Quasi scompare, non vedi? Nella tua.
Questa manina che d’uomo non diresti
dove l’anello sobbalza e spezza il sonno
se poco più del cielo si posa sulle nocche.
Qui dove l’erba mi fece tagli a sangue
ho i segni delle tante ferite, ora composte
serrate come labbra d’adolescente, pure.
Tu le sorreggi e non sai che mi ricordi
il tempo dei miei vecchi in tragitto verso casa.
Ancora sento tutto il calore, un pio rifugio
mentre faceva la neve il passo incerto
e gelo il fiato presto veniva. Tieni, cara.

