<<E’ alla fine che si contano i noccioli>>
Non ho mai saputo l’origine di questo proverbio popolare, ma mi è sempre sembrata un’ espressione di saggezza.
Mi piace pensare che voglia suggerire di non far mai bilanci “in corsa” ma di aspettare il termine di ogni cosa prima di tirare un rendiconto, per avere una visione completa di quello che abbiamo fatto.
Il tempo che passa è colmo di “pieni” e di “vuoti” magari anche incongreenti tra loro per tipologia, ma solo con i pieni si riempiono i vuoti. pertanto se vogliamo una strada che non sia “cunette e dossi” dobbiamo cercare di armarci di “Badile” virtuale e di riempire i vuoti con i pieni.
Il come è il vero “viaggio” che ognuno compie con le sue gambe, magari facendo dell’acrobazia uno stile di vita.
Non esiste un manuale del “Perfetto Terrestre”, ma come Petrarca, dobbiamo sentirci cittadini del mondo.
Non c’è una stessa strada per tutti, pertanto in tante, ma tante cose, dobbiamo essere maestri di noi stessi, cercando di trarre insegnamento dalle esperienze, dalle letture e dalle ricerche che sentiamo affini, e non è un male di tanto in tanto sconfinare in quelle che non riteniamo interessarci, non si sa mai che non celino qualcosa da apprendere.
“Nessuno nasce imparato” altro proverbio che ritengo inerente a questo mio pensiero. Perchè ogni giorno nuovo può stupirci, ogni persona che conosciamo e frequentiamo da una vita, può rivelarci qualcosa di nuovo e totalmente inaspettato ogni santo giorno impariamo e diamo “Terabyte” di dati a quel meraviglioso elaboratore che è il nostro cervello, ma come tutti gli elaboratori di tanto in tanto dobbiamo chiudere il programma, salvare i dati e …
<<Contare i noccioli>>, e se alla fine dell’anno, di ogni nuovo anno, ce ne rimane in mano almeno uno, allora abbiamo aggiunto davvero qualcosa che prima non avevamo, un sasso di Pollicino sulla nostra strada, il vero <<Nocciolo del discorso>> quel discorso che è poi vita che passa …
Abbiate sempre cura dei vostri noccioli e non ne scartate alcuno sull’onda dell’emozione del momento, perche sono i condensati dei nostri giorni in questo tempo e in questo luogo.
E ti accorgi che questo mondo e questa vita sono e sono stati pieni di finestre, dove affacciato hai vissuto e visto passare momenti di ogni tipo, e ti rendi conto che quel corridoio continuerà, sempre costellato di finestre, alcune riscaldate dal sole, altre bagnate di pioggia, fino a quando al posto di queste non ci sarà una porta recante una scritta “Next step” …
Tornare ai blog, è un po un ritorno a Itaca, una spiaggia serena, mai dimenticata. Il viaggiatore compie il suo percorso, ma sa anche che un giorno ripartirà, perchè non c’i si ferma mai , nel viaggio della vita …
Itaca
Quando partirai, diretto a Itaca, che il tuo viaggio sia lungo
ricco di avventure e di conoscenza.
Non temere i Lestrigoni e i Ciclopi
né il furioso Poseidone;
durante il cammino non li incontrerai
se il pensiero sarà elevato, se l’emozione
non abbandonerà mai il tuo corpo e il tuo spirito.
I Lestrigoni e i Ciclopi e il furioso Poseidone
non saranno sul tuo cammino
se non li porterai con te nell’anima,
se la tua anima non li porrà davanti ai tuoi passi.
Spero che la tua strada sia lunga.
Che siano molte le mattine d’estate,
che il piacere di vedere i primi porti
ti arrechi una gioia mai provata.
Cerca di visitare gli empori della Fenicia
e raccogli ciò che v’è di meglio.
Vai alle città dell’Egitto,
apprendi da un popolo che ha tanto da insegnare.
Non perdere di vista Itaca,
poiché giungervi è il tuo destino. Ma non affrettare i tuoi passi;
è meglio che il viaggio duri molti anni
e la tua nave getti l’ancora sull’isola
quando ti sarai arricchito
di ciò che hai conosciuto nel cammino.
Non aspettarti che Itaca ti dia altre ricchezze. Itaca ti ha già dato un bel viaggio;
senza Itaca, tu non saresti mai partito.
Essa ti ha già dato tutto, e null’altro può darti.
Se, infine, troverai che Itaca è povera,
non pensare che ti abbia ingannato.
Perché sei divenuto saggio, hai vissuto una vita intensa, e questo è il significato di Itaca.
Dio de l’irsuta speme
vissuta in giorni vaghi,
di vana luce
mai riflessa altrove
Dove la mano
come un arto ameno,
sembrava vita propria
avesse in se
E si scrivevan versi
distolti dagli altari degli dei,
come votive gemme
che di fulgore avevan le ali
e di bellezza eterea, bianche le piume …
Dio dei tramonti
del vento che gonfiava quelle vele
del sole che scaldava quegli altari
del sonno che vacante era bandito
Dal tempo delle solite riscritte
frasi convulse senza andar lontano.
Ormai silente, s’è spenta voce vera o menzognera
che fosse,
ma che ravvivava fiamma
che il verbo n’ebbe vita certa e nuova
e il senso mai si perse, non lo so …
Tornare a settembre, si può avere un suo significato …
Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull’ età,
dopo l’ estate porta il dono usato della perplessità, della perplessità…
Ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identità,
come scintille brucian nel tuo fuoco le possibilità, le possibilità…
Era bionda, veniva dalla provincia di una città vicina che non nominerò mai, ma che è famosa per avere una torre storta … 😀
L’orgoglio non era quello dei vent’anni ne avevamo giusto diciassette e non era orgoglio era spensieratezza.
Si chiamava L…a il numero dei puntini è a caso non indica le lettere mancanti, la privacy innanzi tutto, giusto il tempo di un’ estate, una bella estate passata a tirrenia, come tutte quelle della mia adolescenza. Baglioni cantava “E tu” e noi ci stavamo davvero accoccolati ad ascoltare il mare…
Un aqgosto da sogno, che termino’ in un settembre le cui “impressioni” ne chiusero la storia. Erano i primi amori, un “Gioco di bimba” e di bimbo se vuoi …
Non l’ho mai più cercata l’oblio ne copre il ricordo, ma ne conservo ancora il sorriso … 🙂
No, non è il più bello,
in ricordo dei giorni che commemorano altri giorni,
c’è un conflitto tra il bambino e l’adulto,
uno scippo d’anima …
Ti prendo le mani, e asciugo quella malinconia,
silente, nascosta, impacciata ,
si vivono giorni e si rendono istanti,
valutati al tasso d’interesse della vita.
Quando poi il saldo è in valuta d’essenza,
quando poi l’anima, si colora ancora una volta
di fumosi chiaroscuri d’azzurro…