
Sacri e profani questo è il momento della vostra unione. Qui, dopo tanto peregrinare, si parlerà di musica, e in particolar modo di DJ. L’intero scenario mondiale della Electronic Dance Music ha vissuto queste ultime settimane degli attimi di febbrile aspettativa, nell’estenuante attesa della notte tra il 18 e il 19 Ottobre. 1.16 AM circa, due messaggi nel telefono, due chiamate senza risposta, i miei amici avevano rispettato la promessa fatta qualche minuto prima: il primo che avrebbe visto la classifica di DJ Mag avrebbe chiamato gli altri. Fu una notte di attesa, la pubblicazione era prevista per la mezzanotte in punto ma evidentemente il DJ set di Hardwell all’Amsterdam Arena era andato un po’ per le lunghe.
Quel lontano dì di Luglio in cui votai prese improvvisamente nuova vita, mentre la pagina di Google in cui sarebbe comparsa la classifica si caricava lentamente, i miei voti ora sono di nuovo importanti, dopo tanta lunga attesa: 1 Hardwell, 2 Congorock, 3 Dimitri Vegas & Like Mike, 4 Djs From Mars, 5 Merk & Kremont. Nomi del tutto sconosciuti ai più, commerciali per alcuni, discutibili per altri, perfetti per me. L’Italia andava sostenuta anche in questo, nella scelta dei migliori Dj al mondo.
Finalmente lo schermo del cellulare capisce che il momento è topico, e mi mostra la classifica. Il primo nome rimane il suo: posizioni variate 0. Hardwell, Robbert van de Corput, il ventiseienne olandese è ancora in vetta.
Entrando nel merito dell’artista, il primo posto è certamente un peso non da poco per chi fino a quattro anni fa era un vero e proprio sconosciuto, ma che ci vuoi fare, in 48 mesi questo ragazzo è riuscito a sfornare capolavori assoluti di Progressive che rimarranno sicuramente nella storia della musica House. Forse le sue ultime produzioni lasciano un po’ desiderare, ecco, non proprio da “migliore del mondo”, ma il primo posto è meritato per almeno cinque anni solo per aver composto quell’estasi dei sensi che è Apollo, o quella bomba di Spaceman, pezzi che hanno rivoluzionato del tutto la musica moderna, che hanno aperto le porte ad una Progressive molto più raffinata, alla Nicky Romero per intenderci. Un vero intenditore della dance, a parte tutto.
Alla seconda posizione ecco i due padroni di Tomorrowland, quelli che forse, per merito, avrebbero meritato la prima posizione. Visti dal vivo sono divertimento e casino allo stato puro, se ne fregano di tutte le norme di sicurezza dei locali: voglio fare il loro show e guai a chi li tocca. Litri di champagne sulla folla, poghi al limite del legale, e coreografie uniche: questi sono Dimitri Vegas & Like Mike, i Dj Belga che ogni anno aprono con il loro set il festival di musica electrodance più famoso al mondo.
Al terzo posto l’immancabile Armin Van Buuren a cui hanno probabilmente nominato uno scalino del podio: entra in classifica nel 2001 alla 27esima posizione, l’anno dopo è già in quinta e dal 2003 non scende mai sotto la terza, ben 5 volte in testa alla lista, di cui 4 consecutive. Il suo genere non è tra i miei preferiti ma sarebbe da folli non riconoscere in lui un pezzo di storia dell’ electrodance, un veterano dei CDJ. Ma le sorprese arrivano solo ora.
Al quarto posto lo Zac Efron dei Dj, classe 1996, Martin Garrix. Occhi azzurri, capelli biondi e un disco di platino a 17 anni nel curriculum, questo basta per descrivere il produttore di Animals. Si dice sia parente di un dirigente della Spinnin, beh affari suoi, sicuramente ha delle doti artistiche non indifferenti, Animals ha spaccato i timpani (e non solo) nelle discoteche per mesi, Elicopter, Wizard e Crackin sono dei buoni pezzi progressive, ma una scalata di 36 posizioni fa sempre sorgere dei sospetti.
Fino alla dodicesima posizione nessuna grande novità, soltanto degli aggiustamenti di 2/3 posizioni; sono contento per Skrillex che continua a mantenersi su alti livelli dato che secondo me è un artista che merita e che è stato sempre identificato come il principe della Dubstep quando in realtà è molto di più, un produttore con i controcazzi che sa stupirti con pezzi di una raffinatezza incredibile. Nessuno, come lui, sa passare con così tanta disinvoltura dal Reggae all’elettronica spinta, alla minimal; versatile e bravo in tutto quello che fa, certamente una personalità molto controversa se si pensa che nasce come artista emo-metal, ma senza dubbio ha il talento di pochi.
Alla tredicesima posizione esplodono i Blasterjaxx. Conosciuti per caso facendo zapping su You Tube, Fifteen (la loro traccia di lancio) ha uno di quei drop che ti fa arrivare il cuore in gola e che ti fa saltare fino ad avere crisi epilettiche. Visti dal vivo non sono magistrali, ma il loro sound è più energetico di un reattore nucleare, pochi pezzi ma buoni. Una rimonta di 58 posizioni li porta ad un punto critico e difficilmente mantenibile, ma chi lo sa, magari anche loro evolveranno la loro musica grezza ma efficace in qualcosa di man mano più elegante e curato.
Un ultimo appunto e dopo passo ai Dj italiani: mi dispiace per le gemelline Australiane, belle, bionde, che si attestano “soltanto” alla ventunesima posizione, avrei scommesso su gradini ben più alti, ma pazienza, quello che dovevano dimostrare a me, lo hanno già fatto il 1 giugno al Cocoricò in una serata indimenticabile.
Dj italiani. Naturalmente c’è da essere felici per avere di nuovo quattro nomi in classifica, come ai tempi di Picotto e Benassi anche se il primo fra questi è Gabry Ponte. Sarà sempre un mistero per me capire chi l’abbia votato, a parte i frequentatori dello schiumarty targato Acquafan e gli amici di Maria, perché la top 100 dj Mag è una classifica di artisti veri, e non di chi faceva parte degli Eiffel 69. A parte questo sono felicissimo per Merk & Kremont, inaspettata sorpresa, per i Vinai che sicuramente vedranno in futuro posizioni molto più calde, e per Zatox che si riconferma in classifica. Mi dispiace, invece, per i talentuosissimi Djs From Mars che escono (almeno per me) inaspettatamente insieme al guru Benny Benassi. Peccato davvero.
Una nota finale va alle new entry di quest’anno: tantissimi (25) e bravissimi. Una lista lunghissima di artisti usciti nei passati 12 mesi che sicuramente ci faranno delle grosse sorprese con il tempo, a partire da Oliver Heldens, passando per Carnage, Bourgeous, Audien, Deorro e così via fino ad arrivare ai grandi DVBBS, i quali daranno del filo da torcere ai mostri sacri della top 10.
Alla prossima classifica.