Il nuovo numero di Focus Storia ci porta in un’epoca in cui il crimine si indagava senza microscopi, senza impronte digitali, senza Dna. Il dossier centrale, “Il crimine prima della polizia scientifica”, ricostruisce come si cercava la verità quando la scienza forense ancora non esisteva: confessioni estorte, testimonianze fragili, errori giudiziari, ma anche l’intuizione dei primi investigatori e la nascita dell’antropologia forense. Dal caso del “fantasma di Heilbronn” ai primi serial killer italiani, fino alla rivoluzione portata dalle impronte e dalla genetica, un viaggio nella storia dell’indagine tra successi, fallimenti e clamorosi abbagli.
Un numero che intreccia giustizia, società e cultura, mostrando quanto il modo di investigare racconti il livello di civiltà di un’epoca.
Il nuovo numero di Focus parte da una sensazione che ci accomuna tutti: siamo sempre stanchi. Il dossier indaga le radici della fatica contemporanea – biologiche, psicologiche e sociali – e spiega perché il nostro corpo sembra andare in riserva proprio nell’epoca delle macchine che dovrebbero farci risparmiare energia. Dalla qualità del sonno agli effetti dello stress cronico, fino ai rimedi che funzionano davvero (movimento, mindfulness, ritmi più umani), un viaggio scientifico dentro la stanchezza per capire a cosa serve e come evitarne le trappole.
Accanto al dossier, un numero che attraversa epoche e discipline: dalla Milano del Seicento, dove si masticavano foglie di coca contro la fatica, alle nuove frontiere dell’intelligenza artificiale, passando per lupi che tornano, buchi neri e nucleare di nuova generazione.