I POETI SONO DIVERSI PERCHè VIVONO DI…VERSI

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POVIRU CRISTU (POVERO CRISTO)

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POVIRU CRISTU

Batti lu marteddu
supra li chiova
sfunnannu li manu
c’annu binidiciutu lu munnu
pi ‘nchiuvari a la cruci
lu Diu vinutu n’terra
e la lancia
sfarda lu cori
p’ammazzari lu Criaturi
ca tantu amuri ha dispinsatu

Picchi Signuri
vinisti a stu munnu?
Forsi nun sapia
ca l’omu nun ti merita?

Poviru Cristu
trarutu di li frati…
ammazzatu di li figghi…
abbannunatu di lu Patri…
…………..

POVERO CRISTO

Batte il martello
sopra i chiodi
forando le mani
che hanno benedetto il mondo
per inchiodare alla croce
il Dio venuto in terra
e la lancia
squarcia il cuore
per uccidere il Creatore
che tanto amore a seminato

Perché Signore
sei venuto a questo mondo?
Forse non sapevi
che l’uomo non ti merita?

Povero Cristo
tradito dai fratelli…
ucciso dai figli…
abbandonato dal padre.

…..

.

RICORDI LONTANI

i ricordi sono un bagaglio che ci seguirà sempre

belli o brutti non ci abbandoneranno mai.

 

AL PAPA’ DI RANBOW

VECCHIU PATRI

Ti viu

vecchiu patri,

ammantatu

‘nta lu to vistutu di ‘nvernu,

comu arvulu anticu

annarvulii

a lu ventu di tramuntana.

Ti pensu,

vecchiu patri,

quannu splinnìa lu suli d’austu

e mi putavi supra li spaddi

mi parìa,

di tuccari lu celu.

Ti sentu,

vecchiu patri,

ridiri cuntentu

quannu

girmogghi di primavera

attornu a tia

giranu n’tunnu

Ti viu,

Ti pensu,

ti sentu

e vulissi dunariti anticchia

di la me virdi stasciuni

ca versu l’autunnu spriscia.

VECCHIO PADRE

Ti vedo,

vecchio padre,

ammantato

nel tuo vestito d’inverno

come albero antico

ondeggi

al vento di tramontana.

Ti penso

qando splendeva il sole d’agosto

e mi portavi sopra le spalle,

mi sembrava con un dito,

di toccare il cielo.

Ti sento

ridere contento

quando

germogli di primavera

attorno a te

fanno girotondo.

Ti vedo,

ti penso,

ti sento,

E vorrei donarti un pò

della mia verde stagione

che verso l’autunno si affretta

L’ANNU VECCHIU SI NNI VA (L’annovecchio se ne va)

AUGURI A TUTTI GLI AMICI

ANCHE A QUELLI DI CUI HO PERSO OGNI CONTATTO

IN QUESTO TRASLOCO IN WORDPRESS

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L’ANNU VECCHIU SI NNI VA

Abbannunannu

dintra ogni cori

duluri, lacrimi e dispirazioni,

ngusci e turmenti

l’annu vecchiu si nni va.

Capiddi e varva janca,

lu vistitu sfardatizzu,

di na sacchetta spunnata

cadi l’urtimu jornu

di lu calinnariu.

L’annu vecchiu si nni va

tascinannu a malapena

li pedi stanchi,

dintra li scarpuna rutti,

li idita fora, comu denti,

parinu ridissiru all’umanità.

L’annu vecchiu si nni va

nzemmula a li cosi

ca la genti jetta di la finestra.

Lassa lu postu all’annu novu

un nutricu

sgravatu a menzannotti

tra festi, botti e brinnisi,

porta sonnira,

spiranzi e disìi,

ammizioni, risati e priu.

Crisci a vista d’occhiu

Nun c’è tempu

di mittirìlu ‘nta la naca

ca già li scarpi

accumincianu a ridiri.

—-

L’ANNO VECCHIO SE NE VA

Abbandonando

dentro ogni cuore

dolori, lacrime e disperazione,

angosce e tormenti

l ‘anno vecchio se ne va.

Capelli e barba bianca,

con il vestito lacero,

da una tasca bucata

cade l’ultimo giorno del calendario,

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L’anno vecchio se ne va

trascinando a malapena

i piedi stanchi,

dentro gli scarponi rotti

le dita, fuori come denti

sembra sorridano all’umanità.

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L’anno vecchio se ne va

insieme alle cose

che la gente butta dalla finestra.

Lascia il posto all’anno nuovo

un neonato

partorito a mezzanotte

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tra feste, spari e brindisi

porta sogni, speranze e desideri,

ambizioni risate e gioia.

ImageCresce a vista d’occhio

non c’è tempo di metterlo nella culla

che già le scarpe cominciano a ridere.

UN GHIORNU N’ANCILU (UN GIORNO UN AGELO)

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UN GHIORNU N’ANCILU

supra lu celu ‘nchiummusu

nevuli addululati

chiacevanu timpesta

lu sulu ammucciatu

sfaiddava friddumi

attassannu la vita

n’arcublenu adduluratu

sfumava di grigiu a niuru

ammantannu lu munnu

la morti ‘nta l’arma

sfavuciava di lena

fidduliannu lu cori.

Anni passaru dintra na casa

cu li vavareddi ‘nchiusi,

la spiranza cunzata a tabutu.

Un ghiornu n’ancilu

chiancennu lacrimi d’amuri

battagghiò lu distinu

spirdennu li nevuli

scricchiau l’arcubalenu a luttu

sciatò supra lu friddu suli

e li stiddi accuminciaru a ballari.

Figghi mei,

figghi di lu munnu,

figgi di oj e di tutti li dumani,

quannu sintiti

la morti ‘nta lu cori

nun pirditi spiranza

prima o doppu

arriva d’ancilu

ca sgrava a nova vita.

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UN GIORNO UN ANGELO

Sopra un celo cupo

nuvole addolorate

piangevano tempesta,

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il sole nascosto

sfavillava freddezza

gelando la vita.

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Un arcobaleno addolorato

sfumava da grigio a nero

ammantando il mondo.

La morte nell’anima

falciava impetuosa

lacerando il cuore.

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Anni trascorsi dentro una casa

con le persiane chiuse,

la speranza giageva morta.

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Un giorno un angelo ,

piangendo lacrime d’amore

fece battaglia al destino,

disperse le nuvole,

frantumando l’arcobaleno a lutto,

alitò sul freddo sole

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e le stelle cominciarono a danzare.

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Figli miei,

figli del mondo,

figli di oggi e di tutti i domani

quando sentite

la morte nel cuore

non perdete la speranza

prima o poi

arriva quell’angelo

che vi partorisce a nuova vita.

Image* (  la traduzione letteraria non rende giustizia alla versione dialettale)

 

LA REGINA DEL WEB

… HA COLPITO ANCORA HAHAHA

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il SORRISO DI ALBERO SARDO VOLA LONTANO

Molti di voi ricorderanno l’ intervento su Alberto Sardo e sulla publicazione dei libro “sorridere” che riporta alcune sue poesia. Il libro a sua tempo fu publicato in cento copie alle cui spese partecipammo io e altri due suoi grandi amici. Fi seguito il link del mio intervento.

https://terramia19.wordpress.com/2010/02/26/il-sorriso-di-alberto/

L’evento ebbe molta eco sia sui blog che su Facebook. Sucessivamente il 17 agosto decidemmo di presentare il libro ad agira (EN) dove Alberto e nato e vissuto.

Questa la locandina dell’evento

locandina 17 08 2010

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La presentazione fu anche ripresa e mandato in onda da AZZURRA TV .

In questo link potete vedere quanto commentato dal notiziario di quella TV, nonchè le interviste agli organozzatori.

http://www.azzurratv.it/nuovo%20sito/archivio%20notiziari/2010/Agosto/18-08-10/tg%2018-08-10%205.wmv

ALCUNE FOTO DELLA PRESENTAZIONE

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Dalla sinistra la moglie di alberto, io, Gaetano Capuano (testimone poetico di alberto) e il prof. Salvatore Rocca moderatore.

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Nino Rosalia editore ed amico di Alberto

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Rappresentante della C.S.R. (Consorzio Siciliano  di Rialbilitazione) che ha parlato della sclerosi multipla.

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Con la presentazione del libro “Sorridere” era nostro intendimento lanciare un granello di sabbia nel mare della ricerca scientifica non solo per quanto attiene la Sclerosi Multipla ma anche per quelle malattie genetiche che da tanto tempo aspettano una risposta dalla ricerca .

Mai ci saremmo aspettato che quel granello di sabbia avrebbe dato origine ad un vero tsunami, infatti alla prsentazione erano presenti un signore, che prefrisce mantenere l’anonimato, nonchè la signora Enza Campione. Il primo ha finanziato la ristampa di mille copie del libro “sorridere”, la seconda, in occasione  della Settimana Mondiale Missionaria, ha organizzato una serie di iniziative volte alla raccolta fondi per reaizzare in Madagascar una aula scolastica che verra chiamata:

“Ala del sorriso” in memoria di Alberto Sardo

Il libro è stato presentato a Nissoria (EN) il 17 ottobre

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da sinistra io, Gaetano Capuano, Enza campione, Salvatore Rocca

Allego la relazione della sig.ra Campione letta durante la presentazione .

Relazione socio-culturale del progetto “Aiutaci ad Aiutare”

Il progetto “Aiutaci ad Aiutare” nasce dalla volontà di dare un “sostegno” ad alcuni bambini del Madagascar, in particolare bimbi e bimbe della Comunità Missionaria “Figlie di Maria Ausiliatrice”, dove una nostra referente, Suor Nunziatina Lo Bartolo, appartenente alla Congregazione dei Salesiani “Don Bosco”, svolge con grande vocazione il suo operato. La Missione che vogliamo sostenere con questo progetto si trova a sud del Madagascar, nella regione di Haute Matsiatra, in un paese, che si trova agli ultimi posti del mondo, secondo l’indice di sviluppo umano calcolato dalle Nazioni Unite, a Fianarantsoa o Fianar; “Là dove si apprende il bene” o meglio dire “Dove si impara il bene”, questo in lingua Malgascia il significato del nome Fianarantsoa; la città di circa 200.000 abitanti di cui la metà sono bambini sotto i 12 anni sorge a 400 km dalla capitale Antananarivo in una delle zone più povere del paese. E’ sul lavoro delle donne malgasce, nelle risaie, a spaccare pietre per strada o a portare pesi per chilometri o a vendere frutta e verdura in mercatini improvvisati su strade non asfaltate, magari in mezzo al fango, che si basa la sussistenza delle famiglie malgasce, per guadagnare l’equivalente di meno di un euro al giorno e per, il 70% di loro neanche questo, la povertà è assoluta si è costretti a prostituirsi anche per un pugno di riso; le giovanissime ragazze-madri vengono abbandonate dai loro uomini, ed i loro bambini sono costrette a lasciarli negli orfanotrofi. A questa realtà drammatica si aggiungono sempre scontri e contestazioni date da tensioni politiche per regimi non accettati dalla popolazione, ed avversità climatiche dovute a stagioni delle piogge prolungate e per vari cicloni di notevole entità che si sono presentati negli anni. L’analfabetismo ostacola il tentativo di divulgare qualsiasi informazione e resta molto problematica la gestione di una registrazione della nascite e di conseguenza l’accesso all’istruzione scolastica, la finalità prioritaria rimane quella di “formare” la maggior parte dei bambini malgasci in modo da favorire la scolarizzazione e dare loro un futuro migliore. “E’ sbocciato un fiore…” il desiderio immenso di dare a questi bambini la possibilità di credere che il loro futuro possa essere diverso. Stiamo rivolgendo lo sguardo a 550 bambini che fanno parte della Comunità Missionaria dove esercita, con il suo straordinario sostegno quotidiano, la nostra referente Suor Nunziatina; il progetto iniziale prevede di sostenere e finanziare la costruzione di una sorta di recinzione di cemento intorno alla Missione per proteggerla dalle piogge torrenziali che da marzo ad ottobre si protraggono, lasciando infiltrare anche del fango ed umidità all’interno della missione. La scuola che questi bambini malgasci frequentano è molto lontana, circa 6 km, per questo ci poniamo l’obiettivo di contribuire al finanziamento a lungo termine della costruzione di una nuova ala all’interno della “Missione”, come una succursale più vicina, una sorta di scuola materna, “l’Ala Del Sorriso” dedicata alla memoria di Alberto Sardo, che prepari i bambini più piccoli a stare insieme, un Centro Socio-Scolastico dove i bambini più piccoli potranno giocare ed imparare preparandosi alle elementari. Affinchè questo si potesse realizzare serviva una raccolta fondi e per attivarla: l’input è stato partire da quello che abbiamo, trasformarlo, riutilizzarlo e ricrearlo. Volevo avviare una sorta di attività laboratoriale dedita al recupero e al riciclaggio di vario materiale. Ho invitato, attraverso la distribuzione di volantini, da maggio e per tutta l’estate, passando anche attraverso le scuole,la popolazione ad “Aiutarmi” al recupero del materiale per poterlo poi “lavorare”; così anche con la disponibilità dei mobilifici della nostra zona , ho potuto riusare i tessuti dei cataloghi dimostrativi, il materiale d’imballaggio, ed attraverso un continuo passa-parola ho cercato di sensibilizzare una disponibilità individuale e di creare un movimento di persone che in sinergia con altri, chi per il cucito, chi per l’uncinetto, chi per il ricamo, chi per la raccolta e l’ assemblaggio,chi per avermi messo a disposizione il proprio tempo, mi ha contribuito e collaborato per tutte le realizzazioni dei manufatti; primo fra tutti il progetto del “puff” riciclato dalle bottiglie di coca cola e sprite. Ho cercato e trovato, anche la collaborazione di altri artisti ed artigiani, che hanno messo la “loro opera” a disposizione per la” Mostra Collettiva”; oppure ancora ho proposto di aiutarmi per la ristampa del libro “Sorridere” di poesie di Alberto Sardo. Con serietà e grande impegno mi sono dedicata alla ricerca ed alla realizzazione delle varie attività, mi sono fatta portavoce e sostenitrice anche per recuperare i premi della “lotteria di benificenza”, e con immenso ottimismo sono andata avanti sostenuta e collaborata” in tutto” da una persona speciale, una Cooperatrice dela Famiglia Salesiana, la signorina Pina Calì, e da Padre Carmelo Giunta ,che da sua eccellenza Monsignor Muratore,Vescovo della Diocesi di Nicosia,essendo stato nominato” Responsabile dell’Ufficio Missionario ed Ufficio Migrantes”, mi ha “supportata” dal punto di vista pastorale ed episcopale, che con i suoi insegnamenti mi ha guidato emotivamente in tutte quelle che sono state le mie idee e proposte. Abbiamo messo a disposizione tutta la nostra volontà nell’impegno sociale, motivate dallo stesso valore di generosità e spirito missionario che ci ha “spinto lontano”, anche se siamo rimaste ognuno al proprio posto.” Don Bosco”, ci ha insegnato con i suoi insegnamenti, che fin quando noi ci attiviamo con grande sostegno ed impegno ,, per coloro che sono realmente in bisogno non ci mancheranno mai i mezzi necessari . Con questa mia motivazione rivolgo a voi che leggerete questo “‘invito” di credere che questo possa accadere con immenso ottimismo.

Enza Campione

Dalle inziative messe in itinere da questa splendida donna e dalla vendita di libri sono stati raccolti i soldi sufficienti per la relizzazione del muro di contenimento, a protezione della scuola, nonchè dare un primo inizio alla costruzione dell’ “ala del Sorriso”. Molti libri sono ancora in attesa di essere venduti.

In questa riedizione del libro “SORRIDERE” non abbiamo voluto mettere un prezzo di copertina per lasciare alla generosità delle persone la libertà di offrire secondo le loro possibiltà.

Mi scuso per il lungo intervento ma non potevo fare a meno di comunicarvi che Alberto sardo continua a sorridere.


 

 


 

 

 

 

 

 


funerale del blog

IL BLOG E’ ANDATO IN COMA PROFONDO

NE DANNO IL TRISTE ANNUNCIO

I BLGGISTI NOSTALGICI.

PRESTO LA SPINA SARA’ STACCATA

AD OPERA DEGLI AMMINISTRATORIDI WINDOWS LIVE.

 

Addio vecchio bog

porti con te le nostre fantasie, la creatività

i nostri colori.

Con te si sono dispersi tanti amici, tutte le belle parole che si scambiavano,

amicizie sincere…

 

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NON FIORI MA OPERE DI BENE

CI SONO ANCHE IO

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Ho fatto il trasloco  del blog.
Non so nemmeno da dove cominciare
e non so cosa riserva questa nuova piattaforma ma staremo a vedere.
Intanto benvenuti

o meglio ben ritrovati a tutti gli amici che mi faranno una piacevole visita.

Il caffè non mancherà mai.

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