Distanza

Tag

, , , , , , , ,

“Più ci penso più mi accorgo che è tutta una questione di distanza.

Distanza tra le persone, nelle relazioni, distanza dalle cose che amiamo, che ci servono, distanza dai sentimenti di amore o odio, distanza da quel pensiero politico o modo di vivere.

Nel nostro cammino incontriamo altri viaggiatori: ci chiacchieriamo, li conosciamo e successivamente ci poniamo inconsciamente questa domanda “ma questo viaggiatore, cosa ha a che fare con me? è simpatico? mi mette a mio agio o mi trasmette soggezione? mi è di aiuto o di intralcio nel mio sentiero? quanto tempo voglio passarci con lui/lei?” e anche “quanto lo voglio vicino? ci terremo per mano? lo voglio al mio fianco? o davanti al mio cammino? o dietro i miei passi…”.

In quel preciso momento ci rendiamo conto di quanta distanza stiamo cercando di mettere tra noi ed il nostro compagno di viaggio. Sì, perché se è una persona piacevole viene automatico pensare ad una distanza minima, viceversa se ha dei comportamenti sgradevoli questa distanza aumenterà progressivamente fino a che lo vedrò sparire dall’orizzonte della nostra vita.

Così nel mio vivere: mi sono sempre tenuto lontano da pensieri, persone ed esperienze che non mi portavano nulla di concreto che si conciliasse col viaggio verso la mia El Dorado, mentre amori ed amicizie faranno parte del mio viaggiare.

Come distinguerli? Semplice, con la vicinanza: i primi a stretto contatto, gli altri sempre vicini però un po’ più distanti, ma comunque sempre al mio fianco.”

Tratto da Diario di un Viaggiatore di Johnatan Dante

Qualche chiacchera con la Marchesa

Tag

, , , , , , ,

“Quell’assurdo rumore cozzò con l’atmosfere che si era appena creata, anche se non riuscì ad infrangerla del tutto. Gli occhi del Conte rivivevano ancora quel momento, mentre la Marchesa guardava avanti, proprio da dove apparvero nell’ordine: una volpe, i cani e molto più tardi cavalli e cavalieri in caccia.

La volpe letteralmente volò dentro la siepe posta poco più avanti che era troppo fitta per far passare i cani ma non tanto da permettere all’animaletto di intrufolarvici. I cani guardarono attoniti il muro invalicabile, cercarono di aggirarlo, ma ritornavano sempre ad annusare il punto dove era sparita. E dietro le imprecazioni degli umani gabbati dal furbo animale. “Dannazione! Ma chi ha sparato?” fece il capo caccia “Gli eravamo praticamente addosso” lo sostenne il suo gregario “Ahimè vi ha gabbati” li derise la Marchesa, che con una risata pose di fatto fine alla caccia.

“Meno male che eravate qua a tenermi compagnia, altrimenti sareste stato anche voi il complice della disfatta” fece lei verso il Conte “Oppure il fedele compagno del vero vincitore di questa battuta” sostenne lui. E sorridendosi a vicenda si incamminarono, briglie alla mano, verso la magione.

“Non avevate detto che vi piaceva la caccia? Non siete frustrato?” chiese lei “Preferisco dilettarmi in altro, invece che buttarmi in questo gioco crudele” ribadì il Conte con fermezza “Io caccio, sì, ma per altri scopi e il divertimento non fa parte di essi, come può immaginare, mia Marchesa” continuò. Ella rispose con un sorriso mezzo accennato, forse compiaciuta della risposta, forse un po’ indispettita del non aver azzeccato la punzecchiatura nel discorso. “Vi piacciono gli animali, signor Conte ?” chiese “Certo che sì: oltre a qualche segugio posseggo due gatti, e questi sono liberi di girare per i miei appartamenti”, rispose soddisfatto. Il Conte amava gli animali, specie quelli da compagnia, e si vociferava che le sue bestiole avessero un cuoco dedicato che gli preparava le pietanze. Ma erano tutte dicerie: si sapeva benissimo che i cuochi erano due in totale.

“Peccato” riprese lei. Oltre a questo la Marchesa non proferì parola, si limitò ad osservare di tanto in tanto l’abbigliamento del Conte , trovando un vestito sportivo, un cappello forse troppo elegante per la campagna ma in tinta con esso, un bracciale rifinito in legno e qualche anello sulle mani, ma non ad indicare che avesse preso moglie. “Curiose le vostre mani, sembrano quelle di un pianista” affermò lei “In realtà, anche se mi piace andare a teatro all’Opera, non compongo musica ma sonetti o racconti brevi” e con questa affermazione la stupì “Sul serio?” replicò quasi incredula “Me le deve far leggere, queste sue composizioni” propose lei “Appena possibile, sono certo che creeremo un’occasione in futuro” e con queste parole si accomiatarono.

Ognuno tornò dai suoi amici con cui era arrivato alla battuta di caccia, per poi ritornare alle proprie case. Il Conte era stupito di questo interesse, da una donna che sembrava intendere concentrata solo sul suo mondo.

E con questo pensiero, il giorno seguente, pensò di creare un’occasione per rivederla: c’era un ballo, se non sbagliava….”

Tratto da Il Conte e la Marchesa

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora