Tutto sembrava andare piuttosto bene… no, rettifichiamo: tutto continuava ad andare in maniera perfettibile ma poteva andare peggio. E quando le cose possono andare peggio, di solito lo fanno. Koris aveva una settimana in cui riponeva abbastanza speranze di riposarsi e/o raddrizzare cose. Si sono raddrizzate? LOL.
Lunedì, giornata potenzialmente campale ma soprattutto decisiva, Aliena ha iniziato a vomitare, o meglio, a gomitare come dice lei (e un buon 80% degli under-6). “Influenza intestinale” si pensava, finché Koris non ha notato un odore di frutta marcia nell’acido e nella pipì. Un odore uscito dritto dritto dagli anni ’90 che evocava un party a base di the zuccherato, cartine di tornasole e Biochetasi. “Sta facendo una crisi di acetone, va alimentata a zuccheri rapidi e poi carboidrati” ha sentenziato Koris, individuo sponsorizzato dal metabolismo veloce e che consuma glucidi come una vecchia Panda in salita. Dubbi, fastidio, “ma io sta cosa non l’ho mai sentita”, “e se poi mangia troppo zucchero?”. Ci è voluto il placet della pediatra, che ha consigliato una cura a base di acqua zuccherata e lecca-lecca. Interrogata su che gusto preferisse, Aliena ha chiesto “un lecca-lecca alla melanzana”, mostrando strane velleità di cucina molecolare. Ad ogni modo vedere Aliena letargica per l’acetone è brutto, ma doverla gestire fra botte di zucchero stile anfetamine e capricci lamentosi non è proprio una passeggiata, ancor meno al nono mese di gravidanza. Comunque tutto bene quel che finisce bene, anche se saccheggia le scorte di biscotti Plasmon.
Dopo aver tentato un certo numero di tecniche senza alcuna validità scientifica per convincere AlienaBis/Akuphenia a presentarsi di testa e non di culo, Koris si è votata alla medicina per tentare la temibile manovra di inversione esterna. Credendoci moltissimo nonostante il tasso di riuscita assai basso. Così, mentre Aliena si metteva a vomitare acido come un mostro di Final Fantasy, Koris giaceva nella sala parto 4 in attesa che una gentile ginecologa incoraggiasse Akuphenia alla piroetta. Nel frattempo un’ostetrica un po’ strega (ne riparliamo dopo) con un tocco magico aveva convinto Akuphenia a muoversi da sola di traverso nella Koris-trippa. “Perfetto, adesso iniettiamo il farmaco per fermare le contrazioni, poi arriverà la ginecologa e finirà la rotazione” ha detto l’ostetrica, prima di uscire. Koris credeva che fosse questione di pochi minuti, quindi ha atteso promettendo ad Akuphenia mari, monti e motorini al compimento dei 14 anni se non si fosse più mossa di lì. Mezz’ora dopo Koris ha chiesto che diamine stesse succedendo, le hanno risposto che c’era un cesareo con urgenza vitale, quindi toccava pazientare. Akuphenia ha tenuto in posizione ancora mezz’ora ma iniziava a spazientirsi, Koris pure. La ginecologa è arrivata scusandosi e dicendo “pare che ci sia un altro cesareo dopo, ma proviamo a girare questa bambina”. Akuphenia se n’era rimasta al suo posto, la ginecologa era ottimista dicendo che si sarebbe sicuramente girata. Solo che Akuphenia si era rotta i coglioni di passare in cavalleria e mentre la ginecologa infilava le dita i Koris-addominali (che non è un’esperienza fastidiosa come si dice, somiglia più a essere pugnalati svariate volte), ha piantato i piedi e si è rifiutata di fare un altro centimetro, restandosene di traverso. La ginecologa ha abbandonato per andare su un altro caso urgente, sentenziando “se resta di traverso nascerà col cesareo”. Nemmeno cinque minuti dopo, Akuphenia se n’era tornata chiappe in basso, testa in alto e dito medio al mondo. E adesso? Boh. Tutto è possibile e a quanto pare deciderà la pazzoide in seconda. Non molto rassicurante.
In questi traffici nei vari uffici della maternità, Koris ha osservato una differenza di attitudine fra le ostetriche a inizio e fine carriera. Le più giovani sono dinamiche, empatiche e sorridenti. Quelle più avanti con gli anni hanno un modo di fare più burbero, ma passato lo shock iniziale hanno qualcosa di più, qualcosa che non ha nulla di scientifico e molto di sciamanico. Koris, per quanto razionale, ha una sorta di ammirazione per quest’aura da balia d’altri tempi che sì, ok la tecnica, ma c’è anche una parte misterica. “I bambini podalici sono di solito determinati, questa qui sembra essere molto determinata” ha sentenziato l’ostetrica-strega dopo il flipping fallito. “Ci sono le linee guida, certo, ma se dovesse avere un cesareo di notte si trova il modo di portarle la bambina mentre aspetta di andare in camera; tanto di notte tutti i gatti sono grigi” ha detto un’altra, davanti a certi dubbi di Koris di dover mollare Akuphenia da sola appena nata. Forse ogni tanto bisogna spegnere la parte razionale e fidarsi.
Insomma, Koris non sa più bene cosa aspettarsi e cosa pianificare, al netto di chi sostiene di non avere bisogno di piani. Intanto il tempo stringe (circa), il girovita pure (al netto di chiunque dica che Koris continua ad essere super tonica grazie ad Aliena personal trainer col piano del dottor Birkenmeier) e… boh, chissà cosa riserva il domani. Ma pure stasera a cena non scherza.






