Negata

Il cuore è concavo.

E il silenzio tracima,
come graffi sulla pelle
tra salsediene e sabbia fusa.

Eppure il mio volto sorride.

Nello specchio dove il tuo
si confonde al mio come acqua.
E nel vento dove le foglie danzano,
prima di promettersi l’addio.

Così ogni tua negata carezza
scarnifica i miei difetti,
li espone.
Lasci macerie,
e tra loro ritrovo il mio respiro.

Sei luce. E ferita.

Eppure

Tu sei l’onda senza risacca,
il punto esatto in cui l’acqua
sublima e scompare.

Il vento che non muove le foglie.
Un profumo senza fiore.
L’ombra senza una luce.

Eppure,
contro ogni logica,
accadi.

Un respiro
che non dovrebbe esistere
e invece mi attraversa.

Autunno

Ho ceduto.
Quel sorriso negato
ha sbriciolato l’ultima corazza.

La mente è ramo senza foglie.
Nel giardino dedicato a te
sfioriscono i fiori.

E l’aria è leggera.
La mia maschera
riversa a terra.

I tuoi occhi persistono,
e il tuo sorriso.
E i gesti che non hai fatto.

La memoria è una parete bianca
percorsa da crepe assetate di luce.

Faglia

La gravità piega le spalle.
Una lastra di giorni.

Sotto, qualcosa spinge.
Il punto in cui la pietra
si ricorda di essere sabbia.

La vita che ho
è la lastra.
Quella che sento
è il peso che preme sotto.

E resto qui,
tra la pietra e il vento,
le dita tese
verso ciò che non vedo.