualcosa. A Roma, aveva ancora i suoi nonni materni, ed il nonno aveva una carrozza ed il cavallo, a’ botticella romana. Non tutti sono stati a Roma e anche chi c’è stato non è detto che sappia cosa sono le botticelle. Sono le carrozze, che portano i turisti per visitare la città eterna. Unica risorsa era una carrozza malandata e un cavallo vecchio. Settimio non aveva altra scelta, si mise a sistemare la carrozza la dipinse, la personalizzò, l’abbellì con una tappezzeria rossa,cercò di allenare il cavallo ormai molto vecchio a rifare il tragitto che faceva suo nonno: Piazza San Pietro, Ponte Milvio, il più antico ponte sul Tevere e Castel Sant’Angelo. Ci volle una settimana, cominciò il suo giro e con grande meraviglia, i turisti che volevano attraversare la città erano in molti. In poco tempo Settimio acquistò un altro cavallo, un’altra carrozza, e divenne “er più giovane e bello vetturino con la sua botticella”. Un giorno una bella giovane americana salì sulla sua botticella, gli fece fare tre volte lo stesso giro, e lo fece fermare pure vicino ad un venditore di caldarroste , ad un angolo della strada. Consumarono insieme le caldarroste, passarono la serata insieme, Diane era bella, ricca e capricciosa. Quella sera, le corse di Settimio finirono con Diane. Nelle prime ore del mattino Diane si fece accompagnare nel suo albergo a Trastevere, faceva freddo….Diane si tolse la sua sciarpa bianca e la mise intorno al collo di Settimio. La mattina sarebbe partita per gli Stati Uniti. I giorni, i mesi, gli anni passarono, Settimio aveva legato la sciarpa di Diane sulla sua botticella e sperava un giorno rivederla. Vecchio ed ormai non più in grado di portare i turisti in giro, ogni tanto Settimio prendeva la sciarpa bianca e ricordava, sognava questo suo
Amore….sognando sempre di poterla riabbracciare…..
Jalesh

Donna fatti valere
Donna fatti rispettare
Donna ricorda sei Donna
Non lo dimenticare mai
Jalesh

Buon Compleanno Giuliano. Buon Compleanno Giuliano.
Quanti anni? Tanti. Sarebbe una gioia. Invece è un dolore. Non sei più fra noi
Sei sempre nel mio cuore ![]()
![]()
![]()
mamma

Pour toi si belle
une corbeille de fleurs
de roses d’amour
Per Te così bella
un cesto di fiori
di rose dell’amore
Jalesh
carissima,
oggi mi sono decisa a scriverti, ma non so se riesco a dirti tutto quello che bolle dentro di me, una rivoluzione in atto. Mi sento arida, insensibile, poco propensa ad ascoltare gli altri, sto cambiando sarà l’età??….o forse sarà il tipo di vita che sto facendo. Non so da dove cominciare, mia cara, so soltanto che non mi sento appagata, sono furiosa con me stessa, per non aver preso anni fa certe decisioni, di cui oggi ne pago le conseguenze, tentenno a prendere e risolvere i problemi, non mi riconosco più. Ero attiva, intraprendente, non mi confondevo mai, oggi sono inerme davanti ad emozioni, avvenimenti che mi capitano. Nel mio cuore alberga la solitudine, che mi mangia l’anima. Vorrei poter parlare ore ore e svuotare il sacco, che ti giuro che è davvero pieno, ma il tempo è sempre poco. I pensieri affollano la mia mente e tutto cade in prescrizione. non mi entusiasma più quasi niente, anche lo scrivere oggi mi pesa. Sono conscia infatti di buttar giù una marea di parole ma di non sciorinare nulla di quello che vorrei. Mi dirai, ma allora sei scema ? che mi scrive a fare? Non lo so….sono talmente confusa che non sono nemmeno sicura se ti manderò questo scritto. Vorrei svegliarmi una mattina ed aver la voglia di vivere che avevo una volta, combattiva, sicura, senza paura alcuna. Ma non è così. Per oggi basta ti ho asfissiato abbastanza, mi riprometto di continuare e trovare il coraggio di esprimere effettivamente quello che covo dentro di me, perchè sono conscia di tutto e che non riesco a reagire. Tua affezionatissima
Jalesh

G rano giallo per i campi cresce
I n mezzo ad alti papaveri rossi
U niti al cancro nello zodiaco
G emelli sempre in cerca di novità
N asce il giorno del solstizio d’estate
O nora dea Giunone moglie di Giove
Jalesh

Maia dea romana da’ origine al nome
Ai fedeli si prospetta il mese Mariano
Germogli di pesco iniziano a fiorire
Gradevole e mite è la sua temperatura
Invita ad alleggerire l’abbigliamento
Odorosi cespi di lillà ci rallegrano
Jalesh
Enorme la fretta di volare
la voglia di librarmi nello spazio
senza appigli che mi sostengono
cauta devo andare ancora per ora
cercando di essere paziente
uscirò dal buio che mi opprime
speranzosa ne sono quasi certa
Jalesh
Scivolano i giorni
tra il serio e il faceto
a volte silenziosamente
Scivolano i giorni
tra l’alba e il tramonto
a volte rumorosamente
Scivolano i giorni
di questa meravigliosa vita
Jalesh
La mente danza sulle dolci note
Del profondo silenzio delle tenebri
Leggiadro passo etereo fluttuante
Fra fantasmi folletti gnomi e fate
Grosso dilemma fra sogno ed incubo
Coriandoli di frammenti di stelle
Sugli occhi addormentati socchiusi
Baciati dalle prime luci dell’alba
Ricordo di un momento di magìa
Jalesh